The Perfect Pencil – La Recensione

The Perfect Pencil è un metroidvania che affronta le paure con i colpi di una matita affilata.

C’è sempre un po’ di paura quando si prova a entrare per la prima volta in un mondo che ci è nuovo, che sia un lavoro, un gruppo di persone, o semplicemente un posto che non conosciamo. La paura di non essere adatti, di non farcela, di essere odiati o di abbandonare quella serie di sicurezze e comodità dove ci sentiamo bene. The Perfect Pencil, opera prima di Studio Cima, parla proprio di paure, con un metroidvania che percorre la strada tracciata dai pilastri del genere, ma che utilizza l’esperienza per lasciare il proprio segno. Disponibile per Nintendo Switch e PC a poco meno di 25 euro, scopriamo insieme pregi e difetti di The Perfect Pencil.

Versione testata: Nintendo Switch

Un mondo di paure

John si risveglia in un regno bizzarro dopo essere fuggito da un’enorme lupa bianca. Per tornare a casa, il nostro protagonista intraprende un’odissea emotiva che lo porterà ad affrontare le sue paure più sopite. Si ritroverà disperso in un mondo ricco di drammi e misteri, i cui abitanti affrontano le giornate insultandosi e avvilendosi. Ma John ha una capacità peculiare: riesce ad analizzare ciò che lo circonda in maniera certosina, e in questo mondo può quindi vedere cose invisibili agli occhi altrui. Armato di un’appuntita matita, John si farà strada tra i problemi del mondo, cercando una via di fuga o una soluzione al perché sia finito lì.

È una storia che va per sottrazione, ma che tocca diversi argomenti maturi, tra cui le paure più comuni che crescendo abbiamo affrontato almeno una volta. I dialoghi a scelta multipla ci inviteranno a reagire a ciò che ci circonda, dando una diversa spinta agl istravaganti personaggi che ci troveremo di fronte. È un mondo che conquista lentamente, e da cui si viene attratti facilmente, per scoprire quale altra follia ci attende nella zona successiva. Un mondo di appassionati bevitori di Tè (il collezionabile del gioco), ma che nasconde anche dei disegni segreti che vanno ad arricchire ulteriormente la narrativa.

Un mondo di combattimenti

The Perfect Pencil però sa essere crudele anche nei danni. Specialmente nelle prime ore, morirete tante volte, vuoi per le sezioni platform, vuoi per nemici particolarmente arrabbiati, dovrete imparare presto a muovervi e a contrastare i danni. Qui viene alla luce l’abilità speciale di John: concentrando il proprio coraggio, e colpendo il nemico durante questo lasso di tempo, potrete recuperare vita. I combattimenti diventano quindi più lunghi, e vi permettono di recuperare energia anche quando la situazione è grave (a patto che abbiate ovviamente del coraggio da parte).
Tra un bioma e l’altro otterremo nuove abilità con cui facilitare il cammino, anche se i nemici si faranno sempre più coriacei. Ci sono poi le Prospettive, abilità particolari che donano a John dei bonus (e malus) e possono evolvere a seconda di quanto le utilizzerete. C’è un buon sistema di progressione, trainato anche dalla trama e dai personaggi strambi.

Sfortunatamente ci sono un paio di inciampi nelle fasi platform, non sempre precisissime o ispirate, e tenere traccia delle side quest è una spina nel fianco, dato che nel menù non c’è un diario che tenga traccia dei progressi. Sulla mappa appaiono gli oggetti d’interesse, ma non è abbastanza dettagliata obbligando così il giocatore a ricordarsi tutto. Ma a conti fatti, per quello che c’è sotto, vale la pena sbattere la testa su queste cose.

Un mondo di stramberie

Il lato artistico di The Perfect Pencil è ciò che lo rende più distinguibile dagli altri titoli del genere. Disegnato a mano con tratti fini, colori per lo più piatti e sfondi in simil acquerello. Studio Cima ha concepito degli umani veramente spaventosi, goffi, storti, grossi con difetti fisici accentuati dovuti proprio al mondo in cui vivono. Uno stile che è facilmente riconoscibile ma che, proprio per la sua stramberia potrebbe non piacere a tutti. Anche la colonna sonora fa il suo dovere, mischiando armonie di tastiere e adattandosi alle diverse ambientazioni. Vorrei invece criticare l’utilizzo del font molto simile a comic sans, che abbassa secondo me l’intera qualità del gioco. Forse qualcosa di meno basilare avrebbe aiutato ulteriormente gli enigmatici dialoghi. The Perfect Pencil è ovviamente in italiano, il che aiuta parecchio specialmente nella risoluzione degli enigmi investigativi, legati alle ambientazioni e alle zone più nascoste.

Il mondo bizzarro di The Perfect Pencil conquista lentamente, mentre al fianco di John vi immergete nelle paure dei suoi strani abitanti. Un metroidvania tutto italiano che ha la sua identità e tiene botta fino ai titoli di coda. Certo ci sono qualche sbavature qua e là e il comparto artistico potrebbe non piacere a tutti, ma come opera prima di Studio Cima siamo su un buonissimo livello. Se amate il genere e i racconti per sottrazione, non potete lasciarlo sullo scaffale.

The Perfect Pencil è disponibile su PC e Nintendo Switch.

Pro
Comparto grafico riconoscibile e d'impatto
Meccanica danno-cura intrigante
Storia matura
Contro
Font da rivedere
Alcuni enigmi secondari potrebbero risultare poco chiari
Menù inizialmente confuso
8.5
Voto

Ultime News

Related articles