South Park: Scontri Di-Retti – Recensione

Versione testata: PlayStation 4

South Park, la serie animata ideata da Trey Parker e Matt Stone, e andata in onda per la prima volta nel 1997, ha da sempre raccolto numerosissimi consensi. I meriti sono da ricercare in uno humor spinto, capace di trattare con assoluta leggerezza temi e argomenti scomodi. Nonostante le critiche, provenienti perlopiù da comunità religiose, South Park è diventato un cartone di culto, riuscendosi a ritagliare, di anno in anno, uno spazio piuttosto importante. La prima incarnazione videoludica degna di nota è datata 2014, con South Park: Il Bastone della Verità, titolo sviluppato dai ragazzi di Obsidian in grado di attirare diverse attenzioni. Stile grafico inconfondibile, risate assicurate dall’inizio alla fine del gioco e un gameplay basato sul combattimento a turni. Una vera e propria chicca che ha riscosso un grande successo, sia di critica che di pubblico. Ripetersi era un’impresa piuttosto ardua ma gli sviluppatori, questa volta di Ubisoft San Francisco, ci hanno provato e, forti della collaborazione di Stone e Parker, hanno dato vita ad un titolo maturo e che ha saputo migliorarsi da quasi tutti i punti di vista. Scopritene di più nella nostra recensione di South Park: Scontri Di-Retti.

CIVIL WAR

South Park: Scontri Di-Retti, è da considerarsi un seguito a tutti gli effetti, le vicende narrate in questo episodio, però, possono essere comprese anche da chi, Il Bastone della Verità, non l’ha mai giocato. Il gioco comincia più o meno come il primo capitolo: i ragazzini della nevosa città di South Park sono impegnati nella solita battaglia a sfondo medievale. L’arrivo del ciccione più famoso della serie animata, Cartman, cambierà le carte in tavola, dando vita ad una rivoluzione contestuale.
Eric non è più il mago del primo capitolo ma un supereroe mascherato arrivato dal futuro: il Procione. South Park cambia pelle e con lei anche le vicende e le situazioni che andranno via via a delinearsi. Lo sfondo pensato dagli sviluppatori e dagli autori è, come avrete capito, quello supereroistico, con il variegato gruppo di ragazzini a darsele di santa ragione travestiti da simil-eroi dei fumetti. Anche qui non mancherà l’infinita sfida tra Marvel e DC, scimmiottata da gang rivali che prendono il nome di Super Gruppo del Procione e gli Amici della Libertà. Noi vestiremo i panni del Novellino arrivato in città nel precedente capitolo e tirato in ballo da Eric Cartman in una singolare missione che consiste nel recuperare un gatto smarrito, ricevere la ridicola ricompensa e dare sfogo al grande sogno di Eric: produrre una serie Netflix sui migliori supereroi di tutti i tempi, il suo team.

SUPER FLATULENZE

L’incipit, della durata di un paio d’ore, ci permetterà di familiarizzare con il nuovo sistema di combattimento di cui vi parleremo tra poco e di personalizzare il nostro personaggio, scegliendo il superpotere a noi più congeniale. Partiamo col dire che le modifiche estetiche che apporteremo al nostro alter-ego non influiranno in nessuna maniera sulle statistiche di attacco, difesa e abilità. Entrati a far parte del clan del Procione, Cartman ci darà la possibilità di scegliere il nostro superpotere. Le classi iniziali saranno solo tre ma, con il prosieguo del gioco ci verrà offerta l’opportunità di padroneggiare le altre sette, per un totale di dieci classi. Inutile dire che le classi disponibili prendono spunto da icone dell’universo dei supereroi, con poteri alla Flash, la Cosa e Ciclope a fare da padrone. Il cambio di genere ha modificato anche e sopratutto lo stile del gameplay e del combattimento a turni. Scopriremo che avrà un ruolo fondamentale il posizionamento del nostro team nel corso di una battaglia. Il punto di riferimento sarà una griglia sotto i nostri piedi, toccherà a noi scoprire quali attacchi utilizzare ma soprattutto da quale posizione arrecare danno al nemico. Dopo una manciata di minuti verremo a conoscenza che il soprannome che ci è stato affibbiato è Petomen. Il perchè? Buona parte delle nostre abilità speciali ruotano attorno ai nostri peti! Ecco perché sbloccare un passaggio, raggiungere una zona prima irraggiungibile o, ancora meglio, fermare e riavvolgere il tempo, risultano, grazie alle nostre flatulenze, di primaria importanza. Il level-up garantisce lo sblocco di alcuni slot dove incastonare delle gemme che permettono al nostro Novellino di aumentare le statistiche di attacco, salute e potere e per le circa 20 ore che ci vorranno per completare il gioco avremo a che fare con situazioni assurde e sempre divertenti.

COME IN TV


Tecnicamente South Park: Scontri Di-Retti, mantiene inalterato lo stile grafico delle serie televisiva e questo non può che farci contenti. Ottimi gli effetti e le animazioni, straordinaria la caratterizzazione dei personaggi. Le note dolenti risiedono in un sistema di combattimento che non offre, per quanto riguarda gli attacchi, tantissime scelte. In soccorso, però, abbiamo la possibilità di selezionare e padroneggiare dieci classi differenti, cosa non da poco. Per il resto, South Park: Scontri Di-Retti, migliora in tutto e per tutto ciò che abbiamo visto con il primo episodio. Un acquisto consigliato per tutti i fan della serie e per gli amanti dei giochi di ruolo.

South Park: Scontri Di-Retti

8.5

South Park: Scontri Di-Retti

8.5/10

Pros

  • Stile inconfondibile
  • Folle al punto giusto
  • Nessuna censura

Cons

  • Personalizzazione puramente estetica
Christian Mazza
Written by
Laureato in Filosofia e specializzato in Scienze Filosofiche, ama il videogioco in ogni sua forma e materia. Grande appassionato di tecnologia, cinema e fumetti, strumenti semplici al servizio della nostra mente e della nostra fantasia.