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Una Serie di Sfortunati Eventi, i primi 5 episodi della seconda stagione- Recensione

Nel Gennaio dello scorso anno, venivano rilasciati su Netflix i primi otto episodi di Una Serie di Sfortunati Eventi, trasposizione televisiva dei primi quattro libri per ragazzi scritti da Daniel Handler / Lemony Snicket. Le disavventure degli orfani Baudelaire, e i costanti travestimenti del conte Olaf (Neil Patrick Harris)  della visione di Netflix si dovettero scontrare con coloro che non hanno perso tempo a paragonare il tutto al film del 2004 con protagonista Jim Carrey. Dal prossimo 30 Marzo, le sfortunate indagini dei Baudelaire continueranno con una seconda stagione di dieci episodi,  atti a coprire dal quinto al nono libro della saga.

La formula della produzione Netflix non cambia: ogni libro è diviso in due episodi e portato in scena nella maniera più ineccepibile e curata possibile. Abbiamo visto in anteprima i primi cinque episodi e ci siamo fatti sedurre ancora una volta dal trasformismo del Conte Olaf, oltre che dai nuovi ingressi nel cast.

Look Away, Again

Una Serie di Sfortunati Eventi riprende dal quinto libro L’atroce accademia (The Austere Academy) riportando in scena gli Orfani Baudelaire e il loro peregrinare da  un tutore all’altro, nell’inefficace tentativo di fuga dal Conte Olaf ed i suoi sgherri.Nuovamente ci troviamo di fronte  (sia qui che negli episodi successivi) ad una riscrittura di certi avvenimenti del libro, con piccoli cambi di avvenimenti e location, ma che nel complesso non cambiano il racconto. Come la prima stagione infatti, lo stesso Daniel Handler collabora alla stesura della sceneggiatura, coordinando ogni minimo cambio dalla controparte cartacea.

A giovare della riscrittura di determinate scene sono, manco a dirlo, i personaggi: tra cui la new entry Nathan Fillion (di cui non abbiamo intenzione di rivelarvi il ruolo). La presenza di Fillion anche nei libri in cui in realtà è assente, ne mostra un nuovo aspetto, in maniera analoga ai personaggi aggiunti della prima stagione.

Un Nathan Fillion notevole ma che è solo la prima delle numerose aggiunte di spessore di questa seconda serie assieme a, tra gli altri, Sara Rue (Perfetti ma non Troppo), Tony Hale (Arrested Development) e Lucy Punch (New Girl). Non da meno ovviamente le performance di Malina Weissman e Louis Hynes (Violet e Klaus Baudelaire) anche se i due mattatori restano ovviamente Neil Patrick Harris e Patrick Warburton.

Olaf e Snicket  continuano ad alternarsi, il primo nell’illusione dei travestimenti, per ingannare gli altri adulti e puntualmente venir scoperto dai ragazzi, il secondo nel suo rapporto col pubblico, spettatore impotente di fronte alle disgrazie degli orfani.

Dalle pagine allo schermo

In questi cinque episodi, abbiamo ritrovato l’altro punto forte della produzione Netflix, quello che  già lo scorso anno la ergeva vincitrice nello scontro con il film del 2004: l’estetica. Una Serie di Sfortunati Eventi è  indubbiamente capace di portare a schermo tutte le location del libro, dalla villa bruciata  in tinta grigia dei Baudelaire, al ristorante rosa Caffè Salmonella, fino ad infine una suggestiva ricostruzione del villaggio V.F.. Tornano anche gli effetti in CGI scadente, capaci di spiazzare per la poca cura con cui sono fatti ma che costituiscono un marchio della tragedia malinconica di Snicket.

Colori, musiche e scenografie si tramutano nuovamente da palcoscenico per gli attori a vere e proprie protagoniste dell’intera produzione.

In sostanza, se avete apprezzato la prima stagione, troverete la stessa cura del dettaglio e dicotomia tra melanconia e commedia. Inoltre, per quanto riguarda Una Serie di Sfortunati Eventi, abbiamo già la certezza che la saga giungerà al termine il prossimo anno, con la terza ed ultima stagione, evitando cancellazioni in corsa. In alternativa potete distogliere lo sguardo, in fondo il motivetto cantato da Neil Patrick Harris che fa da sigla agli episodi vi invita esattamente a non guardare quanto accade.

 

 

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Guido Avitabile

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