Santorini: un gioco da tavolo fatto come Dio comanda – Recensione

Santorini è un gioco che nonostante la semplicità apre a nuovi orizzonti come la mitologia greca e la storia, il tutto con uno stile grafico e una minuziosità costruttiva impeccabili.

Era il 1985 quando il noto matematico, educatore e game designer Gordon Hamilton decise di ideare Santorini, gioco da tavolo che col tempo si è districato abilmente nella tortuosa strada verso il successo. Tutto nacque quando il giovane Hamilton osserva per caso un poster raffigurante alcuni manager in cerca di successo intenti a scalare dei grattacieli sempre più alti attraverso una serie di scale. Questo fece scattare una molla nella testa del matematico ed educatore canadese, così decise di ideare un gioco da tavolo composto da una griglia a base quadrata su cui si sfidano due lavoratori intenti a raggiungere il livello più alto della città greca di Santorini. Proprio come quei manager, la nostra vittoria si avrà non appena verrà raggiunto il livello più alto. Da quel momento Santorini diviene l’opera prediletta del giovane game designer che decide di fabbricarsi da solo i componenti e a poco a poco inizia a consolidare le basi. Fino al 2004 va così, poi una svolta non positiva come si immaginerebbe: Hamilton decide di distribuire e vendere la sua opera. Nonostante gli sforzi, il successo tarda ad arrivare poiché il pubblico non è per nulla interessato ad un gioco minimale con un’estetica poco gradevole. Il vero cambiamento giunge nel 2016 quando la Roxley Games, azienda canadese affiancata a Calgary, decide di investire su Santorini modificando totalmente il look a partire dal tabellone fino agli elementi di gioco. Si parte da un investimento di 85.000 dollari, ma arrivano a raccoglierne 700.000. Ecco quindi la storia di Santorini, gioco travagliato, ma dalla bellezza unica. Vi lascio alla recensione.

Materiali e componentistica

La prima cosa che salta all’occhio osservando Santorini è certamente la scatola coloratissima, vivace e di ottima fattura. La stampa è ruvida e retinata per migliorare il grip e ho apprezzato veramente molto la robustezza e la solidità della scatola segno di una cura costruttiva maniacale. La stessa cura è stata dedicata agli elementi di gioco prevalentemente di plastica e sono i seguenti:

  • 1 tabellone isola;
  • 1 supporto scogliera per posizionare il tabellone;
  • 6 operai di 3 colori diversi;
  • 30 carte divinità;
  • 22 blocchi livello 1;
  • 18 blocchi livello 2;
  • 14 blocchi livello 3;
  • 18 cupole blu;
  • regolamento in diverse lingue.

Appena si apre la scatola, il colpo d’occhio è assicurato. I blocchi bianchi e curati nei minimi particolari, la scogliera su cui posizionare il tabellone di gioco e soprattutto le pedine degli operai sono meravigliosi. Inoltre ogni elemento di gioco è inserito all’interno di apposite buste di plastica trasparenti richiudibili (ad eccezione, ovviamente, della scogliera, del tabellone e del regolamento) segno della cura maniacale applicata per la realizzazione. Ho apprezzato veramente tanto il fatto che le carte siano di cartoncino spesso con bordi arrotondati, che donano resistenza e solidità totale. I disegni di quest’ultime riprendono quanto si vede dalla scatola: gli Dei sono realizzati in stile cartoonesco e sono quasi delle caricature, ma bellissimi da vedere ed è un vero peccato quando, per le prime volte, si consiglia di giocare senza carte, ma vi spiego questo punto nel prossimo paragrafo.

Regole di gioco

Santorini è un gioco che in Italia viene pubblicato dalla Cranio Creations ed è indicato per un numero di giocatori che va dai 2 ai 4 ed una età che sia dagli 8 in su. Le regole di gioco sono veramente facili, ma qui interviene un fattore poco piacevole: il gioco è consigliato in due giocatori, in quattro è accettabile, ma in tre è assolutamente ingiocabile. Vi spiego a breve il motivo, nel frattempo vi vado a spiegare le due modalità di gioco, la prima per principianti e la seconda più avanzata e divertente.

  1. Il regolamento stesso consiglia che venga giocato in due persone, quindi al momento vi esporrò le regole per due. All’inizio si monta il tabellone, si scelgono due pedine costruttori a testa e si posizionano a caso sulla mappa di gioco. Il giocatore più giovane inizia sia a posizionare le pedine che il vero e proprio turno di gioco.
  2. Ogni giocatore, nel proprio turno, deve fare due mosse: muoversi di una casella tra le massimo otto adiacenti e costruire un blocco o una cupola in una delle casella a sua volta adiacenti al punto in cui si è spostato l’operaio.
  3. La costruzione avviene dal livello 1 e si continua fino al livello 3 o la cupola. Per vincere un giocatore deve portare almeno uno degli operai al livello di un edificio o bloccare tutte le mosse degli operai avversari. La cupola è infatti il blocco del livello 3. Attenzione, però, un operaio può salire solo di un livello (non può, ad esempio, passare dal piano terra al terzo piano), ma può scendere di quanti livelli vuole.

Questo è tutto lo scopo del gioco per principianti e novizi del titolo. Se si gioca in 3 chi perde dovrà rimuovere tutti gli operai e carte divinità dal gioco e aspettare che ne resti solo uno che sarà il vincitore, in 4 invece si gioca a squadre 2 vs 2.

Dopo un po’ di partite verrà istintiva la voglia di inserire le carte divinità, vediamo come funzionano:

  1. Dopo la preparazione iniziale, il giocatore più “simile” ad una divinità sceglie un numero di carte divinità pari al numero di giocatori e spiega le regole di ogni divinità scelta.
  2. In senso orario, quindi, ogni giocatore prende una carta divinità tra quelle scelte. Il giocatore che le aveva scelte, sarà l’ultimo a prendere la carta.
  3. Il giocatore che ha scelto gli Dei, dovrà anche decidere chi sarà il primo giocatore, incluso se stesso. Il primo giocatore posizionerà gli operai a caso sul tabellone.
  4. L’unica differenza rispetto al gioco per principianti è che le carte aggiungono delle abilità particolari e potenti. Per esempio Zeus permette all’operaio di costruire sotto se stesso, nella stessa casella dove è posizionato, ma non permette la vittoria qualora l’operaio raggiungesse il terzo livello in questo modo, Selene invece permette di costruire una cupola anche al di fuori del livello 3 e così via. Ogni abilità si attiva in base a ciò che c’è scritt
  5. o sulla carta: può essere durante il turno dell’avversario, durante la fine del nostro turno, durante la mossa e così via.

In quattro giocatori, ogni giocatore avrà la sua carta divinità, ma solo la singola persona potrà usufruire dell’abilità, non l’intera squadra.

La durata di gioco si attesta sui 10-15 minuti, ma il divertimento vero e proprio si ha solo in due o massimo quattro giocatori, in tre si toglie il bello della sfida e diventa più confusionario che altro. Il tabellone, in fin dei conti, è piccolo (5×5) e in tre giocatori, avendo a disposizione due operai ciascuno ad un certo punto si inizia a non capire più nulla costringendo a tattiche poco piacevoli. Ciò non toglie che nel caso in cui si fosse in tre, non mancherà il divertimento, ma caleranno tensione e tecnicismi preferendo un più disonesto sfruttamento delle idee del giocatore più abile per evitare di venire eliminati.

Commento conclusivo

Santorini è un gioco semplice, veloce, divertente e meraviglioso da vedere. Un ottimo modo per passare una quindicina di minuti in compagnia giocando ad una particolare e coloratissima Dama. Sì, il paragone è poco azzeccato, ma è ciò che a prima vista assomiglia: muovi le tue pedine e costruisci cercando di sfruttare al massimo la logica e cerchi di battere di astuzia l’avversario o la squadra avversaria. Solo la qualità costruttiva e la bellezza generale valgono il prezzo di acquisto, quindi non posso che consigliarlo e ringrazio Cranio Creations per avermi dato la possibilità di provarlo. Vi lascio al link dove poterlo acquistare.

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Studente di Ingegneria Informatica che tra un libro e un altro trova sempre il tempo per un film, un fumetto o un videogioco.