Darwin’s Paradox mischia cinico umorismo a situazioni piene di adrenalina, con qualche inciampo qua e là.
Dopo Capcom, sembra che sia Konami la prossima casa di produzione a voler tentare la riconquista dei cuori dei fan. Così dopo Metal Gear Solid Delta, Silent Hill 2, e le collection di Castlevania e Bomberman, tocca a un titolo inedito, di uno studio nuovo che fa il salto dall’animazione al videogioco. E così Darwin’s Paradox di ZTD Studio sarà disponibile dal prossimo 2 aprile su console e PC per poco meno di venticinque euro. Dopo anni di trailer sempre più ricchi e una demo ispirata a Metal Gear Solid (che trovate sugli store) scopriamo insieme pregi e difetti di Darwin’s Paradox.
Versione testata: Xbox Series X
È una giornata come un’altra per il polpo Darwin e la sua amica, quando entrambi vengono rapiti dagli alieni e portati in un fabbricato sperduto. Divisi, Darwin riesce a fuggire e inizia un pazzo viaggio per salvare la propria pelle (e involontariamente la terra). Un’avventura degna di un film animato, che non lascia un attimo di tregua né al giocatore né tantomeno al povero Darwin, che si vedrà lanciato qua e là in una serie di ambienti tutti diversi tra loro. Dalla fabbrica alle profondità marine, passando per una cucina, un ufficio, e una strada trafficata, le circa sei ore necessarie a raggiungere i titoli di coda saranno un susseguirsi di pericoli e incidenti.

ZTD Studio mette in campo tutta la propria creatività, e le situazioni in cui si ritrova Darwin non sono mai ripetute, anzi, non c’è mai l’effetto dejavù tipico di alcuni cinematic platform. Inoltre si tratta di un gioco che tiene sempre alta l’attenzione, perchè alla minima distrazione si rischia di lasciarci le penne e dover ricominciare il quadro.
Sott’acqua nessuno può sentirti bestemmiare urlare
Darwin può aderire alle pareti, usare il proprio inchiostro come strumento di distrazione o per interrompere flussi di corrente, mimetezzarsi con l’ambiente e scattare velocemente sott’acqua. Usando tutte queste abilità dovrete superare ogni singolo ostacolo e nemico, arrivando sani e salvi ai titoli di coda. Darwin’s Paradox offre un perfetto equilibrio tra sequenze platform e risoluzione di enigmi, conditi con una spruzzata di trial and error e dei momenti in cui la difficoltà si impenna inspiegabilmente. Non diventa mai un gioco impossibile ma, in queste occasioni, si tramuta inaspettatamente un rage game.

A differenza degli esponenti più famosi però, tra la morte e il ritorno in scena in Darwin’s Paradox passano circa dieci secondi. Che si accumulano e aumentano il nervosismo, mettendo davvero in gioco la pazienza del giocatore. A questo si unisce una gestione non troppo generosa dei check-point, che costringono spesso a ripetere una sezione molto lunga, alimentando ulteriormente il nervosismo. Fortunatamente si tratta di poche sezioni ardue, che nell’insieme non vanno a distruggere un’esperienza generale varia e divertente.

La fantasia delle varie situazioni si riflette anche sul gameplay, le combinazioni di abilità ci mettono spesso in situazioni roccambolesche, inseguimenti adrenalinici e fughe in anfratti più stretti. Qui le hitbox possono risultare poco generose, sia in un senso che nell’altro ma, una volta imparati i giusti movimenti, vi ritroverete a svicolare pericoli come se lo faceste da una vita.
Come in un film animato
Il punto di forza di Darwin’s Paradox sono sicuramente le animazioni, e non parlo solo di quelle del polpo ma anche di quello di tutti gli altri personaggi che affollano lo schermo, dal singolo topo al finto umano che barcolla levandosì la testa per inserirci una lettera. Si nota evidentemente il passato come studio d’animazione di ZTD Studio, anche dalla regia e dall’intera atmosfera da film dei Looney Tunes che pervade tutta l’avventura. Il titolo è tradotto ed adattato in un ottimo italiano, e i documenti nascosti negli stage aiutano ad espandere il world building cinico comico della pazza invasione aliena. Segnalo che, nella versione Xbox Series X, il titolo ha problemi di luminosità, che rendono alcune sezioni subacquee veramente ostiche e ancora più snervanti di quanto dovrebbero essere di base.
Nonostante nessuno proferisca mai una parola che non sia un verso, il sound design convince e va a braccetto con una colonna sonora che strizza ancora una volta l’occhio (o l’orecchio) ai temi sci-fi dei serial anni ’50.
Al netto di qualche errore, come una gestione dei check-point da rivedere e qualche hitbox troppo generosa, Darwin’s Paradox è un ottimo gioco. Capace di divertire per tutte le sei ore, con sequenze sempre diverse e una regia degna di un lungometraggio animato, l’opera prima di ZTD Studio non si ferma mai, andando dritta come un treno fino ai titoli di coda. Fate come Konami, e date una possibilità alle disavventure del polpo blu, sono sicuro che (forse) non ve ne pentirete!

