A più di due anni dalla sua uscita originale, Dragon’s Dogma 2 si appresta ad accogliere la tanto attesa espansione, che, come fu per il primo gioco della serie, prende il titolo di Dark Arisen, aggiungendo al gioco base tutta una serie di contenuti, a partire da una storyline inedita ambientata in una remota regione nordica, attività dedicate all’ottenimento di reliquie antiche, nuovi equipaggiamenti e tante modifiche al gameplay, che arrivano attraverso una patch che ne anticipa l’uscita, fissata per il 9 ottobre, su PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC e, per la prima volta, anche su Nintendo Switch 2.
Andiamo quindi a scoprire cosa vi aspetta in Dragon’s Dogma 2: Dark Arisen.
Versione Testata: PlayStation 5
Una volta ottenuto l’accesso all’espansione, sarete chiamati al cospetto del Capitano Brent per il consueto rendez-vous notturno dove ci vengono condivisi i dettagli delle nostre missioni. Qua, all’interno della taverna, la nostra “talpa” ci informerà della presenza di un secondo Arisen, che, stando ai rumor, pare aggirarsi nella desolata regione di Norgan, una terra battuta da gelide tempeste le cui condizioni estreme rendono ormai difficile la vita in quelle lande. Un evento più unico che raro, che potrebbe trasformarsi in un segno malevolo di sventura e catastrofe. Spetta quindi a noi, in qualità di vero Arisen, indagare e scoprire se queste voci siano vere o meno.
È così che si apre questa espansione di Dragon’s Dogma, aggiungendo un tocco di mistero alle avventure dell’Arisen, che ci spingerà a visitare le fredde terre di Norgan per svelare cosa stia realmente succedendo. Qua scopriremo che il “Dominio desolato” non è poi così desolato come viene dipinto nei racconti, facendo conoscenza con una diffidente famiglia che veglia su queste terre inospitali, dominate ormai da un clima glaciale e da creature assetate di sangue. Ed è proprio fra queste che si nasconde un essere immortale e capace di rigenerarsi, un drago che sembra essere al centro della nostra indagine, fortemente connesso alla presenza di questo presunto Arisen.
Con il supporto degli abitanti del piccolo insediamento norgano prende il via questa nuova avventura di Dark Arisen.
Oltre a questa nuova quest line che si articola sulla figura dell’Arisen di Norgan, a stretto contatto con la famiglia dell’insediamento, saremo chiamati a risolvere anche i loro problemi quotidiani, aiutandoli come possiamo nelle loro richieste e guadagnandoci la loro fiducia, missione dopo missione, scoprendo un po’ di più sia sul passato di questo regno ormai disabitato, sia sulla loro storia. Si tratta di pochi personaggi, ma ben scritti, soprattutto all’interno di un intreccio più complesso come quello del racconto dell’Arisen e di tutti i problemi ad esso legati. Anche a livello di sviluppo delle varie trame, questo DLC si completa nel giro di 20/25 ore, in base a quante missioni secondarie deciderete di affrontare prima di arrivare alla sua naturale conclusione. Ore che aumentano considerevolmente se si decide di esplorare con la dovuta attenzione tutti i suoi contenuti, che, come vedremo tra poco, sono molto numerosi.
Oltre alla main quest, con tutte le sue ramificazioni, e le missioni secondarie, trova spazio una attività parallela legata a stretto giro con il regno di Norgan, quello dei Campi di Prova dimenticati. Dopo aver recuperato un’apposita bussola che segna sulla mappa la loro posizione, è possibile affrontare questi 12 dungeon, pensati per offrire altrettante sfide e mettere alla prova i giocatori. Superare le varie prove non sarà semplice, soprattutto per la presenza di alcuni paletti che limitano il giocatore, imponendo ad esempio il numero di pedine che possono partecipare, le classi da usare obbligatoriamente o altre condizioni particolari. Completare i Campi di prova consentirà di accedere ad equipaggiamenti unici, tramite un gameplay loop pensato principalmente per stimolare il giocatore alla ricerca di loot sempre più rari e preziosi. Qua entra in gioco una nuova meccanica che ruota intorno al ritrovamento di alcune reliquie, che di per sé non hanno gran valore, ma che se portate ad uno dei personaggi chiave dell’avamposto norgano, ne svelerà il valore del bottino.
Questo vi porterà a prendere parte alle prove, ma anche a esplorare per filo e per segno la regione di Norgan, dando maggior risalto sia all’esplorazione sia al combattimento, soprattutto contro i nemici più agguerriti. Si tratta di una semplice aggiunta che però va a modificare il vecchio sistema di equipaggiamento, dandogli più spessore e personalizzazione. Non solo i nuovi equipaggiamenti sono migliori sotto il profilo parametrico, ma vantano tutta una serie di abilità speciali che aggiungono mosse o ne migliorano l’efficacia delle skill, permettendo magari una certa specificità verso una situazione o un particolare nemico. Questo va ad aggiungersi a un’altra grande modifica introdotta con uno dei precedenti title update, che fra le altre cose è andato ad incrementare il numero di abilità attive equipaggiabili per ogni classe, passando da 4 a 6. Un’aggiunta che può sembrare relativamente poco importante ma che di fatto cambia il combat system, ampliando le possibilità a disposizione del giocatore e rendendo gli scontri ancora più interessanti che in passato. Se da una parte ci dispiace che Capcom abbia deciso di non introdurre al momento nessuna nuova classe, queste aggiunte riescono comunque a incidere sul sistema di combattimento da renderlo ancora più completo rispetto alla sua prima versione, che già aveva ottimi punti di partenza. Il combattimento rappresenta ancora adesso uno degli aspetti focali dell’avventura, con un sistema estremamente reattivo e dinamico nelle sue azioni, con una forte interazione e sinergia con le pedine che ci accompagneranno nel corso di tutta l’avventura, che non perderanno un secondo a dare il tutto per tutto per supportarci in ogni istante. E anche loro accolgono tutta una serie di miglioramenti legati al comportamento in battaglia con l’aggiunta di nuove specializzazioni che ne delineano le azioni durante l’esplorazione e i combattimenti.
Norgan però non è un’ambientazione fine a sé stessa, e la sua fredda natura si rivela presto essere un altro elemento di gameplay che influenza il combat system. La presenza di tormente di neve rende la vita nelle lande di Norgan decisamente difficile, intaccando non solo la nostra salute ma anche la stamina, complicando gli scontri con i vari nemici che troveremo sul nostro cammino. In particolare, la gestione della stamina diventa un ostacolo per le classi che più si affidano in maniera massiccia al suo consumo, rendendo alcune azioni più difficili da gestire, con conseguente “stop” momentaneo in attesa di recupero, rendendoci facili prede per i nemici più agguerriti. Diventa quindi doveroso stare sempre attenti a quanto il fattore “assideramento” intacchi la nostra stamina e dosare le nostre azioni, magari ricorrendo a qualche aiuto esterno offertoci da un item “riscaldante”.
Sebbene il DLC sia affrontabile fin dall’inizio dell’avventura, evitando così di relegare l’espansione alla classica zona endgame, la difficoltà è tarata verso l’alto, probabilmente anche per la presenza dei nuovi armamentari ottenibili dalle reliquie, che permettono di avere dalla nostra una maggior potenza offensiva. Gli ostacoli non sono molti, ma in diverse occasioni vi troverete di fronte a dei veri e propri muri, che vi obbligheranno in qualche modo a mettere da parte l’avventura principale per dedicarvi alla ricerca di nuovi equipaggiamenti e missioni secondarie, in modo da alzare il vostro livello o potenziare la classe in uso.
Per chi invece ha trovato il gioco base fin troppo accessibile, sempre grazie all’ultimo title update, è stato introdotto un nuovo livello di sfida, una modalità difficile degna di questo nome, che se attivata non solo tarerà al rialzo la difficoltà generale dei nemici, settati sul level cap del personaggio, ovvero lv. 200, ma li renderà decisamente più aggressivi, cosa che comporta un approccio totalmente diverso ai combattimenti e un uso più oculato delle risorse in nostro possesso, oltre al fatto che una volta selezionata questa opzione non sarà più possibile modificarla, se non ricominciando da capo l’intera avventura.
L’uscita di Dragon’s Dogma 2: Dark Arisen arriva in contemporanea anche con l’arrivo del gioco su Nintendo Switch 2, un’ulteriore riprova del sodalizio fra Nintendo e Capcom e dell’ottimo supporto che quest’ultima sta dando a Switch 2, con la pubblicazione di tutte le produzioni di punta della casa di Osaka. Se la possibilità di giocare Dragon’s Dogma 2 in portatile è un’opzione che interessa maggiormente quei giocatori che per una ragione o nell’altra fanno un uso particolarmente intenso della portabilità, questo ha richiesto un importante lavoro tecnico per rendere il gioco disponibile su una console oggettivamente meno potente rispetto a PlayStation 5 e Xbox Series X|S, senza scomodare il PC, il più performante del trio. Il risultato, però, non riguarda esclusivamente Switch 2, tanto che, nella versione PlayStation 5 da noi provata, a distanza di 2 anni dalla sua uscita originale ci troviamo tra le mani un titolo tecnicamente migliorato.
Nella recensione della versione “vanilla” del gioco avevamo lodato il suo comparto grafico per la sua fluidità nonostante i limiti del framerate, ad oggi ci troviamo varie opzioni grafiche attivabili su console, che permettono sia di sbloccare i frame, per trarre vantaggio dai monitor che supportano il VRR, sia nell’aggiunta di una modalità performance che, rinunciando all’uso del raytracing nella gestione dell’illuminazione e delle ombre, nonché intervenendo sulla risoluzione a video, permette di far girare il gioco a 60fps, con una perdita di dettaglio decisamente marginale nel suo insieme.
La nuova mappa di Norgan, per quanto proponga un tema nordico che si rifà all’immaginario vichingo e della mitologia norrena, riesce ad offrire panorami estremamente curati e vari, fra distese innevate, foreste imbiancate e castelli ormai distrutti e soffocati dalla natura che tenta di riprendersi i suoi spazi. Di giorno la luce quasi acceca per il candore delle sue terre, mentre di notte si rimane catturati dall’aurora boreale che taglia il cielo e lo illumina con le sue verdi tonalità cangianti. Protagonista indiscussa la tormenta di neve, che rende difficili gli spostamenti e la visibilità anche a pochi metri di distanza, e al tempo stesso diventa un ostacolo naturale durante i combattimenti. Ci sarebbe piaciuto vedere un po’ più varietà nella fauna e nei nemici, che di base sono versioni reskinnate di quelli presenti nel gioco base, qua riproposti con ritmi ben incalzanti.
L’esplorazione resta legata alla libertà decisionale del giocatore, al quale vengono forniti gli aiuti essenziali per risolvere la quest, lasciandolo così in balia degli eventi e del suo pellegrinare. Non sarà raro non avere ben chiaro dove andare o cosa fare e di sperimentare, magari esplorando una caverna che, con vostra sorpresa, vi porterà da tutt’altra parte, dando vita a una nuova quest o trovando nuovi percorsi che conducono a succosi bottini. Se nell’originale Dragon’s Dogma 2 il viaggio rapido era uno degli aspetti più problematici del gioco, dove affidarsi agli spostamenti da una zona all’altra era più una spina nel fianco che un’utilità, l’intero sistema tramite telecristalli è stato rivisto, con l’introduzione di una pietra che permette di spostarsi senza limiti di utilizzo, e l’aggiunta di nuovi telecristalli nelle varie località della nuova mappa, così da rendere i nostri spostamenti meno stressanti che in passato e, soprattutto, più convenienti.
Con Dragon’s Dogma 2: Dark Arisen Capcom torna su uno degli RPG più chiacchierati degli ultimi anni non solo introducendo una nuova campagna di storia, ma anche una serie di interventi importanti al gameplay, che in parte arrivano dalle richieste dei fan. Dragon’s Dogma 2 è stata una delle esperienze più interessanti di questa generazione, ma non priva di difetti ed angoli da smussare. Dark Arisen arriva come chiusura di un percorso che ha migliorato il gioco rendendolo adesso digeribile anche a chi prima faticava ad adattarsi a certe meccaniche ormai fuori dal tempo, nonostante qualche aspetto come l’esplorazione mantenga la sua natura poco guidata che punta più allo stimolare lo spirito avventuriero dei giocatori che non a guidarlo nella sua missione. La nuova storia, così come la mappa stessa e la nuova dinamica di looting, sono tutti elementi estremamente positivi, che si affiancano a una serie di interventi capaci di migliorare sensibilmente l’esperienza nel suo complesso. Se avete amato Dragon’s Dogma 2 allo stesso modo in cui abbiamo fatto noi, Dark Arisen sarà l’oggetto dei vostri desideri nei pochi giorni che vi separano dalla sua uscita. Se invece avete fatto fatica a far scattare la scintilla beh, questo nuovo DLC con tutti gli aggiornamenti del caso, potrebbe essere la vostra seconda occasione per scoprire realmente cosa rende Dragon’s Dogma 2 così speciale.
