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Secret Of Mana – Recensione

Versione testata: PlayStation 4 Pro

Secret Of Mana, titolo rilasciato nel lontano 1993 per Super Nintendo riscosse un incredibile successo, tanti i motivi e le caratteristiche che ne attestavano la qualità ma una cosa in particolare balzò all’attenzione degli esperti e dei videogiocatori: il titolo sviluppato da Square strizzava l’occhio a The Legend Of Zelda ma riusciva, con grande personalità, a proporre qualcosa di totalmente nuovo. Colonna sonora, stile grafico e character design riuscirono a penetrare i cuori dei cultori del genere jrpg che, affascinati soprattutto da un gameplay più immediato e snello, promossero a pieni voti la creatura di Square. Non solo una risposta, quindi, a quelli che erano titoli che godevano già di un certo blasone, Secret Of Mana è entrato di prepotenza nella Hall Of Fame dei giochi di ruolo giapponesi che, sfondata la barriera, son riusciti a farsi apprezzare anche in Occidente. A ben 25 anni di distanza dalla prima incarnazione, Square Enix ha pensato di riproporre questo classico del passato svecchiandolo dal punto di vista tecnico e tentando di donargli nuova linfa. Missione compiuta? Scopritelo con noi nella nostra recensione.

PRIMO IMPATTO

Bastano pochi minuti per comprendere che questo Secret Of Mana ha poco a che vedere con il titolo uscito nel 1993. A partire dallo stile grafico, questo remake non funziona come dovrebbe: la caratterizzazione dei personaggi non sarebbe neanche male ma i modelli poligonali lasciano alquanto a desiderare. Le movenze, l’assenza di fluidità, la povertà delle animazioni, giocano un brutto scherzo a coloro i quali hanno già avuto a che fare con le avventure di Randi, A questo, poi, si va ad aggiungere la totale inespressività dei volti, è impensabile, infatti, nel 2018 assistere ad uno svecchiamento tecnico e in un momento fondamentale come quello dei dialoghi, scoprire che i personaggi non simulano un parlato.

MANA SWORD

La storia narra di un giovane ragazzotto, Randi, che per sua sfortuna, estrae casualmente una spada incastonata in una roccia. La Mana Sword, questo il nome della leggendaria arma bianca, estratta dal suo luogo di riposo, risveglia dormienti spiriti maligni appartenenti ad un altro tempo. Mostri e altri tipi di creature attaccheranno il villaggio dell’ingenuo Randi che, accusato di aver risvegliato il male, verrà bandito dal luogo che lo ha visto crescere. Il nostro protagonista intraprenderà il suo viaggio alla ricerca della verità, tentando di porre fine alla maledizione che ormai attanaglia la regione. Durante il nostro percorso faremo la conoscenza di diversi comprimari: Primm, una ragazzina estremamente vivace e Popoi, un folletto che non le manda a dire.

ABBIAMO UN PROBLEMA, O FORSE DUE

Avremmo apprezzato se ad accompagnare il restyling tecnico ci fosse stata anche una svecchiata al gameplay che, vista la macchinosità dei modelli poligonali, scava un solco profondo tra ciò che è stato e ciò che è. Ci spieghiamo meglio: Secret Of Mana è un prodotto che ancora oggi, nella sua versione originale, riesce a regalare emozioni. I problemi subentrano quando ad un restyling tecnico alquanto mediocre, si decide, scioccamente, di accompagnare lo stesso identico gameplay di 25 anni fa. Una scelta curiosa visto che, la legnosità dei modelli incide profondamente su quelle che sono poi le dinamiche dei combattimenti. Faremo un esempio: nelle oltre venti ore di gioco che ci hanno permesso di raggiungere i titoli di coda, ci siam trovati svariate volte a fare i conti con il sistema di controllo, il problema ricorrente è stato quello di non poter orientare i nostri attacchi in tutte le direzioni, limitando le azioni a destra, sinistra, su e giù. A questa, purtroppo importante limitazione, va ad aggiungersi un’intelligenza artificiale dei nostri comprimari assolutamente deficitaria, spesse volte dovremo badare più a loro che a noi e saremo costretti a spendere le nostre risorse per acquistare oggetti curativi che possano permettere loro di non soccombere. Come se non bastasse, la gestione dell’inventario, fondamentale per questo genere di giochi, appare confusionaria non permettendo fluidità nelle manovre di cambio arma e incantesimi.

CONCLUDENDO

Secret Of Mana non è un remake di qualità, tutt’altro, il titolo, realizzato evidentemente con una certa superficialità, non riesce a scaldare i cuori degli appassionati. Il nostro consiglio? Se volete mantenere un buon ricordo del capolavoro che fu 25 anni fa, non acquistate questo titolo.

Secret Of Mana

Secret Of Mana
6

Secret Of Mana

6.0 /10

Pros

  • Longevo
  • Ottima colonna sonora

Cons

  • Tecnicamente mediocre
  • Controlli macchinosi

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About the author

Christian Mazza

Christian Mazza

Laureato in Filosofia e specializzato in Scienze Filosofiche, ama il videogioco in ogni sua forma e materia. Grande appassionato di tecnologia, cinema e fumetti, strumenti semplici al servizio della nostra mente e della nostra fantasia.