Reanimal è uno strano animale a due teste. Da un lato segna un nuovo inizio per Tarsier Studios, dall’altro punta evidentemente a raccogliere l’eredità di Little Nightmares.
Che si tratti di sentimenti o di lavoro poco importa. I nuovi inizi non sono mai facili. Elaborare il passato per comprendere sé stessi ed evitare di fare gli stessi errori in futuro è un’azione estremamente complessa. Una complessità che devono aver provato anche i ragazzi di Tarsier Studios, team svedese divenuto famoso prima per il loro lavoro svolto sul franchise di LittleBigPlanet e poi per aver saputo dare vita a Little Nightmares, serie horror dai toni grotteschi che ha conquistato il mondo intero. Dopo il successo ottenuto con il secondo capitolo di questo franchise, però, Tarsier è stata acquistata da Embracer Group, venendo così strappata dalla sua IP di riferimento, che è rimasta nelle mani di Bandai Namco.
Forzatamente messi di fronte a un nuovo inizio, gli sviluppatori svedesi hanno quindi colto l’occasione per dare vita a una nuova proprietà intellettuale. Stiamo ovviamente parlando di Reanimal, titolo disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X/S, Nintendo Switch 2 e PC a partire dallo scorso 13 febbraio. Ma come sarà andata questa nuova avventura? Saranno riusciti gli autori a mettere in piedi qualcosa di nuovo? La scorsa settimana abbiamo avuto modo di esplorare a fondo il titolo sia da soli che in compagnia e siamo finalmente pronti per parlarvene.
Mettetevi comodi, quindi. Spegnete le luci, preparatevi una bella tazza di tè e scoprite insieme a noi se Reanimal può essere davvero considerato il nuovo inizio di Tarsier Studios.

UNA SENSAZIONE DI DEJA VU
La trama di Reanimal vede protagonisti due misteriosi bambini con indosso delle bizzarre maschere. Raggiunta un’oscura isola a bordo della loro barca, i due ragazzini si gettano alla ricerca di alcuni loro amici, misteriosamente scomparsi. Le cose, però, prendono rapidamente una piega inaspettata. L’isola è popolata da terrificanti creature, alcune dalla forma più umana e altre dai richiami più bestiali. I due protagonisti dovranno quindi fare molta attenzione a non farsi vedere, evitando qualsiasi tipo di contatto con le terribili mostruosità. Il tutto mentre un segreto dal loro passato viene lentamente a galla, contaminando la loro percezione del mondo che li circonda.
Nonostante qualche leggera differenza, la scrittura di Reanimal è perfettamente assimilabile a quella di Little Nightmares. Toni cupi, narrativa emergente, un world building affascinante, ma poco chiaro. Tutti i punti cardine della scrittura del team svedese sono ancora una volta presenti, dimostrando quanto siano ormai riusciti a fare loro questo tipo di lessico. Una dimostrazione ancora più interessante se messa di fianco al recente Little Nightmares III di Supermassive Games, che proprio sul fronte della narrativa non ci aveva convinto del tutto. Allo stesso tempo, però, Reanimal perde l’occasione di essere quel salto di qualità che avremmo voluto veder compiere a Tarsier Studios.
Difficile rimanere impressionati di fronte alla storia di Reanimal. Tutto scorre nella medesima direzione delle opere precedenti del team e questo, per coloro che speravano in qualcosa di più, potrebbe risultare una delusione. L’immaginario offerto da questa nuova opera è potenzialmente incredibile, ma una volta finita l’avventura la sensazione che si prova è quella di averne solamente intaccato la superficie. Un po’ come se l’intero titolo fosse una sorta di introduzione a un mondo molto più vasto, ma che rimane poco esplorato e “rimandato” a contenuti futuri.

COME EVOLVERE UNA BUONA FORMULA
Se da un punto di vista narrativo Reanimal rimane ancorato alle opere passate, lo stesso non si può dire del comparto ludico. Sia chiaro: il gameplay della nuova opera di Tarsier Studios ha in sé il medesimo DNA di Little Nightmares, ma è interessante vedere come i vari aspetti che lo compongono siano stati potenziati sotto ogni punto di vista. Si parte da elementi macroscopici come le aree più vaste da affrontare anche attraverso uno stile di gioco differente dal solito, ma si arriva anche a “dettagli” come la gestione della telecamera, qui nettamente più solida rispetto al passato. Un’affermazione vera soprattutto per quanto riguarda la seconda metà del gioco, durante la quale Reanimal esplode in tutta la sua potenza, confermando la bontà del lavoro svolto dal team svedese.
A differenza del già citato Little Nightmares III, inoltre, Reanimal può anche essere giocato attraverso il multiplayer locale, permettendo così a due persone di collaborare per portare a termine l’avventura. Il “problema”, però, è che dopo aver giocato ad altri titoli co-op (vi basti pensare a qualsiasi opera di Hazelight Studios) questa tipologia di gameplay multigiocatore appare scialba e poco interessante. Le interazioni di coppia sono presenti, ma non fanno gridare al miracolo, rendendo la cooperativa un plus per quanto riguarda i contenuti, ma non per la qualità finale dell’opera. Fortunatamente gli sviluppatori hanno deciso di dotare il titolo di un Friend’s Pass, permettendo così al pubblico di giocare in multiplayer con una sola copia del gioco.
Non vogliamo entrare troppo nello specifico per non rovinarvi l’esperienza finale, ma sappiate che Reanimal vanta anche diversi punti di forza ludici nella succitata seconda parte del gioco. Punti di forza come un basilare combat system, in grado di donare maggiore varietà al tutto. Una mossa che allontana ancora di più questo titolo dalle precedenti produzioni dei ragazzi di Tarsier Studios, dimostrando la voglia della software house di crescere e di andare ben al di là dei “Piccoli Incubi”.

TETRO STILE E FASCINO OSCURO
Inutile girarci attorno: gran parte del fascino di Reanimal passa dalla sua atmosfera. Da quell’atmosfera cupa, grottesca e inquietante che pochissimi altri sviluppatori al mondo sono in grado di replicare. Accompagnare i due giovani protagonisti nella loro avventura offre una sensazione unica. Una sorta di viaggio onirico fatto (poche) luci e (tante) ombre, inframezzate da nebbia e neon. Un incubo lucido all’interno del quale crogiolarsi, godendo di ogni momento di tensione e del conseguente rilassamento. Un “tira e molla” in grado di creare assuefazione e che ci sentiamo di promuovere a pieni voti.
A un comparto grafico buono e furbo allo stesso tempo si affianca una colonna sonora minimale, ma perfetta. Le note sono tutte al posto giusto e anche le poche parole pronunciate dai protagonisti vengono dilazionate nel racconto più come una sorta di suono, piuttosto che un vero e proprio dialogo doppiato. È più importante quando viene detto qualcosa, piuttosto che il reale contenuto del testo. Un risultato che ci ha entusiasmato, facendoci apprezzare per l’ennesima volta la sensibilità artistica dei ragazzi di Tarsier. Nel caso servisse specificarlo, il gioco rimane doppiato in inglese, ma presenta i sottotitoli in italiano. Un dettaglio trascurabile, soprattutto vista la scarsa quantità di materiale da tradurre, ma che potrebbe venir apprezzato dai non anglofoni.
REANIMAL, LA RECENSIONE
Reanimal è la conferma della bontà del team messo in piedi da Tarsier Studios. Una conferma che attraversa tutti gli aspetti del gioco, dalla narrativa al comparto artistico. Se da un lato siamo rimasti affascinati dall’ennesima iterazione nell’orrore dei ragazzi di Tarsier, dall’altro ammettiamo che speravamo però in qualcosa di più coraggioso. Qualcosa in grado di stupirci davvero, piuttosto che di tranquillizzarci sulla bravura degli sviluppatori. Nonostante la seconda metà del gioco contenga una struttura differente rispetto a quanto sviluppato in passato da Tarsier, la sensazione che si ha una volta chiusa l’avventura è quella di aver assistito a qualcosa di già visto. A una sorta di Little Nightmares III con un titolo diverso. Non che questo sia un dramma, sia chiaro, ma ci si poteva aspettare di più. Speriamo che, dopo aver confermato la loro bravura, Tarsier Studios decida di fare il salto di qualità con la loro prossima opera. Un’opera che attenderemo in ogni caso con trepidazione, consapevoli ancora una volta della qualità che questa software house è in grado di offrire.


