Paradise Killer – La Recensione

La vaporwave non è stata mai così misteriosa!

paradise killer

Il Consiglio è stato sterminato. Tutti i sospetti hanno un alibi solidissimo. Riuscirete a risolvere il mistero di Paradise Killer?

Questo 2020 videoludico continua a sorprenderci con uscite interessanti che provengono dal mercato indie. Fra i titoli più curiosi di quest’anno troviamo Paradise Killer, opera prima degli inglesi Kaizen Game Works, avventura grafica investigativa dall’estetica vaporwave che punta ad un gameplay basato sulla libertà d’azione.

paradise killer

Con Paradise Killer saranno riusciti a concretizzare le proprie idee? Scopritelo insieme nella nostra recensione.

Versione Testata: Nintendo Switch

 

Fuori dalle leggi del tempo e dello spazio della nostra realtà esiste un posto, un’isola, dove il Sindacato tenta di far risorgere delle divinità aliene sacrificando la vita dei cittadini dell’isola. Il rituale però fino ad ora è fallito, causando la comparsa di demoni all’interno dell’isola, avviando così un processo di reset verso una nuova “casa”, possibilmente perfetta, in un ciclo che si ripete ormai per la ventiquattresima volta.

Alle soglie di quella che potrebbe essere l’isola perfetta, in piena preparazione per il rituale di passaggio, l’intero Consiglio del Sindacato viene ucciso bloccando di fatto la migrazione. Ed ecco che tocca a Lady Love Dies, un’investigatrice che ha riottenuto da poco la sua libertà dopo un lungo periodo di esilio, indagare per scoprire la verità sulla morte del Consiglio ed avviare finalmente il passaggio verso la nuova Paradise Island.

L’impatto iniziale di Paradise Killer è dei più caotici, trovandoci in media res di fronte al fatto compiuto. Il Consiglio è stato sterminato e gli indizi a nostra disposizione non conducono da nessuna parte. Noi, nei panni di Lady Love Dies, una sagace investigatrice, dovremo battere a tappeto l’intera isola, racimolando prove ed indizi, e raccogliendo le testimonianze dei vari protagonisti di un’opera che sembra mettere in scena una versione vaporwave di Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie.

Paradise was killed

Tutti sono potenziali assassini, tutti hanno una valida ragione per essere coinvolti, ma al tempo stesso tutti hanno un alibi solido che li scagiona. Spetterà a noi cogliere delle discrepanze nel racconto. Trovare indizi che smontino il castello di bugie che protegge ogni sospettato ed arrivare così ad un giusto processo.

Paradise Killer si rifà ai capi saldi delle avventure investigative tornate alla ribalta in questi anni grazie a serie come Ace Attorney e Danganronpa. Proprio da quest’ultima Paradise Killer sembra essere molto ispirata pur mantenendo intatta tutta la sua originalità. Al contrario delle due serie citate, Paradise Killer basa tutta la sua struttura ludica sull’investigazione di Paradise Island, e lo fa scegliendo un approccio totalmente libero, dandoci la possibilità di esplorare un ampio sandbox, privi dei vincoli narrativi. Infatti dopo la breve introduzione iniziale, saremo liberi di affrontare il gioco come meglio si crede.

C’è una traccia da seguire, gli indizi raccolti ci porteranno verso una determinata direzione, ma noi avremo la possibilità di scegliere come affrontare il tutto.

Questo impatta sulla difficoltà generale del gioco, che di base non è generosa. Tutt’altro. Svelare una certa prova rispetto ad interrogare un personaggio piuttosto che un altro, può avere risolti diversi ed imprevisti nello sviluppo della storia, inficiando sulle tempistiche generali. Alcuni elementi sono ben celati e richiedono doti investigative degne del miglior Sherlock Holmes, altri saranno ottenibili solamente risolvendo alcuni enigmi, altri ancora interrogando i sospettati e sbloccando nuovi “topic” di discussione.

Aesthetic Intensifies

Quando saremo vicini a risolvere il mistero dell’omicidio, potremo tornare dal giudice di Paradise Island e fornirgli tutte le prove raccolte. Così facendo avvieremo il processo e sarà lui stesso a decidere chi è colpevole o innocente in base a quanto avremo scoperto. Rispetto al già citato Danganronpa, la parte processuale, che corrisponde all’epilogo del gioco, è più una formalità che altro, dato che ad un certo punto delle vostre indagini, a patto di aver seguito le giuste piste, avrete ben chiaro tutto il quadro della situazione. Al processo saranno decisi colpevoli ed innocenti, e le decisioni prese non saranno revocabili, traghettando il gioco verso la fine, e i protagonisti rimasti verso la nuova isola.

Come avrete capito il punto di forza di Paradise Killer è proprio la storia. Un’intreccio complesso, ricco di sottotrame e volutamente incentrato sui suoi protagonisti. E sono proprio loro ad emergere dal racconto. Figure affascinanti ma allo stesso tempo ambigue, guidate dai propri interessi in un mondo dove politica e religione si scontrano per dettare le leggi e guidare i popoli nel corso dei vari cicli delle isole.

Interrogando i sospettati empatizzeremo con loro, ed emergeranno nuovi dettagli che svilupperanno una trama orizzontale, permettendoci di scoprire di più sul background dei vari protagonisti e i segreti che celano.

Objection!

Per quanto l’avventura duri sulle 20/25 ore, in base a quanto ci metteremo a trovare la giusta pista che ci conduca al processo, è lodevole come il team si sia concentrato sulla caratterizzazione di storia e personaggi per tutta la durata del racconto.

A supporto delle indagini potremo utilizzare un avanzato computer che ci permetterà di raccogliere gli indizi e tenere traccia dei progressi fatti nelle indagini, così come hackerare le strutture informatiche dell’isola o risolvere semplici enigmi. Il gioco ci fornisce anche una mappa e un sistema di spostamento rapido, che fa di tutto per scoraggiarci ad usarlo, investendo in nostro tempo nell’esplorazione dell’isola. Sia sbloccare un punto di viaggio rapido, sia effettuare lo spostamento, richiederà al giocatore il pagamento di una quota, i Blood Crystal, ottenibili in gran quantità nel corso dell’avventura.

Sebbene non mancheranno mai cristalli da scambiare per attivare il fast travel, il backtracking è una prerogativa del gioco e se decideremo di affidarci ai servizi del taxi svuoteremo facilmente le nostre risorse.

Fortunatamente una volta presa familiarità con l’ambiente non ci metterete molto a spostarvi da una zona all’altra. Anzi muoversi a piedi, per quanto sia l’opzione meno invitante è l’occasione per scoprire nuove zone che potrebbero rivelarsi fondamentali per le nostre indagini.

Paradise Killer è un’ottima avventura grafica, forse uno dei prodotti più interessanti ed originali dai tempi dei primi capitoli di Danganronpa.

Cloudy with a Chance of Danganronpa

E a caratterizzare ulteriormente il gioco ci pensa il suo peculiare aspetto grafico. Il characters design sprizza stile da tutti i pori con un design glamour trash che sembra rifarsi alla plasticità delle pose dei personaggi di Araki (l’autore de Le Bizzarre Avventure di Jojo). Il tutto in un ambientazione surreale, che emerge dalle acque della “Aestetich Vaporwave”.

Non solo nelle grafiche a supporto del gioco ma in tutta una serie di elementi visivi, in particolar modo nella costruzione delle location, fra gigantesche statue dalle sembianze aliene, costruzioni che rimandano alla cultura egizia e greca e l’uso di materiali sfarzosi, come l’oro e il marmo abbinati a pallette cromatiche fluorescenti, che accecano la vista.

L’avventura si svolge completamente in prima persona, con un’ottima performance su Nintendo Switch che permette di godersi a pieno il gioco senza grossi problemi. Il frame rate resta per lo più stabile, le ambientazioni per quanto peculiari sono ben dettagliate, così come la resa dei materiali rispecchia le aspettative. Forse la risoluzione in docked appare un po’ più bassa del dovuto, con un lieve effetto sfocato negli elementi in lontananza, che sparisce se si decide di giocare in portatile, forse il modo migliore per fruire di Paradise Killer.

 

Anche la colonna sonora ci mette del suo, con una selezione di brani che sembrano essere pescati da una delle tante “lofi hip hop radio”. Una ost dai tratti rilassanti, fatta di beat lenti e cool jazz, sonorità che vanno a braccetto con il concetto di vaporwave usato dal comparto grafico.

In ultima analisi invece troviamo i testi di Paradise Killer, presenti unicamente in lingua inglese. Questo potrebbe essere un grande ostacolo per chi non lo mastica bene, data la complessità della scrittura dei dialoghi, con terminologie non proprio alla portata di tutti.

Paradise Killer è disponibile su Steam e Nintendo Switch dallo scorso 4 Settembre al prezzo di 19,99€.

Paradise Killer
Paradise Killer è un ottima avventura grafica investigativa. Kaizen Game Works è stata abile nel prendere una situazione classica del genere giallo e di cucirci attorno un vestito tremendamente originale sotto tutti i punti di vista. La libertà data dall'esplorazione e all'approccio del caso permette al giocatore di creare una propria linea investigativa senza vincoli dettati dal gioco stesso, complicando solamente le cose a seconda dell'ordine delle scoperte fatte. C'è tanto backtracking, e gran parte del tempo lo passerete a rincorrere i vari testimoni pur di strappargli nuovi indizi, ma per quanto possa sembrare snervante, è un aspetto che nel bene o nel male fa parte del gioco, e lo caratterizza. L'estetica vaporwave è un altro aspetto che sottolina l'originalità Paradise Killer, un punto fermo per chi è a secco di avventure sulla falsariga di Danganronpa o Ace Attorney.
Pro
Intreccio narrativo complesso e ben strutturato
Estetica vaporwave intrigante
L'approccio libero all'avventura rende tutto pià stimolante
Contro
La complessità dei testi potrebbe mettere in difficoltà chi non mastica l'inglese
Backtracking massiccio e gestione dei fast travel non proprio convincente
8.8
Voto