Virtue and a Sledgehammer – La Recensione

Virtue and a Sledgehammer colpisce duramente con una storia ben scritta.

Cosa fareste per impedire a un vostro caro di fare qualcosa di sbagliato o molto grave? Sareste disposti a qualsiasi cosa pur di fermarlo, anche se questo dovesse voler dire ucciderlo? È su questi due dilemmi morali che si basa Virtue and a Sledgehammer, il nuovo gioco di Deconstructeam (The Cosmic Wheel Sisterhood) disponibile su PC dallo scorso 27 ottobre a poco meno di quindici euro. Per lo più si tratta di un walking simulator, ma la storia e i dialoghi sono il vero punto forte di tutta la produzione. Un racconto sulla perdita, sull’accettazione e sul futuro, di cui sono finalmente pronto a parlarvi in questa recensione.

Perdita

La protagonista di Virtue and a Sledgehammer si chiama Pratelle, è una donna matura e mascolina dotata per l’architettura. Il racconto parte in medias res, e troviamo Pratelle armata di un’enorme martello da fabbro, intenta a distruggere un villaggio apparentemente abitato da dei robot. La donna sta cercando la sorella, che si è nascosta in mezzo agli androidi a causa di ciò che è successo alla madre delle due. Passo dopo passo, colpo dopo colpo, Pratelle si farà strada tra le macerie per raggiungere la parente e svelarci il mistero dietro questo cammino di distruzione.

La storia di Virtue and a Sledgehammer è il punto forte dell’intera produzione, un racconto ottimo pieno di dialoghi pungenti e riusciti, capaci di interrogarci sulla nostra percezione di realtà e di cosa è giusto o sbagliato. Un thriller che si compone di numerosi pezzi, da scoprire spaccando tutto ciò che ci circonda con l’enorme martello da fabbro di Pratelle. Data l’importanza della narrativa, è doveroso precisare che non è presente l’italiano, e l’inglese utilizzato potrebbe essere complicato per chi non lo mastica quotidianamente.Il titolo dura poco più di tre ore, ed è condito da scelte metanarrative, una scrittura moderna capace di stregare e convincere fin dai primi minuti.

Rabbia

Come scrivevo in apertura, Virtue and a Sledgehammer è un Walking Simulator, le fasi di gameplay quindi sono ridotte all’osso e vi chiederanno semplicemente di sbarazzarvi degli androidi ostili e, se vorrete, di distruggere l’intero villaggio. Oltre all’analogico per camminare infatti, l’unico tasto da utilizzare è il dorsale per il martello che può sferrare colpi di tre intensità diverse. Il primo leggero, serve ad allontanare l’avversario; Il secondo, quello medio, si effettua tenendo premuto leggermente il pulsante, e serve a sbalzare via un gruppo o a danneggiare i muri; il terzo, il più pesante, viene sferrato dall’alto verso il basso e si effettua tenendo premuto a lungo il dorsale: si tratta della mossa più pericolosa, e serve per dare eventuali colpi di grazia ai robot troppo testardi. Ogni colpo ha un significato narrativo, e uno scopo. Il gameplay è semplice, pesante, e calare il martello si rispecchia nelle azioni di Pratelle. Il team è riuscito a trasmettere la rabbia della protagonista in ogni singolo colpo, trasformando l’intera esperienza in una Rage Room digitale. Chi cercherà un gameplay action rimarrà ovviamente deluso, ma non è ovviamente quello che voleva fare Deconstructeam con quest’esperienza.

I due colpi di martello più forti servono anche a sbloccare i ricordi di Pratelle o i numerosi frammenti degli stessi sparsi per la mappa, così da immergerci ulteriormente nella storia delle due sorelle.
In questi flashback, avremo la possibilità di dare risposte multiple alle domande che ci verranno poste, dando ulteriore spessore a Pratelle e al racconto generale. Virtue and a Sledgehammer ha due finali, ma entrambi sono accessibili in qualsiasi momento (una volta raggiunto il luogo del confronto finale), in una specie di loop metanarattivo che vi permette di ripetere le ultime sequenze di gioco.

Accettazione

Virtue and a Sledgehammer sfrutta un’estetica low-poly 3D in stile graphic novel, con un’atmosfera cupa, malinconica e fortemente d’impatto che punta quasi completamente sui colori freddi dell’ambiente e sulle sferzate rosse intense della protagonista. Il motore grafico gestisce la demolizione strutturale e visiva di edifici e ostacoli in maniera magistrale e, come già scritto, ogni colpo di martello è sentito con quanto succede a schermo. La colonna sonora è il tocco finale per questi quadri bicromatici, con brani cantati e musiche d’atmosfera che reagiscono con quanto succede a schermo. Le tre ore di gioco sono vive e avvolgenti, capaci di isolarci dalla prima all’ultima martellata anche per chi ha intenzione di fare un viaggio unico fino ai titoli di coda.

Virtue and a Sledgehammer è sicuramente tra i titoli che più ricorderò volentieri quest’anno. Forse per l’empatia con il racconto, forse per gli ottimi dialoghi o per un mix di entrambi, il lavoro di Deconstructeam ha lasciato un solco nella mia memoria, a colpi di martello. Incanalare la rabbia nella pressione di un singolo pulsante, così da accettare la perdita, le difficoltà della vita, e le proprie mancanze, è qualcosa che raramente viene espresso così bene in un videogioco, qualcosa di diverso e sicuramente non adatto a un vasto pubblico, ma che potrebbe facilmente toccare i tasti giusti per alcuni individui. Un trattato sul futuro tecnologico e su cosa resta di noi quando moriamo,scritto in maniera ottima e pungente. Il gioco giusto per questi primi week end di novembre.

Virtue and a Sledgehammer è disponibile per PC

Pro
Trama e dialoghi ottimi
Colonna sonora
Durata contenuta
Contro
Gameplay ridotto all'osso
L'inglese utilizzato potrebbe essere ostico per alcuni giocatori
8.2
Voto

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