Jodorowsky’s Dune: la recensione del documentario

Il capolavoro mai realizzato di Jodorowsky prende vita grazie al documentario di Frank Pavich

Jodorowsky’s Dune: la recensione del documentario

A pochissimi giorni dall’uscita nelle sale italiane di Dune è giunto il momento perfetto per calarci nell’atmosfera epica e sci-fi della saga di Frank Herbert. 

Forse non tutti lo sanno, certamente i più giovani fra voi nemmeno erano nati, ma il film di Villeneuve non è certo il primo tentativo di trasposizione dell’opera letteraria di Herbert. 

In principio fu David Lynch nel 1984 a proporre nelle sale cinematografiche l’opera fantascientifica. Purtroppo, nonostante la presenza alla sceneggiatura dell’autore dei romanzi il film non convinse critica e pubblico, tanto da portare Lynch stesso, dopo anni, a rinnegare la sua stessa opera. 

Sicuramente trasporre una saga come Dune non è un compito semplice, anzi. I romanzi sono complessi e ricchi di mitologia, banalizzare e semplificare trama, costumi e spirito priverebbe l’opera della sua particolarità e non gli renderebbe giustizia. Gli intrighi politici, le tecniche e le tecnologie di combattimento e sopravvivenza sono alla base del romanzo. La comprensione di questi due aspetti e la loro corretta, seppur adattata, trasposizione è la chiave per soddisfare i fan della saga e non solo. 

Dopo Lynch un altro regista decise di cimentarsi con l’ormai tanto temuta saga. 

Avete mai sentito parlare del Dune di Jodorowsky? In tanti probabilmente no dato che è una pellicola che non si è mai concretizzata. Nel documentario Jodorowsky’s Dune, rilasciato nelle sale italiane il 6 settembre, il regista narra il dietro le quinte del suo capolavoro mai realizzato. 

Ecco il trailer di Jodorowsky’s Dune

Grande pregio del documentario, essenziale a far comprendere allo spettatore come sarebbe stata l’opera finale, è la presenza dello storyboard del film di Jean Giraud e i bozzetti di H.R. Giger. Il pubblico viene così calato nelle atmosfere dell’opera ed ha fin da subito la percezione visiva di quello che il Dune di Jodorowsky sarebbe stato.

Il progetto di Jodorowsky era estremamente ambizioso: desiderava coinvolge nei vari comparti tecnici dell’opera alcuni tra i più grandi artisti dell’epoca. Salvator DalìMick Jagger e Orson Welles sono solo alcuni dei nomi che il regista cileno desiderava tra le file della sua pellicola. Sorprendente è stato scoprire che ai Pink Floyd aveva proposto di collaborare per la stesura della colonna sonora di Dune. 

Probabilmente a Jodorowsky venne concessa carta bianca in virtù dei suoi precedenti successi cinematografici che lo consacrano come regista di spicco nel panorama internazionale. Purtroppo la fama e il nome non sono bastati per realizzare il progetto.

Il documentario ha la giusta durata, circa 1 ora e 30 minuti e non si perde in aneddoti o fronzoli che avrebbero allungato il brodo e girato in torno al punto focale dell’opera, ossia il rimpianto per un capolavoro preannunciato ma mai concretizzato e le basi che tale progetto ha gettato per i film di genere successivi. 

Come si sarebbe sviluppato il genere sci-fi se il Dune di Jodorowsky fosse stato effettivamente distribuito e per di più prima di Star Wars? Questa è la domanda che il documentario stesso si pone e, di riflesso, porta lo spettatore ad interrogarsi sull’interessante prospettiva. Il concetto stesso di fantascienza e di blockbuster sarebbero stati assai diversi oppure il fenomeno Star Wars avrebbe semplicemente ceduto lo scettro a Dune?

Quel che è certo è che se il Dune di Jodorowsky si fosse concretizzato ora non staremo attendono con ansia, trepidazione e tante aspettative l’ormai vicinissimo Dune di Villeneuve. 

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