Destiny 2: “La regina dei sussurri” – La Recensione

La Regina dei Sussurri è la miglior espansione di Destiny 2

La Regina dei Sussurri è la miglior espansione di Destiny 2

Dopo quasi 3 settimane dall’uscita dell’ultima espansione “ La regina dei sussurri” posso finalmente parlarvi di quello che è probabilmente, a detta della community e non solo, il miglior pacchetto di contenuti mai creato per il mondo di Destiny. La regina dei sussurri rappresenta il primo grande capitolo della trilogia che porrà fine all’arco narrativo tra luce e oscurità e, per quanto mi riguarda, è un “inizio” davvero convincente.

Per questa recensione ho messo a disposizione la mia esperienza da giocatore di Destiny per cui sarà molto specifica.
Versione testata: PC

Campagna e location

Il nostro viaggio inizia su Marte, vecchia conoscenza dei guardiani, ci ritroviamo in nuova zona messa sotto controllo da Ikora e dopo qualche combattimento con dei Cabal e l’illusione di aver sconfitto Savathun sulla sua nave arriviamo finalmente alla principale ambientazione dell’espansione, il Tronomondo

E qui c’è da dirlo, Bungie si è davvero superata, non è nuova la loro abilità nel creare ambientazioni e sfondi mozzafiato ma la cura dei dettagli, la grandezza e i colori della corte di Savathun raggiungono livelli talvolta mai toccati dalla saga; Le strutture classiche dell’alveare sono rivisitate con un tenuo colore bianco che si contrappone al cupo nero della palude come a dimostrare che mai come prima luce e oscurità sono state così vicine. L’alveare della luce e gli infami popolano questo luogo e la voglia di scoprirne tutti i segreti ci ha pervaso durante l’intera esperienza. Insomma, tra nuovi collezionabili, casse segrete e trionfi il Tronomondo si candida ad essere la migliore ambientazione mai creata da Bungie.

Per quanto riguarda la campagna in sè invece, anche qui tocchiamo vette altissime, le 8 missioni sono lunghe, ben strutturate e offrono un buon livello di sfida giocando la nuova modalità leggendaria che ricordiamo, vi ricompenserà con un set di equipaggiamento al 1520 di potere. Che si tratti di entrare nella vecchia piramide di Europa o di visitare i templi dedicati alle 3 eminenze dell’alveare esploreremo interamente la fortezza di Savathun e mai come prima la campagna è sembrata così centrale alla trama orizzontale del gioco; Visti i molti colpi di scena e i risvolti di trama che ci hanno dato qualche informazione in più sul passato ma guardando al futuro (di cui però ovviamente non vi faccio spoiler). Ad accompagnarci sarà Fynch, uno spettro errante pentito di esser passato all’alveare e che ci aiuterà a scoprire i più oscuri segreti della megera regina e della sua corte. 

Crafting delle armi, vuoto 3.0 e Stagione dei rinati

Anche sul lato gameplay La Regina dei sussurri si presenta bene, la nuova forgia presente su marte permette di costruire armi con perk scelti dai e ciò rappresenta una sostanziale differenza col passato in cui la ricerca del “god roll” richiedeva spesso molte ore di gioco e una specifica attività ripetuta più volte. Attenzione però, non tutte le armi sono craftabili e quelle che ci sono vanno prima armonizzate uccidendo nemici e, una volta sbloccato il “progetto” dell’arma specifica, farmare i materiali necessari all’inserimento dei perk, potenziati e non. Un sistema che può sicuramente ridare linfa vitale al gioco anche se, avremmo preferito una maggiore disponibilità di armi da craftare sin da subito. Nota di dovere per i  falcioni, nuova tipologia di armi che offre caratteristiche sia difensive (scudo) che offensive (soppressione  dei nemici tramite gli attacchi corpo a corpo). Un nuovo archetipo di arma che non mi ha fatto davvero impazzire ma che amplia i modi di approciarsi dei giocatori al campo di battaglia, soprattutto contro il “Nuovo” alveare della luce, capace di brandire la luce e le relative abilità proprio come i guardiani.

Parlando di abilità è finalmente arrivato il “rework” per la prima sottoclasse della luce, seguendo il modello già introdotto con la stasi durante la precedente espansione beyond light. Il vuoto 3.0 è, per quanto mi riguarda, una delle migliori modifiche presentate in questa espansione, finalmente la possibilità di unire e “concatenare” gli effetti, fornire scudi a tutta la squadra o diventare invisibili tramite l’utilizzo di nature e frammenti è un vero toccasana per il gameplay del titolo e, non vedo l’ora di scoprire cosa ha in serbo Bungie per le sottoclassi solari e ad arco nei prossimi anni.

Qui stagioni, finalmente i Cabal dell’imperatrice Caiatl e i guardiani lavorano assieme continuando la narrativa delle “Alleanze” sviluppate durante l’anno 4 e, per la prima volta, sento davvero un’unione contro un male comune. La stagione dei rinati è strutturata in modo classico con una quest settimanale e una nuova offensiva “Campi di battaglia PsiOps” che tutto sommato si discosta un po’ dalle precedenti modificando le ambientazioni a tema alveare e proponendo una lore interessante che metterà i guardiani davanti a scelte difficili pur di salvaguardare la propria sopravvivenza.

Incursione “Promessa del discepolo” 

Anche qui Bungie non ha deluso, la nuova incursione “Promessa del discepolo” è finalmente disponibile e propone un’ambientazione meravigliosa, persino più oscura e “ostile” dell’esterno, oltre alle tante rivelazioni ed elementi che troviamo al suo interno. Il raid presenta molti enigmi che richiederanno la memorizzazione di vari simboli presenti nelle varie stanze che raffigurano elementi molto familiari ai giocatori di Destiny (Il giardino nero o la prima torre) con un nemico finale che, non mi sarei mai aspettato di vedere. Una vera perla per il brand e che si affianca sicuramente ad “Ultimo desiderio” per magnificenza e bellezza, forse un po’ meno per le difficoltà delle meccaniche. 

Futuro e prossime espansioni

Insomma, La Regina dei sussurri mi ha convinto in quasi ogni suo aspetto e mai come prima sono sicuro di dire che il futuro della saga è radioso. Bungie è intenzionata a chiudere l’attuale arco narrativo con ulteriori 2 espansioni : “Lightfall” e “The Final Shape” e, non vedo l’ora di poterci mettere le mani.