STEINS;GATE RE:BOOT – Analisi della versione Nintendo Switch 2

STEINS;GATE RE:BOOT sbarca finalmente su console.

Eccoci qua con un breve approfondimento dedicato all’arrivo di STEINS;GATE RE:BOOT su console, dopo l’uscita su PC avvenuta lo scorso agosto. Abbiamo avuto occasione di provare con mano su Nintendo Switch 2 questo remake di STEINS;GATE, che rinnova completamente il comparto grafico, collocandosi a metà strada fra l’episodio originale e il primo remake, intitolato ELITE, che integrava i filmati dell’adattamento anime del 2011.

Versione testata: Nintendo Switch 2

Avevamo già dedicato al gioco, in occasione del suo lancio estivo, una recensione completa, nella quale analizziamo i punti di forza e le debolezze di questa nuova riedizione, compresa la route inedita aggiunta per l’occasione e alla quale vi rimandiamo. Qua vogliamo concentrarci nello specifico sulle prestazioni della versione Switch 2, a nostro avviso la più interessante proprio per la sua natura portatile.

Con il lancio occidentale dei giochi su console sono stati risolti alcuni dei problemi noti più evidenti che affliggevano le versioni giapponesi, compromettendo in parte l’esperienza di gioco. Tra questi c’era il cosiddetto Text Crunch, un fenomeno che comprime il testo anziché adattarlo correttamente ai box di dialogo. È stato migliorato anche l’adattamento di alcuni elementi grafici del background, che prima comparivano esclusivamente in giapponese, risultando difficili da comprendere per l’utenza anglofona.

Il feedback ricevuto al lancio ha portato anche a modifiche sostanziali al sistema di notifiche relativo alle e-mail e messaggi sul cellulare, ora più chiaro e funzionale nell’indicare i momenti chiave per raggiungere il True Ending del gioco.

Sono presenti anche altri cambiamenti, più o meno significativi, che intervengono soprattutto nel migliorare qualità della vita e contribuiscono a rendere l’esperienza di gioco ancora più piacevole.

Ma è proprio su Switch 2 che STEINS;GATE RE:BOOT trova la sua dimensione ideale, grazie soprattutto alla possibilità di giocarlo in portatile. Una caratteristica che per il genere delle visual novel fa davvero la differenza, non soltanto per la libertà di poter leggere ovunque specie nei ritagli di tempo, ma anche per il maggiore comfort visivo rispetto alla fruizione su un monitor o sulla TV di casa.

Anche la mappatura dei comandi è stata ottimizzata per consentire l’accesso rapido ai vari sottomenu attraverso i pulsanti dedicati. In questo modo è possibile consultare la Tip List, il registro che raccoglie le parole più importanti e le relative spiegazioni, richiamare le funzionalità del telefono (Phone Trigger), attivare l’avanzamento automatico del testo o nascondere l’interfaccia per ammirare un artwork senza elementi della UI a schermo.

Le scorciatoie si assimilano rapidamente e, dopo pochi minuti di utilizzo, diventano parte della memoria muscolare del giocatore. Avremmo però gradito un maggiore sfruttamento delle funzionalità esclusive di Switch 2, come i controlli touch o, perché no, i comandi in stile mouse. Per una visual novel, il supporto al touchscreen sarebbe stato una scelta quasi scontata, integrandosi perfettamente con questo tipo di esperienza. La sua assenza non compromette certamente la qualità complessiva del gioco, ma avrebbe contribuito a renderlo ancora più completo e piacevole da utilizzare, soprattutto in mobilità.

Sul fronte grafico il gioco si comporta egregiamente ed è un piacere vederlo in movimento sul piccolo schermo di Nintendo Switch 2. I nuovi sfondi sono stati ridisegnati da zero e arricchiti da imperfezioni grafiche, tra aberrazioni e glitch, che sottolineano la natura instabile delle varie linee temporali, tema centrale dell’avventura. Anche i modelli dei personaggi sfruttano la tecnica dell’E-mote, un sistema di animazione bidimensionale che dona ai protagonisti movimenti più dinamici e credibili. Il risultato è generalmente convincente, grazie soprattutto alla naturalezza con cui prendono vita a schermo, anche se alcune animazioni risultano talvolta meno fluide e credibili.

Sul fronte della localizzazione non ci sono invece novità rispetto alla versione PC. STEINS;GATE RE:BOOT è interamente in inglese e propone il solo doppiaggio giapponese. Una scelta che preserva l’autenticità di un’opera profondamente radicata nella cultura pop nipponica, con la riproposizione di alcuni dei punti più iconici di Akihabara, come il Radio Kaikan, ma che rischia di diventare un ostacolo per chi non padroneggia la lingua, soprattutto considerando la complessità e la natura (pseudo) scientifica dei temi affrontati.

STEINS;GATE RE:BOOT rappresenta il secondo remake di STEINS;GATE e, con questa nuova edizione, recupera una formula stilistica più vicina a quella dell’opera originale, aggiornandola alle possibilità offerte dalle tecnologie grafiche moderne, come l’animazione 2D tramite E-mote. Ne nasce una visual novel rinnovata nell’aspetto, ma capace di conservare intatto il fascino che l’ha resa uno dei punti di riferimento del genere, con una storia che ancora oggi rappresenta una eccellenza dello sci-fi. La versione Nintendo Switch 2 è quella che consigliamo maggiormente, che pur senza la presenza dei controlli touch, rimane la scelta più indicata grazie alla sua natura portatile che si sposa alla perfezione con questo tipo di esperienze.

STEINS;GATE RE:BOOT è disponibile su console e PC.

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