Kazutaka Kodaka torna sulle scene con una nuova visual novel multi-genere!
Quando si parla di visual novel, Kazutaka Kodaka è sicuramente una delle figure di riferimento del genere. Fresco degli ottimi riscontri ottenuti con The Hundred Line – Last Defense Academy, realizzato con un altro “mostro sacro” che porta il nome di Kotaro Uchikoshi (l’autore della serie di Zero Escape), quest’anno abbiamo l’occasione di mettere mano a una nuova avventura narrativa del creatore di Danganronpa, l’intrigante Shuten Order.
Chi conosce Kodaka sa delle sue incredibili abilità nel creare personaggi iconici e storie dai risvolti inaspettati, e per mantenere alte queste aspettative con Shuten Order decide di andare in “all-in”. Se con The Hundred Line le ambizioni erano titaniche, puntando alla creazione di oltre 100 finali diversi, qui l’idea alla base del gioco sta nello stravolgere la formula delle classiche visual novel, inglobando al suo interno quanti più possibili gameplay per creare un titolo decisamente unico nel suo genere.
Disponibile dal prossimo 5 settembre su Nintendo Switch e PC, è arrivato il momento di scoprire Shuten Order nella nostra recensione.
La storia ha inizio con l’assassinio della Fondatrice dello Shuten Order, una setta religiosa che predica la fine del mondo e impone ai propri seguaci dogmi rigidi e intransigenti. La crescente fama dell’organizzazione, unita al numero sempre maggiore di fedeli, ha trasformato lo Shuten Order in una sorta di stato indipendente, con leggi e regole proprie. Un potere così vasto da essere percepito all’esterno come una minaccia, tanto che un gruppo sovvertivo chiamato gli Eretici ha iniziato a organizzare azioni costanti con l’obiettivo di smantellare l’ordine.
La morte della Fondatrice non era stata prevista, ma un potere divino la reincarna nel corpo di Rei Shimobe, la protagonista del gioco. Il suo compito sarà scoprire l’identità di chi l’ha assassinata e ucciderlo, ma avrà a disposizione soltanto quattro giorni per farlo, prima che gli effetti del “potere di Dio” svaniscano. Ad accompagnarla in questa corsa contro il tempo ci saranno Himeru e Mikotoru, due angeli messaggeri di Dio incaricati di guidarla nel recupero dei ricordi perduti e nelle indagini sul mistero della sua morte improvvisa.

Nonostante la perdita di memoria, avremo però un punto di partenza per le nostre investigazioni: interrogare i cinque ministri dello Shuten Order per scoprire chi tra loro ci ha tradito e compiuto l’atto estremo che ci ha condotto dritti alla morte. Ed è proprio qui che Shuten Order mostra la sua personalità multipla, suddividendosi in cinque differenti archi narrativi, ciascuno dedicato a uno dei sospettati, con un gameplay unico. Ogni arco può essere affrontato nell’ordine che si preferisce, offrendo al giocatore piena libertà di scelta su come gestire questa avventura. È complicato però scendere troppo nei dettagli della storia senza incorrere in evitabili spoiler, ma proveremo a darvi un’idea generale del concetto di esperienza multi-genere e di quello che vi aspetta nel gioco, una volta finito il prologo e scelto quale fra i cinque percorsi completare.
Nella storia dedicata al Ministro della Salute dovremo sopravvivere a un diabolico “death game” orchestrato da un misterioso mastermind, che ha imprigionato Yugen Ushitora, uno dei sospettati, all’interno di una struttura insieme ad altri giocatori. E toccherà a noi riuscire ad arrivare incolumi alla fine del gioco, cercando non solo di salvare la vita del ministro per interrogarlo, ma anche di fargli confessare il crimine commesso nei nostri confronti. Qua le atmosfere rimandano inevitabilmente a quelle di Danganronpa e Zero Escape, con tanto di puzzle da risolvere e scelte da prendere che potrebbero, in caso di errore, costarci la vita.

Il mistero è un tema che lega più o meno tutte le avventure di Shuten Order, ma in quella del Ministro della Giustizia dovrete vestire i panni di detective per scoprire il colpevole di un omicidio legato alla ricca famiglia Kukuri, e come sempre il nostro scopo sarà quello di arrivare alla verità per confrontarci direttamente con Kishiru Inugami, il ministro. Fra interrogatori e deduzioni che ci permettono di analizzare le varie deposizioni, ci troveremo ad affrontare una sorta di versione macabra di Ace Attorney.
Altro cambio di genere, questa volta si viaggia nel campo delle visual novel in purezza, con un’avventura multi-prospettica. Diretti nel laboratorio di ricerca del Ministro della Scienza Teko Ion, verremo interrotti da un attacco terroristico da parte degli Eretici. Da questo momento vivremo il racconto dal punto di vista dei vari personaggi coinvolti, ognuno dei quali avrà una flowchart (una timeline degli eventi) che, in base alle scelte fatte, permetterà di avanzare in determinate ramificazioni narrative, influenzando non solo gli eventi ma il destino dei protagonisti e che ci condurranno a un epilogo ricco di sorprese.
La storia dedicata al Ministro dell’Educazione tenta invece di smorzare un po’ i toni drammatici di Shuten Order proponendo un’avventura romantica e “leggera” sullo stile dei simulatori di appuntamenti alla Tokimeki Memorial, cercando di rafforzare il legame di affezione con le tre protagoniste del racconto, tra cui compare anche Honoka Kokushikan, una delle sospettate della nostra morte.

L’ultima del gruppo invece si differenzia dalle altre spezzando la routine da visual novel con un gameplay più attivo. In compagnia del Ministro della Sicurezza Manji Fushicho dovremo seguire le tracce di un leggendario assassino, il killer Nephilim, che da anni uccide le sue vittime cavandogli gli occhi. Qua, oltre alle fasi narrative che portano avanti il racconto, dovremo addentrarci all’interno di lugubri edifici sfruttando una visuale dall’alto e cercando di non finire tra le grinfie di Nephilim, in una dinamica stealth che ci porterà ad agire nell’ombra superando le ronde dell’instancabile assassino.
Ognuno dei cinque racconti si sviluppa in maniera autonoma, prendendo derive inaspettate che serviranno a gettare le basi di una trama orizzontale che lega le vite e i destini dei ministri dello Shuten Order. Qua Kazutaka Kodaka sfrutta queste storie per permetterci di scoprire di più sui protagonisti del gioco, uno spot sulle loro personalità e i loro intenti che si focalizza a decostruire la figura del “super”, del personaggio dotato di qualità incredibili e fuori dal comune, che in Shuten Order si ribalta e diventa un cattivo. Temi come la disperazione e la speranza, l’amicizia e l’amore, vita e morte, sono un leitmotiv di Kodaka che riaffiorano anche in Shuten Order, contribuendo a plasmare non solo la storia ma i suoi personaggi. Anche il tropo del protagonista senza memoria, qui, acquista connotati decisamente ambigui per la sua natura di leader illuminato di una setta che predica il dogma della morte, portandoci più volte a chiedere se il nostro operato sia nel giusto o meno, così come la figura degli angeli che saranno lì ad assisterci, e sulle ragioni di quel Dio che ci ha donato nuovamente la vita e che, dietro le quinte ne muove i fili.
Le varie storie servono anche a fornirci dettagli importanti sul background dello Shuten Order, dalla sua genesi alle ricerche portate avanti dai suoi Ministri, così come lo scopo ultimo dell’ordine, la fine del mondo, un reset dell’umanità che sembra quasi inarrestabile. A differenza di altre visual novel simili, alla fine di ogni storia ricominceremo da un punto preciso del racconto, quello che precede la scelta di una delle cinque route, senza che il protagonista abbia memoria dei progressi fatti. Starà quindi a noi rimettere insieme i fatti ed arrivare alla soluzione del mistero completando i vari racconti, fino ad aprirci la strada verso il lungo epilogo di Shuten Order.
Forse uno degli aspetti più sfiancanti di Shuten Order è la tendenza alla prolissità, con alcuni passaggi che allungano, forse eccessivamente, lo sviluppo degli eventi. È il caso della storia con protagonista il Ministro della Scienza, la cui durata potrebbe essere quasi equiparata a quella di una visual novel completa. Anche nella fase finale del racconto si percepisce questa tendenza del dover ripercorrere gli eventi e fare più volte il punto della situazione a causa dei continui ribaltamenti e colpi di scena, rischiando di far perdere l’attenzione del giocatore, che non aspetta altro che arrivare alla conclusione e svelarne il mistero.

Pur essendo una visual novel, Shuten Order non disdegna lo stile e si affida alle abili mani di Simadoriru, artista e illustratore che collabora con Kodaka dai tempi di Danganronpa, contribuendo a definire lo stile visivo di diversi titoli di Too Kyo Games, tra cui Master Detective Archives: RAINCODE e The Hundred Line. Qua, in Shuten Order, adotta un design fresco e ben caratterizzante per tutti i protagonisti del gioco e gli innumerevoli personaggi secondari, senza lasciare mai indietro nessuno in termini di stile. Per lo più 2D, il gioco si affida a vari espedienti grafici per accompagnare il racconto, fra schermate statiche, brevi animazioni e semplici inserti in 3D, come il labirinto esplorabile della sezione escape room alla dungeon crawler in prima persona, o le viste a volo d’uccello nelle fasi stealth.
Immancabile invece l’operato di Masafumi Takada, che con le sue musiche è diventato un marchio di fabbrica nelle avventure di Kazutaka Kodaka, creando ormai una continuità identitaria facilmente riconoscibile al primo, semplice ascolto.

Tutta l’avventura è disponibile in lingua inglese, supportata da un ricco doppiaggio originale giapponese. L’assenza dell’italiano, insieme alla mole di righe di testo presenti, può scoraggiare i meno avvezzi o chi ha problemi di comprensione, diventando di fatto un ostacolo insormontabile. Qualche problema, che probabilmente verrà sistemato con l’uscita del gioco, lo avviamo con la dimensione di alcuni baloon di testo, stranamente tagliati oltre la schermata di gioco risultando illeggibili. in caso però si perda qualche dialogo, è possibile accedere ad una pratica finestra riassuntiva, dove vengono archiviati tutti i log del gioco.
Kazutaka Kodaka e il suo team confezionano un’altra incredibile storia, una visual novel dall’approccio unico e dal racconto ambizioso. L’idea di un’avventura multi-genere è quanto mai fresca, mentre la presenza di decine di personaggi surreali e l’ambiguità dei protagonisti sono gli ingredienti di un gioco di successo, su cui avevamo pochi dubbi. Kodaka si riconferma maestro dell’inganno narrativo, un abile storyteller e un geniale game director, che mette anima e cuore in ogni progetto. Da fan e appassionati di questo tipo di visual novel, non possiamo quindi che apprezzare molto questo tipo di opera. Resta forse il dubbio che alcuni passaggi avrebbero potuto essere resi meno “pesanti”, accorciando i momenti più prolissi, mentre ci dispiacciamo per chi, a causa dell’assenza della lingua italiana, rischia di perdersi questo fantastico racconto del mistero.