My Hero Academia, Stagione Uno – La Recensione del cofanetto Blu-ray

Riuscito ad emergere dal mare di squali delle pagine di Weekly Shonen Jump, My Hero Academia è diventato in breve tempo la Next Big Thing della rivista giapponese. È facile capirne il motivo: il manga di Horikoshi parla di studenti super eroi, uguaglianza e fiducia nei propri mezzi. Tre aspetti fondamentali degli ultimi anni. Come ogni opera di successo, mentre la controparte cartacea è entrata nel quinto anno di pubblicazione, My Hero Academia è stato trasposto in una serie animata, giunta ormai alla quarta stagione, in arrivo quest’autunno. Il successo è diventato mondiale, e il nostro paese non ne è stato escluso. Dapprima in simulcast su VVVID e poi in chiaro dallo scorso Settembre su Italia 2, My Hero Academia si è avvalso delle voci italiane e ha ereditato il posto di One Piece e Naruto nel palinsesto Mediaset.

Non essendo disponibile in streaming legale, vi chiederete, come posso recuperare l’edizione italiana se me la sono persa in televisione? Ci pensa Dynit, con il cofanetto in edizione limitata in Blu-Ray e DVD, contenente i tredici episodi della prima stagione. 1600 esemplari per formato, questo primo cofanetto di My Hero Academia è molto simile all’edizione giapponese. Coloratissimo e comprensivo dell’ormai classico booklet di ogni edizione da collezione di Dynit, è disponibile su Amazon a poco meno di quarantacinque euro.

PLUS ULTRA!

Nel mondo di My Hero Academia le persone hanno iniziato a sviluppare delle abilità speciali, chiamate Qwirk, delle unicità che garantiscono i poteri più strani e incomparabili, come  da buona tradizione  Shonen. Le persone con questi poteri, possono decidere di metterli al servizio degli altri diventando super eroi frequentando le numerose scuole di Heroes sparse per il globo. Il più forte di tutti, il numero uno delle classifiche e quello su cui si può sempre contare, è All Might, vera e propria rappresentazione del Super Eroe Americano. Izuku Midoriya è invece un giovane volenteroso, che darebbe di tutto per diventare un eroe. Purtroppo non ha un Qwirk e i suoi sogni sono destinati a svanire come sabbia tra le dita. L’incontro col suo idolo All Might e il passaggio del potere di quest’ultimo, cambierà per sempre la vita di Midoriya, con conseguente ingresso alla UA, la migliore scuola di Heroes del Giappone.

Questo è ovviamente solo l’incipit dell’avventura. Come lo stesso Midoriya tiene a farci notare, My Hero Academia racconta la sua scalata nel mondo degli eroi, come da giovane senza Qwirk diventerà il nuovo Super Eroe numero #1. Anche la storia di Horikoshi si prende tutto il tempo possibile per gettare le basi di una trama che, in questa prima stagione, cerca solamente di dare degli imput su personaggi a cui ci si affeziona facilmente. Sebbene sia una mera introduzione, il finale di questa prima stagione è un ottimo assaggio di cosa c’è in serbo per i giovani eroi, con un All Might scatenato e un Unione dei Villain pronta a fare la prossima mossa per distruggere la pace. Il focus principale di questi primi episodi però è soprattutto sul rapporto tra Midoriya e Bakugo, suo amico/rivale dalle elementari determinato a non farsi sconfiggere, soprattutto da uno senza Qwirk. L’egocentrismo di Bakugo sarà uno dei punti cardine delle stagioni successive, così come l’evoluzione del personaggio stesso, che inizialmente sembrerà solo una copia di Sasuke più incazzosa.

Dalle basi dello Shonen 

Della serie si occupa lo Studio Bones, una garanzia quando si parla di anime. I combattimenti, fulcro dell’opera, sono resi alla perfezione, poco confusi e appassionanti. Ottima la resa visiva degli ambienti e la colonna sonora, incalzante e  convincente in ogni momento. My Hero Academia è stato più volte accostato a Naruto, soprattutto per l’ambientazione scolastica e per le similitudini di alcuni personaggi. Fortunatamente, più la storia avanza più si separa dal titolo sui ninja, prendendo la sua strada unica e originale, ma non dimenticando le origini super eroistiche su cui tutto si basa.

Nel  cofanetto è ovviamente presente sia  il doppiaggio originale che quello italiano, presentato in anteprima allo scorso Rimini Comics e affidato a Merak Film. I fan avevano paura di un adattamento non fedele, memori del lavoro dello studio su Dragon Ball, One Piece e Naruto. Fortunatamente, a parte la pronuncia di Qwirk (su cui torniamo tra poco) i tredici episodi di My Hero Academia sono identici alla controparte nipponica. Sono state mantenute  anche l’opening e la ending originali,  mentre suppongo che per la seconda stagione verrà aggiunta l’opzione per poter ascoltare la sigla italiana cantata da Giorgio Vanni.

Superata la paura dell’adattamento, viene quella della scelta dei doppiatori. Fortunatamente, a mio gusto personale, ho apprezzato l’affidare a voci storiche come Iacono, Moneta o Scattorin i Super Eroi professionisti, mentre a nuovi talenti come Lupinacci, Viola e Calatroni i ragazzi della 1-A. L’unico problema su cui la fanbase si è scatenata è stata la pronuncia di Qwirk da parte di alcuni personaggi (Viene detto spesso Qwork, quando la pronuncia più esatta dovrebbe essere Qwerk), corretta in corso di doppiaggio della seconda stagione e probabilmente arginata per sempre per il futuro della serie.
In ogni caso, come in ogni edizione home video distribuita da Dynit, è possibile rivedere ogni puntata in lingua originale, non costringendo nessuno a vederlo in italiano.

Come dicevo in apertura, il cofanetto è di ottima fattura e stampato egregiamente, coloratissimo e ricco di artwork dei diversi protagonisti. Il booklet contiene invece le interviste ai doppiatori giapponesi, con retroscena sui personaggi e sui loro pensieri sulla serie. Un acquisto consigliato ai fan dell’opera di Horikoshi, soprattutto in vista dell’arrivo della seconda stagione il prossimo febbraio.