Preparatevi alla partita della vostra vita in Cloverpit!
Come abbiamo già avuto modo di vedere, quando un gioco guadagna una certa risonanza, sia mediatica che social, il mondo dei videogiochi non resta lì a guardare, ma solitamente reagisce con la comparsa di cloni e titoli più o meno ispirati al fenomeno di turno. Nel panorama indipendente è una tendenza che ritroviamo spesso, in particolar modo quando certe derive roguelike abbracciano i generi più disparati per replicare una determinata formula. Titoli come Inscryption hanno poi inaugurato un nuovo filone, quello dei roguelike narrativi dal sapore survival. Il ben noto deckbuilder di Daniel Mullins Games ha dato vita a diversi figliastri, puntando tutto sull’aspetto misterioso e survival del gioco.
Ed ecco che, fra giochi di carte, roulette russe e blackjack, si è fatto strada Cloverpit, dove il vestito del roguelike è stato cucito sul corpo di una slot machine.
Dopo il debutto su PC e Xbox, per Cloverpit è arrivato il momento di farsi conoscere anche sulle altre console.
Versione testata: Nintendo Switch 2
Risvegliarsi senza sapere dove ci si trova non è mai piacevole. Specialmente se non abbiamo ricordi di quello che è successo e soprattutto se ci troviamo in una cella fatiscente, dove una voce ci intima di giocare a una slot machine se vogliamo salvarci la pelle.
Questo, in poche parole, è l’inizio di Cloverpit, “l’ennesimo” roguelike che prende un’attività a caso, qua il gioco della slot machine, e lo riadatta in una chiave survival, nel quale non dovremo contare solamente sulla fortuna, anche se è una componente che ha un ruolo specifico nel gioco, ma anche sulle nostre abilità logiche nello scegliere modificatori e moltiplicatori che ci aiutino, di volta in volta, a superare un determinato punteggio e continuare a vivere.
Cloverpit fa intuire fin da subito di essere in possesso di uno di quei gameplay che causano dipendenza. Le prime partite sono veloci, le morti si susseguono, e i progressi si limitano allo sblocco di qualche nuovo talismano che apparirà con più frequenza all’interno dello shop presente nella nostra cella. Una partita tira l’altra, come le ciliegie. Man mano però qualche dettaglio emerge, il gameplay inizia a farsi più chiaro e si arricchisce di nuovi elementi.
Sostanzialmente una partita si concentra nel fare la nostra puntata e tirare la leva laterale della slot machine. A ogni giro disponibile sarà possibile ottenere dei soldi in base alla combinazione uscita, che varierà nel valore in base al tipo di “seme” ottenuto. E fin qua, tutto nella norma. Dove Cloverpit mostra tutto il suo spessore ludico è però nelle meccaniche randomiche che infestano il gameplay.
Abbiamo già citato i talismani e lo shop. I primi potranno essere acquistati spendendo degli appositi biglietti guadagnati nelle varie manche, consentendoci di attivare il potere relativo ad un determinato talismano. Alcuni aumentano il valore dei simboli della slot, altri ci concederanno più tiri o modificheranno il valore delle combinazioni. Alcuni talismani poi funzionano ad usaggi, mentre altri ancora dovranno essere ricaricati. Potremo equipaggiare un massimo di 7 portafortuna, ma anche in questo caso il limite potrà essere aumentato e ridotto in base all’andamento della partita e secondo le scelte fatte.
Alla fine di ogni turno, il telefono presente nella nostra cella squillerà, offrendoci tre modificatori che aggiungono bonus e malus e che resteranno permanentemente attivi fino alla fine della partita, stratificando ulteriormente il sistema parametrico alla base del calcolo del punteggio. Ci sono poi tutta una serie di sottomeccaniche che richiedono uno stile di gioco più avanzato come l’uso delle memory card, modificatori di alto livello che rendono la partita veramente ostica dal punto di vista della difficoltà o i cassetti, sbloccabili raggiungendo un determinato punteggio, e che permettono di ospitare momentaneamente i nostri portafortuna o di trasformarli in parti di corpo mutilate, il cui scopo spetterà a voi scoprire.
Nel complesso, la formula di Cloverpit funziona, e nonostante spesso la fortuna ci remi contro, la velocità con cui si svolgono le partite crea un gameplay loop decisamente soddisfacente e che difficilmente stanca il giocatore.
La versione da noi testata è quella per Nintendo Switch 2. Se sotto il lato performance non dobbiamo segnalare nulla di particolare, con una resa visiva paragonabile a quella delle altre piattaforme, l’ibrida Nintendo guadagna i controlli in stile mouse tramite i Joy-Con, permettendoci di navigare all’interno della nostra cella con una precisione maggiore e un’immediatezza che il controller spesso non può permettersi. Tuttavia, la buona ottimizzazione del gioco per il pad rende Cloverpit godibile anche con il controller, soprattutto per le azioni limitate che dovremo compiere, solitamente mappate sui vari pulsanti del controller.
Per quanto riguarda il comparto grafico, Cloverpit sembra essere stato partorito dall’Otherworld di Silent Hill. Una cella rugginosa e claustrofobica, frattaglie di sangue sparse in ogni dove e un rumore costante della ventola d’aerazione sopra la nostra testa. Nonostante l’uso di una grafica low poly e pixellosa, che ricorda un po’ certe opere dell’era della prima PlayStation, nel suo minimalismo Cloverpit riesce a trasmettere la giusta sensazione di ansia che si proverebbe a essere rinchiusi in una cella, con la nostra vita in costante pericolo.
Con l’arrivo del gioco, disponibile dal 13 agosto, troveremo anche il primo DLC, Unholy Fusion, che introduce nuovi talismani e la possibilità di fonderli tra loro, andando a creare così build decisamente fuori di testa. E se dopo i primi minuti Cloverpit vi ha conquistato, preparatevi ad aprire il portafoglio sulla fiducia e concedervi anche il DLC, allungando così le ore di divertimento.
Il gioco è poi completamente adattato in italiano, sebbene le linee di dialogo siano molto limitate, questo aiuta nella comprensione dei vari modificatori, bonus e malus, così che non commettiate errori di valutazione.
Per 9,99 €, Cloverpit è uno degli acquisti migliori che possiate fare quest’estate. Il roguelike di Panik Arcade dedicato a una slot machine infernale è quanto mai accattivante e capace di catturarvi durante ogni singolo round. Il classico gioco da “una partita e poi smetto”, che specie nella sua versione portatile su Nintendo Switch 2 diventa il titolo perfetto da portarsi dietro in vacanza per ammazzare il tempo. E non sottovalutate il DLC, che per pochi euro in più vi garantirà tante nuove meccaniche e altrettanto divertimento.
