Onimusha: Way of the Sword – La Recensione

Onimusha: Way of the Sword è tra i migliori action dell’anno, ma si perde in una mappa troppo piena di elementi opzionali

Capcom ha avuto un 2026 ricco di uscite, con Monster Hunter Stories 3, Resident Evil Requiem e Pragmata, ma non si ferma ancora e il prossimo 4 settembre arriverà nei negozi con Onimusha: Way of the Sword. Nuovo inizio per una delle serie action storiche della casa nipponica, Onimusha punta a dare il via alle danze di un settembre ricco d’uscite, mettendo il giocatore nei panni del redivivo samurai Musashi. Dopo averlo provato due volte negli scorsi anni, è ora di dare un giudizio definitivo su Onimusha: Way of the Sword, sarà un trionfo o un tonfo dritto negli inferi?

Versione testata: PlayStation 5

Musashi, samurai (e Onimusha) smargiasso

Musashi Miyamoto è un samurai gradasso che cerca sempre una nuova sfida. Quando viene ammazzato da un gruppo di Genma, viene riportato in vita da un uomo vestito di bianco che gli dona anche un guanto demoniaco. Questo guanto diventa come una maledizione: se vuole restare in vita, Musashi dovrà dargli delle anime, o si ritroverà presto a essere poltiglia. Arrivato nella città di Kyoto, Musashi scoprirà che il guanto fa di lui un Onimusha, e cacciando i demoni, può sia salvare la città che tenere in salute se stesso. Nel corso delle ore successive, il samurai redento scoprirà il suo vero destino e affronterà alcuni dei mostri più pericolosi mai visti in Giappone. Un’avventura che lo porterà a capire il vero significato di forza e il motivo per cui combatte, non risparmiando battute o momenti più tragici.

Nonostante la trama da film action caciarone, una delle sorprese di Onimusha: Way of the Sword è sicuramente la sua durata. Quello che sembrava un action da una quindicina d’ore, è diventato un titolo dall’identità multipla che necessita di circa il doppio per essere portato a termine. Un ottimo doppiaggio in italiano riesce a mantenere alta l’attenzione del giocatore, tra un commento sarcastico e un imprecazione dello stesso Musashi, mentre sullo sfondo si sente una più che buona colonna sonora.

L’arsenale di un Onimusha: un gameplay eccellente

Musashi è armato fino ai denti, e il team di sviluppo è stato in grado di rendere ogni strumento dell’Onimusha divertente da utilizzare e ammalgamato al gameplay. A partire dalle spade, che, con attacco forte e normale sono la base del gameplay, passando per l’utilissimo arco, utile per colpire in fronte i nemici e togliergli parte della difesa (o ucciderli istantaneamente), e chiudendo con le armi Oni, sei equipaggiamenti speciali che troveremo nel corso dell’avventura e che potranno essere utilizzati quando la rispettiva barra d’energia è piena.
Ognuno di questi elementi è fondamentale, insieme ai potenziamenti di trama, per poter aver la meglio sui boss e per poter sconfiggere il prima possibile le orde di Genma che ci verranno piazzate davanti.

Quando si sguaina la spada in Onimusha: Way of the Sword ci si diverte davvero. Ogni scontro è cinematografico e Musashi diventa pian piano una vera macchina da guerra. Sia che decida di avvicinarsi in maniera stealth, sia che ci si getti a testa bassa nella mischia, c’è una sensazione appagante che pervade il controller (forse anche grazie ai suoni emessi dal Dualsense). Se il titolo fosse stato bello snello e lineare, questi combattimenti avrebbero potuto far scuola per il futuro. Purtroppo il team ha deciso di inserire una fin troppo grande sezione open map: la città di Kyoto.

Le due facce di Kyoto

Kyoto farà da hub centrale per le avventure di Musashi. Nel templio al centro della città non solo potremo riaffrontare i boss nel dojo, ma si potranno anche potenziare gli amuleti, le borse e le abilità del nostro samurai. Tutto questo si potrà fare anche ad ogni specchio dorato sparso per il gioco, che diventerà un comodo punto per il viaggio rapido. Questa funzione sarà la vostra salvezza quando Kyoto inizierà a riempirsi di eventi casuali, di donne attaccate da Genma, di collezionabili di varia natura o di missioni secondarie che garantiranno materiali per potenziare il nostro equipaggiamento. Già dal provato del mese scorso, avevo percepito la città come un riempitivo e, purtroppo, mi dispiace confermare quella sensazione. Esplorare Kyoto (anche completando le missioni o cercando gli scrigni) rompe troppo il ritmo di gioco, e ogni pausa tra una boss battle e l’altra diventerà più tediosa per via della quantità di Genma da squartare per andare da punto a punto.

I mob sono un altro problema evidenziato anche dagli utenti nella prima demo: i Genma semplici sono fin “troppo stupidi”, e si lasciano squartare senza alcun problema o reazione. Questo migliora con il progredire del gioco, ma non diventano mai una vera e propria minaccia per Musashi (salvo distrazioni del giocatore) nonostante inizino a usare anche tecniche avanzate.
Sebbene le prime volte sia divertente smembrare i demoni, con il passare delle ore il tutto diventa più pesante (anche per l’aumento dell’armatura nemica) e saltare di netto un passaggio a piedi per viaggiare rapidamente verso il prossimo punto della storia diventa sempre più invitante. Peccato che, non completando queste attività secondarie, non potrete potenziare Musashi, e infliggerete troppi pochi danni ai nemici, andando quindi a rovinare anche il ritmo delle Boss Battle.

Però poi ci sono i boss. Ogni nemico importante di Onimusha: Way of the Sword è sia molto divertente chee scenografico, e incredibilmente pericoloso se sottovalutato. Le boss battle invitano a provare diverse strategie per evitare di tirare le cuoia e hanno anche più varianti sulle animazioni nemiche. Il giocatore deve sfruttare le sue risorse per rompere le difese avversarie e non soccombere ai colpi, andando a parare ogni attacco per poter piegare la minaccia. Nelle due anteprime mi chiedevo se si potesse mantenere un livello di spettacolarità alto per tutto il gioco e, a titoli di coda raggiunti, devo dire che la risposta è più che positiva. Le boss battle sono la parte migliore di Onimusha: Way of the Sword e sicuramente quella più memorabile, nonostante alcune di queste vengano riciclate per le quest “riempitive” di cui parlavo nel paragrafo precedente. 

A fil di spada

Un’altra cosa lodevole di Onimusha: Way of the Sword è sicuramente il creature design: sia i genma che gli oni sono bellissimi da vedere, nonostante si parli a tutti gli effetti di mostri. Come da tradizione per la serie, ci si rifà sui miti giapponesi e orientali, andando a mischiarli con immaginario moderno (come per esempio i motociclisti coi bonzi) e l’esperimento è decisamente riuscito. Anche i personaggi umani, sebbene siano molto clasisci (e in linea con altre produzioni Capcom) sono coerenti con il mondo di gioco e facilment ericonoscibili. Il gruppo principale si distacca infatti nettamente dai PNG che popolano Kyoto, dove al contrario possiamo vedere e rivedere lo stesso volto più volte. Tecnicamente Onimusha: Way of the Sword è molto solido, non ci sono cali di frame (in modalità performance) nemmeno nei combattimenti più estremi. Il gioco sfrutta le capacità di PlayStation 5 specialmente nei particellari e nella definizione dell’azione a schermo, con una telecamera molto veloce e sempre pronta a seguire le azioni del giocatore (forse troppo vicina quando il nemico è molto più grosso).

Onimusha: Way of the Sword ha purtroppo due personalità: quando si combatte, è sicuramente tra i titoli action migliori di quest’anno e offre sfide costanti e crescenti, quando si vive però l’hub centrale, ci si ritrova al cospetto di un pentolone pieno di fin troppe pietanze. Una lunghezza spropositata che potrebbe non andare a genio a tutti, soprattutto se metà delle ore necessarie ad arrivare ai titoli di coda risultano un mero riempitivo. Per il resto però, l’avventura di Musashi diverte e sprona a rimanere sempre all’erta, pronti alla prossima boss fight e a sguainare la spada. Peccato perché, asciugando la parte open map, saremo facilmente di fronte a uno dei migliori titoli di quest’anno.

Onimusha: Way of the Sword sarà disponibile su PC e Console a partire dal 4 settembre.

Pro
Gameplay di combattimento eccezionale
Boss eccellenti
Creature design
Tantissimo contenuto...
Contro
...forse troppo
IA dei mob altalenante
Kyoto è troppo dispersiva
8.3
Voto

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