Art Society – La Recensione

Art Society

Art Society è un divertente titolo che mescola strategia e competizione pensato per un massimo di quattro giocatori e per partite dalla durata di circa un’ora.

Uno degli elementi che viene spesso sottovalutato quando ci si approccia a dei giochi da tavolo privi di narrativa è la potenza della loro atmosfera. Quanto è importante che Scythe sia ambientato in una versione alternativa dell’Europa del 1920? Quanto è fondamentale che Ticket to Ride ruoti attorno ai treni? Domande legittime, che scorporano il gameplay dal contesto dell’opera, andando alla pura essenza del gioco. Se da un lato queste produzioni funzionerebbero lo stesso se ambientate in mondi o situazioni completamente differenti, è altresì vero che il mood scelto è fonte di fascino per chiunque decida di prendere in mano il titolo per la prima volta

Ecco che quindi l’atmosfera diventa per prima cosa marketing, per poi contribuire all’immersività una volta avviata la prima partita.

Questo discorso vale moltissimo anche per Art Society, opera di Mitch Wallace portata in Italia da Giochi Uniti e ambientata in una casa d’aste. Casa d’aste all’interno della quale competere con gli altri giocatori per ottenere il quadro migliore per la propria parete. Dopo essere rimasti ammaliati dalla straordinaria copertina del gioco (ed ecco che l’atmosfera aveva già svolto la propria parte più commerciale), abbiamo passato gli ultimi giorni a giocare a questo interessante titolo. Sarà riuscito però Art Society a conquistarci anche al di là del suo comparto artistico?

Art Society

IMPARA L’ARTE E METTILA DA PARTE

In Art Society interpretiamo un intenditore d’arte deciso a stupire i propri amici e colleghi attraverso la propria collezione di quadri. Durante ogni round il Banditore seleziona una serie di quadri (il numero dei giocatori +1) a faccia in giù dalla scatola. A questo punto i vari partecipanti all’asta, Banditore compreso, possono prendere una delle proprie venti carte Offerta e posizionarla davanti a sé. Una volta voltate tutte queste carte all’unisono è possibile scoprire l’ordine di acquisto dei quadri. Il giocatore col punteggio più alto sulla carta potrà prendere il primo dipinto e così via, sino a lasciare un solo quadro sul tavolo. Quadro che andrà donato al museo, con importanti risvolti nel calcolo del punteggio finale.

Bisogna sapere, però che esistono opere d’arte di diverso tipo, divise non solo per la varietà di cornici, ma anche per categoria. Quattro categorie, per essere precisi: Natura Morta, Ritratto, Vita di Città e Paesaggio. I dipinti donati al museo permetteranno alla categoria del quadro regalato di salire di Prestigio, stabilendo i moltiplicatori di punteggio una volta terminata la partita. Scegliere quali quadri collezionare e quali regalare, di conseguenza, è molto più importante del previsto. Se da un lato, come scopriremo tra poco, lo scopo del giocatore è quello di riempire la propria parete di opere d’arte, dall’altro è necessario che i propri quadri abbiano un grande valore, determinato proprio dal Prestigio stabilito dalle opere lasciate al museo.

Insomma: Art Society è senza dubbio un titolo che mescola elementi strategici e gestionali, ma rimanendo sempre molto inserito all’interno del proprio contesto “narrativo”. Ogni meccanica ha un risvolto sensato se applicato al mondo delle case d’aste e questo, senza dubbio, contribuisce alla totale immersione all’interno dell’opera pubblicata da Giochi Uniti.

Art Society

TETRIS, MA CON I QUADRI

Se nello scorso paragrafo vi abbiamo raccontato il metodo di acquisto dei quadri, sappiate che le cose si fanno ancora più complicate quando si deve decidere dove posizionarli nella propria parete. Partendo da dei punti fissi è necessario mettere i dipinti a contatto tra di loro, cercando di abbinare anche le loro cornici. Avere affiancati quadri con cornici uguali, infatti, permette di ottenere le Tessere Arredo, ovvero dei piccoli oggetti perfetti per tappare tutti i buchi lasciati tra un’opera e l’altra. In tutto questo, però, badate bene di non mettere vicini quadri appartenenti alle stesse (succitate) categorie. Pena: l’annullamento del loro valore una volta arrivati al calcolo dei punti finale.

Ecco che Art Society diventa quindi una sorta di Tetris, all’interno del quale acquistare consapevolmente i vari dipinti, per poi posizionali con attenzione nella propria griglia. Inutile dire che bastano pochi round per entrare nel mood del gioco. Se i primi turni sono più “randomici” perché ancora privi di una vera e propria direzione, con il proseguire della partita è inevitabile diventare più precisi e pretenziosi in fase di acquisto dei quadri. Questa variazione del tono nel corso della singola sessione di gioco è senza dubbio uno degli elementi che più ci ha conquistati. Una variazione che porta anche il livello di sfida a farsi via via sempre più serrato, rendendo le partite memorabili, divertenti e mai uguali tra loro.

Art Society si è dimostrato uno dei giochi ludicamente più interessanti degli ultimi mesi. Nonostante la complessità del calcolo finale per capire chi si aggiudichi la vittoria, il titolo è risultato estremamente accessibile, finendo per diventare genuinamente intuitivo nel giro di pochi round. Un risultato non da poco, soprattutto per un’opera appartenente alle categorie degli strategici e dei gestionali. Categorie note per la loro complessità e per risultare spesso inavvicinabili dai giocatori più casual, ma che in questo caso sembrano voler accogliere una nuova utenza a braccia aperte.

Art Society

LA SOCIETÀ DELL’ARTE

È innegabile: il lavoro svolto nel comparto artistico di Art Society è davvero incredibile. Non solo la custodia della scatola presenta una profondità inedita, con i quadri posti a un livello più basso come se incastonati nelle proprie cornici, ma ogni elemento di design sembra studiato nei minimi particolari. I dipinti sono spesso delle reinterpretazioni di quadri ben più famosi, realizzati con un taglio umoristico davvero riuscito, senza mai risultare esagerati e/o grotteschi. La varietà stilistica offerta dai lavori di Giacomo Vichi, Sofia Rossi, Veronica Grassi, Angelica Regni, Doris Shermadhi e Mark Casha è strabiliante, portando in vita un tripudio di immagini davvero belle da ammirare.

Impossibile poi non innamorarsi della qualità dei materiali e del loro posizionamento all’interno della scatola. Se le carte Offerta presentano un formato che ricorda quello dei cartellini usati proprio nelle case d’asta per confermare la propria, appunto, offerta, tutto il resto è realizzato in puro cartone. I quadri sono spessi e solidi, trasmettendo una sensazione di concretezza davvero appagante. Ogni dipinto di diverso formato, inoltre, ha il suo slot all’interno della scatola, che diventa così una sorta di raccoglitore perfetto per iniziare rapidamente la partita una volta preso il gioco dallo scaffale. Un’attenzione non da poco, che eleva ulteriormente il lavoro svolto dal team di Mighty Boards prima e da Giochi Uniti poi.

Art Society

ART SOCIETY, IL COMMENTO FINALE

Non ci vogliamo girare attorno: Art Society è uno dei giochi più divertenti che abbiamo giocato di recente. Un’opera con una grande atmosfera, che si riversa poi in un gameplay appagante, assuefacente e mai noioso. Un titolo con numerose meccaniche differenti al suo interno, ma che non risulta troppo complesso e che, al contrario, è in grado di attirare nuova utenza a una tipologia di gioco spesso respingente per i giocatori meno scafati. Il tutto coadiuvato da un comparto artistico di prim’ordine.

A questo punto il commento finale è uno solo: se amate i giochi da tavolo, Art Society dovrebbe far parte della vostra libreria. Nonostante i quasi quarantacinque euro di costo possano spaventare, il nostro consiglio è quello di recuperare questa chicca alla prima occasione. Dopotutto si tratta di un’opera dal sapore fresco e dai materiali ricercati. Un’opera che, come un buon quadro, farà la sua grande figura una volta esposta in casa vostra.

Art Society
Pro
Atmosfera unica e coerente con il gameplay
Meccaniche di gioco fresche, divertenti e ricercate
Artisticamente ottimo sotto tutti i punti di vista
Contro
Il prezzo può spaventare
Il calcolo del punteggio finale necessita di molta attenzione
9.4
Voto