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Direttiva Copyright : Bocciata la legge dal Parlamento Europeo

Direttiva Copyright

In questi giorni ha fatto molto discutere questa fantomatica “Direttiva Copyright” la quale mirava a stravolgere la regolamentazione circa la tutela dei diritti d’autore in Europa. La notizia era stata inizialmente poco discussa fino a quando Wikipedia ha oscurato la propria pagina creando un vero e proprio caso mediatico.

Questa mattina è stato discusso in parlamento Europeo a Strasburgo (Francia) il passaggio o meno di questa normativa; la stessa è stata respinta dalla maggioranza ma non totalmente eliminata. Secondo quanto deciso dai parlamentari infatti si è preso coscienza che si, è necessario iniziare a tutelare maggiormente il diritto d’autore online ma che la legge, così come era stata concepita, era troppo generale e avrebbe causato più problemi che soluzioni. Si è deciso dunque di discutere della stessa all’interno dell’aula dei possibili provvedimenti rimandando la negoziazione della stessa a Parlamento, Commissione e Consiglio europeo.

 

Per chi non fosse a conoscenza di ciò che la legge effettivamente andasse a modificare vi invitiamo a leggere questa breve descrizione qui di seguito:

La norma proposta ha lo scopo di andare a modificare le direttive sul Copyright all’interno dell’Unione Europea. L’ultima legge in merito risale al 2001 anno in cui l’utilizzo e la quantità di materiali presenti sul Web era ben diversa.
Premessa della legge era quella di creare una base comune di regolamentazioni Europee che sarebbero poi state specifiche per ogni tanto dell’UE. Articoli di fondamentale importanza e chiave per la bocciatura della legge sono stati il numero 11 ed il numero 13. 

L’articolo 11 afferma che gli editori di siti di notizie debbano ricevere (E qui citando l’articolo) “consona ed equa remunerazione per l’utilizzo dei propri materiale Online”

L’articolo 13 invece afferma che tutte le piattaforme online debbano controllare ciò che gli utenti pubblicano per poterne accertare il Copyright.

 

Ma nello specifico, tutto ciò, cosa intende?
Per spiegarla in modo semplice, se fosse passata questa legge ( in particolar modo l’articolo 13 che è forse quello più pericoloso), piattaforme come Google avrebbero avuto l’onere di controllare tutto ciò che viene pubblicato e rilasciato sul Web. Google (così come altri motori di ricerca)  avrebbero dovuto accertare che la pubblicazione di un contenuto non violasse alcun diritto d’autore e che avessero il “diritto alla pubblicazione”. Per quanto riguarda l’articolo 11 invece, sostanzialmente i motori di ricerca dovrebbero occuparsi di pagare i propri utenti per la pubblicazione di materiale. La legge si sofferma in particolare sulla creazione di “Snippet” ovvero la “piccola anteprima” che vedete quando cercate qualcosa online.

Come potete immaginare la legge risulta abbastanza irreale e vaga per poter essere approvata. Il rischio qualora qualcosa di simile passasse è che, Google come altri, dovendo scegliere e pagare chi pubblica, potrebbe facilmente rivoltare il tutto contro chi crea contenuti. Immaginate un Web in cui io creatore vengo contattato da Google, questi mi chiede ipoteticamente una cifra per poter pubblicare maggiore a quella che potrei guadagnare dalla visibilità dell’articolo. Ancor più grave sarebbe l’utilizzo di ciò da parte di grandi aziende. la comparsa di articoli scelti per voler far comparire solo determinati contenuti online. Si perderebbe la libertà di parola alla quale internet ci ha così ben abituati andando in contro a quella che praticamente diventerebbe una “televisione online”. Ovviamente questo era un possibile distopia.

Fortunatamente in parlamento si è capito quali sono i rischi dell’ipotetico passaggio di una legge di questo tipo, non ci resta che aspettare la revisione di questa, prevista per settembre, per sapere quale sarà il futuro dell’online.

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Davide Grasso