PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse – La Recensione

PARANORMASIGHT

Pronti a vivere una nuova storia del mistero in PARANORMASIGHT?

Arrivato un po’ dal nulla, come le leggende metropolitane di cui narrava, PARANORMASIGHT: The Seven Mysteries of Honjo si è dimostrato fin da subito una visual novel estremamente interessante e ricca di potenziale. Pur trattandosi di un genere ancora piuttosto di nicchia al di fuori del Giappone, quello delle visual novel ha vissuto negli ultimi anni una nuova fiammata di interesse anche grazie a Nintendo Switch, una console che, per la sua natura ibrida, si presta perfettamente a questo tipo di esperienze.

Durante la recensione del primo capitolo ci auguravamo che PARANORMASIGHT riuscisse a raggiungere quante più persone possibile, così da convincere Square Enix a realizzarne un seguito. E così è stato. A quanto dichiarato dagli autori, il primo episodio ha superato, meritatamente, le aspettative, facendo scattare il semaforo verde in casa Square Enix e dando il via ai lavori su un nuovo capitolo, il cui annuncio è arrivato a sorpresa durante l’ultimo Nintendo Direct Partner Showcase, con un’uscita prevista a brevissimo giro, fissata per il prossimo 19 febbraio.

Siete pronti a tornare a indagare su nuovi e inquietanti misteri in PARANORMASIGHT The Mermaid’s Curse?

Risolti i misteri e superata la crisi del primo capitolo di PARANORMASIGHT è tempo di ritrovarci nuovamente faccia a faccia con l’enigmatico Storyteller, il cerimoniere del gioco che ci introduce senza troppi fronzoli a questa nuova avventura, abbandonando i lugubri vicoli di una Tokyo anni ’80 per spostarsi nella solare (almeno nell’apparenza) baia di Ise, situata nella prefettura di Mie. In questa regione rurale del Giappone sono numerose le leggende che si tramandano di generazione in generazione, soprattutto quelle legate alla figura delle sirene. Esseri mitologici ben lontani dalla versione romanzata della fiaba di Hans Christian Andersen, le sirene del folklore locale sono protagoniste di racconti inquietanti, alcuni dei quali ruotano attorno alla credenza secondo cui mangiarne la loro carne garantirebbe il dono della vita eterna.

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Ed è proprio questo elemento ad essere al centro della storia del secondo capitolo di PARANORMASIGHT, il cui prologo vi vedrà vestire i panni del giovane Yuza, un pescatore dell’isola dell’isola di Kameshima. Durante una delle sue immersioni Yuza si imbatte in una creatura dall’aspetto simile al suo emersa dalle profondità marine, un incontro che riporta alla mente del ragazzo un tragico incidente avvenuto cinque anni prima, quando perse l’intera famiglia restando l’unico sopravvissuto.

I ricordi di quella notte sono confusi, ma un dettaglio riaffiora improvvisamente nella sua testa: Yuza è certo di essere stato tratto in salvo da una sirena. Spinto da questa convinzione cerca di coinvolgere il suo amico d’infanzia Azami, chiedendogli aiuto per esplorare i fondali marini della zona, con l’obiettivo di trovare tracce di quella creatura e scoprire cosa sia davvero accaduto in quella notte maledetta che gli ha portato via tutto. La storia di Yuza però è solo un piccolo tassello nell’incredibile intreccio narrativo di The Mermaid’s Curse, che vede diversi protagonisti alternarsi sul “palco” per dare vita a quella che è la storia del gioco.

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Riprendendo le stesse dinamiche narrative del primo PARANORMASIGHT, anche questo capitolo ci mette di fronte a un racconto frammentato, che salta di protagonista in protagonista per svelare, con i giusti colpi di scena, una storia ben più articolata e complessa di quanto appaia inizialmente.

Nel corso della storia e Azami si affiancano Sato e Tsukasa, due amiche destinate a separarsi sul finire dell’estate, così come Yumeko e Sodo, un’agente della Paranormal Affairs Bureau (agenzia investigativa già vista nel primo capitolo) e il suo assistente dotato di poteri psichici, giunti sul posto per indagare su una serie di misteriose scomparse. Non mancano poi Arnav e Circe, uno scrittore di fantasy accompagnato da un’abile esorcista, nonostante la sua giovanissima età di quindici anni.

Tante piccole storie che ruotano attorno alla misteriosa figura delle sirene e che, nel corso dell’avventura andranno accavallandosi, finendo per intrecciarsi sempre di più e dando vita a un racconto dai risvolti davvero imprevedibili.

Anche qua ci ritroveremo quindi a che fare con la Story Chart, un diagramma degli eventi che si compone man mano progrediremo nel gioco e raccoglierà in ordine temporale ogni fase cruciale del racconto e tutte le sue biforcazioni. Per catturare l’attenzione e donare al gioco quel pizzico di imprevedibilità narrativa fanno il loro debutto i Recollection. Si tratta di flash back che si verificano in determinati momenti durante i dialoghi, che se attivati nel giusto tempismo permettono di sbloccare nella Story Chart il relativo racconto, andando così a scoprire nuovi dettagli o situazioni che fino a quel momento li ci erano del tutto sconosciuti.

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Nonostante inizialmente il cambio di setting verso una storia più folkloristica e rurale come questa ci avesse fatto rimpiangere le atmosfere urbane e decisamente più cupe del primo PARANORMASIGHT, questo seguito ha il merito di riuscire a costruire la giusta atmosfera con dei tempi più rilassati, puntando sull’elemento horrorifico solo quando è il momento perfetto per farlo. Questo fa si che si creino i giusti colpi di scena, o che certe rivelazioni arrivino a sconvolgere e ribaltare la percezione di certi personaggi a cui poco prima vi eravate affezionati. Non mancano nemmeno collegamenti al primo gioco, che per quanto non sia fondamentale averlo giocato, farlo aggiunge quel qualcosa in più all’avventura.

Ancora di più la struttura di PARANORMASIGHT si rifà ai classici delle visual novel, come lo Zero Escape di Kotaro Uchikoshi, che dopo essere arrivati al primo disastroso finale, ritornerete sui vostri passi, ad esplorare nuovi bivi narrativi alla ricerca di un modo per modificare la storia e cercare di ribaltare una situazione impossibile.

Uno degli aspetti più affascinanti di PARANORMASIGHT resta l’approfondimento narrativo che accompagna la storia principale. Mentre i personaggi vanno incontro ai loro tragici destini, tra miti di sirene e antiche maledizioni, ogni dettaglio trova una precisa collocazione storica all’interno dei Files. Qua vengono raccolti riferimenti ai luoghi del racconto, alle leggende locali e agli usi e costumi della tradizione, fondendo il fantastico con il reale. Si tratta spesso di informazioni che nascondono indizi fondamentali per le indagini e che sarà necessario consultare più volte per rispondere a domande chiave e poter progredire.

Perdersi tra i Files diventa così anche un modo per soddisfare la propria curiosità e scoprire aspetti poco conosciuti della cultura giapponese, come la tradizione delle antiche pescatrici Ama, figure centrali di questo racconto. Donne del mare la cui tradizione è quella di immergersi in apnea nelle profondità oceaniche alla ricerca di perle, protagoniste di un mestiere che si sta perdendo nel tempo e profondamente legato alle leggende marine. L’ennesimo elemento che arricchisce ulteriormente l’immaginario del gioco e ne rafforza il legame con una dimensione storica e culturale autentica.

A livello di gameplay cambia poco rispetto al passato, ritrovandoci ancora una volta di fronte a un’impostazione piuttosto classica per una visual novel. Potremo interagire con l’ambiente e con i personaggi a schermo cliccando su di essi o sfruttando i controlli tattili di Nintendo Switch 2, che come nel primo capitolo rappresentano un vero valore aggiunto per questo tipo di esperienza.

PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse prova però a fare un passo in più rispetto al predecessore, introducendo alcuni elementi extra di gameplay pensati per arricchire la componente ludica. Nelle fasi iniziali del gioco, nei panni di Yuza, vi immergerete alla ricerca dei cosiddetti tesori del mare come perle e molluschi attraverso un minigioco a tempo. Proprio come le pescatrici Ama, dovrete scendere nelle profondità marine e recuperare quanti più molluschi possibile prima di esaurire la riserva di ossigeno, e con i punti guadagnati potrete migliorare le abilità da sommozzatore di Yuza, così da incrementare il valore del bottino ottenibile nelle immersioni successive.

In altri momenti invece entrerà in gioco un’esplorazione a 360 gradi, utilizzata per risolvere semplici enigmi ambientali e trovare così le risposte alle domande che porteranno avanti la narrazione. Piccole variazioni sul tema contribuiscono a rendere l’esperienza ancora più dinamica e meno statica.

Uno dei punti di forza di PARANORMASIGHT, pur restando saldamente nel territorio delle visual novel, è proprio l’uso di una struttura visiva sorprendentemente ritmata, supportata da una regia che punta a trasmettere movimento e tensione. I personaggi godono di diverse animazioni facciali e pose differenti, mentre transizioni e cambi di punto di vista aiutano a dare vita ad una avventura altrimenti immobile per natura

Questa sensazione di fluidità è ulteriormente rafforzata dal comparto sonoro. Sebbene si senta nuovamente l’assenza di un doppiaggio completo, che renderebbe completa l’avventura sotto il profilo artistico, le musiche accompagnano e scandiscono efficacemente il flusso dei dialoghi. Non si limitano a costruire l’atmosfera misteriosa, ma giocano spesso con silenzi improvvisi e interruzioni nette, magari proprio nel momento in cui un personaggio sta per fare una rivelazione o quando emergono dettagli cruciali per la nostra indagine.

Dal punto di vista stilistico viene ripreso il design che caratterizzava il primo capitolo, con artwork estremamente curati e dettagliati e un tratto dei contorni volutamente marcati, una scelta che può apparire eccessiva ma che trova una sua coerenza nell’insieme. Anche i fondali seguono la stessa filosofia, presentandosi come versioni digitalizzate di luoghi reali, impreziosite da un’aberrazione cromatica forse spinta oltre il necessario, che ne rimarca lo spirito sovrannaturale del gioco. Assente nuovamente l’adattamento italiano, una mancanza pesante soprattutto per chi fatica a districarsi nell’enorme quantità di testi in inglese. I dialoghi fanno spesso uso di termini poco comuni e di un linguaggio ricercato che, per chi non ha una buona padronanza della lingua, può trasformarsi in un ostacolo davvero difficile da superare, con il rischio di compromettere gran parte dell’esperienza.

Siamo stati veramente felici della sorpresa che Square Enix ci ha fatto con PARANORMASIGHT The Mermaid’s Curse. Perchè non solo si tratta di una serie di qualità, che già avevamo iniziato ad apprezzare con il primo capitolo, ma in questo seguito è stata capace di raccontare una nuova storia del mistero riuscendo a replicarsi, dimostrando una notevole capacità di rinnovarsi senza risultare mai banale. E non è un compito così semplice quando si parla di seguiti. Il cambio di ambientazione e di protagonisti, l’introduzione di nuove leggende radicate nel folklore del Giappone rurale e una tensione costante ben dosata sono gli ingredienti che rendono questa visual novel un’esperienza affascinante e coinvolgente per gli amanti del genere. Forse si sente ancora l’assenza del doppiaggio, capace di rendere davvero completa un’avventura narrativa di questo tipo. La nostra speranza è che PARANORMASIGHT The Mermaid’s Curse riesca a conquistare ancora più cuori di quanto non abbia fatto il primo gioco, dando così ai fan la possibilità di veder arrivare nuove storie dal mondo di PARANORMASIGHT.

PARANORMASIGHT The Mermaid’s Curse è disponibile dal 19 Febbraio su Nintendo Switch 2 e PC.

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PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse – La Recensione
Pro
Una visual novel del mistero che saprà catturarvi.
Grande approfondimento del folklore e della storia del Giappone antico.
Lo Story Chart rappresenta l'elemento chiave dello sviluppo della storia.
Contro
L'assenza del doppiaggio è una mancanza che pesa nuovamente.
Ancora niente adattamento italiano.
8.5
Voto