Tim Curry, l’attore di IT e The Rocky Horror Picture Show, è morto a 80 anni

Si è spento all’età di 80 anni nella sua abitazione di North Hollywood a Los Angeles l’attore e cantante britannico Tim Curry, figura iconica del cinema, del teatro e della televisione degli ultimi cinquant’anni. La notizia della sua scomparsa è stata confermata da Variety. Benché non sia stata resa nota una causa ufficiale del decesso, le autorità intervenute sul posto hanno escluso elementi sospetti, mentre è noto come l’artista convivesse da anni con i postumi di un grave ictus subito nel 2012, che lo aveva costretto ad affrontare un lungo percorso di riabilitazione e l’uso della sedia a rotelle.

Nato nel Cheshire nel 1946 (con alcune fonti che indicano il 1948), Curry aveva fatto il suo esordio sul palcoscenico nel 1968 partecipando al celebre musical Hair. La vera svolta arrivò poco dopo con The Rocky Horror Show di Richard O’Brien, dove diede vita per la prima volta al Dr. Frank-N-Furter, uno scienziato carismatico, stravagante e provocatorio. Dopo averlo interpretato nei teatri di Londra, Los Angeles e New York, portò il personaggio sul grande schermo nell’adattamento cinematografico del 1975 diretto da Jim Sharman, The Rocky Horror Picture Show.

Sebbene l’accoglienza iniziale nelle sale fosse stata timida, l’opera si trasformò gradualmente nel più grande fenomeno di culto della storia del cinema grazie alle proiezioni di mezzanotte, durante le quali il pubblico partecipava attivamente vestendosi in costume e recitando le battute a memoria. Legato a doppio filo a questo ruolo, Curry vi tornò idealmente nel 2016 in veste di narratore per il remake televisivo Let’s Do the Time Warp Again e nel 2020 con una lettura dal vivo dello spettacolo.

Nonostante il successo travolgente di Frank-N-Furter, Tim Curry è riuscito a costruire una carriera straordinariamente ampia e sfaccettata, dimostrando una spiccata propensione per la commedia, l’eccentricità e la rappresentazione di personaggi minacciosi. Per un’intera generazione di spettatori, il suo volto rimane indissolubilmente associato a Pennywise, il terrorizzante clown assassino interpretato nella miniserie televisiva IT del 1990 tratta dal romanzo di Stephen King: una performance memorabile capace di passare in un istante dall’ironia al terrore puro.

Al cinema ha prestato il suo talento a numerosi film entrati nell’immaginario collettivo. Tra questi si ricordano Annie (1982) nel ruolo di Rooster Hannigan, l’incredibile trasformazione nel villain Darkness per Legend (1985) dopo cinque ore di trucco quotidiano, e l’interpretazione del maggiordomo Wadsworth nella commedia gialla Signori, il delitto è servito (Clue, 1985), divenuta a sua volta un cult. Negli anni Novanta ha arricchito la propria filmografia partecipando a grandi produzioni come Caccia a Ottobre Rosso, Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York nel ruolo del concierge del Plaza Hotel, I tre moschettieri, Loaded Weapon 1 e Muppet Treasure Island, fino alle apparizioni nei primi anni Duemila in Scary Movie 2 e al recente ritorno all’horror nel 2024 con il film Stream.

Parallelamente all’attività cinematografica, l’attore ha mantenuto un profondo legame con il teatro classico e contemporaneo, cimentandosi su palcoscenici prestigiosi con opere di Shakespeare, Brecht, Büchner e Stoppard. Questo impegno gli è valso tre candidature ai Tony Awards, tra cui quelle per Amadeus e per il ruolo di Re Artù in Monty Python’s Spamalot, e due nomination agli Olivier Awards, oltre a un Daytime Emmy vinto nel 1991 per il doppiaggio di Capitan Uncino nella serie animata Peter Pan and the Pirates.

Proprio il doppiaggio di film, serie animate e videogiochi è diventato il fulcro della sua attività professionale a partire dal 2012, permettendogli di continuare a lavorare con passione nonostante le difficoltà fisiche dovute all’ictus. Nel 2025 aveva poi scelto di raccontare la sua vita e il lungo cammino per recuperare la parola e l’autonomia nell’autobiografia intitolata Vagabond. Con la sua scomparsa, il mondo dello spettacolo dice addio a uno dei caratteristi più poliedrici, versatili e riconoscibili dell’era moderna.

Giovanni Arestia
Giovanni Arestia
Ingegnere informatico che tra un libro e un altro trova sempre il tempo per un film, un fumetto o un videogioco.

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