Culdcept The First Saturn Tribute – La Recensione

L’originale Culdcept per Saturn arriva per la prima volta in Europa!

Trainato dall’uscita di Culdcept Begins arriva in occidente per la prima volta Culdcept The First grazie agli sforzi congiunti di City Connection e Clear River Games. Accompagnato dal sottotitolo Saturn Tribute, questa nuova edizione omaggia l’originale della serie di Culdcept uscito originariamente su SEGA Saturn nel 1997, aggiungendo però a questa riedizione alcune nuove funzionalità “moderne” con l’intento di svecchiarlo e farlo conoscere alle nuove generazioni.

Disponibile su console e PC scopriamo insieme il mondo delle carte e dei dadi di Culdcept The First Saturn Tribute.

Versione Testata: Nintendo Switch

Nel regno di Bablashca regnava la pace, fin quando il ritrovamento dei frammenti del Culdcept, l’antico libro leggendario della creazione e della distruzione, sconvolse il mondo a causa della sua profezia, che prometteva di donare un potere infinito a chi ne sarebbe entrato in possesso. Bablashca precipitò nel caos, mettendo i vari Cepter, individui in grado di utilizzare il potere delle carte, gli uni contro gli altri nel tentativo di impossessarsi dei preziosi frammenti del libro.

E qua entriamo in scena noi, un giovane Cepter intenzionato a riportare la pace nel regno, e tenteremo di farlo grazie all’aiuto di Goligan, un misterioso bastone dalle sembianze umanoidi che sembra saperne molto su quello che ci aspetta.

Rispetto agli eventi del più recente Culdcept Begins, il racconto appare più marginale, servendo più da pretesto che non da reale punto di interesse del gioco. Nella storia, però, ritroviamo un po’ tutti gli elementi che fanno parte della lore della serie, come la mitologia e le battaglie fra le divinità Culdra e Baltias, i diversi personaggi interessati alla conquista del potere e la stessa figura di Goligan, nello stesso ruolo di un dantesco Virgilio, a guidarci e farci crescere come Cepter. Qua inevitabilmente si sente il peso degli anni, in una scrittura abbastanza ermetica nel concederci nuovi dettagli o raccontarci i vari sviluppi. Al tempo stesso, però, si respira un’aria di autenticità, di un titolo dal sapore antico che riemerge dalla fossa in cui era stato sepolto e dimenticato.

Lato gameplay giocare per la prima volta al capitolo originale di Culdcept ci ha fatto apprezzare ancora maggiormente il lavoro fatto con Begins. Nonostante una differenza anagrafica sostanziale, contestualizzata all’anno di uscita e alla console su cui è stato lanciato, Culdcept The First offre un’esperienza molto simile all’ultimo capitolo, a dimostrazione che sì, la serie si è evoluta nel tempo, apportando le sue modifiche e i vari miglioramenti, ma che per sua volontà è rimasta quanto mai più fedele alla sua forma originaria.

La formula è la stessa e ci si trova di fronte ad un particolare ibrido fra board game alla Monopoli e un deck builder in stile Magic The Gathering. Se ad oggi questo concept appare quanto mai autentico e privo di imitazioni, già nel ‘97 era qualcosa di realmente unico e innovativo, il cui vero limite è stata una distribuzione di nicchia e i limiti linguistici che non gli hanno permesso di arrivare a noi.
Al contrario di quanto provato oggi su Begins, in The First il nostro Book è composto da 50 carte, selezionabili fra le oltre 300 disponibili tra creature, oggetti e incantesimi. Le regole di base sono semplici. Due o più Cepter si danno battaglia su un tabellone più o meno arzigogolato, con lo scopo di conquistare i territori, aumentarne il valore e raggiungere la quantità di Magic Power necessaria per vincere. Non basterà però raggiungere il valore richiesto, perché dovremo anche completare il giro e tornare al castello.

Culdcept The First

Qua Culdcept The First cala in campo la sua anima da JRPG, proponendo battaglie dirette fra le creature che controllano i vari territori e quelle in possesso dei giocatori. Quando finiamo su un territorio avversario possiamo scegliere se pagare il relativo pedaggio oppure tentare di conquistarlo affrontando la creatura che lo difende. Entrano così in gioco tutta una serie di variabili, dai bonus elementali ottenuti quando l’elemento della creatura corrisponde a quello della casella agli oggetti utilizzati durante la battaglia. Ad ogni turno pescheremo una carta e, prima di lanciare i dadi per determinare di quante caselle ci sposteremo, potremo utilizzare alcune carte per modificare le nostre possibilità di movimento o influenzare quelle degli avversari.

Si lavora quindi molto di strategia, con la costruzione e la gestione del mazzo che ricoprono un ruolo particolarmente importante, anche se una buona parte dell’esito delle nostre azioni viene inevitabilmente dettata dalla fortuna. È proprio questo uno degli elementi che rende Culdcept The First un’esperienza particolare, ma anche uno dei suoi aspetti più difficili da digerire per chi arriva dai capitoli più recenti.

Se lato gameplay le affinità elettive con i nuovi giochi sono presenti, Culdcept The First mantiene una certa rigidità strutturale dovuta ancora una volta agli anni che gli pesano sulle spalle. La navigazione dei menù è abbastanza complessa, spesso per compiere certe azioni si perde più tempo del previsto e manca una cosa che spesso viene aggiunta in questo tipo di riedizioni, ovvero l’opzione per velocizzare la partita o le animazioni. E non è una mancanza da poco. Culdcept The First è un titolo dai ritmi estremamente rilassati, con partite che possono tranquillamente superare l’ora di gioco e che, soprattutto quando si affrontano più incontri consecutivi, finiscono per mettere alla prova la pazienza del giocatore.

Culdcept The First

Come abbiamo detto, la difficoltà del gioco viene influenzata soprattutto dalla fortuna, da un RNG che può attaccare e influire sui risultati in maniera spesso casuale e punitiva. Per cercare di mitigare questo aspetto, questa nuova edizione introduce alcune funzioni che rendono l’esperienza più gestibile, come la possibilità di salvare in corso d’opera la partita o di sfruttare una sorta di rewind per riavvolgere il match e tornare a dei checkpoint prestabiliti, evitando così di gettare alle ortiche una partita “sfortunata”. Per chi si avvicina alla serie per la prima volta è possibile attivare anche un’opzione che consente di vedere la mano avversaria, permettendoci di comprendere meglio le dinamiche di gioco e pianificare le nostre strategie. Un aiuto importante che non semplifica realmente le meccaniche, ma rende più accessibile un sistema di gioco che richiede una buona padronanza delle sue regole.

Una cosa che invece ci sarebbe piaciuto trovare, dato il valore aggiunto che dava al gioco, è il multiplayer online. In Culdcept Begins la componente multigiocatore, e quindi online, dava ulteriore rilevanza al gioco, aggiungendo quel pizzico di competitività che qui viene inevitabilmente a mancare. Qua ci dobbiamo accontentare del multiplayer locale, che arriva comunque fino a quattro giocatori, ma rende più complicato sfruttare questa componente in un contesto casual come può essere quello delle serate con gli amici.

Questa riedizione di Culdcept The First si mantiene fedele all’originale, attraverso un’operazione totalmente conservativa. Il che non è necessariamente un male, perché ci permette di assaporare uno stile grafico estremamente ricercato, che porta a schermo tutta la personalità di quel fantasy oscuro giapponese degli anni ‘90 che proprio in quegli anni, sempre su Saturn, trovava una delle sue massime espressioni anche attraverso titoli come Panzer Dragoon. Un immaginario che, in alcune delle sue idee, ricorda a tratti le opere di Moebius.

Culdcept The First

In un’epoca in cui la direzione guardava sempre più al 3D, Culdcept propone uno stile artistico prevalentemente bidimensionale, dove la tridimensionalità dei tabelloni viene restituita attraverso la visuale isometrica. Personaggi, ambienti e carte mostrano inevitabilmente gli anni che il gioco si porta sulle spalle, ma restano gradevoli nella loro pixel art, soprattutto nel design delle carte stesse, il vero cuore dell’intera produzione. Viene mantenuto anche il rapporto visivo originale in 4:3, con la possibilità di attivare diversi wallpaper laterali. Una soluzione che funziona, anche se finisce inevitabilmente per coprire soltanto i due bandoni neri. Ridurre ulteriormente l’area dello schermo renderebbe però l’immagine fin troppo piccola da visualizzare, soprattutto giocando su Switch in portatile.

Anche le musiche, composte da Yuzo Koshiro e Takeshi Yanagawa, rispecchiano lo stile sonoro di fine anni ‘90, con uno stile fantasy filtrato attraverso i sintetizzatori dell’epoca che restituisce quelle atmosfere “chiptune” da JRPG che caratterizzavano molti titoli del tempo, come Final Fantasy o Dragon Quest, ma con una maggior corposità del suono dovuta ad una macchina tecnicamente più avanzata come il Saturn. Questa riedizione è anche l’occasione per vedere finalmente arrivare il gioco tradotto in lingua inglese, finalmente comprensibile e godibile da tutti.

L’ultima nota riguarda il prezzo di lancio di Culdcept The First, fissato a 29,99 €. Una cifra che tutto sommato ci sta e che risulta in linea con altre riedizioni di questo tipo, ma che avremmo gradito forse leggermente più bassa. Non tanto per il prezzo in sé, quanto per la sovrapposizione con Begins. Culdcept è una serie di nicchia e, per quanto piacevole e divertente, il suo pubblico resta inevitabilmente limitato. Chi è già fan probabilmente non avrà bisogno di particolari “spinte” all’acquisto, mentre chi si è appassionato alla serie proprio con Begins potrebbe vedere The First come un’interessante espansione stand alone, dovendo però fare i conti con l’assenza del multiplayer online e con alcuni limiti legati all’età della produzione.

È sempre bello vedere arrivare finalmente restaurati e adattati giochi ormai persi nel tempo come Culdcept The First Saturn Tribute. Bello perché così è possibile riscoprire certe perle mai arrivate da noi e conoscere le origini di una serie che magari avete scoperto da poco con l’ultimo capitolo uscito. Se siete fan della serie o vi siete appassionati a Culdcept con Begins, The First rappresenta un’interessante occasione per tornare alle origini, mettendo però in conto tutti i compromessi di una produzione del 1997. Se invece siete sempre stati incuriositi da questo strano ibrido fra board game e gioco di carte, questa riedizione potrebbe richiedere una dose di pazienza maggiore, soprattutto per i suoi ritmi estremamente rilassati e per alcune rigidità che il passare degli anni ha lasciato intatte, con il rischio di non farvelo piacere.

Culdcept The First Saturn Tribute è disponibile su console e PC.

Culdcept The First Saturn Tribute – La Recensione
Pro
Il primo capitolo di Culdcept arriva finalmente adattato in lingua inglese!
Il gameplay originale si lascia apprezzare ancora a distanza di tempo.
Operazione di rimasterizzazione estremamente conservativa.
Contro
Nessuna opzione per velocizzare l'azione di gioco.
Le varie partite sono troppo influenzate dall'NRG.
L'assenza del multiplayer online di Begins si sente.
7
Voto

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