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Guardia giurata robot si “suicida” nella fontana

I robot possono provare sensazioni ed emozioni? Al momento sembra uno cosa remota, ma nel frattempo un robot guardia giurata si è suicidato in una fontana di un centro commerciale a Washington.

Tante volte l’uomo si è chiesto se prima o poi anche i robot proveranno dei sentimenti verso ciò che li circonda e/o verso l’uomo e gli animali. Questa è una curiosità che ha interessato anche molti filosofi e sociologi del nuovo secolo soprattutto per quanto riguarda lo studio della sociologia e psicologia umana qualora i robot dovessero sostituire migliaia di posti di lavoro occupati dagli umani. I robot proveranno empatia e rimorso?

Oggi, però, non è il caso di addentrarci dentro questo tunnel molto lungo e a tratti vorticoso, ma parleremo di un evento tanto ambiguo quanto divertente che in primis è stato riportato dal The Independent con il titolo “Robot impiegato come guardia giurata si suicida gettandosi nel laghetto”.

Leggendo velocemente parrebbe che l’articolista avesse erroneamente inserito la parola “robot” nel titolo, ma poi leggendo attentamente l’articolo non è così. Infatti proprio qualche giorno fa, in un centro commerciale alle porte di Washington DC, il noto robot guardia giurata nominato “Knightscope K5”, impiegato come addetto alla sicurezza presso la società di Consulenza e Comunicazioni Gmmb, si è gettato nella fontana del centro commerciale per la noia. Proprio l’azienda aveva promesso che il robot sarebbe stato migliore dell’uomo perché non si sarebbe mai annoiato, e invece la noia ha sopraffatto pure lui.

L’evento ha suscitato ilarità e altrettanto domande esistenziali come anch’io, ironicamente, ho riportato nell’incipit dell’articolo. La stessa Tyler Durden, nota giornalista, ha pubblicato nel suo blog ZeroHedge un breve articolo sull’accaduto e ha commentato un resoconto del New York Magazine nel seguente modo:

“C’è anche l’assurdo resoconto del New York Magazine che sostiene: “Lo stress è stato eccessivo per il robot” progettato per prevenire il crimine». E ironizza: «Chi fosse colpito dalla condizione esistenziale dei robot e volesse fare una donazione per aiutarli a superare il loro irrazionale senso di colpa, può fare un versamento alla Seedinvest Knightscope: l’azienda sta cercando di raccogliere 20 milioni di dollari» da investire nello sviluppo dei robot umanoidi.”

L’incidente non ha fermato nemmeno l’ironia oltreoceano tanto che Metro UK ha ironizzato così l’accaduto:

“Che sia il primo suicidio di robot al mondo? Una ribellione contro la monotonia del suo lavoro”.

In ogni caso il robot K5 aveva già avuto dei problemi nei mesi scorsi poiché aveva subito un attacco da parte di un uomo ubriaco, poi prontamente arrestato, e si era scontrato accidentalmente con un bambino di 16 mesi. Forse il suo estremo gesto è dovuto a qualche rimorso che non riusciva più a tenersi dentro? Non lo sapremo mai, ma riposa in pace piccolo angelo della sicurezza.

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About the author

Giovanni Arestia

Studente di Ingegneria Informatica che tra un libro e un altro trova sempre il tempo per un film, un fumetto o un videogioco.