Jojo odia Napoli? No, siete voi che al solito non avete capito nulla

La parte 5 di Jojo inizia a Napoli ed è ambientata in Italia: ed è subito polemichetta.

Ho cercato di far dissolvere il polverone sollevato settimana scorsa da un noto sito d’informazione nostrano che, con un articolo pieno di inesattezze, ha gettato sterco mediatico su una delle mie parti preferite de Le Bizzarre Avventure di Jojo.

Puntando sull’orgoglio italianoTM che riaffiora solamente quando gli stranieri toccano la nostra patria o parte di essa, il suddetto articolo ha incanalato una serie di figure barbine sulla quinta parte dell’opera di Araki, che si sta avviando verso la sua conclusione, con le ultime puntate disponibili ogni venerdì su VVVVID e Crunchyroll.

Ho cercato di far finta di nulla, tanto molti altri si sono espressi a favore di Vento Aureo, ma all’ennesimo commento “Prima gli Italiani” seguito da un “Facessero un cartone sulla loro mafia” era giunto il momento di stendere nero su bianco un articolo A Difesa di JoJo.

Dunque analizzeremo insieme i punti più importanti (e sbagliati) dell’articolo, ed alcuni dei commenti più raccapriccianti sparsi in rete.

Vent’anni di ritardo per accorgersi che un fumetto giapponese è ambientato in Italia.

Cominciamo subito col botto, dato che l’articolo è stato pubblicato trentotto settimane dopo la trasmissione del primo episodio di Vento Aureo, con un effetto Slowpoke (o Internet Explorer se preferite) ad aggravare il fatto di voler fare polemica sterile sull’ennesimo prodotto fuori dai propri confini mentali. Non solo, se volessi essere ancora più infame, potrei  sottolineare come Hirohiko Araki abbia pubblicato le vicende di Giorno in questa quinta parte dal 1995 al 1999 su Shonen Jump, e in Italia siano arrivati tramite Star Comics nel 1999. Però dai, ai tempi internet non era così diffuso, i manga erano una roba di nicchia, e la maggior parte degli Italioti che si indignano per nulla erano troppo impegnati a fare altro.

Il secondo scivolone nell’incipit è meno grave, perché si dà per scontato che l’ambientazione Napoletana sia solo nel primo episodio, quando tutto il primo arc (insieme di puntate) di Vento Aureo si svolge nel capoluogo campano. Ma è una svista capibile dalla mancata fruizione dell’opera e dalla stesura atta a far arrabbiare la gente poco informata.

Si passa poi ad una delle uscite più ilari dell’intero articolo: Il protagonista di Vento Aureo si chiama  Vento Aureo.
Una sottospecie di dejavù mi assale, e ripenso a Pegasus il cavaliere dall’armatura del Pegaso de I Cavalieri dello Zodiaco (Saint Seiya). Qui casca il proverbiale asino: il protagonista di Vento Aureo si chiama Giorno Giovanna e, come da tradizione della serie, va a riprendere il JoJo del titolo (Giorno Giovanna in questo italico caso).

Vorrei capire per quale assurdo collegamento mentale  Vento Aureo dovrebbe essere accorciato in JoJo.

La sequela di inesattezze continua spacciando lo stesso Giorno per un giapponese in visita a Napoli, quando sebbene di origine nipponica, il figlio di Dio Brando è napoletano a tutti gli effetti, vive e lavora nella metropoli campana.

Si conclude poi parlando della rappresentazione di camorristi e droghe vendute per i vicoli di Napoli, dando per scontato che Vento Aureo voglia parlare solo di quell’aspetto. Peccato che sia proprio Giorno a dire di voler distruggere la camorra (il nome dell’organizzazione è Passione) dall’interno, al termine della prima puntata. Mi raccomando sottolineiamo che stiamo parlando del primo episodio, di una serie di circa quaranta puntate, da soli venti minuti cadauna. Nella quale non avete avuto manco l’accortezza (o la pazienza) di arrivare fino in fondo, per ottenere una manciata di views dagli iracondi italioti.

Non c’è molta differenza tra questo articolo e quelli dove  viene data la colpa ai videogiochi per degli atti di violenza.

La cosa più ridicola è che, dopo il polverone alzato, lo stesso sito ha corretto tutti gli errori andando a sottolineare che Giorno (si lo hanno ribattezzato nel modo giusto) si prodighi contro i mali della penisola.

Ma ormai il danno era fatto, numerose condivisioni delle più becere, che renderebbero orgogliose certe figure politiche si sono stagliate contro Jojo, Araki e il Giappone tutto.

Ovviamente piene d’ignoranza tipo il già citato “Facessero un cartone sulla loro mafia”  dimenticando titoli come City Hunter, o un’intera saga videoludica come Yakuza.

Questa difesa di JoJo (e di Vento Aureo) è quindi stata una valvola di sfogo alla dilagante mancanza di contestualizzazione delle opere che non capiamo. Ma non dovrei più stupirmi, in fondo siamo riusciti ad andare contro anche a Gomorra, produzione tutta italiana e contro la quale c’è stato ben più di un articolo acchiappa like.

E comunque, per evitare di scrivere fregnacce riguardo a JoJo su un sito così visitato, bastava aprire la pagina wikipedia di Vento Aureo.