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The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Recensione

Link immerso nel mondo di The Legend of Zelda: breath of the wild

The Legend of Zelda: Breath of the Wild è l’attesissimo nuovo titolo Nintendo, disponibile per Wii u e Switch, uscito il 3 Marzo 2017. Lo sviluppo del gioco, iniziato nel 2012 e durato ben cinque anni, ha creato grandi aspettative ancora prima del suo rilascio. Ma che non sono state deluse.

UN NUOVO ZELDA: LE CARATTERISTICHE DISTINTIVE RISPETTO ALLA SAGA

The Legend of Zelda: Breath of the Wild, pur discostandosi da molte delle caratteristiche finora appartenenti alla saga, è in parte anche un ritorno alle origini, un riavvicinarsi al primo titolo della saga The Legend of Zelda, per NES. Questo guardare al passato, per puntare al futuro, è stato evidenziato fin dalle fasi di prototipazione del titolo: la mappatura del mondo è da subito risultata molto simile al capostipite della saga.

Prototipo del videogico The legned of zelda: breath of the wild

L’aspetto sicuramente più distintivo, è il puro e libero openworld: un mondo sconfinato che può essere esplorato in ogni sua parte, ricco di sorprese, vite e miti. A differenza dei titoli precedenti, infatti, l’esperienza di gioco non si basa su lunghi dungeon, atti alla conquista di una nuova abilità o di una nuova arma per poter proseguire nella storia. I dungeon presenti nel gioco sono di due tipi:

  • i sacrari, brevi dungeon, che richiamano la classica modalità puzzle tipica della serie, ma composto da un solo enigma
  • i colossi, dungeon più lunghi, composti da 5-6 enigmi, prima della risoluzione finale.

Ma collocati all’interno di una realtà sconfinata, che potrebbe tranquillamente essere esplorata in ogni sua parte, anche ignorando la storia principale, lasciandosi immergere dalla libertà di movimento e di azione a propria disposizione.

Link davanti a un sacrario in The Legend of Zelda: Breath of the WIld

Altra caratteristica nuova, è la gestione dell’inventario e l’ottenimento delle armi. Gli strumenti, infatti, vengono messi a disposizione dell’eroe quasi subito, a differenza del sistema precedente, che richiedeva di completare determinati dungeon per poterne ottenere l’abilità. L’armamentario è estremamente curato: ogni armatura, arma o scudo, ha le proprie caratteristiche e delle proprie statistiche. Inoltre, altro elemento di novità, gli oggetti possono usurarsi e rompersi, richiedendo di avere un inventario sempre ricco e pronto ad ogni evenienza.

Inventario in The legend of zelda: breath of the wild

La sensazione, rispetto ai capitoli precedenti, non è soltanto quella di personificare l’eroe della leggenda, col compito di salvare il mondo dalla ritornata minaccia su Hyrule, ma quella di essere un vero e proprio avventuriero alla riscoperta di un mondo dimenticato.

Link avventuriero in the legend of zelda: breath of the wild

 

UN MONDO VIVO E IL VIAGGIO DI UN EROE

Come si è già accennato, il mondo è vasto, aperto alla libera esplorazione. Ma non è un mondo fittizio, vuoto, creato ad uso e consumo dell’eroe. E’, al contrario, vivo e ricco, in ogni sua parte. Evidente la cura, quasi maniacale, di realizzare un ambiente realistico, non tanto nell’aspetto grafico, quanto nel sentito e nel percepito. Ogni personaggio, anche il più apparentemente insignificante e secondario, ha una propria routine, una propria collocazione nel mondo, una propria famiglia o una storia, in breve una linea temporale di vita, che cambia a seconda del momento, in particolare tra giorno e notte. Possiamo infatti assistere a bambini che scorrazzano per i villaggi, mercanti e contadini dediti al loro lavoro, di giorno, per poi ritrovarli a casa, in attesa dei propri cari, intenti a condurre una vita domestica, fatta di affetti e relazioni.

Link alle prese con un incontro in The Legend of Zelda: breath of the wild

Da questo deriva la profondità delle storie secondarie, o dell’importanza degli incontri lungo il proprio cammino. Se si incontra, infatti, un bambino che intona un’antica filastrocca, legata ad una leggenda su un antico oggetto mitico, si potranno ripercorrerne le rime, fino al ritrovamento del tesoro.

La vita quotidiana scorre in parallelo agli eventi epici della storia principale: un contrasto sempre attivo tra la quotidianità delle persone che abitano Hyrule e le sue zone, e gli eventi straordinari dall’eroe.

Link insieme a Midna in The Legend of Zelda: Breath of the Wild

Anche l’impatto atmosferico è stato ricreato, per far vivere all’avventuriero quelle difficoltà che potrebbe avere una persona vera: scalando un’alta montagna, ci si ritroverà avvolti nella neve e nel gelo, e senza le giuste accortezze per proteggersi dal congelamento, non si potrà avanzare. Nuotando si dovranno affrontare le correnti di laghi e mari, scalando il personaggio si stancherà, e potrebbero non riuscire ad arrivare in cima ad una montagna, o rischiare di annegare per il troppo affaticamento. Non c’è dunque da stupirsi che siano rispettate anche le catene causa-effetto: ad esempio, se si butta del fuoco nell’erba, questa brucia.

Link che plana in The Legend of Zelda: breath of the wild

Giocando The Legend of Zelda: Breath of the Wild si sente veramente di vivere Hyrule, di percepirne il vissuto, la storia e il folklore, come mai si è potuto fare nei capitoli precedenti. Ogni zona del mondo nasconde un segreto, una missione, uno scopo. Nulla è lasciato al caso.

Eppure, in tutta questa immensità di vite e personaggi che si intrecciano, di bestie ed eventi atmosferici, Link appare solo, destinato ad affrontare le sue missioni e le sue lunghe giornate, senza neppure aver dietro l’iconica fatina, compagna delle avventure passate della saga.

 

LIBERTA’ D’AZIONE

La parola d’ordine del gioco è libertà. Si può decidere di seguire il sentiero che più si vuole, affrontare i dungeon in ordine sparso, persino ignorare la storia principale per dedicarsi all’infinita disponibilità di eventi secondari. Addirittura concentrarsi sull’ottenimento di gustose, e utili, ricette, piuttosto che al salvataggio del mondo.

Link risolve un enigma in The Legend of Zelda: breath of the wild

Ma la scelta del giocatore non si ferma alla sola scelta dell’ordine delle cose da fare, o della totale o parziale esplorazione del mondo. Ciascuna sfida può essere affrontata in maniera differente, non c’è quasi mai un’unica soluzione: si può decidere per un gioco più diretto, sfrontato, per uno stile più stealth e accorto.

Tutto dipende dal gusto del giocatore e dal suo stile di gioco, nessun obbligo, nessuna costrizione.

 

LO STILE ARTISTICO

La grafica richiama i tratti più moderni dell’animazione giapponese, con colori caldi e vibranti, e un sapiente uso di luci e ombre.

Link incontra la fata splendente in The legend of zelda: breath of the wild

La musica è meno protagonista, rispetto alla tradizione della saga: sebbene riecheggino i classici e intramontabili temi ormai noti a tutti gli appassionati, è un’accompagnamento all’avventura, e non parte integrante di essa. La sua presenza è meno imponente, meno evidente.

 

IL LATO OSCURO DI HYRULE

Nessun gioco è perfetto, e neanche The Legend of Zelda: Breath of the Wild fa eccezione.

In particolare, le problematiche principali sono legati alla resa della sua vastità da parte dell’hardware. Alcune texture ambientali, ad esempio le rocce, sono poco definite, e vengono talvolta caricate tardivamente assieme ai modelli di mostri e personaggi. Inoltre, in momenti di stress per l’hardware, come quando si palesa un gran numero di effetti, si presentano cali di frame anche importanti.

Nel complesso queste problematiche, più legate all’hardware che al gioco vero e proprio, non precludono un’esperienza di gioco positiva, che rimane a livelli di eccellenza.

 

MODALITA’ DI GIOCO

Nella versione per Nintendo Switch, il gioco è fruibile in modalità tv, handeld tabletop.

Sebbene la modalità tv sia la consigliata, e quella su cui risulta più godibile, anche in versione handeld è comunque giocabile, senza grossi fastidi. La modalità tabletop, invece, risente maggiormente della dimensione ridotta dello schermo, in particolare i testi sono di difficile lettura. Questa problematica si avverte di meno in handeld perchè a differenza della tabletop, lo schermo è tenuto più vicino agli occhi.

 

IN CONCLUSIONE…

The Legend of Zelda: Breath of the Wild è un gioco profondo, che può essere seguito a più livelli: si può scegliere di seguire solo la storia principale, perdendosi l’esplorazione di Hyrule, oppure decidere di perdersi nelle sue immensità, sondare ogni paesaggio fin nelle sue minuzie, e aprirsi alla magia del suo mondo.

In qualunque modo si decida di giocarlo e fruirlo, rimane un titolo curato nei minimi dettagli, attento in ogni meccanica, capace di divertire ed emozionare.
… UN NUOVO STILE, MA L’ANIMA DI SEMPRE.

 

The Legend of Zelda: Breath of the wild

The Legend of Zelda: Breath of the wild
9.5

Pros

  • Un mondo vasto e vivo
  • Libertà d'azione
  • Cura dei dettagli
  • Direzione artistica

Cons

  • Hardware non sempre all'altezza

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About the author

Valentina Zanasi

Valentina Zanasi

Piccola farmer coreana in incognito, passa l'adolescenza fingendo di essere normale, mentre leggeva fumetti di nascosto e passava ore sui mmorpg. Ora, dopo una laurea in lettere ed una in editoria, sta cercando il suo posto nel mondo.