Recensioni Serie Tv

WESTWORLD – Tiriamo le fila, e speculiamo un po’.

Oggi è domenica, e da qualche settimana a questa parte, la domenica significa per molti una nuova ricorrenza: la vigilia di Westworld.

Siamo tutti in trepidazione, morbosamente curiosi di vedere ciò che accadrà dopo la potentissima settima puntata ed i colpi di scena che portava con sé.

A tre puntate dal gran finale abbiamo pensato di scrivere questo articolo per tirare un po’ le fila di ciò che è avvenuto fino ad ora, per prepararci a pubblicarne uno immediatamente dopo la visione delle prossime puntate, così da creare con voi uno spazio di discussione e di speculazione.

Quindi se non si fosse capito, ci saranno spoiler da questo momento in poi, se non avete ancora recuperato la serie fino alla settima puntata vi consiglio vivamente di non proseguire con la lettura.

Partiamo allora dal tema più caldo dell’ultima scena: la vera natura di Bernard e la violenta morte di Theresa. Un colpo di scena, certo, ma tra tutto ciò che la serie promette di mostrare è stato probabilmente il più telefonato. Non a caso molti di noi hanno iniziato a pensarlo molto presto, non appena ci è stato presentato con maggiore attenzione il personaggio di Bernard, unico tra tutti del quale era dato conoscere il passato. Che quei ricordi si sarebbero presto rivelati frutto di una scrittura fittizia, come per ogni personaggio robotico del parco, era piuttosto prevedibile. Ma non per questo la scena rivelatrice ha perso di fascino o del nostro interesse, questo grazie ad una messa in scena impeccabile e alle interpretazioni dei tre caratteri presenti davvero magistrali.

Ciò che sta rendendo, e sono convinto lo farà sempre di più, Westworld la serie del momento sono in gran parte le speculazioni che si possono operare con gli elementi che di puntata in puntata ci vengono velatamente forniti. Le idee fin’ora più quotate abbiamo già avuto modo di spiegarle in un apposito articolo (http://nerdmovieproductions.it/2016/11/14/westworld-la-sconvolgente-teoria-sulla-nuova-serie-tv-hbo/) la cui lettura sarà utile per comprendere quanto segue. Sono in gran parte teorie che riguardano la trama nel suo complesso, lo svolgimento e le relazioni tra le varie storyline.

Qui, vorrei invece approfondire qualche idea che ci è sorta in merito a singoli personaggi, portandovi punto per punto ed in maniera schematica i riferimenti probatori che abbiamo scovato qui e là tra le puntate.

TEORIA 1: William e Ed Harris,. Due attori, stesso personaggio.

Non è difficile ormai trovare parallelismi che confermino questa che, per ora, resta solo una teoria.

– Ed Harris interpreta l’unico personaggio il cui nome non è stato ancora pronunciato

– Ed Harris è sicuramente titolare di una grande fondazione, William invece si appresta ad una carriera di alto livello.

– I due personaggi sono gli unici ai quali El Lazo si sia presentato con il suo vero nome: Lawrence.

– Il personaggio di Ed Harris pronuncia la seguente frase:”In a way, you might say I was born here..” (“potresti dire che io sono nato qui”) (puntata 2)

– gli avvenimenti nella timeline, passata, di William si svolgono in maniere diverse dalle modalità “presenti”: i proiettili sono come pallottole di gomma (nel presente sono immateriali), la nitroglicerina esplode liberamente (Ed Harris provoca una esplosione che viene approvata dalla sala controllo della Mesa).

william harris

TEORIA 2: Arnold e Bernard. Due personaggi, stesso attore.

Sono infatti sempre più convinto che Bernard sia stato creato ad immagine e somiglianza di Arnold, compreso anche il suo background personale. Partiamo dal presupposto teorico che i dialoghi tra Dolores e Bernard siano in realtà nel passato, e che quindi avvengano tra la donna e Arnold.

Le prove sono numerose:

– (Ad esclusione di una sola scena) Bernard indossa sempre gli occhiali, Arnold no.

– La stanza in cui chiacchiera con Dolores è chiaramente lo stesso luogo degli avvenimenti sul finale della settima puntata, peccato che Bernard non possa vedere l’ingresso di quella stanza. Come avrebbe fatto ad arrivarci da solo?

– Sia Bernard (nella puntata 3) che Dolores (nella puntata 4) pronunciano la frase: “il dolore è tutto ciò che mi resta”.

Ford, creatore di Bernard, gli dice che anche la vita di Arnold fu piena di tragedie e spera che Bernard non compia gli stessi errori di Arnold.

– L’anagramma di Bernard Lowe è Arnold Weber

bernarnold

TEORIA 3: (personale di chi scrive) Ford è un automa.

Quando il Anthony Hopkins fa confessare il se stesso automa e bambino di aver ucciso il cane, il ragazzino afferma di aver ricevuto l’ordine da una voce (con ogni probabilità quella di Arnold).

La voce gli avrebbe detto di “ucciderlo perchè è cattivo, ma non è colpa sua, è stato programmato così” , poi di farlo “così che non possa più fare del male”. Secondo me avrebbe poco senso riferire queste frasi ad un cane, ritengo infatti che il bambino dovesse in realtà uccidere il signor Ford su ordine di Arnold, ma abbia sbagliato per qualche motivo. Se quindi l’obiettivo era “programmato per essere così” non rimane che affermare che il signor Ford sia un automa.

ford

In queste ultime righe proverò ad anticipare, senza approfondimenti, due o tre cosette che credo verranno spiegate nei prossimi episodi:

Elsie è stata, per me, rapita da Stubbs. (Probabilmente colui che trasmetteva informazioni all’esterno. Si ricordi come provasse in più modi a distogliere l’attenzione di Elsie nel recuperare l’automa con il segnalatore ritrovato nella crepa, terza puntata)

Ford creerà un automa con le sembianze di Theresa per poterla sostituire e controllare

– La giovane ragazza di colore, Charlotte Hale, inviata dagli investitori si rivelerà essere un automa (“richiede un sacrificio di sangue”, frase sentita anche per bocca di Ford)

Questo era quanto avevamo voglia di condividere con voi dopo la visione delle prime 7 puntate di Westworld. Siamo curiosi di sapere la vostra opinione e le vostre ulteriori speculazioni!

Ci riaggiorniamo con l’uscita dell’ottava puntata.

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About the author

Giacomo Valentino

Giurista (per darsi un tono) appassionato di narrazione in ogni sua forma, soprattutto su pellicola. Sempre pronto alla chiacchiera e allo scambio di opinioni, basta che alla fine ammettiate di avere torto.