Il Festival Horizon si sposta in Giappone!
Sono passati ben 14 anni dal debutto di Forza Horizon su Xbox 360, lo spin-off della serie Forza Motorsport che ha rivoluzionato per sempre i giochi di guida arcade. In questi anni Playground Games ha portato il festival Horizon in alcune delle location più suggestive del globo, dal Messico all’Australia, passando per la Gran Bretagna e attraversando più generazioni di console.
Dopo anni di richieste da parte dei fan, finalmente la serie approda in Giappone, la terra delle corse clandestine, delle derapate e del tuning. La patria di Initial D e di quella sub-cultura motoristica che ha dato vita a opere diventate simboli intramontabili per tutti gli appassionati delle quattro ruote.
Potete quindi immaginare l’hype smisurato attorno a questo nuovo capitolo e la voglia di mettersi al volante per sfrecciare tra le strade illuminate di Tokyo. Allacciatevi le cinture, perché è arrivato il momento di partire con la nostra recensione di Forza Horizon 6.
Versione Testata: Xbox Series X
La formula la conosciamo ormai bene. Arrivati in Giappone, il nostro obiettivo sarà fin da subito quello di ottenere un invito per l’Horizon Festival e, una volta entrati, superare le Horizon Invitational per scalare i ranghi del festival fino a diventare una vera leggenda delle quattro ruote.
Di base, Forza Horizon 6 ripropone la collaudatissima modalità carriera già vista nei precedenti capitoli. All’interno della mappa, che ricrea una versione romanzata di Tokyo e delle sue aree suburbane, vengono proposte numerose competizioni che aumentano progressivamente man mano che si avanza nel festival.
La varietà degli eventi resta uno dei tratti distintivi della serie. Si passa dalle classiche gare su strada, tra circuiti e percorsi itineranti, alle competizioni su sterrato dove mettere alla prova le proprie abilità con le auto da rally, fino alle adrenaliniche Cross Country che abbandonano i limiti imposti dai tracciati per lanciarsi in sfide fuoristrada a tutta velocità, dove sportellate e guida sporca sono all’ordine del giorno. Sbloccando le varie regioni di questo Giappone fittizio si renderanno disponibili anche numerose attività secondarie, tutte costruite attorno alle abilità al volante. Ritornano quindi zone derapata, autovelox e salti spettacolari, con l’obiettivo di ottenere il punteggio massimo e conquistare ricompense sempre più rare. Proprio il sistema di progressione è stato leggermente rivisto e valorizza praticamente ogni attività svolta in gioco. Gare vinte, acrobazie, esplorazione e sfide completate permettono infatti di accumulare punti esperienza utili a sbloccare bonus di ogni tipo, tra nuove auto, vestiti per il proprio avatar e personalizzazioni estetiche per i veicoli, inclusi gli immancabili clacson folli che ormai sono diventati una piccola tradizione della serie.

Una volta completate le gare necessarie e ottenuto il braccialetto del rango successivo, si apriranno le porte degli Eventi Braccialetto, le competizioni più spettacolari dell’intero Horizon Festival. È qui che Forza Horizon 6 dà il meglio di sé, mettendo in scena gare fuori di testa contro il Bullet Train, ovvero lo Shinkansen, aerei, razzi e persino un gigantesco mech chiaramente ispirato al Gundam di Odaiba, che si guadagna il titolo come uno dei momenti più altri di tutta la serie Horizon.
Ma in un capitolo ambientato in Giappone non potevano certo mancare le gare Touge, le leggendarie sfide clandestine tra i passi di montagna rese iconiche da Initial D. Ed è proprio qui che il gioco riesce a conquistare gli appassionati di cultura motoristica giapponese, proponendo intense battaglie uno contro uno su strade strettissime e ricche di curve a gomito da affrontare a sangue freddo e a tutta velocità.

Ci sono poi momenti più rilassati che esulano dalla pura competizione, concentrandosi invece su un approccio più esperienziale. Le Storie rappresentano infatti uno dei contenuti più interessanti di Forza Horizon 6, una serie di missioni che alternano narrazione e gameplay per accompagnarci alla scoperta delle curiosità del Giappone e della sua cultura automobilistica. Tra tour guidati, gare di drifting, sessioni di tuning e shooting fotografici, il gioco riesce a raccontare con tono quasi documentaristico la passione nipponica per i motori. Il tutto è confezionato con estrema cura e con una passione palpabile che mette sempre al centro le automobili e l’amore per questo mondo, celebrandone ogni singolo aspetto per tutta la durata dell’avventura. Ed è incredibile come Forza Horizon 6 riesca a non stancare mai, proponendo gare e attività in continuazione senza spegnere la curiosità del giocatore e la voglia di scoprire qualcosa di nuovo.
Perché Forza Horizon non è soltanto velocità e competizione. La serie permette anche di vivere il gioco in maniera più rilassata, semplicemente salendo in macchina e sfrecciando lungo le strade della mappa per godersi un mondo ricco di dettagli, capace di cambiare volto a ogni ciclo stagionale e pronto a sorprendere continuamente con scorci mozzafiato. Persino una semplice attività secondaria come quelle del Raku Raku Express, una compagnia di food delivery, riesce a trasformarsi in un tassello memorabile dell’esperienza. Guidare un minuscolo van per le consegne tra i vicoli di Tokyo, cercando di recapitare un pasto prima che si raffreddi o evitando di danneggiarlo durante la corsa, diventa uno di quei momenti leggeri ma incredibilmente caratteristici che danno personalità all’intera produzione.

La vera “forza” di Horizon resta però il suo sistema di guida arcade, impeccabile e semplicemente divertentissimo. Pur allontanandosi completamente dall’anima simulativa di Forza Motorsport, ogni vettura mantiene una propria identità ben definita, con una pesantezza e un feeling che si percepiscono chiaramente attraverso il pad. Passare da una vettura pensata per la pista a una da rally o a un’auto preparata per le gare Touge restituisce sensazioni completamente differenti, pur restando all’interno di un’impostazione fortemente arcade.
Per chi desidera approfondire ulteriormente l’esperienza, il gioco mette inoltre a disposizione un sistema di personalizzazione estremamente scalabile, capace di soddisfare sia i neofiti sia gli aspiranti meccanici, permettendo ad ogni giocatore di costruire la propria esperienza di guida ideale.
E parlando di contenuti, questo nuovo capitolo si presenta probabilmente come uno dei più completi dell’intera serie. Al lancio saranno disponibili ben 550 vetture, acquistabili o ottenibili tramite i vari sistemi di ricompensa, tutte da collezionare ed esporre nei garage delle abitazioni personali, che grazie a un sistema simil-housing permette di personalizzare il proprio garage nei minimi dettagli, trasformandolo nella vetrina definitiva della propria collezione.

Ad accompagnare i mesi successivi al lancio ci penseranno poi gli immancabili eventi stagionali. Sebbene non fossero presenti nella versione da noi testata, prendendo come riferimento i precedenti capitoli è facile immaginare un supporto costante fatto di nuove gare, sfide e contenuti extra pensati per mantenere viva la community di Forza Horizon. Una volta conquistato il Festival Horizon e dominato le strade del Giappone, sarà naturale lanciarsi in Horizon Play, la modalità online che raccoglie gare ed eventi multiplayer contro piloti provenienti da tutto il mondo. Ma il comparto online non si limita alle sole competizioni classiche. Essendo costruito come un open world costantemente connesso, durante l’esplorazione vi capiterà spesso di incontrare altri giocatori impegnati nelle proprie attività o semplicemente intenti a girare per la mappa.
Grazie al sistema delle carovane potrete invitarli nel vostro gruppo e affrontare insieme sia le gare della campagna sia quelle online, scegliendo se collaborare in modalità cooperativa sommando i risultati del team oppure sfidarvi direttamente nelle competizioni PvP, dove l’unica cosa che conta è tagliare il traguardo per primi.
La nostra esperienza online si è concentrata soprattutto sulle attività cooperative e sulle carovane, anche perché al momento della recensione i server risultavano ancora poco popolati e frequentati principalmente dalla stampa specializzata. Nonostante questo, il comparto multiplayer si è dimostrato già solido e in linea con quanto visto nei precedenti capitoli, compreso il ritorno del sistema di penalità online pensato per garantire gare più pulite ed evitare i classici comportamenti scorretti come i rimbalzi volontari contro le barriere laterali.
E se tutto questo non dovesse bastarvi, entra in gioco il Centro Creativo, un editor enorme dedicato alla creazione di eventi, livree e sfide personalizzate. Uno strumento ricchissimo che permette di dare libero sfogo alla fantasia costruendo circuiti, gare ed esperienze completamente originali da condividere con l’intera community.
Forza Horizon 6 è letteralmente il giocattolo perfetto per chi ama i giochi di corse e vuole semplicemente divertirsi e questo nuovo capitolo racchiude tutto il meglio dei precedenti episodi, arricchendolo con nuove esperienze di guida e celebrando costantemente l’amore per le automobili e per la cultura motoristica.

Forza Horizon è ormai una serie unica nel suo genere, capace di raggiungere un livello di perfezione tale da rendere difficile trovare veri difetti all’interno della sua formula. Eppure, dopo sei capitoli, proprio questa perfezione sembra essere diventata il suo limite più grande. Con il passare degli anni le novità tra un episodio e l’altro si sono gradualmente assottigliate e, in questo caso, la vera rivoluzione è rappresentata quasi esclusivamente dalla nuova ambientazione. Una mappa costruita con una cura impressionante ma che, pad alla mano, rende difficile distinguere davvero il gioco dal capitolo precedente. Giocando si ha quasi la sensazione che anche Playground Games sia arrivata a questa consapevolezza. Forza Horizon 6 sembra infatti la chiusura di un cerchio, il punto di arrivo di quel viaggio iniziato quattordici anni fa con il primo Forza Horizon. Allo stesso tempo, però, è difficile immaginare in che modo la serie possa reinventarsi davvero, soprattutto in un genere che negli ultimi anni sta vivendo una generale stagnazione creativa, complice anche il livello incredibilmente alto raggiunto proprio da Horizon nel panorama arcade.
Considerazioni sul futuro della serie a parte, è impossibile non spendere qualche parola sulla mappa di gioco, autentica protagonista di questo episodio.
Il Giappone immaginato da Playground Games è una riproduzione in miniatura dell’arcipelago nipponico che mette in scena alcune delle sue location più iconiche, con Tokyo a fare da cuore pulsante dell’intera esperienza. Correre tra i neon cittadini attraversando lo Shibuya Crossing, dominato dal celebre Shibuya 109 e dalla statua di Hachikō, per poi lanciarsi nella rete sopraelevata della Shuto Expressway, rappresenta uno spettacolo continuo.

Ma è spingendosi oltre i confini urbani che la mappa riesce davvero a sorprendere. Campagne rurali, villaggi immersi nella natura, torii ispirati al santuario della pace di Hiroshima, il centro spaziale di Tanegashima Space Center e le spettacolari pareti innevate della Tateyama Kurobe Alpine Route contribuiscono a creare una delle ambientazioni più evocative mai viste non soltanto nella serie Horizon, ma probabilmente nell’intero panorama dei giochi di guida.
Pur trattandosi di una versione fittizia costruita appositamente per il gioco, la cura riposta nella realizzazione della mappa è quasi maniacale e riesce continuamente a stupire il giocatore grazie a scorci mozzafiato e a una varietà paesaggistica impressionante, oltre ad una distruttibilità ambientale quasi totale.
Anche dal punto di vista tecnico ci troviamo davanti a un titolo che, su Xbox Series X, spinge l’hardware praticamente al limite per offrire un’esperienza audiovisiva di altissimo livello. È presente una modalità Qualità pensata per massimizzare la resa grafica, ma i 30 fps risultano troppo penalizzanti per un racing game di questo tipo. La modalità Prestazioni rappresenta quindi la scelta migliore, abbassando leggermente alcuni dettagli visivi in maniera quasi impercettibile e affidandosi ad una risoluzione variabile garantendo così 60 fps stabili sia durante le gare sia nell’open world.
Rispetto a Forza Horizon 5, l’introduzione del nuovo sistema di riflessi cambia radicalmente l’impatto visivo del gioco. Acqua, pioggia e superfici bagnate donano una profondità incredibile agli scenari, soprattutto nelle aree urbane notturne, aggiungendo un livello di realismo davvero impressionante. Visivamente siamo di fronte a uno dei racing game più belli disponibili oggi sul mercato console, con una componente grafica che non rappresenta soltanto un contorno estetico che diventa parte integrante dell’esperienza stessa.
A rendere il tutto ancora più coinvolgente ci pensa anche il doppiaggio italiano, che accompagna il giocatore lungo tutta la scalata all’Horizon Festival. Torna inoltre Anna, l’assistente virtuale della serie, ora molto più presente e reattiva grazie a nuove funzionalità legate alla guida automatica. Attivandola sarà possibile lasciarsi trasportare verso la destinazione scelta mentre la telecamera si trasforma in una suggestiva modalità cinematografica pensata per godersi il panorama.
Anche la colonna sonora strizza fortemente l’occhio alla cultura musicale giapponese. Le radio ospitano numerosi artisti locali come Ado, YOASOBI, KANA-BOON e Babymetal, mescolati a successi internazionali in una playlist estremamente piacevole da ascoltare durante le gare. Forse si sarebbe potuto osare qualcosa di più nella selezione delle tracce nipponiche, considerando che molte canzoni presenti sono per lo più opening anime delle stagioni televisive di 2 o 3 anni fa, ma nel complesso il risultato resta assolutamente convincente e ben contestualizzato.
Come abbiamo più volte sottolineato Forza Horizon 6 è il giocattolo perfetto per chi ama i titoli di corse e vuole divertirsi. Il gioco è immenso e rappresenta la perfezione di una serie il cui viaggio è iniziato ben 14 anni fa e che ancora oggi riesce a stupire e far emozionare, pur trattandosi di un “semplice” gioco di guida Arcade. Una volta entrati nel mondo di Forza Horizon verrete ammaliati dalle bellezze del Giappone, in quella che è una delle location più belle che i ragazzi di Playground Games ci abbiamo mai proposto. L’unico vero difetto di Forza Horizon 6 è la mancanza di reali novità sul fronte del gameplay e delle attività, e nonostante quelle proposte (ci viene da pensare alle Togue) non riescono ad essere così incisive e a differenziarlo dal capitolo precedente. Ci auguriamo che Forza Horizon 6 non sia il punto di arrivo della serie, ma il giro di boa, e che Playground Games sappia finalmente rinnovarlo con la stessa passione con cui in questi anni ha fatto crescere la serie.

