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Fifa 18 – Recensione

Qualche giorno fa è toccato a Pro Evolution Soccer 2018, ora a finire sotto la nostra lente è la simulazione calcistica di EA Sports, Fifa 18. Sappiamo bene che dal lontano 2010, il titolo sportivo più acclamato di sempre, continua imperterrito la propria ascesa. Merito soprattutto degli sviluppatori che, di anno in anno, riescono a migliorare un prodotto già ottimo e colmo di contenuti. Fifa 18 è il frutto di un lavoro straordinario, una simulazione calcistica in grado di sfiorare la perfezione, toccando ancora una volta vette d’eccellenza. Curiosi di conoscere il nostro parere? Beh, un’idea ve la sarete già fatta ma non disperate, ha anche dei difetti. Scopriteli con noi nella nostra recensione!

BELLEZZA IN MOVIMENTO

Il gameplay di Fifa 18 è rimasto il medesimo, in buona parte, della passata edizione. La novità più grossa ed interessante riguarda i movimenti dei calciatori. Ebbene si, quest’anno potremo godere della bellezza e dell’utilità del frame per ogni singolo movimento. Nel nostro caso, ogni sequenza di animazione sarà collegata ad un’altra in maniera impeccabile, donando veridicità e spettacolarità ad ogni azione. In che maniera influisce questa nuova feature sul sistema di controllo? Possiamo raccontarvi solo di benefici: il controllo della palla e del movimento stesso del calciatore è diventato estremamente più preciso; tocchi del pallone ad un passo dalla realtà, stop e riprese mai viste se non su un vero rettangolo verde e contrasti di gioco, ora più che mai, calcolati all’istante. La fluidità dell’azione ne ha giovato molto, soprattutto durante le ripartenze, dove, i giocatori più tecnici, possono esibirsi in splendidi stop a seguire, dribbling ubriacanti e uno-due micidiali. Maggiore cura corrisponde a maggiore realisticità, non sognatevi di inanellare la sequela di azioni appena citate con giocatori dai mezzi tecnici mediocri. Il risultato può essere davvero disastroso. Può capitare, infatti, che la palla venga allungata o il giocatore stesso perda il controllo totale della la sfera, o ancora, che dopo almeno un paio di queste azioni eseguite per bene, il filtrante finale sia totalmente impreciso. Insomma, volete saggiare la bellezza del movimento frame per frame? Controllate Messi, Neymar, Ronaldo (si, anche il Fenomeno), Kroos e bellezza ed efficacia saranno all’ordine del giorno. Ma non disperate, la bellezza è anche nel passaggio sbagliato del Nagatomo di turno, abbiamo parlato di realisticità o sbaglio?

La velocità di gioco è più lenta rispetto all’edizione passata, si favorisce lo studio dell’avversario e delle situazioni  per poi infilare con una bruciante costruzione o un altrettanto efficace contropiede. Un’altra novità di quest’anno è la sostituzione dinamica, questa permette all’utente di non spezzare il ritmo di gioco mettendo il gioco in pausa ma attraverso la pressione di due tasti, avvallare il cambio proposto che apparirà in basso a destra dello schermo.

IL RITORNO DI ALEX HUNTER

Il Viaggio di Alex Hunter è stata la più grossa novità della scorsa edizione, una sorta di modalità storia che ha saputo convincere buona parte del pubblico. Ecco perché, i ragazzi di Electronic Arts, hanno voluto riproporre questa modalità, migliorandola e rendendola ancora più profonda. Ne Il Ritorno di Hunter, dovremo impersonare ancora una volta il talentuoso ragazzo inglese e partecipare attivamente alla sua ascesa. Partiamo col dire che ogni minimo aspetto, da quello apparentemente insignificante a quello più importante, ha giovato di un upgrade non indifferente. Questo grazie al feedback degli utenti che nella passata edizione, lamentavano una mancanza di profondità. In questo secondo capitolo nulla è lasciato al caso, la storia assume contorni più maturi e, le vicende del giovane Hunter, riescono a convincere il pubblico più esigente con una trama ben raccontata, mai sopra le righe e con una sceneggiatura all’altezza. Il nostro obbiettivo, ovviamente, sarà quello di rendere Alex Hunter un giocatore di livello mondiale e, per riuscirci, dovremo allenarci, vincere e soddisfare una serie di obiettivi secondari in grado di regalarci alcuni bonus. Non mancherà la presenza di alcuni dei calciatori ed ex-calciatori più importanti del panorama mondiale, da Griezmann a Cristiano Ronaldo, da Titì Henry ad Harden. Ognuno con una sfida da proporci. A condire l’esperienza di gioco ci saranno ancora una volta i dialoghi a scelta multipla che influenzeranno il nostro rapporto con il pubblico e i followers e finalmente la personalizzazione del nostro protagonista, una gradita aggiunta. Per la prima volta, poi, potremo giocare in campionati che non siano solo ed esclusivamente del circuito inglese. Migliorata, infine, la longevità. The Journey: Il Ritorno di Alex Hunter ci ha convinto pienamente.

L’ORO DI EA SPORTS: ULTIMATE TEAM

Novità anche per quella che, a detta di molti, è la modalità regina di Fifa 18, l’Ultimate Team. Alle Sfide Creazioni Rosa e al FUT Champions va ad aggiungersi una modalità nuova di pacca, si tratta della Squad Battle. Ogni giorno avremo la possibilità di sfidare offline le rose degli altri utenti, quattro per la precisione. Più alta sarà la difficoltà, più succosi saranno i premi partita e i punti assegnati. In particolare, proprio questi ultimi, ci permetteranno di scalare una classifica dedicata, per poi, a fine settimana, in base alla posizione raggiunta, raccogliere i frutti del nostro lavoro (crediti, tanti e pacchetti bonus). Note anche per la FUT Champions TV e per l’aggiunta, più che gradita, delle Leggende. Fino allo scorso anno era possibile acquistare giocatori del calibrio di Maradona, Del Piero e Ronaldo (3 varianti per ogni calciatore) solo ed esclusivamente su Xbox One. La possibilità, da quest’anno, è stata allargata anche agli utenti Playstation 4. Appunto per la modalità Carriera dove, gli sviluppatori, si son concentrati per migliorare modalità e veridicità dei trasferimenti.

TECNICAMENTE PARLANDO

Tecnicamente, Fifa 18, restituisce emozioni e bellezza di quel rettangolo verde ammirato il più delle volte in tv. Nessuno stravolgimento nel motore grafico ma tanti piccoli accorgimenti che rendono il calcistico di EA Sports un gioco migliore. Le licenze ricoprono in tutto questo un ruolo fondamentale, con stadi e campionati che godono di ogni cura possibile ed immaginabile (Premier League in primis). Upgrade per gli spettatori, ora interattivi come non mai. Ancora nessuna licenza, però per la Serie A, qui denominata Calcio A, una mancanza che ci lascia con un po’ di amaro in bocca. Rivedibile la somiglianza con alcuni calciatori che da diversi anni ricoprono un ruolo portante nei rispettivi campionati. Punto debole della produzione, ancora una volta, il duo Pardo-Nava, con frasi stereotipate che lasciano il tempo che trovano e per un’alta percentuale di casi, fuori contesto.

Fifa 18

Fifa 18
9.2

Fifa 18

9.2/10

Pros

  • Tanta carne al fuoco
  • Un tripudio di licenze
  • Controllo e movimenti migliorati

Cons

  • Serie A non licenziata
  • Alcuni calciatori importanti non somiglianti

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About the author

Christian Mazza

Christian Mazza

Laureato in Filosofia e specializzato in Scienze Filosofiche, ama il videogioco in ogni sua forma e materia. Grande appassionato di tecnologia, cinema e fumetti, strumenti semplici al servizio della nostra mente e della nostra fantasia.