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Decrypto: il gioco da tavolo che vi fa diventare una piccola spia – Recensione

Deduzione, logica e bluff, questi sono i tre indizi che hanno una sola parola chiave: Decrypto, il nuovo gioco da tavolo edito dalla Asmodee Italia che allieterà le vostre serate con amici e parenti.

Decrypto è il nuovo party game ideato dall’autore Thomas Dagenais – Lespérance ed edito dalla Asmodee Italia. L’obiettivo del gioco è quello di decriptare i codici della propria squadra e intercettare quelli della squadra avversaria e, proprio perché si parla di squadre, il numero di giocatori va dai 3 agli 8 (nulla vieta di giocare in più persone). Una mezz’oretta di gioco in totale, ma resterete incollati ogni singolo minuto cercando di captare quanti più indizi possibili. Prende spunto dal pluripremiato gioco da tavolo Nome in Codice, ma per la sua grafica in stile informatica anni ’80-’90, la sua semplicità e velocità si appresta a coinvolgere grandi e piccini. Sarà davvero così? A voi le mie impressioni.

Materiali e componentistica

La prima cosa che salta all’occhio è la scatola di pregevole fattura, piccola nelle dimensioni, ma grande nella cura grafica che risulta accattivante e certamente ben studiata. Al suo interno troviamo due coppie di 4 finestre, con un numero corrispondente sotto (dall’1 al 4), coperte da una pellicola rossa che consente di leggere le parole riportate sulle carte criptate denominate “parole chiave”. Questa pellicola rossa è importante poiché le carte “parole chiave”, senza di essa, risultano indecifrabili. Quest’ultime sono double face e ognuna di esse contiene 4 parole, così da avere 110 carte, ma 440 parole. Vi sono poi 48 carte codice, 24 nere e 24 bianche, che riportano un codice a 3 cifre con valori da 1 a 4 che rappresentano la sequenza da far indovinare ai propri compagni di squadra e da non far scoprire agli avversari. Il disegno di queste carte ripresenta quello dei vecchi floppy disk che, oltre a rievocare bei ricordi, ricorda film come Mission: Impossible dove i floppy disk rappresentavano tutto il succo dell’operazione segreta.

Oltre a questi troviamo: 8 dischetti di cartone, 4 bianchi e 4 neri. I primi rappresentano le intercettazioni riuscite (2 di essi vinti da una squadra determinano la sua vittoria) i secondi le intercettazioni errate (2 di essi determinano la sconfitta della squadra); una clessidra, un blocchetto prestampato double face (uno a sfondo nero e uno bianco) dove appuntare i diversi indizi, il regolamento cartaceo (è disponibile anche il link per trovare le spiegazioni rapide sotto forma di video) e due bustine di plastica richiudibili dove conservare le tessere senza paura che si possano rovinare. I materiali di tutto il gioco sono nella norma, ma con una nota positiva molto particolare ed estremamente soggettiva: essendo amante di giochi da tavolo, mi è capitato delle volte di aprire la scatola del gioco e sentire una leggera puzza di vernici o plastiche di non ottima qualità. Da diverso tempo non mi capitava di aprire la scatola e sentire il classico odore di nuovo. Non so spiegarvi bene la sensazione, ma mi ha fatto molto piacere e già da lì ho compreso l’alta qualità realizzativa.

Regole di gioco

Il gameplay – usando terminologie moderne – è molto semplice e ben comprensibile, già in due minuti imparerete tutte le tecniche necessarie per godervi appieno una giocata tra amici. Io cercherò di riassumerle così da farvi comprendere meglio la giocabilità:

  1. Ci si divide in due squadre, una di fronte all’altra.
  2. Si prende uno schermo con i quattro riquadri rossi, un foglio appunti, 4 parole chiave da inserire negli appositi alloggi e si dispongono al centro del tavolo la clessidra, gli 8 dischetti bianchi e neri e le 48 carte codice divise tra nere e bianche.
  3. Si gioca in più round, e in ogni round un giocatore impersonerà il codificatore, che cambia ad ogni turno: il codificatore di ogni squadra prende una carta codice, la guarda segretamente, e scrive sul foglio i tre indizi che vuole utilizzare per comunicare il codice. Gli indizi possono essere parole o frasi complete e devono riferirsi, ovviamente, alle parole chiave contenute nello schermo. Dovendoli esclamare a voce alta, non si possono utilizzare collegamenti logici “personali” che l’altra squadra non sarebbe mai in grado di ricostruire o usare più volte lo stesso indizio.
  4. Partendo dalla squadra bianca, gli indizi vengono letti a voce alta, in modo che anche la squadra nera possa prendere nota. A questo punto entrambe le squadre devono cercare di identificare il codice della squadra bianca. Quando i codici sono stati scritti sul foglio, il codificatore legge il codice: se la propria squadra ha sbagliato a decifrarlo, si prende un bollino nero; se la squadra avversaria ha azzeccato il codice, si prende un bollino bianco. Si ripete lo stesso processo per il codice dell’altra squadra.
  5. Alla fine del round, si scrivono sul foglio, negli appositi spazi, le corrispondenze fra i codici e gli indizi utilizzati dagli avversari. Si ripetono gli stessi passi per il codice della squadra nera. In totale vi sono 8 round: se al termine di questi 8 round nessuno ha perso o vinto e nessuno è in vantaggio rispetto agli altri, ovvero vi è un’assoluta parità, ogni squadra cercherà di decifrare le carte parola chiave dell’avversario: chi ne indovina di più vince.

Commento conclusivo

Se prima ho preso come esempio il gioco Nome in Codice, in realtà ho commesso un leggero errore poiché qui vi è una grande ed innovativa differenza: il buio. Le due squadre conoscono solo le proprie parole, ma non quelle della squadra avversaria. Le due squadre devono, quindi, ragionare solo su un numero ridotto di indizi in modo tale da giungere, quantomeno, ad una soluzione finale. È vero, il gioco non chiede di scoprire le parole chiave, ma solo la sequenza segreta in cui sono posizionate, ma soprattutto nei round finali, quando il numero di indizi si fa cospicuo, nasce una sorta di perversione nell’accostare a tutti i costi gli indizi alla possibile parola a cui si riferisce. Un’altra importante differenza con Nome in Codice è che non serve una particolare abilità se non quella di saper dare gli indizi ai propri compagni di squadra. In questo modo diventa un gioco per tutti, tanto che l’età consigliata è dai 12 anni in su.

Il gioco vi farà appassionare a tal punto che, vista la durata contenuta, non vi fermerete certamente ad una sola giocata in una serata. In questo modo cercherete sempre nuove tattiche per provare a confondere la squadra avversaria stando sempre attenti a non confondere i vostri stessi compagni di squadra. Decrypto richiede comunque impegno e ragionamento. Il fatto di dover giocare in gruppo divisi in 2 squadre è senza dubbio la parte migliore visto che c’è sia la componente cooperativa sia quella competitiva. Ad un prezzo di 19,90 euro, è assolutamente consigliato e ringrazio Asmodee Italia per avermi inviato una copia per la recensione.

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About the author

Giovanni Arestia

Studente di Ingegneria Informatica che tra un libro e un altro trova sempre il tempo per un film, un fumetto o un videogioco.