Ace Combat 8: Wings of Theve rinnova la saga con cieli spettacolari, combattimenti aerei più dinamici e una storia coinvolgente, ampliando l’esperienza con nuove possibilità tattiche e un comparto online rivisto
Sono passati ben 7 anni dal settimo capitolo di una delle saghe videoludiche più amate e longeve di sempre. Ace Combat 8: Wings of Theve rappresenta una nuova fase per la serie di combattimenti aerei firmata Project Aces (il team di sviluppo di Bandai Namco dedicata esclusivamente ad Ace Combat) e si propone come un capitolo che rinnova radicalmente l’esperienza attraverso un comparto tecnico più evoluto, una campagna narrativa costruita intorno al peso della leggenda e un sistema di combattimento che ambisce a rendere ogni ingaggio più dinamico e imprevedibile. Tra ambientazioni incredibili con tanto di gestione atmosferica dinamica, velivoli ricreati con grande attenzione e una componente online completamente ripensata, il nuovo capitolo non è semplicemente un grande rispolvero di meccaniche che hanno fatto la storia, ma un vero titolo audace che cerca di ampliare le possibilità offerte dal franchise senza sacrificare l’immediatezza del suo gameplay.
Versione testata: PlayStation 5
Una leggenda da costruire tra propaganda, guerra e identità
La storia di Ace Combat 8: Wings of Theve, raccontata con taglio cinematografico, prende forma in un fittizio, ma verosimile, luglio del 2029 in un mondo sconvolto da un conflitto militare che muta radicalmente gli equilibri geopolitici. L’offensiva della Repubblica di Sotoa travolge la Federazione dell’Usea Centrale, lasciando dietro di sé una nazione allo sbando e una forza navale ormai ridotta ai minimi termini. In questo scenario tutt’altro che idilliaco entra in gioco il protagonista, Jane Cope, un pilota esperto recuperato in mare e condotto forzosamente a bordo della portaerei Endurance.
La nave, nel bene e nel male, diventa il suo nuovo punto di riferimento e il luogo da cui ha inizio la sua ambiziosa avventura: assumere l’identità delle Ali di Theve (Wings of Theve), il leggendario aviatore al quale viene attribuita la responsabilità di salvare la capitale e di cambiare le sorti di ogni scontro.
La premessa narrativa si svuluppa intorno a una contraddizione particolarmente interessante a cui fa seguito una bugia necessaria per il morale di cittadini e militari. L’eroe che dovrebbe risollevare il morale di un intero popolo, in realtà non è mai esistito nella forma raccontata dalla propaganda. Il suo nome è una costruzione politica, la sua identità cambia a seconda di chi viene a mancare segretamente durante gli scontri, quindi non è altro che un simbolo creato per alimentare la speranza in un momento di disperazione collettiva. Il percorso del protagonista diventa subito chiaro: siamo un uomo chiamato in fretta e furia a superare missioni ben al di sopra delle nostre capacità e a ricercare costantemente un’identità.
Questa impostazione, apparentemente semplice e banale, permette alla lunga campagna di affrontare temi che vanno oltre lo scontro tra due eserciti. È una narrazione molto attuale che mostra il rapporto tra verità e propaganda, il significato dell’eroismo e il confine tra individuo unico con moralità propria e simbolo pubblico obbligato a prendere scelte per il bene comune. La sceneggiatura, scritta da Sunao Katabuchi (già autore dei testi di Ace Combat 04, Ace Combat 5 e Ace Combat 7), è concepita per accompagnare il giocatore attraverso un’alternanza di tensione, coinvolgimento emotivo e momenti di relativa libertà. Le missioni non vengono organizzate esclusivamente sulla base degli obiettivi militari da raggiungere, ma anche in funzione delle sensazioni che dovrebbero trasmettere.
Ogni missione è stata studiata appositamente per generare le giuste emozioni. Una situazione concepita per generare pressione emotiva richiede spazi più angusti, minacce ravvicinate e un ritmo serrato. Al contrario, le sequenze dedicate all’esplorazione e alla libertà di movimento sfruttano ambientazioni più ampie, nelle quali il giocatore può apprezzare il paesaggio e gestire il proprio velivolo con maggiore tranquillità.
Un ruolo fondamentale, non solo ai fini del superamento delle sfide, viene affidato anche ai tre compagni che affiancano il protagonista sulla Endurance. Presentano caratteristiche classiche, come Tasha Severskaya esuberante, poco tecnica, ma coraggiosa e spavalda essendo prima una pilota acrobatica, Ellington Baxter denominato “Prof” molto competente, premuroso, tattico e riflessivo e William Coster, un abile pilota gregario in grado di tenere il passo con le manovre estreme di Tasha e fornire una copertura efficace. La loro presenza contribuisce a dare maggiore spessore alle dinamiche della squadra e a rendere la componente militare parte integrante della narrazione. I rapporti interpersonali vengono sviluppati gradualmente, senza richiedere una conoscenza approfondita degli eventi dei precedenti capitoli.
È una scelta che favorisce l’accessibilità del nuovo episodio. Chi si avvicina per la prima volta alla serie può seguire la vicenda senza dover recuperare necessariamente la storia dei giochi precedenti, mentre i veterani ritroveranno riferimenti all’universo narrativo di Strangereal e alla tradizione del franchise, con ulteriori approfondimenti disponibili nei contenuti delle edizioni speciali. Il risultato è un’avventura concepita per funzionare sia come episodio autonomo sia come nuovo tassello di una saga che ha costruito nel tempo una propria mitologia. Inoltre, per chi volesse, vi è pure una serie live-action prequel di Ace Combat 8: Wings of Theve, intitolata Hour Zero, che segue le storie di tre sopravvissuti (interpretati da Josh Holloway, Brandon Routh e Tamlyn Tomita) nei giorni dell’invasione della Repubblica di Sotoa.
La preparazione delle missioni e il ruolo della squadra
La struttura della campagna mantiene un’organizzazione familiare per chi conosce la serie, alternando sequenze narrative, briefing operativi, configurazione del velivolo, missioni e resoconti conclusivi. Ogni sortita viene introdotta da una fase preparatoria nella quale è possibile esaminare gli obiettivi, valutare le condizioni dell’operazione e scegliere l’equipaggiamento più adatto. Una volta completato l’incarico, il debriefing permette di ripercorrere quanto accaduto prima di passare al successivo segmento della storia.
Una formula ormai consolidata, che Ace Combat 8: Wings of Theve arricchisce attraverso una gestione più articolata della squadriglia. La preparazione non riguarda infatti soltanto il caccia del protagonista, ma coinvolge anche i velivoli affidati ai compagni di squadra. Prima di decollare è possibile intervenire sulle loro configurazioni, selezionando gli aerei, le componenti aggiuntive e le armi speciali in funzione delle caratteristiche della missione.
Questa possibilità introduce una componente strategica che amplia le tradizionali fasi di preparazione. Non si tratta di un sistema gestionale particolarmente complesso, né di una simulazione approfondita della logistica militare, ma di uno strumento che consente di affrontare gli incarichi con una maggiore consapevolezza delle risorse a disposizione.
La scelta dell’armamento dei gregari può infatti incidere concretamente sull’approccio alle diverse situazioni di combattimento. Una missione incentrata sulla distruzione di installazioni terrestri può beneficiare di una dotazione più orientata agli attacchi al suolo, mentre le operazioni contro formazioni di caccia richiedono configurazioni maggiormente adatte agli scontri aria-aria. In altri frangenti, invece, può risultare utile privilegiare equipaggiamenti capaci di contrastare le difese nemiche o sostenere le manovre offensive della squadra.
La personalizzazione non si limita agli aspetti funzionali. Anche l’identità estetica dei velivoli può essere adattata, permettendo di conferire alla propria formazione un aspetto riconoscibile. È un’aggiunta che non modifica direttamente le dinamiche degli scontri, ma contribuisce a rafforzare il senso di appartenenza alla squadriglia e il coinvolgimento nella gestione del reparto. La vera novità, tuttavia, emerge una volta entrati in combattimento.
I compagni non sono semplicemente presenze di contorno destinate ad accompagnare il protagonista nelle sequenze narrative, ma possono ricevere ordini diretti attraverso la croce direzionale del controller (utilizzabile anche per rispondere a varie loro domande). Il sistema permette di assegnare loro compiti differenti, dalla protezione del proprio velivolo all’attacco di un bersaglio specifico, passando per l’impiego delle armi speciali e l’ingaggio autonomo degli avversari presenti nell’area. Questa flessibilità consente di adattare il comportamento della squadra alle circostanze, distribuendo le responsabilità e sfruttando il supporto dei gregari per alleggerire la pressione durante gli scontri più impegnativi.
Il contributo dei compagni si dimostra utile e sufficientemente affidabile. La loro presenza permette di affrontare le missioni con maggiore elasticità, senza sottrarre al giocatore il controllo delle decisioni più importanti. Il protagonista rimane infatti il principale responsabile dell’esito delle operazioni, con la possibilità di intervenire direttamente e modificare l’andamento degli scontri attraverso le proprie capacità di pilotaggio. La gestione della squadriglia non elimina quindi la centralità dell’azione individuale, ma introduce un livello di coordinamento che amplia le possibilità tattiche. La riuscita di una missione dipende anche dalla capacità di assegnare compiti appropriati e di sfruttare il supporto disponibile nei momenti più delicati.
Un modello di volo arcade più raffinato e un cielo che cambia il gameplay
Adesso è arrivato il momento di parlare di ciò che caratterizza maggiormente l’esperienza: il sistema di pilotaggio e di volo. Da sempre rappresenta una delle caratteristiche più riconoscibili di Ace Combat grazie alla sua impostazione volutamente arcade che privilegia il divertimento, la spettacolarità e la rapidità di apprendimento rispetto alla riproduzione rigorosa delle procedure tecniche aeronautiche. La gestione dei caccia è immediata, ma questo non significa che il controllo dei velivoli sia stato semplificato al punto da eliminare qualsiasi margine di approfondimento. La risposta agli input risulta più precisa e permette di affrontare manovre complesse con una maggiore consapevolezza della traiettoria e della velocità.
Le differenze maggiori emergono soprattutto durante i combattimenti ravvicinati e nelle sequenze a bassa quota. Quando si vola tra rilievi montuosi, canyon o edifici particolarmente vicini, la capacità di correggere rapidamente l’assetto diventa determinante. Una virata eseguita con un tempismo impreciso può compromettere l’intera manovra andando a finire anche in un potenziale stallo e trasformare un inseguimento apparentemente sotto controllo in una drammatica collisione.
La novità tecnica più significativa è rappresentato dal sistema Cloudy, una tecnologia proprietaria sviluppata da Project Aces e integrata nel motore Unreal Engine 5. La spiegazione potrebbe sembrare banale, ma in realtà è un aspetto molto determinante: si tratta di un sistema che interviene sulla rappresentazione delle formazioni nuvolose, trasformandole da semplice elemento scenografico in una componente che influenza direttamente la lettura dell’ambiente. La loro densità, disposizione e conformazione offrono informazioni visive ben precise che aiutano il pilota a comprendere la propria posizione e a individuare riferimenti durante il volo.
Questo approccio introduce un rapporto differente con l’ambiente circostante. Le condizioni atmosferiche diventano parte del processo decisionale, soprattutto quando la visibilità si riduce o quando ci si trova a operare in aree caratterizzate da formazioni nuvolose particolarmente fitte. Quest’ultime, se prese in pieno, non solo riducono drasticamente la visibilità, con tanto di goccioline d’acqua che riempiono lo schermo, ma rischiano di creare formazioni di ghiaccio sulla fusoliera compromettendo gravemente la manovrabilità del velivolo. Con il passare delle missioni, quindi, il giocatore può imparare a utilizzare questi elementi per orientarsi, limitando la necessità di affidarsi costantemente all’interfaccia e agli indicatori di navigazione.
Il lavoro di Project Aces, ovviamente, non si è limitato alla componente atmosferica. Per aumentare la credibilità delle ambientazioni e dei velivoli, il team ha fatto ricorso a diverse forme di documentazione e acquisizione diretta. Ha chiesto il contributo di piloti militari reali che ha permesso di approfondire sia gli aspetti tecnici del combattimento aereo, ma anche le dinamiche psicologiche associate alle situazioni di pericolo e alla gestione dello stress. A questo si aggiungono scansioni laser di veicoli e velivoli reali, utilizzate per migliorare la resa dei modelli tridimensionali e registrazioni effettuate direttamente sul campo per ricostruire con più accuratezza il suono dei motori. L’insieme di queste soluzioni contribuisce a definire un’esperienza visivamente e acusticamente più credibile, pur mantenendo una netta separazione dalla simulazione pura.
Gli aerei sono comunque divisi in quattro categorie operative: caccia (fighter), aerei d’attacco (attack aircraft), multiruolo e guerra elettronica. Quest’ultima categoria, già presente nel settimo capitolo, viene confermata con un ruolo tattico preciso: disturbare i sistemi avversari prima o durante il combattimento. Di solito conviene affidarla a un compagno, ma è altrettanto divertente anche quando siamo noi a usare questa tipologia di velivoli.
Combattimenti aerei più dinamici grazie alla distruzione evoluta
Tutta questa evoluzione è accompagnata da una vera e propria revisione delle dinamiche di combattimento. In Ace Combat 8: Wings of Theve la distruzione dei bersagli non è rappresentata tramite animazioni prestabilite, ma si inseriscono all’interno di un sistema che cerca di riprodurre in modo più articolato gli effetti degli impatti. Le conseguenze di un attacco possono manifestarsi attraverso danni visibili, esplosioni successive e la propagazione di detriti nell’area circostante. Questo approccio contribuisce a rendere gli scontri meno prevedibili e permette di apprezzare maggiormente l’impatto delle proprie azioni sul campo di battaglia.
L’abbattimento di un velivolo, per esempio, non costituisce necessariamente la conclusione dell’evento. I frammenti generati dall’esplosione possono rappresentare un rischio per altri aerei nelle vicinanze, aggiungendo un ulteriore elemento di imprevedibilità agli ingaggi più affollati. Anche passare in mezzo a un’esplosione potrebbe causare danni tutt’altro che irrilevanti e questa particolarità assume importanza nelle missioni che coinvolgono numerose squadriglie nemiche. In queste situazioni, il giocatore deve prestare attenzione non soltanto alla posizione degli avversari ancora in combattimento, ma anche agli effetti che gli scontri producono nell’ambiente immediatamente circostante a se stesso e ai propri alleati.
Tornano anche le super-armi distruttive dalle dimensioni e dagli effetti colossali. Queste macchine da guerra sono caratterizzate da soluzioni tecnologiche estreme che costituiscono alcune delle situazioni più spettacolari e complesse della campagna. Gli scontri contro queste strutture si allontanano inevitabilmente dai limiti del combattimento aeronautico convenzionale. La loro natura fantascientifica introduce sfide che richiedono di adattare il proprio approccio e di affrontare avversari concepiti per offrire un’esperienza differente rispetto ai normali duelli tra caccia.
Non sono altro che delle boss fight in chiave aeronautica che potrebbero continuare a dividere il pubblico. Chi ricerca una rappresentazione strettamente aderente alla realtà potrebbe trovare alcune battaglie eccessivamente distanti dalla plausibilità militare. Al contrario, chi apprezza la tradizione di Ace Combat riconoscerà in queste sequenze uno degli elementi che hanno contribuito a rendere la saga immediatamente riconoscibile.
Ace Combat Online: una nuova dimensione per il multigiocatore
Come accennato nell’introduzione, il comparto online rappresenta uno degli interventi più significativi apportati alla struttura complessiva del franchise. Con Ace Combat Online, Project Aces amplia le possibilità offerte dal multigiocatore attraverso un sistema che punta a rendere più articolata l’esperienza al di fuori della campagna. La novità più evidente è l’introduzione di una lobby persistente ambientata all’interno di una base aerea denominata Air Base Lobby. Prima di accedere alle partite, gli utenti possono muoversi nell’hub attraverso un avatar personalizzabile, dando alla componente multiplayer un’identità visiva più definita rispetto alle tradizionali schermate di selezione.
La struttura delle modalità comprende sia attività cooperative sia scontri competitivi, con l’obiettivo di coinvolgere differenti tipologie di giocatori e di velivoli. Il supporto al cross-play consente inoltre di partecipare alle sessioni indipendentemente dalla piattaforma utilizzata, mettendo in comunicazione gli utenti di PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC.
Un altro elemento centrale è rappresentato dal sistema di progressione. I risultati ottenuti durante le partite contribuiscono alla crescita del profilo e premiano approcci differenti al combattimento. Non viene valorizzato esclusivamente il pilota che si concentra sull’eliminazione degli avversari. Anche le azioni orientate al supporto della squadra e alla gestione più prudente degli scontri possono contribuire alla progressione, introducendo un incentivo a collaborare e a sviluppare stili di gioco diversificati. Questa impostazione amplia le possibilità del multiplayer e cerca di dare maggiore continuità alle sessioni, offrendo motivazioni per tornare a giocare anche dopo aver completato la campagna principale.
Resta naturalmente da valutare quanto a lungo questa struttura riuscirà a mantenere un livello di varietà e coinvolgimento adeguato. L’efficacia di un comparto online di questo tipo dipenderà anche dalla capacità di aggiornare i contenuti e mantenere attiva la comunità nel corso dei mesi successivi al lancio.
A tal proposito, come accade ormai per molti titoli del genere competitivo, l’organizzazione dei contenuti segue una struttura stagionale, con un sistema di progressione gratuito affiancato da opzioni premium acquistabili separatamente. L’ACE PASS costituisce il punto di riferimento per la distribuzione delle ricompense stagionali. La versione gratuita è accessibile a tutti i giocatori, mentre i livelli Premium introducono ulteriori contenuti, tra cui elementi estetici e velivoli esclusivi.
Bandai Namco ha inoltre confermato che il sistema non prevede loot box o meccaniche basate su ricompense casuali a pagamento. I contenuti disponibili vengono mostrati prima dell’acquisto, consentendo agli utenti di conoscere ciò che stanno pagando senza affidarsi a estrazioni aleatorie. Questa impostazione garantisce una maggiore trasparenza nella gestione delle microtransazioni, anche se l’effettiva sostenibilità del modello dipenderà dalla quantità e dalla frequenza dei contenuti proposti nel tempo.
Comparto tecnico
Dal punto di vista tecnico, Ace Combat 8: Wings of Theve offre un comparto grafico di grande impatto, capace di valorizzare sia la spettacolarità dei combattimenti sia la sensazione di trovarsi realmente ai comandi di un caccia. Il lavoro svolto da Project Aces sugli ambienti, sui modelli dei velivoli realizzati dall’art director Masato Kanno e sugli effetti atmosferici restituisce un’esperienza particolarmente convincente, con una qualità grafica che trova nei cieli il suo principale punto di forza.
Le formazioni nuvolose, i cambiamenti della luce, le condizioni meteorologiche e la profondità degli scenari contribuiscono a creare panorami di notevole bellezza. Le sequenze in alta quota, soprattutto quando il velivolo attraversa banchi di nubi illuminati dal sole o si ritrova immerso in un fronte temporalesco, regalano alcuni degli scorci visivi più suggestivi dell’intera produzione videoludica. Il cielo non è soltanto un elemento di contorno, ma diventa il vero protagonista della direzione artistica, grazie a una resa atmosferica che riesce a trasmettere una costante sensazione di vastità e libertà.
Anche la rappresentazione dei velivoli e delle esplosioni beneficia dell’evoluzione tecnologica. Le superfici dei caccia, gli effetti di illuminazione e la gestione della distruzione contribuiscono a dare maggiore consistenza agli scontri, mentre la ricchezza degli scenari rende ogni missione visivamente riconoscibile. L’integrazione di Cloudly rappresenta uno degli aspetti più riusciti, soprattutto per la capacità di coniugare qualità estetica e funzionalità durante il volo. Da elogiare anche l’IA dei nemici, soprattutto a difficoltà massima: nelle difficoltà più basse seguono pattern abbastanza fissi ed è facile abbatterli accerchiandoli, ma è nelle alte difficoltà che lo scontro diventa realmente più complesso, al cardiopalma e più realistico.
Su PlayStation 5, l’esperienza si distingue inoltre per una buona stabilità del frame rate, elemento fondamentale in un titolo nel quale la precisione dei comandi e la rapidità delle manovre incidono direttamente sul risultato dei combattimenti. La fluidità delle animazioni e la continuità dell’azione permettono di affrontare anche le situazioni più concitate senza compromettere sensibilmente la leggibilità dello scenario, valorizzando tanto le fasi esplorative quanto gli scontri aerei più intensi.
Un contributo significativo all’immersione arriva anche dal DualSense. Il controller di Sony viene sfruttato attraverso il sistema di vibrazione aptica, che accompagna le diverse situazioni di gioco e restituisce un riscontro fisico durante le manovre, gli eventi più concitati e perfino i filmati. A questo si aggiunge l’utilizzo dell’altoparlante integrato, che arricchisce l’esperienza con ulteriori effetti sonori e contribuisce a rendere più immediata la percezione di determinate azioni.
Il supporto al controller, tuttavia, non è privo di limiti. Manca infatti l’utilizzo dei grilletti adattivi, un’assenza che si fa notare soprattutto considerando le potenzialità offerte dal DualSense in termini di resistenza variabile e restituzione tattile delle azioni di gioco. Una maggiore integrazione dei grilletti avrebbe potuto rendere ancora più coinvolgente la gestione dell’accelerazione e delle manovre, aggiungendo un ulteriore livello di feedback fisico.
Anche il comparto audio contribuisce in maniera significativa alla riuscita degli scontri. Le esplosioni, i motori e gli effetti associati alla distruzione dei velivoli sono caratterizzati da una maggiore distinzione acustica, restituendo una scena sonora ricca di elementi sovrapposti. L’utilizzo delle cuffie permette di apprezzare meglio la stratificazione degli effetti, con un risultato che enfatizza il senso di intensità degli ingaggi senza rendere indistinguibili le diverse componenti del combattimento. Da segnalare anche l’ottimo doppiaggio in inglese o giapponese e la scelta di un’elettrizzante colonna sonora rockeggiante che rende gli scontri ancora più adrenalinici.
Conclusioni
Ace Combat 8: Wings of Theve rinnova la formula della serie attraverso un comparto tecnico evoluto, battaglie più dinamiche e una campagna narrativa che approfondisce i temi dell’eroismo e della propaganda. Il sistema Cloudly valorizza le condizioni atmosferiche, mentre la distruzione più articolata rende gli scontri imprevedibili e spettacolari. La storia, accessibile anche ai nuovi giocatori, mantiene un legame con l’universo di Strangereal, mentre il comparto online amplia l’esperienza grazie a cross-play, progressione e contenuti stagionali. Resta da valutare la continuità degli aggiornamenti nel lungo periodo.
Le super-armi e l’impostazione arcade potrebbero non convincere chi cerca una simulazione realistica, ma rappresentano elementi distintivi dell’identità di Ace Combat. Nel complesso, Project Aces punta a un’esperienza che unisce ambizione tecnica, coinvolgimento narrativo e combattimenti aerei immediati, preservando le radici della saga e ampliandone le possibilità di gioco.
