A quasi 40 anni dal suo debutto, la serie di Truxton torna sulle scene con un nuovo capitolo!
Gli amanti degli sparatutto a scorrimento si saranno accorti che negli ultimi tempi il genere sta vivendo un periodo particolarmente florido e ricco di uscite di qualità. Abbiamo visto infatti il ritorno di R-Type con ben due remake e un nuovo capitolo della serie Psyvariar, ma non solo. Oggi tocca a un’altra serie, probabilmente quasi sconosciuta dalle nostre parti, ma che tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90, con due giochi all’attivo, è diventata un piccolo cult del genere shoot’em up. Stiamo parlando di Truxton, conosciuto in patria come Tatsujin, sviluppato dalla compianta Toaplan, autrice, fra gli altri, di alcuni pezzi di storia videoludica come Twin Cobra, Zero Wing e Snow Bros.
A quasi quarant’anni dal primo capitolo, Tatsujin Co. Ltd., al cui interno milita gran parte del team originale, sforna un nuovo episodio di Truxton dalla triplice valenza, con un sequel che si muove a cavallo fra reboot e remake del gioco originale.
Uscito lo scorso 30 luglio su PC, PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch 2, è arrivato il momento di salire a bordo della propria navicella e salvare la Terra da una nuova invasione aliena in Truxton Extreme.
Gli sviluppatori di Truxton Extreme hanno voluto fare le cose in grande con questo nuovo capitolo, a partire dalla modalità principale, ovvero quella storia. Al contrario di molti altri sparatutto, dove la linea narrativa serve soltanto da semplice pretesto per dare un contesto alle vostre azioni, in Truxton Extreme la storia ha un suo peso specifico, raccontandoci le vite di 3 piloti selezionati per affrontare una nuova minaccia aliena pronta ad abbattersi sulla Terra, vissuta attraverso gli occhi dei tre protagonisti. Un padre pronto a sacrificare la propria esistenza per il bene della sua famiglia, una ragazza desiderosa di vendicarsi nei confronti del padre arrivista accecato dal potere politico e una sospetta terrorista in combutta con gli alieni. Stage dopo stage si sbloccheranno nuovi segmenti narrativi, portati avanti da alcune sequenze in Motion Comic, dove le varie strisce vedono alcuni elementi, come i personaggi, animarsi brevemente per la durata della sequenza.
Pad alla mano, Truxton Extreme si presenta come uno sparatutto a scorrimento verticale che mantiene la classicità e la semplicità di un gameplay volutamente ispirato ai precedenti capitoli. Attenzione però, questa semplicità è soltanto apparente. Dei capitoli originali eredita gran parte dello scheletro del gameplay originale, come il sistema di potenziamento, che aumenta di un livello ogni tre power-up raccolti, la modifica della velocità di movimento, che con il relativo potenziamento consente di diminuire o aumentare gli spostamenti della navicella nell’area di gioco, le varie tipologie di sparo, alle quali si aggiungono un paio di tipologie inedite dedicate a questa nuova versione, e l’immancabile smart bomb, per cancellare lo schermo dai proiettili nemici nelle situazioni più affollate o decimare la barra della salute di un boss.

A questo si aggiunge una nuova meccanica che coinvolge il sistema di sparo, permettendo di accedere a un flusso di fuoco maggiore chiamato EX, andando a consumare l’apposita barra, che si ricarica ovviamente sconfiggendo altri nemici. Non solo otterremo una maggiore potenza di fuoco, ma guadagneremo anche più punti abbattendo le navi aliene, con un conseguente aumento del punteggio.
Nonostante la curva di apprendimento sia abbastanza veloce e facile, Truxton Extreme mostra un’inaspettata vena sadica in più di un’occasione, dimostrandosi un titolo sfidante e che richiede una buona memorizzazione dei pattern d’attacco per poter essere masterato. A patto di non modificare il numero di vite disponibili, o quello delle bombe di default, andando così a influire sul posizionamento in classifica del punteggio a fine partita, in condizioni normali vi capiterà di morire spesso nonostante siate potenziati al massimo e di non riuscire a completare lo stage. I fattori in gioco sono tanti. Dall’imprevedibilità dei proiettili, alla necessità di agire spesso sulla velocità della navicella per potersi muovere al meglio fra i colpi nemici, fino alla rotazione del tipo di fuoco, dove alcune tipologie hanno la meglio su determinati nemici rispetto ad altre.

A rendere le cose ancora più complicate contribuisce anche l’area di gioco che, al contrario di altri sparatutto a scorrimento verticale dove lo stage viene visualizzato sfruttando tutta l’altezza dello schermo con le classiche bande laterali, in Truxton Extreme presenta un layout che sfrutta una soluzione in 16:9 esteso, dove muovendosi lateralmente è possibile coprire un’ulteriore porzione del livello. Questo fa sì che si crei una sorta di zona cieca che rende difficile anticipare l’azione nemica e che porta a una memorizzazione delle varie routine delle navicelle e dei proiettili, oltre a limitare la nostra area d’azione, richiedendo del tempo per spostarsi fra un lato e l’altro dello schermo. Quella di Truxton Extreme è una soluzione atipica, ma al tempo stesso interessante, che si distingue dalle classiche dinamiche degli shoot’em up verticali creandone di nuove e rendendo il gioco più impegnativo senza dover ricorrere all’espediente del bullet hell, risultando allo stesso tempo punitivo ma stimolante.
Se si muore abbiamo tre vite a disposizione e la ripartenza avviene da un checkpoint solitamente posizionato pochi metri prima. Anche in questo caso la penalità per la morte si riduce nella perdita di un livello di potenziamento, permettendoci di ritornare subito in carreggiata senza essere troppo penalizzati, come spesso accade negli altri sparatutto. Se c’è una cosa che forse influisce passivamente sulla difficoltà generale è la durata fin troppo estesa degli stage, che a seconda dei casi possono arrivare a ben 10 minuti di gameplay ininterrotto e continuare poi nella boss fight che chiude il livello. Una durata generosa che, in un gioco del genere, si traduce in una continua attenzione da parte del giocatore che, giocoforza, rischia alla lunga di commettere qualche errore di troppo.

Oltre alla modalità storia è presente una modalità pensata per due giocatori, dove il numero di vite e bombe viene condiviso tra i partecipanti, con la possibilità di eludere la morte e salvare il proprio compagno sconfitto sacrificando con il giusto tempismo una delle vostre smart bomb. Solitamente l’aggiunta di una modalità a due giocatori in un gioco del genere stride sempre un po‘, perché il gameplay diventa confusionario e, a seconda del tipo di sparatutto, mostra dei limiti strutturali, come abbiamo visto recentemente proprio con R-Type Dimensions III. Qui, data la natura estesa dell’area di gioco, i due giocatori riescono a convivere pacificamente a schermo senza ostacolarsi a vicenda, rendendo questa modalità una possibilità da non scartare, specie se si ha a disposizione un compagno di gioco.
Per i giocatori alle prime armi consigliamo invece di partire dalla Heart Starter, una sorta di training che propone un livello semplificato dove, in caso di morte, l’azione non si ferma per ripartire dal checkpoint, ma continua permettendo così di fare pratica con il gioco e le sue meccaniche. Al contrario, una volta apprese tutte le varie meccaniche, la modalità Arcade sarà il vostro campo di battaglia, affrontando i vari stage in successione senza alcuna distrazione o tempo morto legato alla trama. Anche qua la presenza di una classifica online che registra i punteggi è un ulteriore incentivo alla rigiocabilità che, come prevede il genere, spinge al continuo miglioramento e alla ricerca del punteggio perfetto.
Progredendo nel gioco si sbloccheranno poi alcuni extra, come il Model Viewer, che raccoglie i modelli 3D di tutte le navicelle e i nemici del gioco, il Training, per allenarsi intensamente in un determinato stage, o ancora l’Arena, una modalità nella quale avremo a disposizione soltanto 2 minuti di tempo per realizzare il punteggio più alto possibile e scalare le classifiche online. C’è poi un’altra modalità segreta sbloccabile salvando un determinato numero di alieni Pipiru, che vi daranno accesso al loro villaggio, Pipiruville, il quale crescerà in base ai progressi che farete giocando nelle varie modalità presenti.

Truxton Extreme si distingue anche per il suo comparto grafico. La struttura resta quella da sparatutto verticale 2D, ma abbraccia una filosofia più moderna con visuale 2.5D, dicendo addio agli sprite pixellosi del passato e sostituendoli con elementi e infrastrutture 3D. Rispetto ad altri giochi che hanno affrontato lo stesso passaggio, qui il comparto grafico risulta ben curato e dettagliato, con diversi elementi animati del fondale, transizioni e movimenti di camera fluidi che non distraggono e permettono di leggere i colpi nemici a schermo con estrema chiarezza. Certo, parliamo di un progetto estremamente piccolo e dal budget ridotto, ma nel campo degli sparatutto odierni riesce a distinguersi e ad avere una sua identità riconoscibile.
Avremmo forse preferito una maggiore differenziazione fra le tipologie di sparo, spesso fin troppo sovrapponibili fra loro, con un netto vantaggio per quelle auto-traccianti, ma nel complesso il feeling dello sparo è buono e, anche in caso di sconfitta, sarete spesso motivati a ricominciare con un’altra partita. O ancora una reale differenziazione fra i 3 protagonisti, da giustificarne la presenza nella modalità storia, ma sono dettagli tutto sommato secondari, dei quali ci sentiamo di lamentarci entro certi limiti.
Un aspetto però sul quale il team di sviluppo ha voluto puntare e sul quale gran parte della comunicazione verteva è il ritorno di Masahiro Yuge, figura chiave dei giochi Toaplan e compositore delle colonne sonore dei giochi della software house, che qua torna, accompagnato dal suo piano, per regalarci una soundtrack decisamente coinvolgente che saprà accompagnarci durante le nostre battaglie spaziali fra uno stage e l’altro.
Truxton Extreme arriva da noi con la presenza della lingua inglese e una manciata di altre lingue europee. Per quanto l’impatto dei testi sia abbastanza nullo ai fini del gioco, vista la presenza di altri adattamenti poteva essere un’occasione in più per attirare anche qualche giocatore nostrano, che comunque non avrà difficoltà nel godersi la storia e le varie modalità disponibili.
Truxton Extreme segna il piacevole ritorno di una serie abbastanza sconosciuta al di fuori del circoletto degli shoot’em up, in un periodo in cui il genere sta riscoprendo una nuova giovinezza. Per quanto semplice nelle meccaniche e nel gameplay rispetto ad altri titoli, Truxton Extreme saprà darvi del filo da torcere, puntando su un livello di sfida ben al di sopra della media, una buona memoria muscolare e riflessi pronti per riuscire a superare indenni i vari stage che compongono il gioco. Il nuovo gioco di Tatsujin Co. Ltd. ha dalla sua molte frecce, da un comparto grafico ben confezionato a una colonna sonora di tutto rispetto, ma quello che attira ancora di più è il prezzo al quale viene proposto, almeno nell’edizione digitale.Bastano poco più di 20 euro per portarsi a casa il nuovo capitolo di una serie che, nel suo piccolo, ha fatto la storia degli sparatutto e che oggi, nonostante i molti anni passati, ha ancora qualcosa da dire.

