Pokémon UltraSole – Recensione

[amazon_link asins=’B072MMXJFH’ template=’ProductAd’ store=’animmerd-21′ marketplace=’IT’ link_id=’6ae20ad9-cf88-11e7-8f6d-a10bd4c22153′]Ci siamo: il momento del canto del cigno di Pokémon sulla famiglia DS è arrivato, con alte aspettative dopo un capitolo che aveva convinto a metà. Si sapeva, ma va ricordato che Pokémon Ultrasole/Ultraluna non è un sequel del precedente capitolo, al contrario per esempio di Bianco e Nero 2, ma una vera e propria versione “Ultra” dei suoi predecessori: più Pokémon, zone extra e nuove funzioni, ma con la stessa aria che già si respirava ad Alola.

Sole e Luna avevano un comparto grafico d’eccellenza per il 3DS e girare le Hawaii in salsa Pokemon era veramente una goduria. Con US e UL tutto questo viene amplificato, servendoci un susseguirsi di colori e paesaggi che riescono a distogliere l’attenzione dall’estrema facilità dei dungeon (per i videogiocatori più maturi). Va detto che comunque la difficoltà media del titolo ha fatto un leggero passo in avanti, e questo non può che essere positivo. Quello che colpisce davvero in questi titoli è veramente l’ambiente: ci si potrebbe fermare a guardare il paesaggio senza problemi, e sebbene all’apparenza inutile, la possibilità di interagire con qualche Pokemon incrociato per strada, con saluti o carezze, restituisce un’oasi serena di tranquillità in cui immergersi per svagarsi dopo una giornata di stress.

La nuova veste grafica dei menù va proprio in questa direzione, così come la rielaborazione della figura del RotomDex, che finalmente assume un ruolo attivo durante l’esplorazione, la ricerca e la cattura delle creature tascabili. Completamente assente, ed in questo caso rivoluzionato, anche il post game, che può vantare diverse chicche che faranno la felicità dei nostalgici, come il famigerato Team Rainbow Rocket, una sorta di lega dei cattivoni dei precedenti capitoli che prenderà d’assedio il tanto criticato Festiplaza.

Game Freak continua a strizzare l’occhio alla vecchia guarda, dando la possibilità di incontrare numerosi leggendari (e non) delle generazioni precedenti, con micro ambienti dedicati, tramite il sistema di Ultravarchi, che è tra le novità più gustose introdotte in questi capitoli, sebbene non convinca pienamente: da una parte è un netto passo in avanti rispetto a quanto visto in Zaffiro Omega e Rubino Alfa (leggendari buttati a caso dentro gli anelli di un Hoopa quasi mai nominato), ma dall’altra è innegabile che questi ambienti non siano altro che dei lunghi corridoi, arredati benissimo.

Parlando di Ultravarchi non possiamo non citare a questo punto l’Ultrapattuglia, che rappresenta la prima novità a livello di storia in US e UL. Presenti fin dalle prime battute, si vanno ad inserire nella trama “bucherellata” di Sole e Luna, dando anche un senso al grande deluso di quei titoli, ovvero Necrozma. Per il resto, per chi è stato già ad Alola, non aspettatevi una trama rivoluzionata: qualche fatto si svolgerà in maniera differente, qualche cutscene inedita o vista da un altro punto di vista, ma in sostanza il buon Nebulino continuerà imperterrito a scappare fuori dalla sua DANNATA borsa.

In tal senso una nota positiva è rappresentata da Hau, un personaggio che fin da subito noterete mutato rispetto a Sole e Luna, semplicemente perché non vorrete più prenderlo a schiaffi ogni volta che vi parla.

Dopo diversi elogi passiamo però alle note negative: alcune delle novità (qualcuno ha detto Photo Club?) vi spingeranno a chiedervi per quale assurda ragione dovreste perdere il vostro tempo per un qualcosa che non sembra avere nessuna rilevanza ai fini del gioco. Rimarranno delusi anche coloro che si aspettavano nuovi Pokémon o nuove forme Alola: qualche novità sul fronte Ultracreature, anche interessanti lato competitivo, ma veramente troppo poco. Senza dimenticare l’assenza del tanto desiderato Pokedex Nazionale: anche in questo caso bisogna accontentarsi di un allargamento di quello di Sole e Luna. Anche strumenti e mosse non subiscono cambi degni di nota, con qualche cristallo Z in più ed il ritorno (questo una piacevole sorpresa) delle mosse tutor.

Conclusione

In conclusione UltraSole e UltraLuna si dimostrano senza dubbio tra i migliori capitoli mai fatti, anche se restano a mio parere ancora un gradino sotto Heart Gold e Soul Silver. C’è però un piccolissimo particolare da non trascurare… alla fine dei conti, si ha l’impressione di trovarsi di fronte alla semplice versione 2.0 di un gioco già acquistato, che rischia di rendere doppiamente insoddisfatti i videogiocatori più fedeli. Da un lato può montare la delusione per le non moltissime novità, tra l’altro tutte ampiamente spoilerate nelle settimane antecedenti l’uscita dei titoli, dall’altra quella di aver reso Sole e Luna capitoli completamente inutili, venendo surclassati in ogni aspetto da queste Ultra versioni.

Consigliatissimo nel caso non abbiate nessuno dei capitoli precedenti, da valutare bene in caso abbiate voglia di una forte sensazione di deja vu.

Pokémon UltraSole
Pros
Grafica coloratissima, una gioia per gli occhi
Nuove interessanti funzioni per il breeding in ottica competitivo
Post Game nettamente migliorato rispetto ai predecessori
Livello di difficoltà riequilibrato
Hau non è più irritante
Cons
Cambi nella trama non troppo significativi
Ultravarchi: bellissimi da vedere, cortissimi da esplorare
Assenza di sfida nei dungeon esplorativi
Assenza di sfida nei dungeon esplorativi
Assenza di sfida nei dungeon esplorativi
8
Voto