Si torna a sgommare nella notte con la musica a palla, in Tokyo Xtreme Racer!
Tra la fine degli anni ’80 e i primi ’90, in Giappone esplose la cultura del tuning e delle corse clandestine. Un fenomeno che divenne rapidamente popolare, che una volta superati i confini nipponici si trasformò in una vera e propria mania capace di influenzare l’immaginario collettivo di quegli anni. Il mondo dell’intrattenimento ne fu travolto, basti infatti pensare ai primi capitoli di Fast & Furious, con Tokyo Drift ambientato proprio nella capitale giapponese, oppure ai videogiochi dedicati alle corse notturne come Need for Speed: Underground.
Esiste però una serie di cui probabilmente molti non hanno mai sentito parlare, e che affonda le sue radici proprio nel pieno boom dei “midnight club”, ambientata lungo le arterie sopraelevate della Shuto Expressway, la rete autostradale che collega l’intero distretto urbano di Tokyo, e che ha reso celebri manga come Initial D, Shakotan Boogie e Wangan Midnight.
Stiamo parlando di Shutokō Battle, meglio conosciuto in Occidente come Tokyo Xtreme Racer.
Genki, gli autori di questa longeva serie che debuttò nella metà degli anni ’90 sul Super Famicom, dopo essersi presi una lunga pausa, tornano nuovamente nel mondo delle sfide illegali sulle autostrade di Tokyo con un nuovo capitolo intitolato semplicemente Tokyo Xtreme Racer, disponibile da qualche mese su PC e pronto al debutto nei prossimi giorni su PlayStation 5.
In questa nuova incarnazione di Tokyo Xtreme Racer, Genki ha scelto di riproporre l’esperienza più autentica della serie, preservando l’essenza dei capitoli originali e quel fascino nostalgico delle corse notturne che tanto spopolò negli anni 2000.
Nei panni di un pilota alle prime armi, ci affacceremo al mondo delle sfide clandestine partendo dal basso, con l’obiettivo di costruirci una reputazione. Il nostro compito sarà affrontare rivali e bande che popolano la Shuto Expressway al calar della notte, ingaggiando intensi testa a testa nel traffico cittadino e cercando di creare il giusto distacco con l’avversario per portarsi a casa la vittoria.

Concettualmente Tokyo Xtreme Racer può essere visto come una sorta gioco di ruolo su quattro ruote. La storia avanza liberando l’area dalle varie bande, fornendoci nuovi dettagli sui boss e sugli altri gruppi che si aggirano sulle strade. Le aree di parcheggio ai bordi delle carreggiate diventano zone di sosta dove incontrare altri piloti, confrontarsi e scoprire informazioni utili su come affrontare determinati avversari. Molti di loro richiederanno requisiti specifici prima di accettare una sfida. Alcuni vi affronteranno solo se guiderete un’auto di una certa casa automobilistica, altri se non utilizzerete il NOS, altri ancora gareggiano soltanto in determinati giorni della settimana.
All’inizio del gioco avrete a disposizione pochi punti di ingresso alla Shuto Expressway. Nuovi accessi si sbloccheranno semplicemente transitando nelle loro vicinanze, permettendoci di scegliere da dove iniziare le nostre scorribande notturne. Le prime sessioni saranno “mordi e fuggi” perché non potendo invertire il senso di marcia saremo costretti a tornare spesso al garage per cambiare percorso e cercare nuovi sfidanti. Con il progredire dell’avventura però aumenteranno gli ingressi disponibili e le parking zone, che sbloccando il relativo perk potremo usarle per spostarci rapidamente sulla mappa e muoverci con maggiore libertà.

Per essere competitivi bisogna però prepararsi nel proprio garage. All’inizio avremo accesso a un tris di auto tra cui scegliere per iniziare la nostra carriera automobilistica.
Vincendo i vari testa a testa otterremo nuovi crediti che potranno essere investiti per il potenziamento dell’auto, così come dei “Battle Point” che serviranno a scandire la progressione del gioco. Non solo sarà possibile sbloccare abilità per il pilota, che miglioreranno alcune statistiche come la barra della nostra salute o il danno inflitto agli avversari, o i perk come appunto il citato teleport o funzionalità extra, ma grazie ai “BP” avremo accesso a nuovi produttori di auto e ai relativi modelli, che diventeranno acquistabili alla concessionaria, il tutto rigorosamente su licenza ufficiale. Anche tutta la parte del tuning è gestita tramite i BP, e qua non basterà semplicemente spendere i punti per ottenere nuovi componenti per modificare l’auto, ma per passare di categoria e ottenere i pezzi migliori sarà necessario battere anche determinati piloti.

Una volta ottenuti nuovi pezzi per le nostre auto, questi potranno essere acquistati ed equipaggiati nell’apposito menù dedicato al tuning, consentendoci di vedere in tempo reale ogni singola modifica apportata. Pur essendo un racing game dall’anima arcade e con settaggi abbordabili anche senza essere dei meccanici provetti, per i più smanettoni è possibile intervenire su diversi parametri come l’allineamento delle ruote, la rigidità delle sospensioni o la trasmissione, così da creare un profilo dell’auto capace di rispondere al meglio alle proprie esigenze.
Il tuning però non riguarda soltanto ciò che sta sotto il cofano ma è una vera e propria filosofia che abbraccia anche l’estetica dell’auto, dove vige una sola regola, la tamarraggine.
Accedendo all’opzione dedicata potremo modificare la livrea con un’ampia scelta di componenti del body kit come minigonne, passaruota allargati e spoiler, personalizzando il mezzo secondo il proprio gusto. A completare il tutto ci penseranno verniciatura, decalcomanie, vinili e perfino neon sottoscocca per dare il tocco finale e diventare i più appariscenti del circondario.
Una volta in pista, non appena avrete individuato il vostro obiettivo, inizia la fase dell’ingaggio con l’iconico “sfanalamento” dell’auto dell’avversario che dà il via alla sfida.
Ogni corsa si gioca sul filo del rasoio, in accesi testa a testa fatti di sportellate, tagli di traiettoria non sempre pulitissimi e sgommate, il tutto zigzagando nel traffico della Shuto Expressway, che diventa un ostacolo naturale capace di mandare in fumo una gara praticamente vinta. I vari sfidanti non andranno mai presi sottogamba perché basterà il minimo errore, come una curva presa male o una frenata arrivata in ritardo, per rischiare di essere superati dal nostro avversario senza possibilità di rimonta.
Le battaglie, come già accennato, vedranno un vincitore solo quando la barra della salute di uno dei due piloti raggiungerà lo zero, e questo avviene quando chi sta in testa stacca di 25 m o più l’avversario, la cui salute inizierà a calare fino alla sconfitta. Durante il corso della storia dovremo affrontare anche qualche variante, come sfidanti che si uniscono a una gara in corso o staffette fra rivali, andando così ad aggiungere un po’ di pepe alle vostre gare.
La scelta di Genki di riproporre una formula di gioco molto classica e fedele a quella originale è però un’arma a doppio taglio. Da un lato abbiamo un titolo che, pur essendo uscito nel 2025, ha un’anima amarcord che farà felici i fan della serie e gli amanti delle corse illegali. Dall’altro però manca una certa evoluzione e tutta la varietà che ci si potrebbe aspettare da un seguito di questo tipo. Le gare, dopo decine di rivali battuti, tendono un po’ a ripetersi e a perdere di freschezza, così come l’ambientazione “monotematica” tende ad appiattire la varietà stilistica del racing game, che resta però iconico e unico nel suo genere. Ad esempio, visto che la serie negli anni ha avuto più di una parentesi “drifting”, si poteva pensare di inserire anche i percorsi montani visti in Initial D o riproporre le condizioni climatiche viste a più riprese nei precedenti giochi come pioggia o nebbia, piccoli dettagli che però possono fare la differenza e donare al gioco maggiore profondità.

La Shuto Expressway riprodotta nel gioco dipinge con grande fedeltà l’intreccio di strade del distretto urbano di Tokyo, con lo skyline che fa da sfondo alle gare notturne. Durante le corse è difficile soffermarsi su ciò che ci circonda perché distogliere lo sguardo dall’asfalto significa rischiare di schiantarsi contro qualche veicolo nel traffico, ma nei momenti più tranquilli si possono scorgere alcuni dei punti più iconici della città come l’arco dell’Aeroporto di Haneda, la Tokyo Tower o la Daikanransha, la ruota panoramica che illumina il paesaggio con le sue luci intermittenti.
È proprio l’ambientazione notturna a costruire quell’atmosfera da “midnight club”, con il buio spezzato dalle insegne luminose e dai cartelloni che costeggiano la carreggiata. Il traffico non si ferma mai, nel cielo ogni tanto si intravede un aereo in fase di atterraggio o un treno che sfreccia sopra le nostre teste mentre entriamo di traverso in una galleria a tutta velocità.
Il gioco scorre rapidissimo e senza incertezze, con quella frizzantezza necessaria per rendere questo tipo di sfide davvero coinvolgenti. La sensazione migliora ancora quando si passa dalla visuale esterna a quella interna, con la camera che scende sul filo dell’asfalto e l’adrenalina si innalza mentre si sfreccia accanto alle altre auto, quasi baciandone la carrozzeria. Il modello di guida è chirurgico nello spettro arcade in cui corre, consentendoci un controllo pressoché perfetto dell’auto, che migliora ottimizzandone i componenti. I veicoli presenti, realizzati con buona fedeltà rispetto ai modelli reali, spaziano da vecchie glorie del passato della J.D.M. come la Trueno, a veicoli di più recente costruzione, rigorosamente su licenza, con l’imbarazzo della scelta fra i più noti costruttori giapponesi come Toyota, Subaru e Nissan, fra bolidi fiammanti e agguerrite kei car dal look quasi super deformed.

Il tutto mentre la radio della nostra auto pompa dalle casse musica EDM ed Eurobeat che partono sparate non appena iniziamo a sfanalare l’auto di fronte a noi e che ci accompagnano nei pochi secondi in cui si consuma la gara. Qualche traccia in più però non avrebbe guastato, dato che si finisce presto in un loop fatto dai soliti brani che si ripetono con una certa frequenza.
Manca invece la localizzazione italiana ma è un compromesso sostenibile che non incide minimamente sugli esiti del gioco, dato che la componente narrativa è presente e di facile comprensione, almeno negli aspetti essenziali.
Tokyo Xtreme Racer segna il ritorno della storica saga automobilistica nata per celebrare la cultura del tuning giapponese. Genki ripropone in modo vincente la stessa formula originale che nel corso degli anni ha fatto breccia nel cuore dei giocatori, mettendo al centro di tutto le macchine e le gare notturne. Questo voler restare ancorati alle proprie origini, se da un lato trova l’appoggio dei fan, dall’altro rischia di ritrovarsi con un prodotto fermo nel tempo e privo di qualsiasi evoluzione. Genki dovrebbe usare Tokyo Xtreme Racer come base di partenza, un template da sviluppare, valutando attentamente di aggiungere nel tempo nuovi contenuti come percorsi dedicati al drifting o condizioni meteo variabili, che potrebbero essere quel quid in più che basta per garantire maggior varietà al gioco. Gioco che, nonostante qualche difetto, mantiene quella genuinità che pochi giochi di guida hanno. E questo non può che farci felici. Dunque, bentornato Tokyo Xtreme Racer.


