Monster Hunter Rise – La Recensione

Il villaggio di Kamura ha bisogno del vostro aiuto. Pronti a combattere la Furia in Monster Hunter Rise?

Tre anni fa Capcom sdoganava la serie di Monster Hunter nel mercato mainstream. Per anni, pur facendo comunque numeri interessanti a livello di vendite, la serie veniva percepita come di nicchia, poco accessibile e per questo spesso snobbata a priori. Con World, complice il debutto su PlayStation 4 e Xbox (e successivamente PC), la serie ha raggiunto un bacino d’utenza maggiore, diventando in poco tempo una delle IP Capcom più vendute di sempre.

Merito anche del restyling operato al gameplay, che portava al gioco tutta una serie di “quality of life” che ne snellivano il gameplay rendendo certe meccaniche più digeribili anche ai più refrattari all’hunting game di casa Capcom.

Parallelamente a World, che intanto stava macinando successi su successi, compresa l’uscita di Iceborne, l’enorme espansione che portava il G-Rank (qua ribattezzato Master Rank) nel gioco, Nintendo Switch continuava la tradizione della serie, con il porting della versione Ultimate di Monster Hunter Generations, capitolo “old school” che celebrava i 10 anni del brand con uno dei titoli più profondi e ricchi di contenuti mai pubblicati.

Nonostante due giochi all’attivo, voci sempre più insistenti puntavano il dito sull’esistenza di un nuovo capitolo che vedeva il ritorno della serie in esclusiva su console Nintendo. Rumor che si è finalmente concretizzato durante il Direct dello scorso Settembre, con l’annuncio di Monster Hunter Rise, la cui uscita è prevista per il prossimo 26 Marzo (e su PC nel corso del 2022).

Dopo aver passato un centinaio d’ore su Monster Hunter Rise siamo pronti a parlarvene. Preparate i vostri equipaggiamenti, che la caccia abbia inizio!

Brand New World

[letsinfoup] Se Monster Hunter World è stato il titolo della svolta per la serie Capcom, a Rise spetta il banco di prova più difficile, quello di confermare le ottime qualità del gioco con un nuovo capitolo che riparta proprio da li e spinga la serie verso nuovi orizzonti. Nonostante tutte le buone intenzioni di World, che l’hanno aiutato a far breccia anche nei cuori di quell’utenza più casual, il processo di occidentalizzazione del gioco ha fatto perdere un po’ di quella magia che caratterizzava i vecchi capitoli, e quell’appeal verso il pubblico giapponese, da sempre lo zoccolo duro dei fan più incalliti.

Monster Hunter Rise quindi sembra compiere un passo indietro, ritornando a percorrere una strada più in sintonia con il proprio passato e le sue origini, ma senza per questo rinnegare quanto di buono fatto negli ultimi anni.

Ed ecco che ci ritroviamo nel villaggio di Kamura, noi, cacciatori novelli alle prese con i problemi quotidiani, nel difendere il villaggio dagli attacchi dei mostri e cercando di sopravvivere come meglio si può alla vita di tutti i giorni. Il nostro ruolo diventerà poi centrale all’interno di questa nuova avventura, quando al verificarsi della Furia, un’orda di mostri scatenati pronti a distruggere il villaggio, saremo chiamati a difendere la nostra casa e i suoi abitanti.

Con Rise, Capcom cerca di spingersi ulteriormente sul piano narrativo, con una storia maggiormente presente rispetto ai capitoli precedenti, e più caratterizzata per quello che riguarda eventi e personaggi. Quest’ultimi, spesso poco più che semplici NPC, vengono messi in risalto e resi protagonisti, conquistandosi addirittura un nome rispetto alle figure più anonime del passato.

Troviamo Fugen, l’anziano del villaggio che spende ogni secondo della sua vita a proteggere Kamura, Hojo, il paffuto capo della Gilda, che ci accoglierà a braccia aperte tra le fila dei cacciatori del villaggio, e le gemelle Hinoa e Minoto, che si occupano dei preparativi delle missioni, il cui ruolo sarà fondamentale per capire la cause relative alla Furia e al suo motivo scatenante.

Rispetto a World la storia si articola maggiormente, scindendo le due tipologie di missioni disponibili, ovvero quelle legate al Villaggio e le missioni della base di caccia. Questo permette di concentrarsi sulla storia affrontando dapprima proprio le missioni villaggio, che non solo ci permetteranno di apprendere al meglio tutti i segreti della caccia e di sbloccare nuove funzioni, ma anche di progredire nel racconto e scoprire qualche dettaglio di più sul problema della Furia. Nonostante la netta divisione fra le due tipologie di quest, si può notare come Capcom abbia lavorato per creare un unico racconto che si intreccia fra single player e multigiocatore senza stacchi troppo repentini fra i due ecosistemi, introducendo man mano i giocatori verso le meccaniche multiplayer in maniera fluida e continuativa.

Non farmi infuriare! 

Il piatto forte della storia sarà proprio la Furia, un particolare evento catastrofico che spinge diversi mostri ad attaccare con regolarità il villaggio, con l’intento di distruggerlo. Proprio a fonte di questo, gli abitanti di Kamura hanno eretto a protezione la Fortezza, un’arena su più livelli in grado di rallentare l’avanzata della calamità. Da sola però la Fortezza non basterà, ed è qua che entriamo in gioco noi, mettendo in campo le nostre abilità di cacciatori per respingere la Furia, solitamente capitanata dalla Grande Minaccia, un mostro Apex dominante e decisamente aggressivo.

L’introduzione delle missioni Furia cambia letteralmente il modo di giocare ed affrontare Monster Hunter per come lo conosciamo, trasformando il classico gameplay della serie in una sorta di tower defense.

Il nostro compito sarà quello di piazzare all’interno dell’arena alcuni strumenti di caccia, che ci serviranno poi per combattere l’orda in arrivo ed evitare che arrivi al villaggio. Avremo a disposizione delle balliste, capaci di ferire i mostri e di bloccarli con gli appositi proiettili sonici, i cannoni, ben più potenti e in grado di consumare le difese nemiche, o le torrette automatiche, vere e proprie gatling che possono tirare giù anche il mostro più minaccioso in un batter d’occhio. Esistono poi altri strumenti, che verranno gestiti in maniera autonoma dalla CPU, o delle trappole a tempo, che si ricaricheranno non appena saranno attivate. Non mancano l’iconica Ammazzadraghi e il Colpo wyvern frantumante, due risorse fondamentali da usare con la massima attenzione dato il lungo cooldown con i quali si ricaricano.

Essendo la Furia un evento estremamente particolare, anche gli abitanti di Kamura scenderanno in campo a darci una mano con azioni “one shot”, utilizzabili una volta per turno. L’uso degli strumenti è fondamentale, specie nelle prime fasi, dato che guadagneremo dei punti esperienza che ci permetteranno di accedere a strutture ben più resistenti e letali man mano che che ondate si susseguiranno e, progredendo nella Furia, potremo decidere di buttarci direttamente nella mischia ed utilizzare il nostro equipaggiamento quando il segnale di contrattacco verrà lanciato. In queste fasi la potenza d’attacco dei cacciatori aumenterà, consentendoci di attingere a tutto il nostro potenziale e infliggere danni ben più consistenti di quelli che otterreste con gli strumenti.

La Furia vi accompagnerà più volte nel corso della storia, scandendo gli eventi più importanti ed introducendo anche alcuni mostri non ancora presentati da Capcom, e che avrete il piacere di scoprire proprio qua. Una volta portata a termine l’avventura nella sua interezza, la Furia diventa un’attività perfetta per l’end game di Rise, dato che non solo vi consentirà di ottenere materiali e risorse in gran quantità, spendibili per la realizzazione di nuovi equip, ma potrete ricevere dei pezzi speciali per creare e migliorare l’arma Furia, un nuovo pezzo di equipaggiamento completamente personalizzabile, dal colore, alle abilità, passando per effetti ed elemento, e che mostrerà tutto il suo potenziale solamente quando l’avrete migliorata al massimo.

 

Sempre restando in tema di end game, Monster Hunter Rise differisce dai precedenti capitoli, e questo in parte è dovuto a come è stata strutturata la storia. Solitamente terminata l’avventura principale si aveva accesso a tutta una serie di attività secondarie, dalle semplici missioni aggiuntive, sbloccabili facendo salire il Grado Cacciatore, alle missioni evento a rotazione settimanale (come nel caso di World) o aggiunte mensilmente.

Nel caso di Rise questa parte viene a mancare, forse complice anche l’attuale situazione relativa al Covid-19 e all’impatto che ha avuto nel mondo dello sviluppo. Infatti gran parte dell’end game arriverà solamente a fine Aprile, con un aggiornamento che porterà nuovi mostri, una nuova porzione di storia che continuerà dal finale di Rise, e lo sblocco del grado cacciatore, al momento “fermo” a GC 7. Per quanto una scelta del genere possa spaventare, siamo invece sicuri che diluire i nuovi contenuti, che tra le altre cose sono completamente gratuiti, riesca a mantenere viva l’attenzione e la partecipazione sul gioco anche nei mesi successivi alla sua uscita, in maniera analoga a quanto avvenuto (sebbene con altre modalità) con Monster Hunter World.

Evoluzione della specie

Per quanto Rise possa sembrare agli occhi di un giocatore occasionale una versione 1.5 di World Iceborne, dal quale parte come base sul quale costruire il nuovo gioco, Monster Hunter Rise introduce numerosissime novità, e lo fa a partire da un rinnovato sistema di caccia.

Una volta scelta la propria arma, i cacciatori si ritroveranno subito a casa, con il feeling nel gameplay che non si discosta troppo dalla precedente uscita.

Pad alla mano, ci si accorge subito che in Rise è stato utilizzato un approccio che rivoluziona lo stile della caccia, e lo fa su più livelli a partire proprio dalle armi.

Ognuna delle 14 disponibili nel gioco ha subito varie modifiche, con alcune operazioni di rework abbastanza importanti come per il Corno da Caccia, o il Falcione Insetto (le due che abbiamo usato maggiormente durante la nostra prova). Cambi che saltano subito all’occhio, e prendendo in esempio proprio le due armi citate, obbligano il giocatore quasi a reimparare a giocare tenendo conto di tutta una nuova serie di dettagli come il motion value delle mosse, il danno e così via.

C’è da dire che forse Rise poteva essere l’occasione per introdurre anche una nuova tipologia di arma all’interno dei gioco, che se escludiamo la classe Prowler, nata e morta con Generations, è da ben 3 (5 se si escludono le espansioni) capitoli che non vede nuove introduzioni in questo ambito, al netto di tutte le modifiche apportate.

Una delle novità più impattanti però la troviamo con l’arrivo degli Insetti Filo. Questi insoliti insetti fanno il loro debutto proprio in Rise, andando ad impattare notevolmente sulla mobilità dei giocatori nell’area di gioco e sul combat system, in quanto potranno essere impiegati in battaglia per la realizzazione di alcune mosse uniche per ogni arma o per il recupero rapido del posizionamento. Nel primo caso, in maniera simile al rampino di Iceborne, gli Insetti Filo possono essere sfruttati per arrampicarsi e spostarsi liberamente all’interno della mappa, con azioni parkour che permettono di raggiungere qualsiasi posto in pochi istanti, semplicemente direzionando il nostro personaggio e sfruttando la spinta propulsiva dell’insetto.

Salta subito all’occhio quanto l’esplorazione delle mappe guadagni un maggior spessore, e pur non rubando il focus dalla caccia, sarete sempre stimolati nel trovare la scorciatoia migliore per raggiungere il mostro, o fare qualche deviazione per raccogliere un po’ di fauna endemica, anch’essa utile nel corso delle battaglie, in quanto a seconda del tipo di animaletto raccolto, il nostro personaggio riceverà dei buff, temporanei o persistenti, come l’aumento di attacco e difesa, o l’incremento delle barre relative alla salute o alla stamina.

L’esplorazione della mappa sarà anche un’occasione per imparare a conoscere i nuovi ambienti di gioco, e magari scoprire nuove aree dove allestire un accampamento aggiuntivo per eseguire un viaggio rapido, accorciando così le distanze con i mostri, o scoprire una delle tante reliquie ben nascoste, che ci forniranno un ulteriore sguardo sulla lore di Monster Hunter Rise.

Durante le battaglie invece gli Insetti Filo possono essere sfruttati (una volta che i relativi indicatori saranno al massimo) per un Attacco Fildiseta, mosse uniche disponibili per ogni arma che permettono di sfruttare maggiormente il potenziale del nostro equipaggiamento. Alcune mosse saranno di tipo supporto, attivando parate perfette o incrementando i valori di attacco dell’arma, altre invece aiutano il giocatore ad eseguire mosse evasive o a massimizzare i danni con potenti attacchi devastanti. Ogni mossa attingerà ad uno o due Insetti Filo, e fra un utilizzo e l’altro bisognerà aspettare un tempo di ricarica, evitando così situazioni di “spam” come nel caso del Clutch Claw di Iceborne.

Gli attacchi Fildiseta invece ci riportano con la memoria ad una situazione abbastanza simile, sebbene contenuta, degli stili di caccia di Monster Hunter Generations (dal quale pesca spudoratamente diverse movenze), e la sensazione aumenta una volta che, progredendo nell’avventura, si sbloccheranno le Abilità Scambio. Queste, ottenibili portando a compimento i relativi requisiti di sblocco, permettono di cambiare determinate azioni dell’arma in uso, sostituendo una delle mosse Fildiseta, o altri attacchi base e combo.

Un esempio lampante l’abbiamo avuto usando proprio il Falcione Insetto. Quello a cui avrete accesso nel gioco inizialmente, lo stesso che avevamo avuto modo di testare nella demo, offre una serie limitata di azioni, rendendolo come resa oggettivamente sotto le altre armi DPS. Grazie alle Abilità Scambio si potranno settare e sfruttare nuove mosse, come l’amato attacco in picchiata aggiunto in World, questa volta legato all’uso dell’Insetto Filo, capace di far tentennare qualsiasi mostro con il solo impatto.

La possibilità di personalizzare le mosse a proprio piacimento rende Monster Hunter Rise un titolo altamente flessibile ed adatto alle esigenze dei cacciatori.

Al momento trovano spazio 3 slot modificabili, ognuno dei quali consente di impostare 2 diverse mosse, e non è da escludere che nei prossimi mesi vengano introdotte nuove mosse scambio, magari con alcune quest dedicate. Sempre in combattimento potremo trarre vantaggio dalla Filocaduta, una mossa di recovery che consente di riposizionarsi in maniera rapida di fianco ad un mostro o di fuggire via in seguito ad una caduta, rendendo questo tipo di azioni molto più rapide ed efficaci, velocizzando ulteriormente i ritmi della battaglia.

L’Insetto Filo trova poi un terzo impiego, e riguarda il nuovo sistema di monta del Monster Hunter Rise. Abbandonata la precedente meccanica che favoriva l’uso degli attacchi aerei per cavalcare ed immobilizzare un mostro, in Rise debutta anche la Cavalcatura Wyvern, una nuova funzionalità che permette di intrappolare e controllare i mostri, così da poterli sfruttare a nostro vantaggio, magari per infliggere danni extra al mostro che stiamo cacciando, o sfruttare l’ambiente per farlo schiantare e bloccarlo momentaneamente.

La Cavalcatura Wyvern è un sistema che si piazza a metà strada tra la classica cavalcata e lo schianto a muro apparso in Iceborne, che in qualche modo va a ribilanciare l’abuso di tale mossa, che qua resta legata al solo insetto. È possibile attivare la Cavalcatura Wyvern anche grazie alla fauna endemica, utile nel nel caso si voglia bloccare il mostro fin dai primi istanti dello scontro. Nella Furia invece, ricorrere alla cavalcatura rappresenta invece un vantaggio tattico di grande importanza, vista la possibilità di contrattaccare i mostri nemici arrivando ad utilizzare perfino una mossa speciale dagli esiti devastanti.

Alla luce di tutte queste novità, Monster Hunter Rise appare un titolo dal gameplay appagante sia per i vecchi giocatori, che troveranno tante sfide con cui mettersi alla prova, sia i nuovi, che possono approfittare di Rise come titolo di ingresso nella serie. Profondo, appagante, e divertente da giocare in gruppo, Monster Hunter Rise vi strapperà via tutto il vostro tempo libero, dandovi indietro però tanta soddisfazione nel vedere che i vostri progressi e sforzi vengono ripagati ogni qualvolta completerete una caccia, magati migliorando i vostri tempi d’esecuzione.

 

[nextpage title=”Prosegui per la seconda parte della recensione”]

Prevenire è meglio per cacciare

Fino ad ora abbiamo parlato del refresh delle diverse armi, delle varie opzioni di personalizzazione e delle mosse ad esse dedicate, e avrete sicuramente capito la portata di tutte le modifiche introdotte in Rise.

Ma chi conosce bene Monster Hunter sa che la preparazione per una buona caccia parte dalla messa a punto del set. Mantenendo la stessa impostazione di World, in Rise ogni pezzo armatura vanta dei punti abilità, che se sommati tra loro consentono di ottenere alcuni bonus in battaglia, come ad esempio un incremento del danni critici, resistenze elementali, fino ad abilità specifiche per ogni singola arma. Ogni skill avrà degli step di attivazione che varieranno in base ai pezzi montati, e sarà possibile integrare determinate mancanze usando gli ormai consueti talismani o le gemme, che a seconda del grado, possono essere inserite negli slot vuoti delle armature.

Ed è qua che inizia la parte “matematica” di Monster Hunter, nella quale passerete gran parte del vostro post game per farmare i pezzi necessari per creare i set misti che possano aiutarvi ad avere performance migliori in battaglia. La componente di looting è una delle basi di Monster Hunter, fin dagli albori, e non dovrete scoraggiarvi nell’affrontare più volte lo stesso mostro alla ricerca del pezzo mancante, dato che tutto questo farà parte del “gioco”.

 

Per le gemme e i talismani invece torniamo ad una soluzione più affina alle vecchie generazioni, con le gemme craftabili spendendo i pezzi raccolti in battaglia, e i talismani, ottenibili solamente tramite le varie opzioni di fusione che si sbloccheranno man mano che progredirete nell’avventura. In termini di creazioni tutto questo cosa comporta? Sicuramente, legando i charms ad un sistema “nrg” dove il talismano ottenuto si basa solamente sul caso e sulla probabilità, l’aspetto gamechanging dei set lo ritroviamo proprio nei talismani e nella fortuna che avrete a trovare quello che vi serve in quel momento. Fondere il talismano desiderato vi consentirà di completare un’abilità di set togliendo l’onere all’armatura, che potrà così aprirsi a nuove opzioni. Altro aspetto fondamentale da considerare è che al momento non tutte le abilità sono ottenibili in tutti e tre i rami creativi (armatura, gemma e talismano) fattore che vi costringe a ragionare su quali pezzi combinare fra loro per la miglior resa possibile per quanto riguarda i danni complessivi.

Oltre alla Forgia per il cacciatore, nel villaggio di Kamura trova spazio anche quella dedicata ai vostri compagni. Il plurale è d’obbligo dato che con Rise diamo anche il benvenuto ai nuovissimi Compagni Canyne, una sorta di evoluzione della monta di Iceborne, che oltre a scorrazzarci velocemente per la mappa si uniranno a noi in battaglia affiancandosi ai già noti Felyne.

In entrambi i casi, Canyne e Feline ci forniranno supporto combattendo il mostro insieme a noi ed occupandosi della cura della squadra. Nell’ottica del danno l’impatto dei compagni non influisce in maniera così tangibile, ma specie nelle cacce in solitaria, sono un aiuto prezioso, in particolar modo se si sceglie la strada del supporto. La possibilità invece di usare il Canyne per spostarsi velocemente sulla mappa, mentre magari ne approfittiamo per curarci o affilare l’arma, va a netto vantaggio sul Felyne, che in Rise viene messo un po’ in disparte, in particolar modo durante le cacce multigiocatore. Si perché un’altra novità, questa volta relativa ai compagni, è che potremo portarcene uno in battaglia anche nelle cacce con altri giocatori, un canyne o un felyne a scelta vostra, e che si unirà al già gruppo, per un totale massimo di 4 cacciatori e 4 compagni.

Alla scoperta di Kamura

Kamura si rivela poi un villaggio pieno di sorprese, e il posto perfetto dove prepararsi per l’avventura. Oltre alle due armerie dedicate al cacciatore e ai suoi compagni, Kagero ci fornirà il suo aiuto vendendo oggetti e potenziamenti da portarsi in battaglia ed usare al momento opportuno, offrendoci di tanto in tanto ricompense per il recupero delle reliquie, o la possibilità di partecipare ad una lotteria speciale, e magari aggiudicarci un premio da esporre all’interno del nostro alloggio. Lotteria che è possibile anche attivare, per un massimo di 3 volte al giorno, usando gli amiibo.

C’è poi la mensa, gestita da Yomogi, una giovane chef che ci offrirà i buonissimi dango a coniglietto, gnocchi giapponesi dotati di vari potenziamenti e resistenze, da combinare fra loro e sfruttare prima di ogni battaglia. Sempre esplorando il villaggio è possibile accedere a due aree importantissime: la piazza compagni e l’area di addestramento.

La prima zona consente di arruolare compagni Canyne e Felyne, sceglierli in base al tipo di classe, per poi mandarli in missione con i Miaorcenari, una compagnia di avventurieri che vaga per il mondo alla ricerca di nuovi materiali, oppure facendoli allenare al dojo, così da livellare ed imparare nuove azioni da sfoggiare in battaglia. Sempre nella Piazza Compagni troverete l’attività di Rondine, una mercante che permetterà ad un massimo di 3 compagni di seguire le linee commerciali più battute alla ricerca di oggetti più o meno rari (l’equivalente della fattoria dei vecchi capitoli per capirsi).

Ma la novità più interessante del villaggio l’abbiamo nell’area di addestramento. Non solo adesso, una volta entrati in questa nuova zona, potremo testare le varie armi e set, magari attivando il manichino e i bersagli mobili per eseguire azioni specifiche, ma potremo interagire anche con gli altri compagni di squadra quando è attiva la comunicazione online. Infatti Capcom ha rivisto in toto le funzionalità del villaggio, allargando l’interazione multigiocatore a tutta Kamura e non più alla sola base di caccia. Così facendo sarà possibile allenarsi insieme agli altri giocatori connessi alla stanza ed usufruire di tutti i servizi presenti nel villaggio.

A proposito del multiplayer online, grazie a Nintendo e Capcom abbiamo potuto testare in anteprima tutte le funzionalità online di Rise insieme ad un gruppo di giornalisti delle varie testate di tutto il mondo. Se la demo non ci aveva convinto a pieno in quanto a fluidità del netcode, la versione finale di Rise invece ci ha rassicurato, dimostrando forte solidità dei server in qualsiasi situazione.

Sarà possibile creare stanze nelle quali accogliere gli amici tramite un sistema di inviti o accedendovi dalla lista dei contatti, oppure settarla in modo da essere accessibile ai giocatori di tutto il mondo, magari impostando obiettivi comuni, come la caccia di un mostro piuttosto che l’affrontare la Furia. Monster Hunter Rise integra anche un sistema un nuovo sistema basato sui “like”, che permettono, una volta assegnato uno, di rendere più facile l’accoppiamento e la ricerca degli stessi giocatori all’interno del network online. Ovviamente torna anche la cooperativa locale fino a 4 persone, funzionalità che si sposa alla perfezione con il gioco in mobilità.

L’assenza di un sistema di chat vocale però è una pecca che in un gioco basato sulla cooperazione si sente parecchio, rendendo difficile la comunicazione con gli altri giocatori, nonostante la presenza di un sistema di risposte rapide da usare all’occorrenza. In questo caso vengono in aiuto servizi di messaggistica esterna come Discord, grazie al quale è possibile creare dei server vocali con i quali interagire con gli altri cacciatori (magari invitandoli proprio grazie ai messaggi rapidi personalizzabili).

Un mostro di bellezza

Quello che veramente stupisce di Monster Hunter Rise è sicuramente il suo comparto grafico. Anche in questo caso la demo ci aveva dato un assaggio di alcuni mostri e della prima area di gioco, ma era solamente una piccola porzione delle capacità del RE Engine su Nintendo Switch.

Rise è un vero spettacolo, uno dei giochi tecnicamente più impressionanti che gira attualmente sull’ibrida di casa Nintendo.

Il frame rate era uno degli aspetti più critici di una produzione così importante su Switch, ed è stato proprio quest’ultimo ad offrirci più garanzie. Solido e fluido oltre ogni misura, resiste anche alle furie con 3 o 4 mostri a schermo contemporaneamente, mentre le uniche incertezze le dimostra solamente in poche occasioni, per lo più nelle aree dove il gioco deve gestire le riflessioni dell’acqua in maniera massiccia (casistica limitata solamente ad un paio di zone in tutto il gioco).

Anche il livello di dettaglio lascia impressionati per la cura e la mole di lavoro che il processore della console è chiamato a fare, con una resa visiva sempre impeccabile fra i mille effetti a video che si creano durante la caccia. Grazie ai filo insetti il gamemplay si velocizza, e a beneficiarne maggiormente è l’esplorazione, che trova nel level design un alleato prezioso. Le mappe, tutte ben estese e sviluppate su più livelli, premiano le nuove capacità del cacciatore (ad esempio quella di arrampicarsi e camminare su qualsiasi parete) consentendo di muoverci con estrema libertà, a 360° per tutta l’area di gioco. Mentre direzione artistica e level design sono promossi a pieno, meno convincente è l’uso di alcune pallette cromatiche un po’ smorte e poco sature, che appiattiscono un po’ i vari scorci del gioco, che avrebbero reso al meglio se aiutati da sfumature più sgargianti e meno monotone.

I nuovi mostri sembrano trovarsi a loro agio nelle nuove ambientazioni, come l’Almudron, il gigantesco leviatano capace di sprofondare nei terreni fangosi e creare rialzi con i quali spiazzare i cacciatori, o il Goss Harag, una feroce bestia zannuta che non esiterà ad entrare in uno stato di furia e farvi fuori con le sue poderose braccia ghiacciate. Letale come non mai invece si presenta il Magnamalo, il mostro flashship di Monster Hunter Rise che con il fuoco infernale che lo circonda sarà la prima vera sfida da superare in questo nuovo capitolo, prima di conoscere le vere minacce che vi aspetteranno nelle missioni di alto grado.

Proprio sul versante dei mostri, gran parte del design delle nuove creature pesca a piene mani dal folklore e dalla mitologia giapponese, ispirandosi agli yokai per dare vita a mostri che richiamano oni, karakasa e kappa (la stessa Furia si rifà alla credenza popolare dell’Hyakki Yako, una parata di Yokai che semina morte sul suo cammino), creature che si sposano alla perfezione con una direzione artistica che abbandona lo stile occidentalizzato di World per tornare ai temi dell’antico Giappone feudale dei capitoli old gen, decisamente più affascinanti e in linea con lo spirito della serie.

Monster Hunter Rise vede il ritorno anche del gioco in portatile, grazie alla doppia natura di Nintendo Switch e della controparte Lite. Qua Rise mantiene le stesse qualità della versione docked, e oltre all’inevitabile abbassamento di risoluzione dovuto alla scheda tecnica del pannello LCD della console, le performance restano comunque ottime anche in portabilità. Le uniche criticità riscontrabili le abbiamo però con i Joycon, mai troppo precisi nei controlli o nella risposta ai comandi, data la natura del gameplay molto action. E se nel caso della console Lite non si possa intervenire per migliorare la situazione, con il modello standard di Switch vi consigliamo vivamente di optare ad un paio di pad alternativi per il gioco in portatile (diamo per scontato che scegliate di giocare in docked sfruttando il Pad Pro di Switch) come lo Split Pad Pro di Hori, che restituisce al giocatore tutta la precisione necessaria durante il gioco in mobilità.

Anche la colonna sonora, a partire dai temi cantati da Minoto e Hinoa nella schermata iniziale del gioco ci indirizzano a sonorità antiche e misteriose, che continuano per tutto il gioco con le varie tracce dedicate ai singoli mostri, che vi accompagneranno durante le vostre cacce.

 

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In Rise troviamo un adattamento dei testi in lingua italiana, ma si perde il doppiaggio completo nella nostra lingua, in favore del classico giapponese, dell’immancabile inglese che qua stona viste le atmosfere, e dell’onnipresente lingua di Monster Hunter, l’incomprensibile idioma che da sempre caratterizza i dialoghi della serie.

 

Monster Hunter Rise sarà disponibile su Nintendo Switch dal prossimo 26 Marzo, e su PC nel corso del 2022.

Monster Hunter Rise – La Recensione
Monster Hunter Rise è un altro passo importante all'interno della serie di Capcom. Le novità in questo nuovo capitolo in uscita su Nintendo Switch non si sprecano e sono tutte di rilievo. In particolar modo l'introduzione dell'Insetto Filo permette nuove azioni sia in combattimento, diversificando lo stile di caccia delle varie armi, sia fuori dalla lotta nelle fasi esplorative. Anche la Furia è un'aggiunta interessante che offre un nuovo modo di cacciare in salsa Tower Defense. Per non parlare dell'ottima prova tecnica che il RE Engine compie su Nintendo Switch, proponendoci uno dei giochi graficamente più avanzati che ci siano passati tra le mani della console Nintendo. La nostra prova di Rise ha messo in evidenza le ottime qualità di un titolo che siamo sicuri farà la gioia dei fan, con tutte le novità che si porta dietro, mentre tutti i curiosi della serie troveranno numerosi stimoli per avvicinarsi a Monster Hunter per la prima volta. L'unico dubbio che abbiamo è sull'end game, sul quale potremo mettere mano solamente a fine Aprile, ma già dalle premesse, ci aspetta una stagione di caccia veramente intensa.
Pro
Tecnicamente uno dei migliori giochi su Nintendo Switch
La Furia è un'ottima modalità da giocare in compagnia
Le novità legate all'insetto Filo donano spessore al gameplay
Contro
Per vedere il vero end game di Rise bisognerà aspettare Aprile
L'assenza di una chat vocale si sente soprattutto nel multiplayer
In portatile i Joycon mostrano tutti i loro limiti
9.2
Voto

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