Anker Soundcore Liberty Lite: il giusto compromesso a basso costo – Recensione

Gli auricolari wireless Soundcore Liberty Lite di Anker sono economici e ben realizzati, ma dovrete sottostare a qualche compromesso un po’ di troppo.

Fin dal loro annuncio qualche mese fa, mi sono parecchio interessato riguardo agli auricolari wireless SoundCore Liberty Lite di Anker. L’interesse è nato sia per l’affidabilità dell’azienda che le produce, sia per il prezzo – circa 60 euro e con gli sconti anche meno – che è molto inferiore rispetto agli auricolari wireless considerati top di gamma quali gli AirPod di Apple e gli Elite di Jabra.

I SoundCore Liberty sono anche dotati di Bluetooth 5, notevolmente migliore rispetto al Bluetooth 4.2 per quanto riguarda l’affidabilità delle connessione e l’eliminazione dei fastidi sopratutto durante una visione di un video. Ovviamente, spendere meno della metà rispetto alla concorrenza significa rinunciare ad alcune delle caratteristiche e delle comodità presenti negli altri prodotti, ma i SoundCore Liberty Lite presentano delle caratteristiche che, nonostante alcuni problemi, gli permettono di essere considerati dei best buy. Scopriamo insieme come vanno.

Dati tecnici

  • Audio: Graphene dynamic driver x 2
  • Connettività: Bluetooth 5.0
  • Durata batteria: 3.5 ore, 12 ore con il case di ricarica.
  • Impermeabilità: IPX5
  • Altri: Microfono con cVc (call noise reduction) ovvero riduzione del rumore ambientale.
  • UPC: 848061056433

Materiali e costruzione

Gli auricolari SoundCore Liberty Lite sono assemblati con cura sfruttando materiali non nobili, ma molto resistenti e leggeri: poliuretano e silicone. Inoltre, grazie anche alla loro forma e ai numerosissimi adattamenti in silicone per ogni tipologia di orecchio, essi sono tra gli auricolari più comodi che abbia mai indossato. Vi sono infatti sia adattatori auricolari di ogni dimensione, che adattatori per il padiglione auricolare a punte di ala o senza punte, proprio per ricoprire ogni esigenza. Unica cosa che stona negli auricolari è la mancanza di un pulsante touch, sostituito con un classico pulsante fisico in gomma che per quanto possa essere più preciso, risulta scomodo nell’uso quotidiano quando si deve rispondere ad una chiamata, mettere in pausa una canzone, ancora di più se si deve cambiare brano perché si deve tener premuto per più di un secondo finendo per comprimere gli auricolari all’orecchio. Inoltre non è nemmeno possibile aumentare il volume dagli auricolari, ma questo lo vedremo più avanti.

La custodia per il trasporto e per la ricarica è in plastica, ma compatta e totalmente tascabile. Si apre con un bel meccanismo ed è possibile osservare l’interno lucido, contrario all’esterno opaco (e fin troppo delicato all’usura quotidiana), che mette in risalto i due auricolari. Entrambi sono tenuti magneticamente in posizione. È poi possibile notare in un lato tre led bianchi per indicare il livello di carica della custodia e nell’altro la porta Micro USB (quindi non Type C e non ricarica rapida), coperta da uno sportellino in gomma, per la ricarica.

Funzionalità

Qui sono arrivati i primi veri problemi. Nulla di grave, ma parecchio fastidiosi e inspiegabili. Innanzitutto parto dalle note positive quali ad esempio un collegamento Bluetooth fulmineo sia tra gli auricolari che tra essi e il dispositivo a cui sono collegati, bella poi l’idea di far spegnere automaticamente gli auricolari una volta inseriti nella custodia e farli accendere automaticamente una volta tolti permettendo così la già citata velocità di collegamento grazie al Bluetooth 5.0. La connessione, inoltre, è molto stabile e ho avuto modo di provarlo con vari dispositivi quali Xiaomi Mi5s Plus, Xiaomi Redmi Note 5, Asus Zenfone 3 Max, Xiaomi Mi Mix 2s, Asus VivoBook Pro e iPhone 6s.

I problemi però sono arrivati quasi subito. Partiamo proprio dalla funzionalità di spegnimento e accensione automatica che mi ha messo non pochi dubbi. Praticamente Anker promette un’autonomia di 3,5 ore con una sola ricarica e addirittura altre 9 ore con altre brevi ricariche. Alcune volte, però, quando estraevo gli auricolari dopo neanche 30 minuti ricevevo avvisi di batteria scarica per poi spegnersi automaticamente. Questo mi è capitato tre volte su una decina di test, si può quindi dire che almeno 3 volte su 10 succede questo problema, e non è poco. Questo significa che una volta inseriti gli auricolari nella custodia in realtà non si sono spenti o non avevano un buon contatto con la ricarica (nonostante la forte tenuta magnetica) restando quindi accese per ore e non caricandosi. Questo mi ha portato a spegnere manualmente gli auricolari, disabilitando però una funzionalità utile.

Un altro problema è quello citato nel paragrafo inerente ai materiali e la costruzione e riguarda i pulsanti presenti nelle cuffie. Non sono touch e non sono morbidissimi. Da un lato è positivo perché si evitano tocchi involontari, ma dall’altro sono molto scomodi perché si arriva a comprimere verso l’interno gli auricolari per ogni azione, preferendo l’uso del dispositivo. Ad esempio per cambiare canzone, va tenuto premuto l’auricolare destro (per la canzone successiva) o l’auricolare sinistro (per la canzone precedente) per più di un secondo, immaginatevi tener premuto un auricolare per più di un secondo e avere un pulsante non proprio leggerissimo da premere. Davvero fastidioso.

Inoltre:

  • L’audio non si interrompe automaticamente quando si rimuovono uno o entrambi gli auricolari.
  • Gli auricolari non si spengono automaticamente quando sono inattivi. Solo dopo aver disconnesso manualmente il Bluetooth, i Liberty Lite si spegneranno dopo due minuti.
  • Non ci sono controlli del volume sugli auricolari stessi, si deve usare per forza il dispositivo.
  • Non esiste alcun tipo di modalità ambientale per filtrare l’audio. I Liberty Lite bloccano davvero ogni tipo di rumore, quindi questo potrebbe essere un problema per i corridori esterni.
  • I Liberty Lite possono essere abbinati solo con un singolo dispositivo alla volta.
  • Non c’è un’applicazione per regolare l’EQ o aggiornare il firmware di questi auricolari e Anker non ha alcun modo di aggiungere funzionalità o ottimizzazioni successive.
  • Non ci sono istruzioni vocali per l’accoppiamento, la durata della batteria o qualsiasi altra cosa, solo dei toni non sempre chiari.
  • Per usare solo l’auricolare sinistro, bisogna accoppiarlo separatamente, mentre per quello destro è tutto automatico.

Audio

L’audio è la parte più importante quando si decide di comprare delle cuffie o degli auricolari. Una volta connesse le cuffie allo smartphone ho avviato la riproduzione audio di quella che ormai è diventata la mia playlist per i test. Ho iniziato con una versione MP3 a 320Kbps su Spotify del brano Red Flag Day degli U2 e l’impatto è stato davvero ottimo nonostante la qualità di input non sia di altissima qualità. La voce era chiara, la batteria e la chitarra elettrica godibili, un po’ esagerate negli alti, ma sono rimasto davvero stupito dalla qualità riproduttiva dei bassi, forti e appaganti nonostante si trattassero di auricolari. A quel punto ho deciso di passare a qualcosa di più forte avviando una riproduzione mista tra brani EDM hardstyle, psystyle e brani hardrock e metal e qui ho notato qualche pesante imperfezione. I bassi sono splendidi, con un timing eccellente e una ritmica perfetta, ma nei passaggi di tonalità rapida con molti alti e medi si notano le classiche criticità degli auricolari di questa fascia d prezzo. Per testare ancora questo aspetto ho deciso di passare all’ascolto di brani degli Audiomachine come Guardians At the Gate o Breath and Life con molti suoni acuti in contrapposizione ad imprevisti bassi e ho notato un soundstage molto ristretto nelle frequenze che pecca soprattutto negli acuti e nei medi arrivando, in alcuni casi, al classico effetto Eco presente in tutti gli auricolari di fascia bassa. In compenso il suono non è mai impastato e sempre limpido e soprattutto con un range di volume molto al di sopra della media degli earphone. In chiamata invece si comportano abbastanza bene, grazie anche alla possibilità di avere chiamate Stereo con entrambi gli auricolari collegati. Nessun particolare difetto se non quello della mancanza riduzione dei rumori ambientali per chi ci sta chiamando. Insomma, se vi trovate in un luogo affollato come metropolitana o autobus, non rispondete o non chiamate con le cuffie perché la persona con cui state parlando potrebbe impazzire.

Commento conclusivo

In definitiva gli auricolari wireless SoundCore Liberty Lite di Anker sono un ottimo compromesso tra chi vuole spendere relativamente poco e avere quanto basta per ascoltare buona musica ovunque sia. Ci sono, però, tante criticità da accettare come la mancanza di alcune finezze presenti in altri earphone concorrenti, il bug fastidioso della ricarica e un audio non di altissima qualità. In compenso, però, avrete comodità, alto volume, impermeabilità e basso costo. A voi la scelta, vi lascio i link per l’acquisto sul sito ufficiale e su Amazon.

Anker Soundcore Liberty Lite

6.5

Anker Soundcore Liberty Lite

6.5/10

Pros

  • Ottima costruzione e comfort eccezionali garantiscono un eccellente isolamento acustico
  • Custodia leggera e tascabile
  • Nessun ritardo o problemi di connessione
  • Audio limpido e forte...

Cons

  • ...ma non preciso nei toni alti e medi
  • Alcuni problemi durante la ricarica della batteria degli auricolari
  • La mancanza di un pulsante touch rende fastidioso il controllo dagli auricolari
  • Mancano alcune interessanti funzionalità
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Studente di Ingegneria Informatica che tra un libro e un altro trova sempre il tempo per un film, un fumetto o un videogioco.