Wo Long: Fallen Dynasty, La Recensione

Scopriamo insieme l'ultima opera di Team Ninja

Wo Long: Fallen Dynasty

Team Ninja ci ripropone l’Era dei Tre Regni dell’antica Cina in chiave dark fantasy con il suo ultimo titolo action RPG

Svelato per la prima volta al Gamescom 2022, Wo Long: Fallen Dynasty mi rapì fin dai suoi primi fotogrammi, sia a livello grafico per via del suo editore Koei Tecmo, di cui amo i loro musou a stampo nipponico e cinese, sia per il suo sviluppatore, Team Ninja, autori di titoli come Ninja Gaiden e Dead or Alive di cui ho sempre amato il loro stile action ed il loro gameplay. Insomma, un binomio che da videogiocatore non poteva deludermi. Così dopo aver testato la demo, il mio hype verso il gioco crebbe in maniera spropositata, fino a quando grazie a Koei Tecmo ho potuto spenderci numerevoli ore su PlayStation 5 e testare con mano finalmente il gioco completo. Quindi, eccovi la nostra recensione di Wo Long: Fallen Dynasty.

Sfatiamo subito un falso mito, Wo Long: Fallen Dynasty non è un soulslike! Per quanto abbia qualcosa in comune con Sekiro: Shadows Die Twice, il gioco ricorda invece molto di più un altro titolo di Team Ninja, Nioh. Iniziando con questa premessa, accedendo al menù principale, dopo aver impostato le nostre preferenze a livello grafico e di comandi, potremo far partire il gioco, che preciso, non ha una scelta di difficoltà. Difatti come annunciato e ribadito più volte dalla software house nipponica nel corso della produzione del gioco, questo titolo offre un’esperienza videoludica che oscilla su un livello di difficoltà medio/alta, cosa che si può riscontrare soprattutto nelle prime fasi del gioco.

Detto ciò, il titolo è ambientato in Cina durante la storica Rivolta dei Turbanti Gialli, anche nota come “Rivolta delle Sciarpe Gialle”, evento che segnò il definitivo declino in Cina della Dinastia Han, segnando poi così l’inizio dell’epoca dei Tre Regni. Ovviamente con una lore riproposta più in chiave dark fantasy, noi vestiremo i panni di un guerriero/a ignoto, salvato da uno sconosciuto ragazzo bendato proprio durante la famosa rivolta contadina. Da qui, inizierà il nostro lungo viaggio fatto di numerose ardue battaglie per salvare il regno cinese da un potente minaccia: il Taoista in nero.

Durante il nostro cammino ovviamente non mancheranno tantissime battaglie e figure storiche realmente esistite in quel periodo, come Liu Bei, Cao Cao, i fratelli e generali Xiahou Dun e Xiahou Yuan, Dong Zhuo, il temibile guerriero Lu Bu, Zhang Liao e tanti altri, che per chi mastica i Dynasty Warriors di Koei Tecmo non saranno di certo nomi sconosciuti.

Conosci il tuo nemico e conosci te stesso; in cento guerre da combattere, non sarai mai vinto

Per parlarvi del gameplay del gioco, come si evince dal titolo di questo paragrafo, ho voluto prendere questo verso tratto dal più antico testo militare cinese “L’arte della guerra”, che dal mio punto di vista riassume assolutamente il mantra e l’abilità che dovrete riporre in questo titolo, soprattutto se vorrete superare le ardue battaglie che dovrete affrontare. Come dicevo precedentemente, il gioco risulta essere assai punitivo già nelle sue prime fasi, in particolar modo con il boss del tutorial Zhang Liang, che potrebbe è ha già fatto desistere parecchie persone. La cosa più importante che vi consiglio in primis è quella di memorizzare i pattern di attacco del nemico e successivamente, ma non meno importanti, il timing delle schivate/deviazioni/contrattacchi e contrattacco deviante, effettuabili con il tasto cerchio e la levetta analogica.

Un altro consiglio che vi do e che a me ha aiutato tantissimo è quello di tenere premuto il tasto L1 della parata durante l’attacco del nemico e provare a premere cerchio poco prima che quest’ultimo vi colpisca, in modo o da deviare il colpo o in caso avremo usato un timing sbagliato, di pararlo limitando i danni. Ovviamente non potremo parare né tutti i colpi, né pararli in eterno, visto che qui subentra un parametro molto importante: lo Spirito. Ed è qui che arriviamo al paragone con Sekiro, visto che la barra dello spirito funziona un po’ come il Ki del titolo di FromSoftware, dove azioni come gli attacchi veloci e le deviazioni perfette possono caricare la barra, mentre l’uso di arti marziali, stregonerie, attacchi pesanti o timing sbagliato di deviazioni possono andarla a consumare.

Inoltre quando lo Spirito raggiungerà il nostro limite minimo, il nemico romperà la nostra postura stunnandoci per una breve durata, ma se invece sarà in positivo effettuanto un “Disagio dello spirito” al nemico, saremo noi a stunnare l’avversario e poter effettuare in una breve finestra un Colpo Fatale che andrà a levare parecchi hp al nostro rivale. Attenzione, perchè anche il nemico potrà caricare colpi imparabili, ma che se deviati al tempo giusto faranno crollare vertiginosamente la sua barra dello spirito.

Data di uscita
03/03/2023
Genere
Action RPG
Modalità
Singleplayer, Multiplayer online
Sviluppato da
Team Ninja
Editore
Koei Tecmo
Piattaforme
PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X/S, PC
Versione testata su
PlayStation 5
Il nostro Punteggio
8
Compralo su
Per quanto riguarda le Arti Marziali, quest’ultime si potranno effettuare con la pressione del tasto R1 + triangolo o quadrato, che di conseguenza ci farà rilasciare un potente attacco che potrà infrangere la difesa del nemico. Invece parlando degli Incantesimi Stregoneria, questi si potranno lanciare solo in particolari condizioni, sia consumando spirito, sia in base al nostro Grado Morale, un sistema che non solo influenzerà la possibilità di rilasciare determinati incantesimi, ma anche di determinare la nostra forza in battaglia. Ovviamente anche il nemico usufruirà di questa meccanica del Grado Morale, in cui grazie ad una numerazione che partirà dallo 0 fino al grado 30, determinerà la nostra potenza e quella dell’avversario.

Uccidendo nemici e fissando delle bandiere di segnalazione sparse nella mappa di gioco il nostro grado aumenterà, dove in alcuni casi, come battendo i leader a guardia della Bandiera battaglia (checkpoint) ci permetterà di mantenere a tempo indeterminato un determinato grado morale per tutta la missione. Al contrario, perire o subire colpi critici dal nemico invece diminuirà questa meccanica, facendo scendere di 1 il nostro grado raggiunto. Tornando agli incantesimi, questi si potranno imparare da ogni checkpoint proseguendo man mano nel gioco, dove saranno suddivisi in cinque elementi molto importanti: Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua. Ogni elemento avrà un suo skill tree con diversi incantesimi sbloccabili, in cui potremo lanciare solo quattro incantesimi a nostra scelta in base non solo allo spirito e il grado morale, ma anche in base al livello di potenziamento dei rispettivi elementi.

Per potenziare i cinque elementi avremo bisogno di Forza Vitale, nientedimeno, di punti che andremo ad accumulare in base ai nemici sconfitti, ma che potremo perderne in parte nel momento in cui verremo sconfitti. A differenza dei soulslike, se perderemo forza vitale ai danni di qualsiasi nemico all’infuori di un boss, potremo sempre recuperarli uccidendo quel particolare nemico, mentre per il boss avremo solo due opportunità prima di vederli svanire nel nulla. In base ai cinque elementi potenzieremo a nostra scelta diversi parametri, come i nostri hp, la potenza delle armi, la difesa, la resistenza, il tasso di aumento e consumo dello spirito, il peso dell’equipaggiamento e le abilità dei vari elementi per la stregoneria.

Ovviamente la prima scelta principale cadrà sul parametro del peso, in cui un equipaggiamento leggero ci permetterà di essere molto più veloci, abili nelle schivate, ma più deboli in difesa, mentre un equipaggiamento robusto minimizzerà sia la perdita di spirito e dei danni subiti, ma andando a sacrificarne la mobilità. Durante l’avventura difatti troveremo nella fase d’esplorazione diverse casse e drop dei nemici contenenti dei loot, in cui sarà possibile reperire parti di armature, armi, materiali e oggetti per curarsi per ripristinare i nostri hp e unguenti vari per migliorare determinate statistiche in battaglia.

Versione testata su PlayStation 5

Ogni armatura e arma disporrà di un grado che andrà da 1 a 5 stelle, potenziabili tramite il fabbro che si trova in un livello che farà da base per il giocatore, grazie a materiali come l’acciaio e la pelle di determinati livelli. Farmare il nostro set, ci permetterà di livellare e potenziare le nostre armi e vestiti, anche se devo precisare che non cambierà minimamente se la stessa arma sia di livello 1 o 5, perchè la stesso equipaggiamento aumenterà degli stessi parametri a prescindere dal suo grado. Il grado in questo caso ci permetterà di incastonare da 1 a 5 Frammenti di gioiello, per modificare o inserire diversi buff all’equipaggiamento come l’aumento di hp, difesa, attacco, danni elementali e tanto altro.

Sempre dal fabbro oltre a comprare, potremo vendere armi e armature o per guadagnare soldi, o per ottenere materiali utili nella creazione. Inoltre ci sarà anche un sistema denominato Decora, in cui potremo modificare l’aspetto di ogni arma e outfit in tutto ciò che avremo già sbloccato precedentemente. Devo dire che a livello di armi e armature, Team Ninja ha proposto una notevole quantità di scelta al giocatore, anche se devo ammettere che il crafting sia solamente un aspetto un po’ fine a se stesso, visto che una volta scelto il proprio set preferito, difficilmente si andrà a cambiarlo se non nell’aspetto. Oltre le armi che possiamo suddividere in tre categorie: spade, lance/alabarde e arco/balestra, durante i combattimenti infine potremo utilizzare ben tre assi nella manica: l’Invocazione e la Risonanza della Bestia Divina e i Rinforzi degli alleati.

Ogni bestia (di cui se ne potranno ottenere ben dieci), se invocata garantirà ovviamente un’abilità diversa da quella delle altre, andando ad attaccare il nemico. Invece in caso di risonanza, ogni bestia potenzierà il nostro personaggio e gli alleati. In pratica una volta caricato il riquadro della Bestia Divina ci basterà premere triangolo + cerchio o quadrato + croce per scatenare questa sorta di Ultimate. Grazie invece a degli oggetti chiamati Sigilli della Tigre potremo usufruire di diversi alleati (max 2 alla volta) che troveremo nel corso della nostra avventura, molto utili durante l’esplorazione del livello, dove potremo mandarli contro i nemici selezionati in avanscoperta. Meno duttili invece contro i boss, vista un’IA leggermente altalenante, anche se permetterà di farci rifiatare e attaccare talvolta il nemico alle spalle.

Più chiameremo al nostro fianco un determinato alleato, più questo aumenterà la barra del Giuramento, che andrà da 1 a 10 livelli e affinerà al meglio il feeling con il nostro personaggio. Inoltre questo parametro potrà aumentare anche usando l’oggetto Coppa della cordialità, accellerando il processo di giuramento e garantendoci al livello max il set dell’alleato. In ultimo, troveremo anche la possibilità di usufruire dell’aiuto esterno di giocatori e amici o invadere partite avversarie grazie al multiplayer online, in cui sempre con un max di tre giocatori, si potranno affrontare livelli e boss stage insieme grazie alla Lobby online.

Un comparto tecnico all’altezza ma non privo di difetti

A livello artistico per mio gusto personale ho adorato questo titolo, visto il grado di cura che ho trovato nei personaggi storici, nelle armi, armature e nel design in generale di alcuni luoghi, ma soprattutto nelle sue boss fight. Quest’ultime l’ho trovate veramente belle e gestite ottimamente in moltissimi aspetti, dal design del nemico e le sue svariate skills, dalle ambientazioni e dal tasso adrenalinico che mi hanno trasmesso pad alla mano. Inoltre ho particolarmente gradito la quantita di lore espressa tramite l’enciclopedia, il bestiario e le varie info su tutti i personaggi del gioco.

Invece su alcuni aspetti, il lavoro svolto da Team Ninja non sempre è stato ottimale. L’IA del nemico per esempio spesso non è lungimirante, soprattutto nella fase di stealth che può permettere al giocatore di colpire alle spalle il nemico con un colpo potente e che difficilmente si accorgerà della nostra presenza. Inoltre in caso staremo giocando con alleati usati dalla cpu, più di svariate volte mi è capitato di vedere correre all’impazzata i miei alleati difronte al nemico, senza che quest’ultimo se ne accorgesse minimamente. Nota negativa anche sulla non localizzazione dei collezionabili ottenuti, cosa che per i cacciatori di trofei farà storcere leggermente il naso, visto che bisognerà cercare in ogni livello quello missato precedentemente.

Bella e letale, ecco il mio personaggio creato nel gioco

Anche il bilanciamento e il tasso di sfida del gioco, non sempre l’ho trovato gestito in maniera ottimale, visto che si può rompere facilmente fin dalle prime fasi dell’avventura. Ottima invece la longevità del titolo che si assesta sulla trentina d’ore per quanto riguarda la storia principale divisa in 7 atti e che aumenta particolarmente grazie alle quest secondarie, selezionabili dall’hub di gioco. Di norma queste quest saranno mappe più ristrette e riciclate dalla main story o diverse boss stage che garantiranno dei loot speciali. Ho trovato eccelse anche le fasi esplorative del gioco, con un’ottima gestione dei movimenti e agilità del personaggio, con salti e corsa ben oliati e integrati nel moveset. A livello di frame rate devo dire che su PlayStation 5 non ho mai avuto particolari problemi, come anche quelli inerenti a bug o glitch, che si sono palesati veramente in piccola parte.

Più problematica invece è la fase di co-op online in cui ho trovato diversi problemi di stabilità e qualche crash, anche se con l’ultima patch devo dire che anche questo aspetto è stato notevolmente limitato. A livello narrativo il gioco non propone una storia particolarmente densa e pregna di pathos, ma anzi è piuttosto prevedibile e semplice, ma comunque godibile. A farne spese è anche il nostro/a protagonista, che pecca notevolmente di carisma visto che non dirà mai una singola parola se non per i versi durante i combattimenti. Altro punto a favore invece è assolutamente la fase di creazione del personaggio, che offre molteplici opzioni di personalizzazione a livello fisico, con scelta di visi, la sua conformazione, sesso, capelli e trucco. Infine a chiudere, ho trovato un’ottima gestione per quanto concerne la traduzione del gioco e una colonna sonora che si fa ascoltare, nonostante non offra nulla di speciale.

Ma è veramente così punitivo Wo Long: Fallen Dynasty?

Quindi a conti fatti è così punitivo il titolo di Team Ninja? La risposta è no! Il gioco proposto dal team nipponico offre si, un tasso di sfida medio alto a discapito di tantissimi titoli videoludici, ma che ripeto, con un po’ di pratica iniziale e anche furbamente grazie alle numerose opzioni messe sul piatto degli sviluppatori, facilmente aggirabile. Considerando anche la rigiocabilità del titolo grazie alla difficoltà Dragone Emergente, sbloccabile una volta terminato il gioco e i tre futuri DLC (tra l’altro con un season pass acquistabile ad un ottimo prezzo) che aggiungeranno nuove missioni e storie nel corso del 2023, dal mio punto di vista Team Ninja ha confezionato un ottimo prodotto, di cui sono rimasto notevolmente appagato e che mi ha divertito parecchio, avendolo addirittura platinato.

Se vi piacciono gli action RPG e le ambientazioni nell’antico Oriente, sono certo che questo titolo farà sicuramente al caso vostro, visto che Koei Tecmo e Team Ninja sono riusciti a creare un gioco con un gameplay divertente, fresco, frenetico e che difficilmente vi porterà alla noia. Infine consiglio il gioco anche ai novizi particolarmente curiosi, ma con la premessa di non arrendervi al primo ostacolo, perchè vi garantisco che Wo Long: Fallen Dynasty vi darà tanti mezzi per superare ogni battaglia, che una volta superata vi darà un senso di appagamento che pochi giochi sanno dare.

Wo Long: Fallen Dynasty è disponibile su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X/S, Project xCloud e PC.

Wo Long: Fallen Dynasty
Wo Long: Fallen Dynasty
Pro
Ottimo gameplay, divertente e frenetico
Titolo che offre una longevità eccelsa
Curato nei dettagli e nella personalizzazione del personaggio
Contro
IA dei nemici e degli alleati altalenante
Bilanciamento della difficoltà non sempre ottimale
Il nostro protagonista pecca di carisma
8
Voto