Momo – La Recensione

Una dolce storia contornata da malinconia e un divertimento innocente.

Momo

Una foto realizzata dal fotografo giapponese Kotori Kawashima ha permesso di dare vita ad uno dei fumetti francesi sull’infanzia più premiati degli ultimi anni. La protagonista delle fotografie si chiama Mirai-chan, quella del graphic novel si chiama Momo e gli autori dell’omonima opera sono Jonatahn Garnier e Rony Hotin. Noi ringraziamo Tunué per averci dato la possibilità di leggere e scoprire questa dolce ed emozionante storia grazie alla versione cartacea gentilmente concessaci. Ecco a voi la recensione di Momo.

Momo: una dolcezza agrodolce 

La storia è quella dolce e spensierata di una bambina che vive con la nonna, che ha molte difficoltà nel trovare degli amici, che ha il padre lontano per motivi lavorativi e che affronta le sue giornate alla continua ricerca dell’avventura. Momo è una bambina tenera e gentile, ma che riesce anche a reagire con rabbia e determinazione a tante situazioni negative arrivando ad attaccare e difendersi quando le vicende si fanno più toste. Vi è una particolarità molto importante in tutto questo: Momo non è una protagonista giapponese, così come non lo è l’ambientazione. La bambina è europea, cresciuta con la nonnina in una cittadina di mare della Normandia agli inizi degli anni Novanta. Ama sbucciare i piselli appena raccolti e disegnare con i pastelli, ma ha anche un walkman e un Game Boy.

Momo

Per tutto il racconto aleggia un senso di innocenza che non infastidisce mai grazie allo stile artistico di Hotin che, come se usasse una cinepresa, raffigura il mondo di Momo dal basso. In ogni pagina, in ogni tavola, assistiamo ad un caleidoscopio di emozioni esternato tramite le espressioni facciali e le azioni della bambina. A poco a poco, con non poche difficoltà, la protagonista riesce ad uscire dal suo guscio protettivo e arriva anche ad avere il coraggio di farsi degli amici. Tra questi ci sono tante vite da raccontare e tante altre sfaccettature date anche dall’ingenuità della piccola protagonista: non tutti gli amici sono della sua età, tra questi ci sono anche dei piccoli teppisti e degli arroganti ricconi. La bellezza, però, sta nell’intera comunità del paese che è subito pronta a stringersi attorno a Momo aiutandola a crescere consapevole delle sue difficoltà.

Disegni semplici, ma incredibilmente delicati e d’impatto

L’intera storia non gira soltanto attorno alla malinconia e alle difficoltà della protagonista, ma vi è anche un senso di divertimento molto forte che gira attorno alle piccole e grandi gioie di Momo. È un graphic novel che si mostra interamente a colori e sono proprio questi a rendere le ambientazioni vive, giocose e cartoonesche. In questi luoghi possiamo incontrare alcune storie d’amore adolescenziali di una gioventù europea nata prima dell’arrivo di internet e anche le vicende di uomini e donne sole che vivono in un paesino francese conservatore e arretrato. Non mancano anche alcune citazioni dell’epoca non solo riguardanti Game Boy e walkman, ma anche la passione per i manga di Dragonball che portano tutti i bambini a sfidarsi per produrre l’onda energetica più potente.

Momo

Si punta tanto sulle emozioni e sull’emotività, pertanto non c’è un vero e proprio lavoro di precisione sui volti e sulle parti del corpo, ma il lavoro compiuto sulla mimica facciale, sulle ambientazioni e sulle azioni compiute dai personaggi è magnifico. I disegni sono delicati e morbidi in qualsiasi occasione, la palette cromatica si pone su colori prevalentemente scuri, ma non cupi così che il lettore possa comprendere le vicende anche con poche parole o con l’assenza totale di dialoghi. I personaggi sono un po’ stereotipati, ma ben inseriti nel contesto realizzato dagli autori.

Momo

Hotin in questo è molto abile grazie alla lunga esperienza nella produzione di cortometraggi e ad una brillante carriera come visual developer alla Disney. Il realismo, sebbene come detto prima i tratti anatomici siano poco dettagliati e semplici, è garantito da Garnier che per realizzare la storia ha compiuto lunghe ricerche tra diversi mercatini dell’usato in cerca di vecchie fotografie di persone dall’aspetto originale ed iconico. Insomma, Momo è un’opera molto interessante dotata anche di un colpo di scena finale da lacrime agli occhi, ma così sottile da non turbare eventuali piccoli lettori. I temi trattati sono adulti, ma facilmente ricollegabili a qualsiasi esperienza di vita anche dei più giovani. In conclusione vi troverete tra le mani un racconto affascinante, coinvolgente, dolce e poetico in cui sarà impossibile non innamorarsi della piccola Momo e della sua dolcissima nonnina e immedesimarsi negli abitanti della piccola cittadina francese.

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Momo
Pro
Storia coinvolgente e di forte impatto emotivo
Stile artistico di forte impatto estetico
Disegni espressivi e realistici
Contro
Alcuni personaggi un po' troppo stereotipati
9.4
Voto