The Witcher: Il Crocevia dei Corvi – La Recensione

The Witcher: Il Crocevia dei Corvi

A nove anni dall’ultimo romanzo, Andrzej Sapkowski torna nel mondo strigo con The Witcher: Il Crocevia dei Corvi, romanzo ambientato nel passato di Geralt di Rivia.

Non deve essere affatto facile riprendere le redini di una saga di successo. Una saga che magari ha saputo espandersi anche al di là dei romanzi, contaminando il mondo dei videogiochi e quello delle serie TV. Lo sa bene George R. R. Martin, che da quasi quindici anni sta lasciando con il fiato sospeso i lettori de Il Trono di Spade. Lettori ormai infastiditi dall’eccessivo prolungarsi di questa attesa, resa a malapena tollerabile dalle altre produzioni trans-mediali.
È innegabile, però, che alla lunga le varie serie televisive o videogiochi non bastino per soddisfare coloro che sono appassionati ai libri veri e propri. Al materiale originale.

Un discorso molto simile si potrebbe fare anche per Andrzej Sapkowski, autore della Saga di Geralt di Rivia, conosciuta anche come The Witcher e pubblicata in Italia da Editrice Nord

Sono passati nove anni da La stagione delle tempeste, romanzo che ha ricordato al mondo intero il fascino dark delle avventure dello strigo dai capelli bianchi. Un fascino mai davvero replicato dai numerosi emuli e che, a distanza di anni, ancora reclama a sé nuovi lettori. Fortunatamente, però, Sapkowski non è rimasto fermo e, finalmente, ha deciso di fare il grande salto. Da pochi mesi, infatti, è disponibile The Witcher: Il Crocevia dei Corvi, nuova avventura ambientata nel passato di Geralt. Approfittando delle vacanze natalizie abbiamo quindi deciso di dedicare le nostre giornate al carismatico strigo, nella speranza di trovarlo in forma quanto un tempo. 

Sarà riuscito questo nuovo romanzo a farci provare le stesse emozioni degli altri racconti, oppure Il Crocevia dei Corvi è solamente una furba mossa commerciale?

The Witcher: Il Crocevia dei Corvi

UN RITORNO ALLE ORIGINI

Ambientato poco tempo dopo il termine del suo allenamento a Kaer Morhen, The Witcher: Il Crocevia dei Corvi vede ancora una volta protagonista Geralt di Rivia, questa volta appena maggiorenne. Scordatevi quindi l’esperto Lupo Bianco di cui avete letto in passato. Questo Geralt è inesperto, ma coraggioso. Forte nell’etica, ma facile all’ira. Strigo, ma molto più umano di quanto possiate ricordarlo.

La trama principale vede Geralt incontrare Preston Holt, anziano Witcher che decide di prendere il ragazzo sotto la propria ala, facendogli svolgere alcuni compiti al suo posto. Un duplice accordo, in grado di arricchire le tasche del vetusto guerriero e di accrescere la fama del nostro amato cacciatore di mostri. Tra un’avventura e l’altra, Geralt farà quindi la conoscenza di diverse figure importanti nel continente. Il tutto mentre imparerà a destreggiarsi in un mondo che non ha pietà per gli strighi. Un mondo che, dalla diffusione del libro “Monstrum, ovvero descrizione dello strigo”, odia Geralt e i suoi simili, non potendo al contempo fare a meno di loro.

Non ci giriamo molto attorno: The Witcher: Il Crocevia dei Corvi è un piacevolissimo ritorno nel mondo di Andrzej Sapkowski. Un’opera che prende il meglio di quanto visto in passato, incastrandola all’interno di 350 pagine mai così di facile lettura. L’autore polacco ha infatti lasciati alle spalle la struttura di narrativa verticale utilizzata dal terzo al settimo libro, preferendo una via di mezzo tra le prime due raccolte di racconti e l’ottavo romanzo. Stiamo parlando, infatti, di una storia autoconclusiva che sfrutta le varie missioni affidate a Geralt da Preston Holt per mettere in piedi una vera e propria antologia. Un trucchetto narrativo che funziona alla perfezione e che, complici i capitoli dalla breve durata, rende il romanzo magnetico dalla prima all’ultima pagina.

The Witcher: Il Crocevia dei Corvi

STORIE DI PERSONAGGI

La punta di diamante di questa nuova avventura è però il suo protagonista. La versione più giovane di Geralt di Rivia portata in scena da Andrzej Sapkowski ci ha convinti appieno. Un’affermazione che diventa sempre più vera pagina dopo pagina, quando vediamo la psicologia di Geralt cambiare e maturare nel tempo. Siamo rimasti affascinati a tal punto da questa nuova versione dello strigo da volerne ancora di più. Da sperare che lo scrittore polacco decida di seguire questa nuova storyline per farci vivere qualche altra avventura al fianco di un Geralt smargiasso, ma desideroso di migliorare. Di diventare quel cacciatore di mostri che abbiamo imparato ad amare negli scorsi libri.

Se lo strigo è senza dubbio il personaggio più convincente dell’opera, non sono però da meno tutte le altre figure introdotte nel corso delle varie avventure del Witcher. Che si tratti del fascino misterioso di Preston Holt o del carisma della maga Vrai Natteravn poco importa. Ogni singolo individuo incontrato dallo strigo ha un valore all’interno della storia e serve per arrivare a un finale che, lo ammettiamo, ci ha davvero scaldato il cuore. 

Senza voler mettere in scena un racconto epico, Sapkowski ha preferito scavare nel quotidiano per farci vedere una sorta di “slice of life” della vita di Geralt di Rivia. Uno spaccato del suo passato che serve per fare luce sulla reale natura degli strighi, su quanto accaduto a Kaer Morhen e su come il nostro cacciatore di mostri preferito si sia imbattuto in alcuni personaggi tanto importanti per la sua crescita. Ma badate bene: Il Crocevia dei Corvi stupisce con alcune strizzate d’occhio ai fan della serie, ma non scade mai nel banale fan-service. L’ultima opera dello scrittore polacco non ne ha bisogno, puntando piuttosto a emozionare e a convincere. A ricordarci perché non possiamo attendere altri nove anni per leggere una nuova avventura dello strigo.

The Witcher: Il Crocevia dei Corvi

UNA QUESTIONE DI FORMA

È vero: per comprendere appieno un’opera letteraria sarebbe necessario fruirla nella sua lingua originale. L’unico modo per non incorrere in eventuali adattamenti e/o lavori di riscrittura in grado di minare quanto realizzato dall’autore. È altresì vero, però, che è impossibile conoscere tutte le lingue del mondo e che per fortuna esistono realtà come Editrice Nord. Realtà che decidono di fare affidamento su persone come Raffaella Belletti. Raffaella non solo si è occupata di tradurre i precedenti romanzi della serie (che ormai conosce approfonditamente), ma ha prestato attenzione anche a ripercorrere il registro stilistico di Andrzej Sapkowski. Un registro unico, composto da dialoghi che prevedono che il lettore si stia immaginando la scena in movimento. Come se si trovasse di fronte a uno schermo e stesse vedendo un film.

A questo si aggiunge anche una certa sperimentazione da parte di Sapkowski, che gioca con la lunghezza delle frasi, con dei paragrafi che precedono i vari capitoli e con una struttura che punta a suscitare forti emozioni in chi legge. Vorremmo riportarvi alcuni scambi di battute per farvi capire cosa intendiamo, ma siamo certi che senza aver letto il resto del racconto potrebbero risultare meno impattanti o, al contrario, rovinarvi l’esperienza finale. Diciamo solo che ci sono dei momenti dove ci si trova con il sorriso stampato sul volto non tanto per quello che accade, ma per come è stato scritto

Un plauso poi alla varietà stilistica voluta dallo scrittore polacco. Una varietà che alterna capitoli più classici a, per esempio, il capitolo 16, raccontato per intero attraverso diverse lettere inviate nel continente. Una chicca che ha reso ancora più evidente la bravura di Sapkowski e la sua capacità di non fossilizzarsi sugli stessi metodi di scrittura utilizzati in passato.

The Witcher: Il Crocevia dei Corvi

THE WITCHER: IL CROCEVIA DEI CORVI, IL COMMENTO FINALE

C’è poco altro da aggiungere: The Witcher: Il Crocevia dei Corvi è un meraviglioso ritorno nel mondo di Geralt di Rivia. Se la trama ci è piaciuta proprio per la sua capacità di rimanere contenuta e concreta, sono però i personaggi ad averci lasciato qualcosa una volta chiuso il libro. Personaggi mai banali e che, in alcuni casi, ci hanno sorpreso con dei tocchi di scrittura davvero inaspettati. Andrzej Sapkowski è riuscito ancora una volta a dimostrare le sue capacità di narratore, facendoci emozionare e immergendoci in un mondo fantastico dal quale è davvero difficile voler uscire.

Speriamo, come già affermato nel corso di questo articolo, che Il Crocevia dei Corvi non sia un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Abbiamo bisogno di più Geralt di Rivia nelle nostre vite. Abbiamo bisogno di girare un’altra pagina, di leggere un altro capitolo, di tuffarci in un altro libro di questa serie. Una serie dai toni duri e oscuri, ma che riesce a entrare nell’anima dei lettori come poche altre al mondo.