A Way Out – Recensione

Versione testata: PlayStation 4 Pro

A Way Out è un’avventura cooperativa partorita dalla geniale mente di Josef Fares, già autore dello splendido Two Brothers: A Tale of Two Sons. Il team di sviluppo mette in scena una storia piena di colpi di scena e dall’ottima narrazione, un’avventura matura e dai toni decisamente meno scanzonati rispetto alla precedente produzione, un titolo da giocare tutto d’un fiato con un amico, godendo appieno della brillante possibilità offertaci. Mettiamo in chiaro un punto fondamentale: A Way Out va giocato necessariamente con un amico, nessuna intelligenza artificiale, la scelta degli sviluppatori è volutamente circoscritta a due menti umane che collaborano e questo non fa che aumentare in modo smisurato l’immersione dei giocatori, non trascurando la mossa, ormai in disuso, di proporre il classico cooperativo locale o, in questo caso, online. Piccolo appunto: in caso di cooperazione online, sarà sufficiente che uno dei due utenti possegga il gioco completo, al compagno d’avventura, invece, basterà scaricare dallo Store la versione di prova.

UNA VIA D’USCITA

A Way Out è la storia di due galeotti dalle personalità totalmente differenti. Il gioco fin da subito ci mette di fronte ad una scelta, quella del personaggio: Leo o Vincent? I due protagonisti, nel momento della selezione si troveranno a bordo di un aeroplano e, tra una battuta e un altra, ricorderanno tutti gli episodi che hanno reso memorabile la loro avventura. I giocatori potranno scegliere il personaggio che sentono più vicino alla propria personalità, Leo e Vincent sono gli opposti di una stessa medaglia e, come facilmente ipotizzabile, i due caratteri andranno ad influenzare scelte e dinamiche di gameplay all’interno del gioco. Vincent Moretti e Leo Caruso si ritroveranno a condividere lo stesso cortile penitenziario, ad essere vicini di cella e scoprire di avere tanto, tantissimo in comune. Le prime ore di gioco ci faranno capire quanto duro può essere il soggiorno in un carcere di fine anni 70, tra dinamiche di vita quotidiana, dialoghi e il sogno della libertà, il tempo scorrerà piacevolmente e senza mai annoiare. A Way Out è figlio delle passioni e degli amori cinematografici di Josef Fares, ed è impossibile non notarlo ma, il titolo, mantiene quasi sempre la propria freschezza, il proprio marchio distintivo, evitando di cadere e scadere in cliché e soluzioni abusate. L’obiettivo è quello di coinvolgere in modo originale e mai banale entrambi i giocatori, permettendo, e credeteci è qualcosa che avviene, di affezionarci a Leo e Vincent, al loro passato burrascoso e alla voglia di rinascita, libertà e vendetta. La porzione più importante dell’avventura è stata riservata al’organizzazione e alla messa in atto del piano di evasione architettato dai nostri carismatici personaggi. Le peripezie, successivamente, cambieranno contesto accelerando alcune dinamiche e fornendone di nuove. Il ritmo di gioco non sarà mai blando ma sempre ben calibrato a seconda delle situazioni.

LA RI-SCOPERTA DI UN GENERE

A Way Out poi, ha il grande merito di riunire diversi generi, dalle sezioni stealth alle fuge in moto il passo è breve e ci riesce piuttosto bene. In gattabuia ad esempio, avremo la possibilità di fare da palo mentre il nostro compagno cercherà di lavorare ad una via di fuga. Cercare di distrarre una guardia e favorire il recupero di un oggetto fondamentale è solo una delle trovate fantasiose che dovremo affrontare per facilitare l’obiettivo comune di libertà. Alle sezioni senza fiato con quick-time event poi, ne seguono altre di più ampio respiro, dove i nostri cari Leo e Vincent avranno modo di perlustrare un’area più vasta, intrattenersi con numerosi mini-giochi e migliorare il proprio feeling con dialoghi. Non mancheranno momenti in cui sarà necessario mostrare i muscoli o dare sfogo alle bocche da fuoco. Anche queste sezioni shooter, al netto di qualche leggera svista, funzionano davvero bene e riescono nell’intento di coinvolgere con lo stesso grado di immedesimazione, i due personaggi. L’avventura di Leo e Vincent è un crescendo continuo di trovate e scelte cinematograficamente valide. Abbiamo apprezzato oltremodo la possibilità, in alcuni frangenti, di scegliere in quale maniera superare un ostacolo o una situazione delicata. Le scelte, ovviamente, sono lo specchio delle personalità dei nostri protagonisti con Leo Caruso pronto a fare fuoco e fiamme e Vincent Moretti a studiare per bene il contesto ed agire di soppiatto o, almeno, razionalmente.

CONCLUDENDO

Ogni trovata non è lasciata al caso, A Way Out è un gioco cooperativo che funziona alla grande sia in locale che online. Fatta eccezione per qualche debolezza tecnica, il titolo si difende piuttosto bene riuscendo, con la grande spettacolarità delle sue scene, ad ovviare ai limiti del motore di gioco.

8.5

A Way Out

8.5/10

Pros

  • Funziona tutto egregiamente
  • Ottima narrazione
  • Trovate originali

Cons

  • Qualche defaillance tecnica
Christian Mazza
Written by
Laureato in Filosofia e specializzato in Scienze Filosofiche, ama il videogioco in ogni sua forma e materia. Grande appassionato di tecnologia, cinema e fumetti, strumenti semplici al servizio della nostra mente e della nostra fantasia.