Disney/Pixar Toy Story 3 Complete Edition è ancora uno dei migliori tie-in della storia del videogioco
Ricordato dai più con amore, Disney/Pixar Toy Story 3 di Avalanche Studios è a tutti gli effetti uno degli ultimi grandi titoli su licenza Disney/Pixar. Reo di aver gettato le basi per quello che sarà Disney Infinity, Toy Story 3 regalava ore di divertimento e una modalità sandbox semplice e assuefacente. Digital Eclipse e Atari pubblicano, a sedici anni di distanza, Disney/Pixar Toy Story 3 Complete Edition, in occasione del trentesimo anniversario del film, e in combo con la Retro Round Up! di cui vi ho già parlato la scorsa settimana. Scopriamo insieme se il titolo più amato tra gli ultimi tie-in Disney merita ancora il nostro affetto o se era un miraggio del tempo, nella recensione di Disney/Pixar Toy Story 3 Complete Edition.
Versione testata: PC
Dal letto di Andy all’asilo Sunnyside
Come era d’uopo all’epoca, la modalità storia di Disney/Pixar Toy Story 3 Complete Edition ripercorre quasi pedissequamente la trama del terzo film di Toy Story. Dall’attacco al treno del Malvagio Dottor Prosciutto nella stanza di Andy, all’Asilo Sunnyside, per poi arrivar eperfino all’inceneritore della discarica. Ogni livello ci vede nei panni di uno o di tutti e tre protagonisti (Woody, Jessie, Buzz), nel secondo caso, è possibile passare da un personaggio all’altro con la pressione del dorsale, e collaborare per raggiungere collezionabili e obiettivi. La trama si prende alcune libertà, facendo delle deviazioni non presenti nel film ma molto apprezzate, come il videogioco di Buzz che Rex gioca in Toy Story 2, aumentando la varietà dei livelli e delle situazioni.
Il titolo, uscito originalmente nel 2010, era completamente doppiato in italiano dalle voci del film (laddove possibile) e sono molto contento che Digital Eclipse e Atari non lo abbiano rimosso. Sebbene sentire nuovamente Fabrizio Frizzi dare la voce a Woody sia purtroppo possibile solo in questo videogioco, è comunque una coccola che aumenta i motivi per riacquistare questa edizione per gli appassionati di Toy Story.
Woody e gli amici del West
Ma la vera protagonista di Toy Story 3 Complete Edition è anche questa volta la Toy Box, modalità che come vi anticipavo è stata lo scheletro che ha portato poi a Disney Infinity. La modalità sandbox ci elegge a sceriffo di un villaggio giocattolo, guidato dal sindaco Ham, con la possibilità di costruire, ridipingere e creare i nostri abitanti con cui interagire. Una modalità open map estremamente curata, con tante missioni da completare e una marea di collezionabili da raccogliere. Sbloccare le abilità secondarie dei nostri tre personaggi ci porterà a raggiungere le zone più avanzate, dove potremo perfino gareggiare su macchine giocattolo o su Bullseye per conseguire dei trofei d’oro e ulteriori personalizzazioni come premio. Insomma, se la storia è l’antipasto, la Toy Box diventa il vero posto in cui perdere tempo e puntare al completismo.
Il gameplay è ancora fresco ed immediato come sedici anni fa, anche se purtroppo oltre i pregi tornano anche i difetti. Ci sono ancora delle hit box incerte (soprattutto nei livelli con Buzz) e in alcuni momenti anche il frame rate non è solido come ci si aspetta da una remastered. Nonostante questo però, la nuova edizione di Toy Story comprende tutti i DLC precedentemente esclusivi solo della versione PlayStation, che aggiungono ulteriori edifici e personaggi alla Toy Box, oltre che offrire una risoluzione a 4K sulle piattaforme supportate.
Disney/Pixar Toy Story 3 Complete Edition migliora le performance del titolo originale, permettendo l’accesso di precedenti contenuti esclusivi a tutte le console e regalando, anche a sedici anni di distanza, uno dei migliori tie-in videoludici mai sviluppati. La modalità storia permette di vivere (con qualche deviazione) la trama del terzo capitolo del brand, mentre a far da vera protagonista e ancor auna volta la toy Box. Un titolo adatto a un pubblico di tutte le età e che dimostra che si potrebbero ancora fare giochi su licenza adatti a tutti e di qualità, se ci fossero il tempo e le risorse. Un plauso a Digital Eclipse e ad Atari per aver riportato alla luce questo gioco e soprattutto per aver mantenuto anche il doppiaggio italiano.
