Le mura di York: Il gioco che rischia di essere ripetitivo – Recensione

Le mura di York

Grazie alla nostra collaborazione con la Cranio Creations, abbiamo avuto la possibilità di provare il loro nuovo gioco da tavolo, Le mura di York, un gioco da tavolo di Emiliano Venturini che unisce ingegno e creatività, ma che rischia di essere ripetitivo per le poche dinamiche di gioco. In York lo scopo del gioco è difendere la città costruendo le mura che resisteranno e agli assalti degli invasori e proteggeranno le ricchezze del territorio. Ma partendo dalle basi, vediamo il contenuto.

CONTENUTO

  • 16 tessere quartiere miste contenente caselle di diverso uso
  • 16 cornici per contenere le 4 tabelle miste
  • Una torre da costruire per il “lancio” dei dadi
  • 19 monete barbaro/invasione
  • 4 dadi, 1 specifico di costruzione e 3 modificati (vedremo dopo)
  • 150 muretti in plastica per la costruzione delle vostre città
  • Una tessera scudo
  • E varie monete con tagli da 1, 5 e 10

Prima di iniziare a giocare, molto semplicemente, bisogna montare la torre per il lancio dei dadi che servirà per la costruzione delle mura: infatti in base ai dadi lanciati all’interno delle varie sezioni (chiesa, pozzo e mercato), ogni giocatore saprà i confini entro la quale far entrare il numero di edifici usciti dai dadi. Successivamente ognuno (massimo 4 giocatori) deve mettere insieme all’interno di un quadrato formato da 4 cornici, 4 tessere quartiere, ognuna contrassegnata al centro da una gemma colorata. Tutti i giocatori devono posizionare le tessere nello stesso modo, con lo stesso orientamento e verso delle gemme colorate. Consiglio: ricordatevi che le cornici devono essere legate tra loro seguendo lo stesso colore dei fiori ad angolo.

Gli altri strumenti da gioco rimanenti, sono il dado rosso che serve per capire ad ogni tiro come posizionare i muretti all’interno della plancia, i gettoni Vichingo che da un lato presentano il barbaro in piedi che indica l’invasione.

SVOLGIMENTO DEL GIOCO

Ogni partita è divisa in due round chiamati epoche. Durante la prima epoca, ogni giocatore lancia i dadi appositi all’interno dei canali della torre, in modo da individuare quanti edifici deve porre all’interno della sua città. Successivamente, seguendo le indicazioni del dado rosso, ogni turno tirato a giro dai giocatori, si posizionano i muretti nella plancia: l’obiettivo principale del primo round è circondare gli edifici selezionati da ogni giocatore, cercando di far rientrare quante più caselle moneta possibili e quante meno caselle Vichingo. Chi per primo termina la costruzione del perimetro della sua città riceve delle monete aggiuntive a fine epoca.

 

Dopo che tutti hanno terminato la posizione dei muretti, bisogna controllare per prima cosa le penalità di costruzione, come ad esempio l’eccesso di muri, e poi ciò che effettivamente è stato contenuto all’interno delle città. Quindi avviene la fase del conteggio monete e gettoni Vichingo. Chi ha guadagnato più monete vince la prima fase e si passa alla seconda, quella dell’Invasione.

Durante questa fase, molto veloce, vengono conteggiati i gettoni vichingo contenuti all’interno delle mura della città e chi ne ha di più viene invaso. A questo punto, si prende un gettone e lo si capovolge dal lato del barbaro, mentre tutti gli altri vengono rimessi di nuovo in gioco, mentre chi non subisce l’invasione subisce mantiene tutti i gettoni per l’epoca successiva. Terminata questa prima epoca, devono essere rimossi tutti i muretti dalla plancia rimettendoli in gioco.

La seconda epoca, purtroppo, sarà uguale alla prima, in pratica una ripetizione di tutto ciò che è stato fatto prima: lancio dei dadi nella torre, costruzione del perimetro, conteggio monete e gettoni vichingo e fase invasione. L’unica differenza è che colui che ha il numero minore di gettoni Vichingo riceve lo scudo del Re, collezionando così 3 monete aggiuntive. La fine completa del gioco consiste nel calcolo delle monete restanti: ogni gettone barbaro collezionato dal giocatore costa 5 monete: il giocatore che alla fine ha più monete vince.

CONCLUSIONE

Il problema del gioco è proprio la poca dinamicità delle dinamiche del gioco. Infatti, nonostante sia abbastanza creativo, grazie alla costruzione dei muretti che permette una certa personalizzazione delle città e l’impegno ingegnoso di cercare di collezionare pochi gettoni Vichingo e più monete, la ripetitività delle azioni rischia di stancare molto velocemente il giocatore, che alla ricerca di una maggiore rivalità contro gli altri, si ritrova purtroppo a rifare le stesse azioni e fasi già prima effettuate. Sarebbe stata più apprezzata magari anche una componente più attiva tra i vari giocatori: la rivalità infatti rimane circoscritta, o anche no, alla sola costruzione della città, in cui ogni giocatore tenta quanto meno di contenere il maggior numero di monete.

Non è assolutamente un gioco da escludere dai vostri scaffali: infatti come suo punto forte ha sicuramente le tempistiche che sono molto veloci e non compromettono una serata, lasciando anche la possibilità di provare altro. Altro punto interessante è anche il livello di costruzione: infatti è divertente proprio quella fase, perché basi tutto sulla casualità del dado, che indirizza la posizione dei muri ed anche parzialmente la vincita o meno del giocatore. Per queste vacanze quindi potrebbe essere una buona scelta per iniziare una serata di giochi con il verso giusto!

Per maggiori informazioni visitate la pagina apposita di Cranio Creations!

Anthony Buscemi
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Amante della tecnologia, dell'arte e della sua splendida donna, cercherò di condividere con voi le mie conoscenze e non farvi mancare alcuna notizia!