Se da un lato WWE 2K26 migliora gameplay e fisica, dall’altro peggiora ancora di più la situazione microtransazioni.
Arriva puntuale anche quest’anno WWE 2K26, con nuove campagne e nuovi lottatori, per la gioia dei fan dello sport entertainment che debutterà questa settimana anche su Netflix. La WWE continua a vivere il suo nuovo periodo d’oro, nonostante abbia salutato John Cena dopo un anno dedicato al suo ritiro. Torniamo quindi sul ring per vivere la storia di CM Punk e indossare gli stivali del nostro lottatore (o lottatrice) preferito. Disponibile per PlayStation, Xbox e PC da metà marzo, scopriamo insieme pregi e difetti di WWE 2K26.
Versione testata: Xbox Series X
Best in the World
Dopo esserci dedicati alla Bloodline, questo terzo showcase è tutto per l’attuale campione del mondo: CM Punk. Come l’anno scorso, quest’anno il buon Phil ci guiderà nelle vittorie della sua carriera, i momenti salienti che lo hanno reso uno dei wrestler più amati di sempre e, esattamente come successo l’anno scorso, ci chiederà di modifciare le cocenti sconfitte, tramutandoli in epici trionfi. Non solo, ci saranno anche alcuni dream match mai realizzati, tutti commentati da Punk prima o dopo.

Si tratta ancora una volta della modalità più curata, di quella che farà la gioia innanzitutto dei fan di Punk. Ogni scontro ha delle missioni da seguire, delle mosse da compiere col giusto tempismo, per poter far andare il match nella direzione richiesta. Alcune richieste sono meno precise di altre, e richiederanno qualche tentativo per essere portare a termine, inoltre c’è una difficoltà maggiore affrontabile fin da subito, per mettere alla prova i giocatori più tenaci.
Tra novità e gran conferme
Oltre allo showcase dedicato al Best in the World, WWE 2K26 ripropone molte delle modalità degli scorsi anni: The Island, La mia Carriera (sia maschile che femminile), MyGM, MyFaction e le classiche esibizioni. Di The Island e My Faction parleremo nel prossimo paragrafo, La mia Carriera si sdoppia in due percorsi distinti: “The Undisputed Legacy” (quella maschile) e “Ascension” (quella femminile). In entrambi i casi troviamo gli atleti della WWE a fare da contorno ai personaggi creati dal giocatore, in storie inedite con tanto di scelte multiple. Nonostante queste scelte non siano sempre importanti come il gioco vorrebbe far credere, la modalità aiuta a sbloccare nuove arene e atleti per le esibizioni.

La modalità esibizione rimane il cuore pulsante dell’esperienza di WWE 2K26. Qui la libertà è totale: potremo scegliere tra l’enorme roster di oltre 200 lottatori (tra Superstar attuali e Leggende) e personalizzare ogni aspetto dell’incontro. Visual Concepts ha ulteriormente rifinito l’interfaccia di selezione, rendendola più veloce e intuitiva, permettendo di passare dalla scelta dell’arena a quella del lottatore in pochissimi secondi.
La vera forza di questa modalità risiede però nell’incredibile varietà di match disponibili, che quest’anno vede il ritorno di alcune stipulazioni molto richieste dai fan e l’introduzione di nuove varianti spettacolari. A spiccare su tutte le novità è sicuramente l’I Quit Match, con un nuovissimo minigioco interattivo. Il team di sviluppo ha lavorato sugli ottimi muscoli degli scorsi due anni, migliorando ancora le interazioni tra i wrestler e la fisica dei colpi e il bouncing dei colpi. Resta ancora del lavoro da fare sui capelli, ma la strada intrapresa continua a essere quella buona.

Infine, novità anche nella My GM, oltre alle abilità personali e all’aumento dei General Manager, è un cambio nella gestione dei PLE. Ora i giocatori dovranno collaborare, e avranno uno show speciale dove concludere le rivalità dei propri atleti. Resta una delle modalità succhiatempo e più riuscite dell’intero titolo, uno dei motivi per cui comprare WWE 2K26 se amate i gestionali.
Un altro passo falso
L’anno scorso mi auguravo che l’Isola subisse qualche miglioramento, e che venissero ridotte le microtransazioni richieste. Oh, come mi sbagliavo. Non solo né l’Isola né My Faction hanno subito riduzioni nelle richieste di denaro reale, ma “K ha ben pensato di aggiungere un ulteriore pass, chiamato Bordo Ring, e legato alle stagioni di gioco e ai futuri DLC. Non basterà più comprare un dlc per aver accesso al contenuto aggiuntivo, ma bisognerà “grindare” punti esperienza in tutte le modalità per poter sbloccare tutto quanto. Se si vuole avere tutto subito però, basterà pagare altra valuta reale. Se da un lato capisco il mettere degli oggetti dietro a delle ore di gioco, dall’altra la richiesta di soldi (seppur non obbligatoria) inizia a essere incessante. Ho paura che se si tira troppo la corda questa si spezza, e per questo ho abbassato di mezzo punto la valutazione di un titolo che migliora tecnicamente quanto fatto lo scorso anno.

Lato tecnico invece, come già accennato qualche riga più sopra, WWE 2K26 è ancora così e così. Se da un lato abbiamo miglioramenti nel gameplay, dall’altro pubblico e qualche acconciatura è ancora legata a un’era precedente. Continua a esserci una gran personalizzazione delle telecamere, dopo l’esordio col botto dello scorso anno. Un aiuto continuo ai creator che realizzano i video simulativi col gioco. Laddove possibile, voci e commento dinamico sono eseguiti dalle star WWE. Un ottimo lavoro soprattutto da parte di Michael Cole, Wade Barrett e Booker T, che rendono i match veritieri con la propria telecronaca dinamica.
Insomma, nonostante perseveri nel chiedere troppo denaro reale al giocatore, WWE 2K26 è un ottimo gioco di Wrestling, perfetto per gli amanti dello sport entertainment e degno successore del capitolo precedente. Il team continua l’ottimo lavoro di rifinitura, capitolo dopo capitolo, aggiungendo nuove modalità e match prima assenti, anche nel ricchissimo editor. Visual Concepts tiene al prodotto, ma l’aggiunta di troppe “semplificazioni” pagate potrebbe davvero oscurare le cose belle del gioco.
WWE 2K26 è disponibile su console e PC dal 13 marzo.

