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Kill la Kill – La Recensione del cofanetto Blu-Ray

Andato in onda anche sottotitolato in italiano dall’ottobre 2013 al marzo 2014, Kill la Kill è una delle serie realizzate da Trigger più sorprendenti e coinvolgenti.

Esagerata fin dalle prime inquadrature,  la creatura di Imaishi e Nakashima è capace di instillarsi sotto la pelle dello spettatore, indossandone in un qualche modo tutte le emozioni.

A cinque anni di distanza, i ventiquattro episodi (più l’OAV conclusivo) giungono finalmente in home video anche  nel nostro paese. Un’edizione limitata numerata prodotta e distribuita da Dynit in Blu-Ray e DVD, contenente anche un booklet e una cartolina, ma priva dei cd della superba colonna sonora con cui veniva venduta in terra natia.
Come le altre produzioni Dynit, anche Kill la Kill è disponibile in maniera completamente gratuita su VVVVID.

Per chi in questi cinque anni non si fosse mai avvicinato a Kill la Kill, avrete finalmente l’occasione di rimediare, e gettarvi nella folle corsa targata Trigger.
Il liceo Honnoji è una scuola all’avanguardia dove l’abilità fisica e l’attitudine mentale degli studenti  viene potenziata grazie alle ultra-uniformi. In questa scuola dove vige la legge del più forte, tutti hanno paura della presidente del consiglio studentesco: Satsuki Kiryuin.  La giovane ragazza dai capelli corvini piega ogni studente ribelle sotto il proprio tacco, grazie anche all’aiuto dei suoi quattro deva, i migliori studenti del liceo. Come in un normalissimo battle shonen però, tutto è destinato a cambiare con l’arrivo della nuova studentessa: Ryuko Matoi. Armata di una lama forbice alta quanto lei, la ragazza è intenzionata a scoprire chi ha ucciso suo padre, e le sue indagini l’hanno portata proprio al cospetto di Satsuki.
Tutto questo viene spiegato nei primi cinque minuti del primo episodio,  dando allo spettatore un assaggio della velocità alla quale verrà sottoposto per i successivi ventitre episodi.
Perché Kill la Kill è proprio questo, una corsa  senza soste, dove anche il più piccolo dettaglio, che inizialmente può sembrare inutile, è parte di un’imbastitura più complessa.

kill la kill

Porci in Abiti Umani

Diffidate da chi definisce Kill la Kill un anime leggero,  una scusa  per proporre del fanservice sotto forma di ragazzine che si menano in abiti succinti. Perché sotto quella veste apparente, l’opera di Imaishi e Nakashima è pregna di significati nascosti, che vengono vomitati sullo spettatore tra un’esagerazione e l’altra. La fiducia e il rispetto, l’amore e l’amicizia, il carattere di ogni protagonista viene denudato e ricucito, e rappresentato a schermo con un cambio d’abito o un power up, tessendo trame e rapporti.

Certo, il fanservice è ben presente, e negarlo farebbe di me un uomo cieco, ma non è fine a se stesso, bensì legato al messaggio di fondo. Soprattutto nei primi episodi, Ryuko stessa si vergogna spogliandosi, e la reazione degli altri studenti reagiscono come si reagirebbe nella realtà alla visione dell’intimità di un’altra persona. Poi la trama architettata da Nakashima e compagnia evolve, salta e porta il tutto su un altro livello. Qui il nudo e i vestiti hanno un compito preciso, e capire che sotto la giacca di Kill la Kill c’è di più sta al singolo spettatore. Se vi farete coinvolgere ne raccoglierete i risultati e verrete catapultati in una giostra adrenalinica da cui non vorrete più scendere.

Un’epopea che narra la guerra segreta tra umani e vestiti, in toni volutamente volgari e  fuori da ogni normale concezione. Gli stessi binari percorsi da Sfondamento dei Cieli Gurren Lagann, ma con praticamente nessuna pausa per il bagno.

Before my body is Dry

Appurato che  l’opera originale è degna di almeno una visione,  è doveroso spendere  il resto della recensione sull’adattamento italiano e sul relativo doppiaggio. Prima di accingermi al rewatch di rito, una volta ricevuto il cofanetto, ero molto spaventato. Avevo paura che nonostante  i nomi di rilievo come Dario OppidoMassimo de Ambrosis, Vittorio Guerrieri e Veronica Puccio, l’adattamento e soprattutto le scene piena di urla, non avrebbero reso in egual modo. E dato che Kill la Kill è praticamente un urlo  spacca timpani fatto anime, la mia paura aumentava. Fortunatamente, puntata dopo puntata, venivo sempre più convinto e sedotto dalle voci italiane, guidate da una più che brava Lucrezia Marricchi (nel vestito alla marinara di Ryuko) mentre con l’adattamento è stato colpo di fulmine fin dal primo episodio. Kill la Kill è uno degli anime meglio adattati nella nostra lingua, la traduzione italiana è fedele e non si risparmia parolacce e giochi di parole. Unica nota stonata la direzione del doppiaggio di Mako,  la scelta di far parlare in falsetto Emanuela Damasio (Kara in Detroit Become Human) si è rivelata controproducente, rovinando uno dei tre personaggi fondamentali della serie. Mako è squillante e pedante anche in originale, ma in italiano tutto assume i toni di una parodia, e sembra essere uscita da South Park.
Fortunatamente  il resto del cast riesce ad oscurare questo piccolo difetto e, accompagnati dall’intoccata e perfetta colonna sonora, regalano un intrattenimento costante fino al termine dell’episodio bonus.

 

Pur mancando degli extra di rilievo dell’Edizione Giapponese,come i  documentari e  soprattutto la colonna sonora su disco,  il cofanetto di Dynit è consigliato a tutti gli amanti della serie Trigger.
Un acquisto necessario per il bene della serie, e per il supporto a questo tipo d’animazione. L’unico modo per avere Kill la Kill nella vostra libreria in ogni momento.
Per chi invece ancora non ha visto la serie il consiglio spassionato e  di fare un tentativo con lo stream gratuito su VVVVID,  per poi gettarvi sul Blu-Ray solo in caso di amore incondizionato verso la stoffa senziente di Imaishi e Nakashima.

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Guido Avitabile

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