One Piece: Pirate Warriors 4 – La Recensione

pirate warriors 4

One Piece: Pirate Warriors 4 è il gioco di cui avevamo bisogno dopo anni di titoli mediocri dedicati all’opera di Oda.

È l’ora della rivalsa per i titoli su licenza di One Piece, grazie a Pirate Warriors 4. Ci sono voluti cinque anni per far tornare Omega Force a lavorare con i pirati di Eiichiro Oda, dopo l’esperienza maturata su console Nintendo con Hyrule Warriors e Fire Emblem Warriors. I Musou, la serie beat’em up creata dal team di Koei Tecmo, hanno da sempre pescato a piene mani dal panorama anime e manga, oltre che concentrare gli sforzi sulla guerra dei tre regni con i vari Dynasty Warriors.

Dimenticatevi quindi del pessimo Burning Blood, o dell’open world vuoto di World Seeker, perché per gli amanti di One Piece c’è un nuovo spensierato campione.

Disponibile dal 27 marzo su PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC, scopriamo insieme perché Pirate Warriors 4 segna la rivincita dei giochi su licenza dedicati alla ciurma di Cappello di Paglia.

Versione Testata: PlayStation 4 Pro

Pirate Warriors 4 rispiega le vele raccontando le saghe degli ultimi cinque anni dell’anime e del manga di One Piece. Similmente a quanto successo con Dressrosa nel precedente episodio, la saga di Wa, che è tutt’ora in corso, inizia fedelmente per poi svilupparsi in un contenuto originale. Vedremo quindi l’ultima battaglia con Kaido e Big Mom per aprire il confine e mantenere la promessa fatta al piccolo Momonosuke.

Nonostante non sia canonica, devo ammettere che questa Wa inedita è stata piacevole, regalando momenti in perfetta linea coi personaggi e presenze inedite che difficilmente vedremo nell’opera originale. Un vero peccato che il pezzo migliore della modalità storia (diario narrativo) sia nell’ultima parte di gioco, obbligandoci invece a ripartire da Alabasta.

pirate warriors 4

Posate torce e forconi, non mi azzarderei mai a disprezzare Alabasta, uno degli arc migliori di One Piece, ma proprio per questo insieme a WaterSeven – Enies Lobby lo abbiamo giocato e rigiocato fin dal primo Pirate Warriors. Non bastano le novità di questo quarto capitolo a farci tornare la voglia di rivivere queste due grandi saghe quando il post Time-Skip è stato solo accennato in Pirate Warriors 3.

Soprattutto se per rimetterle si sacrificano due arc dello stesso Nuovo Mondo, come l’Isola degli Uomini Pesce e Punk Hazard (che per dover di cronaca erano trattate nel terzo capitolo).
La sensazione che si prova per tutta la prima metà di gioco è un taglia e cuci furioso, atto solo a far vedere le nuove ambientazioni e la possibilità di avere a schermo ancora più personaggi rispetto al passato.

pirate warriors 4

Con la saga di Marineford le cose cominciano a cambiare, e la storia inizia a sembrare più solida, in quella che è forse la miglior rappresentazione ludica della guerra per salvare Ace. Dopo il time skip come già detto si vola direttamente a Dressrosa con tanto di torneo nell’arena, per poi passare a Whole Cake Island ed infine agli eventi iniziali della Terra di Wa.

Il problema più grosso è per l’appunto la forte presenza di tagli a momenti storici, raccontati tramite filmati statici con i modelli di gioco o con dei disegni. Un’esclusione di saghe che mi ha riportato ai tempi del primo capitolo, in cui veniva saltata completamente Thriller Bark con tanto di inner joke.

pirate warriors 4

Se però si presuppone che un fan di One Piece conosca la saga a memoria, la confusione della modalità storia passerà in secondo piano, anche grazie al già lodato contenuto inedito. Quando i filmati veri e propri prendono il posto delle scene fisse, Pirate Warriors 4 esplode riproponendo fedelmente quanto letto e visto nelle avventure di Rufy. L’utilizzo dei doppiatori ufficiali dell’anime poi, è il tocco aggiuntivo che aumenta la qualità finale del prodotto.

Voglio una ciurma di almeno dieci uomini

Chiusa la questione storia, possiamo finalmente dedicarci al gameplay vero e proprio e alle novità introdotte da Omega Force in questo nuovo capitolo. Il fulcro del gameplay resta sempre lo stesso di ogni musou, ogni personaggio utilizzabile (potrete scegliere tra una quarantina tra eroi e malvagi) dovrà farsi strada a forza di combo contro orde di nemici sacrificabili. Sacchi di carne comandati da personaggi leggermente più resistenti che rispondono a loro volta ai generali , i cattivi dello stage e della saga che state affrontando.

Lo scopo di ogni livello è completare tutte le missioni principali, che siano conquistare un presidio, proteggere un’altra unità o sconfiggere un determinato avversario, il tutto eliminando il maggior numero di nemici avversari nel più breve lasso di tempo possibile.
Omega Force ha pulito l’hub di gioco
, mettendo a schermo le quattro mosse principali di un personaggio, la barra della vita e la mappa con l’obiettivo. Il resto dello schermo è limpido e permette di seguire l’azione di centinaia di personaggi contemporaneamente.

Rimosse le azioni di ciurma, e anche i personaggi di supporto, sebbene possiate fare team o con un altro giocatore (in locale o online) o con la CPU. L’IA vi accompagnerà nelle varie battaglie, aiutandovi contro gli eserciti nemici e contro i boss. Pirate Warriors 4 riesce a mettervi a capo di una squadra di dieci elementi, proprio come l’iniziale sogno di Rufy. Questo aspetto da vita ad alcune delle battaglie migliori, ricreando esattamente il feeling di One Piece. Finalmente affrontare orde di Marine al fianco di Barbabianca acquista un nuovo senso.

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Un’altra novità introdotta in Pirate Warriors 4 sono le battaglie coi Boss giganti. Una delle caratteristiche di One Piece, è da sempre la sproporzione tra Rufy e i suoi avversari. Nel manga, il tutto è una metafora sulla potenza del personaggio, più è alto, più il suo potere è temibile. Omega Force ha cercato di portare all’estremo questo aspetto, mettendo in scena scontri con Big Mom e Kaido, ma anche con la forma Buddha di Sengoku che faranno sentire il giocatore minuscolo, almeno fino a quando non riuscirà a stenderli e farli crollare al suolo.

Leggi la Recensione di One Piece- Stampede

Con un cast di oltre quaranta personaggi utilizzabili, era d’uopo pensare che Omega Force avrebbe riutilizzato il negozio dell’esperienza, dove con i berry ottenuti durante le battaglie potevamo alzare il livello anche dei personaggi appena sbloccati.

Il team invece se ne è uscito con un nuovo metodo, probabilmente molto più efficace. Via i livelli veri e propri ora tutti i personaggi condividono una mappa di power up base da sbloccare con i drop degli stage per aumentare le statistiche o sbloccare nuove abilità passive. Ogni eroe poi, ha due mappe personali in aggiunta. Nella prima troviamo poche statistiche e nuove mosse (e forme laddove sia possibile trasformarsi); mentre nella seconda, sbloccabile dopo aver collaborato per qualche livello col personaggio in questione, ci saranno solo incrementi di statistiche.

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Passando al cast, Omega Force ha pescato a piene mani tra eroi e cattivi, cercando di dividerli in quattro categorie ognuna dotata di pro e di contro. Tra i nuovi personaggi, potremo finalmente utilizzare Kidd, e la sua abilità di raccogliere rottami da poter scagliare poi contro i nostri avversari.

Capone, altra new entry, può trasformarsi in un enorme castello aumentando esponenzialmente attacco e difesa. Carrot, la dolce coniglietta Mink, è in grado di scatenare potenti scariche elettriche a una velocità superiore a l normale, favorendo le speed run degli stage.

Tra le vecchie conoscenze invece, oltre Rufy che potrà accedere alle due forme del Gear Fourth (cambiando categoria), quello che ne è uscito più rinnovato è sicuramente Sanji. Il cuoco della ciurma rientra nel tipo volante, e grazie allo Skywalk, potrà scatenare tutta la sua potenza sia nei cieli che sul terreno, sempre a suon di calci infiammati. Molto buono anche lo sblocco dei personaggi: i principali si otterranno ovviamente durante la storia, per alcuni come Buggy o Mihawk ci saranno delle richieste specifiche, come ad esempio ricevere un determinato numero di S od ottenere un preciso quantitativo di k.o.

La varietà spinge il giocatore a provare tutti i personaggi, alimentando ulteriormente la longevità di Pirate Warriors 4.

pirate warriors 4

Ovviamente, per portare al massimo anche solo uno dei vostri personaggi preferiti, non vi basterà solamente la modalità principale, e dovrete investire del tempo anche Nel Diario del Tesoro, una serie di stage extra di difficoltà crescente in cui affrontare storie ipotetiche sui pirati del mondo di One Piece. Purtroppo l’offerta di Pirate Warriors 4 si ferma qui, con solo due modalità (più la libera che permette di utilizzar e un eroe a vostro piacimento negli stage della storia), ma per i completisti o per i cacciatori di trofei, il titolo offre circa una cinquantina d’ore d’intrattenimento quasi del tutto in linea coi precedenti.

 

Dal lato tecnico Pirate Warriors 4 è il miglior capitolo della serie, perché come già detto, riesce a muovere più di centinaia di elementi a schermo con un frame rate solido e stabile. I modelli dei protagonisti sono dettagliati e anche i costumi alternativi faranno la gioia dei fan.

pirate warriors 4

Il lavoro migliore però è stato fatto con le mosse speciali, ricreate fin nel minimo dettaglio, un must per il genere e la serie. Dove il titolo inciampa, è ancora una volta nella telecamera che in certi scontri (come ad esempio contro Pica) indugia negli angoli bloccandosi o tardando a sistemarsi. I testi del titolo sono in un italiano più o meno corretto e la galleria offre ogni tipo di riassunto e approfondimento sull’opera di Eiichiro Oda.

Dopo anni di strazi, con giochi poco memorabili o pessimi, e come unica salvezza il gatcha su mobile, Omega Force dimostra nuovamente che  il beat ‘em up 3d è il genere migliore per raccontare le avventure di Rufy, con buona pace dei detrattori dei Musou.

One Piece:Pirate Warriors 4 è disponibile dal 27 Marzo su PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC.

One Piece: Pirate Warriors 4
One Piece: Pirate Warriors 4 è il gioco che serviva per risollevare le tristi sorti dei prodotti su licenza basati sull'opera di Eichiiro Oda. Ci sono voluti cinque anni di tentativi per capire che il genere migliore per le avventure di Rufy è il beat'em up 3d. Un titolo rilassante con cui spegnere il cervello e scaricare un po' dello stress accumulato in queste settimane. Imperdibile per i fan di One Piece.
Pro
Tanti personaggi tutti differenti tra loro
Nuovo sistema di esperienza indovinato
Molto longevo e adatto ai fan
Contro
Gestione della storia disordinata
Telecamera rompiscatole in determinati stage
Caricamenti fin troppo lunghi
8
Voto