Enshrouded – La Recensione

Enshrouded è un’avventura survival sconfinata tra esplorazione, costruzione e libertà creativa

Nel panorama dei survival open world, distinguersi non è un’impresa semplice. Le produzioni del genere condividono spesso meccaniche ormai consolidate, tra raccolta di risorse, creazione di equipaggiamento, combattimenti e costruzione di rifugi. Eppure, con Enshrouded, il team tedesco di Keen Games riesce a proporre una formula personale, capace di combinare elementi survival, dinamiche da action RPG e un sistema di costruzione estremamente versatile. Il risultato è un’avventura fantasy che fa della libertà d’approccio, dell’esplorazione e della possibilità di plasmare l’ambiente circostante i suoi principali punti di forza.

Dopo un periodo di accesso anticipato caratterizzato da numerosi aggiornamenti e miglioramenti, la versione 1.0 rappresenta il coronamento del lavoro svolto dagli sviluppatori arrivando anche su PlayStation 5. Oltre a introdurre nuovi contenuti, ambientazioni e attività, il lancio ufficiale completa l’esperienza narrativa, offrendo ai giocatori un’avventura particolarmente ricca e articolata. Non tutto è perfetto, soprattutto per quanto riguarda il sistema di combattimento e alcune scelte relative alla gestione del mondo di gioco, ma Enshrouded dimostra di avere un’identità ben definita e un potenziale difficilmente trascurabile.

Versione testata: PlayStation 5

Una civiltà da ricostruire

L’avventura ci conduce a Embervale, un regno un tempo prospero, ormai devastato da una misteriosa calamità. Tutto ha origine da un enigmatico elisir che ha alimentato l’avidità e le ambizioni degli uomini, generando progressivamente discordia e distruzione. Nel tentativo di contenere questa minaccia, gli abitanti hanno scavato pozzi destinati a custodire la sostanza, provocando però la comparsa del Manto, una nebbia corrotta che ha finito per contaminare il territorio e trasformare gran parte dei suoi abitanti in creature ostili.

Nei panni di un/a Flameborn (un o una figlio/a del fuoco a seconda del sesso che si sceglie per il/la proprio/a avatar), uno/a degli esseri umani sopravvissuti grazie a un’antica tecnologia legata al potere del fuoco, abbiamo il compito di riportare la vita nel regno e ricostruire le fondamenta di una civiltà ormai scomparsa. Il nostro risveglio segna l’inizio di un viaggio che, partendo da un rifugio rudimentale, ci porterà a esplorare territori sconosciuti, affrontare creature sempre più pericolose e recuperare le conoscenze necessarie per ristabilire l’equilibrio.

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La narrazione non occupa costantemente il centro della scena, preferendo accompagnare discretamente l’esperienza attraverso missioni, dialoghi, documenti e registrazioni disseminati nell’ambiente. Si tratta di una soluzione coerente con la natura esplorativa del gioco, anche se chi desidera una storia particolarmente approfondita e ricca di sequenze cinematografiche potrebbe trovare la componente narrativa meno incisiva del previsto. Interessante, invece, la possibilità di ascoltare le registrazioni mentre continuiamo a esplorare, senza dover interrompere le nostre attività o rimanere immobili davanti a un documento.

La progressione narrativa è strettamente collegata al recupero dei sopravvissuti, figure specializzate che potremo riportare al nostro accampamento. Fabbri, cacciatori, alchimisti, falegnami e altri artigiani diventano progressivamente parte della nostra piccola comunità, mettendoci a disposizione nuove ricette, strumenti, equipaggiamenti e incarichi. La loro presenza non è soltanto ornamentale: rappresenta uno degli elementi fondamentali per ampliare le possibilità di sviluppo del personaggio e della nostra base.

Un survival accessibile, ma ricco di possibilità

Una delle caratteristiche più interessanti di Enshrouded è il modo in cui riesce a conciliare libertà e accompagnamento. Il giocatore viene introdotto gradualmente alle principali meccaniche, attraverso incarichi iniziali che illustrano le possibilità offerte dall’ambiente e dai sistemi di progressione. Superata questa fase, la struttura si apre considerevolmente, lasciando piena libertà nella scelta delle attività da affrontare e degli obiettivi da perseguire.

La componente survival è stata concepita per non trasformarsi in una continua rincorsa alla sopravvivenza. Nelle impostazioni predefinite non siamo costretti a monitorare costantemente fame, sete e stanchezza, mentre cibo e bevande assumono principalmente una funzione di supporto, migliorando la rigenerazione della salute e della resistenza o fornendo benefici specifici. Anche la gestione dell’equipaggiamento risulta piuttosto permissiva: le armi e gli strumenti si deteriorano, ma è sufficiente utilizzare un banco da lavoro per ripristinarne l’efficienza senza consumare ulteriori materiali.

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Questo approccio permette di concentrarsi maggiormente sull’esplorazione, sulla raccolta delle risorse e sulla costruzione, senza rinunciare completamente alla componente gestionale. Chi preferisce un’esperienza più impegnativa può comunque intervenire sulle impostazioni del mondo, modificando diversi parametri relativi alla difficoltà e alle meccaniche survival. Anche la gestione della morte è relativamente indulgente: quando veniamo sconfitti, possiamo tornare alla nostra base oppure a uno dei punti di controllo attivati, recuperando successivamente gli oggetti perduti nel luogo della caduta. Una scelta che riduce la frustrazione senza eliminare del tutto le conseguenze degli errori.

La progressione viene alimentata da un numero considerevole di missioni, attività secondarie e incarichi affidati dagli artigiani. Il sistema di classificazione delle quest, che ne evidenzia dinamicamente il livello di difficoltà rispetto alla nostra crescita, aiuta inoltre a individuare le sfide più appropriate al momento. Non manca qualche fase di raccolta decisamente prolungata, soprattutto nelle sessioni in solitaria, ma la varietà delle attività disponibili rende generalmente piacevole il percorso di avanzamento.

Il Manto e un mondo tutto da esplorare

L’esplorazione rappresenta uno dei pilastri dell’intera esperienza. Embervale è un territorio estremamente vasto, caratterizzato da ambientazioni differenti, strutture abbandonate, insediamenti devastati, grotte, templi nascosti e dungeon ricchi di insidie. Ogni regione presenta caratteristiche visive e risorse specifiche, incoraggiandoci a spingerci progressivamente oltre i confini delle aree iniziali. La versione 1.0 amplia ulteriormente questo patrimonio con una nuova regione vulcanica, caratterizzata da imponenti formazioni rocciose e isole sospese nel cielo, oltre a nuovi avversari, dungeon e contenuti che arricchiscono sensibilmente la progressione. La quantità di luoghi da scoprire è notevole e, anche dopo numerose ore, non è difficile imbattersi in qualche passaggio nascosto o in una nuova opportunità di esplorazione.

A rendere particolarmente dinamici gli spostamenti contribuiscono il rampino e il deltaplano. Il primo permette di superare determinati ostacoli e raggiungere punti altrimenti inaccessibili, mentre il secondo consente di sfruttare l’altezza per attraversare rapidamente vallate e distanze considerevoli. La combinazione di queste due abilità valorizza la verticalità della mappa e rende gli spostamenti decisamente più interessanti rispetto al semplice attraversamento a piedi.

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Il vero elemento distintivo dell’esplorazione è però rappresentato dal Manto. Queste zone, riconoscibili dalla caratteristica nebbia violacea, nascondono alcune delle risorse più preziose e degli avversari più pericolosi dell’intero gioco. Entrarvi significa fare i conti con un conto alla rovescia che limita il tempo a disposizione prima di soccombere alla contaminazione. La visibilità ridotta, la presenza di nemici aggressivi e la necessità di individuare rapidamente la strada da percorrere contribuiscono a creare un’atmosfera decisamente più opprimente rispetto alle regioni circostanti.

Possiamo comunque prolungare la permanenza utilizzando determinati consumabili o individuando punti in cui il tempo disponibile viene ripristinato. Questo sistema introduce una componente strategica interessante, costringendoci a valutare attentamente quanto rischiare e quando sia opportuno abbandonare l’area. La pressione non raggiunge livelli eccessivamente punitivi, ma rappresenta un incentivo efficace a pianificare le spedizioni.

Nonostante l’ampiezza della mappa, bisogna segnalare una scelta progettuale piuttosto discutibile: il mondo non conserva permanentemente tutte le modifiche effettuate dal giocatore. Al di fuori delle aree protette dagli Altari della Fiamma, i diversi cambiamenti ambientali vengono ripristinati automaticamente dopo un determinato periodo. Questo significa che un passaggio scavato nella roccia, alcune risorse raccolte o determinate strutture distrutte potrebbero tornare alla condizione originaria. Una soluzione comprensibile sotto il profilo della gestione tecnica, ma che riduce il senso di continuità e di conquista territoriale, soprattutto considerando l’obiettivo narrativo di riportare in vita un intero regno.

Costruzione e creatività: il vero punto di forza

Se c’è un elemento capace di distinguere realmente Enshrouded dalla maggior parte dei survival contemporanei, è senza dubbio il suo sistema di costruzione. Grazie a una struttura basata sulla tecnologia Voxel, il mondo non è semplicemente un insieme di ambientazioni da attraversare, ma uno spazio completamente modificabile, nel quale possiamo intervenire direttamente sulla conformazione del terreno. Possiamo scavare gallerie, ricavare stanze sotterranee, abbassare porzioni di terreno, demolire strutture e persino modificare intere sezioni del paesaggio per realizzare progetti architettonici personalizzati. La libertà concessa è sorprendente e permette di andare ben oltre la costruzione del classico rifugio necessario per sopravvivere.

Partendo da una semplice abitazione in legno, possiamo arrivare a realizzare villaggi articolati, castelli, fortezze, torri, edifici monumentali e insediamenti perfettamente integrati nell’ambiente circostante. La varietà dei materiali, delle superfici e degli elementi decorativi aumenta progressivamente grazie alle ricette sbloccate durante l’avventura e alle competenze degli artigiani che ospitiamo nella nostra base. Particolarmente apprezzabile è la possibilità di utilizzare il sistema Voxel anche per interventi più complessi, come la realizzazione di passaggi segreti, ambienti sotterranei e percorsi alternativi attraverso le montagne. Persino alcuni ostacoli incontrati durante l’esplorazione possono essere aggirati ricorrendo a picconi ed esplosivi, anziché seguire necessariamente il percorso previsto dagli sviluppatori.

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La costruzione è sufficientemente intuitiva anche per chi non ha particolare familiarità con questo genere di attività. I materiali possono essere prodotti in quantità generose e gli strumenti messi a disposizione permettono di gestire progetti articolati senza trasformare ogni operazione in un esercizio eccessivamente laborioso. Con il progredire dell’avventura diventano disponibili anche sistemi di gestione più evoluti, come i contenitori magici collegati ai banchi di lavoro, che consentono di utilizzare le risorse conservate senza doverle trasportare continuamente nell’inventario.

La versione 1.0 introduce inoltre un sistema logico che permette di collegare determinati dispositivi e attivare meccanismi attraverso interruttori, porte e altri elementi interattivi. Una funzionalità che amplia ulteriormente le possibilità creative, avvicinando l’esperienza a quella di una vera e propria sandbox. L’unico aspetto meno convincente riguarda la gestione degli elementi decorativi e degli arredi. A differenza delle strutture principali, che possono essere posizionate attraverso l’apposita modalità di costruzione, mobili, porte e numerosi oggetti devono essere prima realizzati presso le relative postazioni di lavoro e successivamente trasferiti nella barra degli strumenti. Una procedura funzionale, ma meno immediata di quanto sarebbe auspicabile, soprattutto quando si stanno realizzando edifici di grandi dimensioni.

Combattimenti e progressione del personaggio

Accanto alla costruzione e all’esplorazione, Enshrouded propone un sistema di combattimento che riprende numerosi elementi degli action RPG tradizionali. Possiamo utilizzare spade, asce, martelli a due mani, archi, bacchette e bastoni magici, ciascuno caratterizzato da peculiarità e modalità di utilizzo differenti.

Le meccaniche di base comprendono attacchi leggeri e pesanti, schivate, parate e contrattacchi. Particolarmente interessante è il sistema di stordimento: oltre alla normale barra della salute, gli avversari possiedono un indicatore che si riempie attraverso gli attacchi e le parate effettuate correttamente. Una volta raggiunto il limite, il nemico rimane temporaneamente vulnerabile, consentendoci di eseguire una potente mossa conclusiva.

La varietà degli avversari e dei rispettivi schemi d’attacco richiede comunque una certa attenzione, soprattutto quando ci troviamo ad affrontare gruppi numerosi o creature particolarmente resistenti. Le spedizioni nei dungeon e nelle aree contaminate possono diventare impegnative, rendendo spesso preferibile affrontare le situazioni più pericolose insieme ad altri giocatori.

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Il sistema di combattimento, tuttavia, non rappresenta il comparto più brillante della produzione. Le animazioni e le interazioni risultano talvolta poco incisive e alcune azioni restituiscono sensazioni meno precise di quanto ci si aspetterebbe. Inoltre, nonostante l’aumento della difficoltà e della varietà dei nemici, le dinamiche degli scontri tendono a rimanere piuttosto simili nel corso dell’avventura. Si tratta di un sistema divertente e sufficientemente funzionale, ma privo di quella profondità che avrebbe reso il titolo davvero unico nel suo genere.

A compensare parzialmente queste limitazioni interviene un albero delle abilità particolarmente ampio. La progressione non impone la scelta definitiva di una classe, ma permette di investire i punti ottenuti attraverso i livelli e la distruzione delle radici del Manto in numerosi percorsi specializzati. Possiamo orientarci verso uno stile da guerriero, privilegiare il combattimento a distanza, sviluppare le capacità magiche oppure investire in abilità dedicate al supporto e alla sopravvivenza.

Ogni ramo mette a disposizione potenziamenti passivi e capacità specifiche, tra cui doppi salti, attacchi speciali, abilità per le armi a due mani e schivate particolarmente efficaci. La possibilità di ridistribuire i punti permette inoltre di sperimentare combinazioni differenti senza essere vincolati a una configurazione prestabilita. Ne deriva un sistema flessibile, che lascia ampio spazio alla personalizzazione e permette di adattare il personaggio alle proprie preferenze.

Una componente cooperativa che valorizza l’esperienza

Sebbene Enshrouded possa essere affrontato interamente in solitaria, la possibilità di condividere l’avventura con altri giocatori rappresenta un valore aggiunto considerevole. La cooperativa permette di distribuire le attività, affrontare più agevolmente gli avversari e dedicarsi contemporaneamente a progetti differenti. Mentre un giocatore può occuparsi della costruzione e dell’organizzazione dell’insediamento, gli altri possono esplorare il territorio, raccogliere materiali o completare missioni. Questa suddivisione rende piacevole la gestione delle basi più elaborate e contribuisce a ridurre la ripetitività di alcune attività di raccolta.

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Anche gli scontri più impegnativi acquistano una dimensione differente quando affrontati in gruppo, soprattutto nei dungeon e contro i boss. La cooperativa non è comunque indispensabile per apprezzare la produzione, ma rappresenta probabilmente il modo più immediato per sfruttarne tutte le potenzialità. La possibilità di condividere le proprie creazioni e visitare gli insediamenti realizzati da altri utenti costituisce un ulteriore incentivo a sperimentare. Le costruzioni più elaborate dimostrano quanto il sistema Voxel possa essere sfruttato creativamente, trasformando il mondo di gioco in una vera e propria vetrina di progetti architettonici.

Comparto tecnico e direzione artistica

Dal punto di vista visivo, Enshrouded offre un risultato nel complesso gradevole. La tecnologia Voxel non compromette la qualità estetica degli ambienti, che presentano una buona varietà di forme, materiali, illuminazione e vegetazione. Ogni regione possiede una propria identità, passando da vallate verdeggianti e foreste rigogliose a zone paludose, territori montuosi e scenari vulcanici. La direzione artistica riesce soprattutto a valorizzare il contrasto tra la bellezza naturale di Embervale e l’atmosfera inquietante delle aree contaminate. All’interno del Manto, i colori assumono tonalità più cupe e l’ambiente restituisce una sensazione di pericolo costante. È proprio in queste situazioni che il comparto visivo riesce a esprimere al meglio la propria personalità.

Anche il comparto sonoro contribuisce efficacemente alla costruzione dell’atmosfera. La colonna sonora alterna melodie delicate e suggestive durante l’esplorazione a composizioni più tese nelle situazioni pericolose, senza risultare eccessivamente invadente. Gli effetti ambientali e le musiche accompagnano con discrezione le attività quotidiane, valorizzando tanto i momenti di tranquillità quanto le spedizioni più rischiose. Non mancano alcune imperfezioni tecniche, soprattutto nella gestione dell’intelligenza artificiale e nella ricerca dei percorsi da parte degli avversari, che in determinate circostanze possono rimanere bloccati negli elementi dello scenario. Si tratta comunque di inconvenienti circoscritti, che non compromettono generalmente la fruibilità dell’esperienza.

Conclusioni

Enshrouded è un survival ambizioso e particolarmente riuscito, capace di distinguersi grazie a un’eccellente combinazione di esplorazione, costruzione e progressione ruolistica. La vastità di Embervale, la varietà degli ambienti e soprattutto la straordinaria libertà offerta dal sistema Voxel garantiscono un’esperienza coinvolgente e una longevità considerevole.

Non mancano alcune criticità, tra cui un sistema di combattimento migliorabile, una gestione dell’inventario talvolta macchinosa e il ripristino automatico delle modifiche apportate al mondo esterno agli Altari della Fiamma. Limiti che, tuttavia, non compromettono i numerosi pregi della produzione.

Keen Games ha realizzato un’avventura ricca di contenuti e possibilità, capace di lasciare al giocatore la libertà di scegliere come vivere e trasformare il proprio mondo. Un titolo decisamente consigliato agli appassionati del genere e a chi cerca un’esperienza longeva, creativa e appagante.

Enshrouded è disponibile per PlayStation 5 e PC. Da inizio 2027 arriverà anche la versione Xbox Series S|X.

Enshrouded
Enshrouded
Pro
Grande libertà creativa
Esplorazione coinvolgente
Progressione ricca e appagante
Modalità cooperativa divertente
Contro
Combattimenti migliorabili
Inventario talvolta macchinoso
Modifiche al mondo non sempre permanenti
Qualche limite tecnico
8.5
Voto
Giovanni Arestia
Giovanni Arestia
Ingegnere informatico che tra un libro e un altro trova sempre il tempo per un film, un fumetto o un videogioco.

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