DOOM Eternal – Hands On Infernale delle prime tre ore

doom eternal

Dopo tre ore di Doom Eternal siamo ancora carichi d’adrenalina.

Non c’è pace per il Doom Slayer.

Sulla terra si è scatenato l’inferno, e i demoni stanno mettendo a ferro e fuoco l’intero pianeta, e solo noi possiamo fermarli facendoli letteralmente a pezzi. Quattro anni dopo la rinascita di Doom, ID Software è pronta ad iniettare nuova adrenalina negli amanti degli sparatutto in prima persona con Doom Eternal, in uscita il prossimo 20 Marzo.

Ospite di Bethesda al MOBA di Milano, locale gestito da amanti di videogiochi con tanto di menù a tema, ho giocato le prime tre ore della campagna single player di Doom Eternal nella sua versione PC. Tra Cacodemoni e location suggestive, chi avrà avuto la meglio?

Versione testata: PC

Fin dai primi istanti, è palese la dichiarazione d’intenti di ID Software: dare al pubblico il Doom più corposo e ricco di contenuti mai visto. A partire da una trama che sembra prendersi sul serio, catapultando il nostro ex Doom Guy, ora Doom Slayer, subito al centro di una nuova guerra.
In queste tre ore, il team inizia a gettare luce sulle origini delle Sentinelle e del conflitto con le forze infernali. Con Eternal quindi, ID Software vuole puntare anche ad una componente narrativa mai stata preponderante nella serie. Arrivato a metà della terza missione, il mix tra azione e storia narrata mi è sembrato equilibrato, con l’introduzione di diversi comprimari che accompagneranno il Doom Slayer tra un massacro e l’altro.

Il fulcro del nuovo gioco ID Software però è sempre il gameplay. Frenetico e mozzafiato, ci troveremo da subito armati e pronti a mettere fine alle vite dei dannati. Vitale, come da firma della serie, tenere d’occhio punti vita, armatura e munizioni. Fortunatamente per ristabilirle, ci basterà eliminare con la motosega i nemici più deboli. Questo si traduce, joypad alla mano, in una precisa routine sempre più incisiva e dal ritmo calzante: colpire il punto debole del nemico più pericoloso, sconfiggerlo aggirando i più piccoli, ed utilizzare questi ultimi per ricaricarci all’occorrenza. Un’esperienza che si costruisce man mano che impareremo a conoscere le arene in cui affronteremo le ondate di demoni, e che viene aiutata anche dalle morti. Sotto tutta la carica d’adrenalina trasmessa da gunplay e movimenti rapidi deve vigere una rigorosa strategia, unico asso nella manica per sopravvivere alla crudeltà dei demoni.

Proprio per garantire una strategia differente per ogni tipo di Slayer, ID Software ha reso praticamente qualsiasi aspetto dell’arsenale modificabile. Oltre a consueti power up che miglioreranno gettata e danno dei nostri armamenti, ci saranno diversi perks da ottenere, sia per i fucili, sia per l’armatura del Doom Slayer. La sensazione, mentre camminavo per l’hub principale di Doom Eternal (la nave da cui prendono il via le missioni) era quella di avere di fronte tante diverse possibilità da sbloccare, per poter affrontare sempre con meno problemi gli avversari più ostici. E ancora una volta non è un caso se il tutto è stato definito come il Doom più grande di sempre.

Leggi “Giocare Doom per la prima volta nel 2019”

 

L’altra grossa fetta di gameplay, sicuramente meno importante delle risse coi demoni, è composta dalle fasi platform e dagli enigmi ambientali. Fin dal debutto nel 1993, Doom è sempre stato più di un mero spara-spara. Bisognava cercare chiavi per accedere a location segrete, e nel mentre magari raccogliere i collezionabili più svariati capaci di dare un tocco ironico a quanto succedeva nel restante tempo giocato. Doom Eternal segue proprio queste regole, disseminando i vari capitoli di ogni sorta di extra: dai vinili con le ost storiche, fino a dei giocattoli che riproduco i mostri infernali, passando per un immancabile enciclopedia demoniaca con tutti i segreti del mondo di ID Software. E ovviamente ognuno di questi collezionabili influisce sul punteggio del capitolo, permettendoci di sbloccare perks, oggetti estetici o arene segrete in cui scatenare i nostri proiettili.

Purtroppo la componente platform non è all’altezza del gunplay, e spesso si scontra con una difficile percezione degli “spazi di manovra”. Non sempre è ben chiaro quanto il nostro Doom Slayer possa saltare o muoversi in una determinata direzione senza inciampare in un muro invisibile, rovinando o peggio interrompendo il flow dell’azione. Certo, una volta subita una manciata di danni elementali, la nostra memoria visiva e muscolare ci verrà in aiuto, ma ad un primo impatto il tutto risulta piuttosto straniante. Soprattutto dopo aver fatto ingoiare il proprio cuore ad un Mancubus, finire nella lava non è assolutamente la fine più eroica.

Avendo giocato le tre ore di Doom Eternal su un PC da alte prestazioni, non è difficile lodare il solido framerate (con un paio d’eccezioni) stabile a 60 fps, o il comparto visivo eccellente, soprattutto nelle camera kill dei mostri. Ma il vero fiore all’occhiello del comparto tecnico di Eternal è sicuramente quanto abbiamo sentito della colonna sonora, nuovamente dinamica e in crescendo parallelamente al numero dei nemici su schermo. Non vedo l’ora di ascoltarla nella sua interezza.

Il primo impatto con Doom Eternal è stato positivo, ricco di emozioni e in grado di caricare nettamente il mio entusiasmo per l’intera produzione, non ci resta che aspettare il 20 Marzo per la prossima scarica d’adrenalina.

Doom Eternal sarà disponibile dal 20 Marzo su PC, PlayStation 4 e Xbox One, più avanti nel corso del 2020 anche su Nintendo Switch.