Legacy of Kain: Ascendance – La Recensione

Legacy of Kain: Ascendance è un gioco pericoloso, perché potrebbe affossare una volta per tutte questo grande franchise.

Chiunque sia cresciuto con una PlayStation in casa negli anni Novanta si ricorderà probabilmente di Legacy of Kain: Soul Reaver. Avventura dalle tinte gotiche sviluppata da Eidos Interactive, Soul Reaver esce nel 1999 e presenta una trama oscura scritta nientemeno che da Amy Henning, autrice ricordata oggi per il suo incredibile lavoro su Uncharted. Il fascino della terra di Nogoth e dei suoi personaggi distorti si univa a un gameplay in equilibrio tra azione, esplorazione e puzzle ambientali.  Insomma: Legacy of Kain: Soul Reaver era (e rimane) un grande gioco, in grado di dare vita a un franchise di successo durato fino al 2004. E poi il nulla.

Dopo Legacy of Kain: Defiance, infatti, la saga provò a rilanciarsi con un paio di titoli, che vennero però cancellati in corsa. In seguito tentò persino di trasformarsi in un prodotto multiplayer, ma dopo tre anni di open beta il progetto venne archiviato e dato per morto. Nel 2022, però, il marchio “Legacy of Kain” è passato dalle mani di Crystal Dynamics a quelle di Embracer Group, che ha provveduto a ripulire i titoli passati e a immetterli nuovamente sul mercato. Una mossa che i fan hanno gradito e che ha riaperto nuove possibilità per il franchise. Nuove possibilità che sbocciano per la prima volta in Legacy of Kain: Ascendance, action 2D in pixel art sviluppato da Bit Bot Media.

Negli scorsi giorni abbiamo potuto esplorare a fondo questa nuova avventura con protagonisti Raziel, Kain e l’inedita Elaleth. Un’avventura problematica, con numerosi limiti tecnici e artistici, e incapace di portare lustro a questa importante IP. Siete curiosi di scoprire cosa sia andato storto? Allora seguiteci nella nostra recensione di Legacy of Kain: Ascendance.

Legacy of Kain: Ascendance

UNA TRAMA DEGNA DI UNA BRUTTA FANFICTION

Uno dei motivi per il quale la saga di Legacy of Kain è tanto amata è il comparto narrativo che avvolge i vari capitoli che la compongono. Ascendance decide invece di prendere come punto di partenza il fumetto Legacy of Kain: Soul Reaver – The Dead Shall Rise e di espanderne la mitologia. Questo perché dietro alla recente iterazione videoludica c’è proprio il team che ha realizzato il succitato fumetto, all’interno dei quali spicca lo scrittore Joshua Viola. Joshua decide di non andare per il sottile, quindi crea un nuovo personaggio (la sorella di Raziel, Elaleth) e la butta all’interno di una storia fatta di viaggi nel tempo, paradossi e riscrittura del passato. 

Il problema, però, è che non si tratta di un “what if”, ma bensì di una vera e propria retcon, che distrugge alcuni ottimi elementi dei capitoli originali. Legacy of Kain: Ascendance racconta una storia sconclusionata, mal gestita, con personaggi inediti non richiesti e incapace di catturare il fascino dei capitoli originali. A questo si aggiungono dei dialoghi a dir poco pessimi, una cattiva scrittura dei documenti che è possibile raccogliere in gioco e una pessima caratterizzazione anche dei personaggi storici, che continuano a fare la figura degli imbecilli per tutta la durata dell’avventura. 

Nonostante Elaleth possa risultare potenzialmente interessante, non c’è nemmeno un momento nel quale ci si sente soddisfatti di quanto accade a schermo. Si ha la costante sensazione di trovarsi di fronte a una pessima fanfiction, scritta da persone che hanno letto il riassunto dei titoli originali su Wikipedia. Un vero e proprio spreco di tempo, difficile da comprendere.

Legacy of Kain: Ascendance

LIMITI

Una volta compreso il dramma del comparto narrativo, è giunto il momento di spostarsi sul piano ludico, nella speranza che le cose prendano una piega differente. Speranza che, purtroppo, risulta vana. Legacy of Kain: Ascendance è un gioco d’azione a due dimensioni che ci permette di utilizzare tre diversi personaggi (Raziel, Kain ed Elaleth). Peccato però che, nonostante le abilità uniche dei vari combattenti, si possa affrontare l’intera avventura utilizzando solamente le mosse base, trattandoli come se fossero il medesimo personaggio. 

Sono inoltre presenti delle idee di design che sembrano essere state inserite per risultare fastidiose. Vi basti pensare che i vari protagonisti, in quanto vampiri, perdono costantemente vita nel corso del livello, costringendo l’utente a cibarsi dei nemici o dei vari NPC imprigionati sparsi per la mappa. Peccato, però, che questo continuo calo dell’energia porti in alcuni momenti a morire senza un giusto motivo, solo perché magari si è “assorbito” un nemico in meno o si ha scelto una strada secondaria senza corpi da divorare.

Il combat system che ci dovrebbe invogliare a sconfiggere gli avversari è inoltre scialbo e poco divertente, accompagnato da un’IA nemica a tratti imbarazzante. Ciliegina sulla torta, gli scontri con i boss. Banali, basati su idee di design spesso inconsistenti e facilmente superabili premendo a caso i tasti sul controller, queste sessioni sono una perfetta sintesi di un progetto che fa acqua da tutte le parti.

La questione migliora leggermente quando si affrontano le sezioni platform, che riescono a intrattenere, pur rimanendo lontane dalla qualità media offerta dai numerosi titoli 2D usciti negli ultimi anni. Decisamente sottotono, infine, la longevità generale, che si attesta attorno alle tre ore. Tre ore che lasciano comunque spazio alla monotonia e che difficilmente ci spingeranno a completare al 100% l’avventura, recuperando gli ultimi collezionabili o affrontando l’intera storia al livello di difficoltà più alto. Perché, in fondo, crediamo di averne già avuto abbastanza.

Legacy of Kain: Ascendance

PIXEL ART E PESSIME ANIMAZIONI

Una volta avviato Legacy of Kain: Ascendance è facile farsi coinvolgere dalla qualità grafica dei vari modelli in Pixel Art. Modelli che ci sono sembrati convincenti, facendoci ben sperare nel comparto tecnico. Peccato che le animazioni siano spesso brutte da vedere, rendendo anche le azioni basilari (come la camminata) goffe e poco appaganti. Discorso diverso per gli sfondi, che ci sono piaciuti, pur senza farci gridare al miracolo.

Arriviamo, purtroppo, a un altro punto dolente della produzione: il doppiaggio. Bit Bot Media ha deciso di riportare in pista i doppiatori storici della serie, senza però rendersi conto di quanto siano invecchiati. Guardare un Raziel giovane parlare con la voce appartenente a un uomo anziano è a dir poco straniante. Un risultato replicato anche con Kain, che fortunatamente però parla meno del protagonista dei due Soul Reaver. Ci rendiamo conto che possa sembrare una “minuzia”, ma la resa finale è a tratti così assurda da strappare un sorriso. Nota per i non anglofoni: il gioco è interamente sottotitolato in italiano, nel caso siate interessati a carpire ogni singolo elemento della succitata pessima trama.

Buone, infine, le musiche, che si ispirano a quelle passate per tentare di replicare la medesima atmosfera sospesa tra l’orrore e l’onirico. Avremmo forse apprezzato maggiormente una maggiore malinconia di fondo, ma vista la natura “action” del titolo, crediamo che quanto sentito sia comunque coerente con il progetto.

LEGACY OF KAIN: ASCENDANCE, IL COMMENTO FINALE

Non vogliamo girarci attorno: di buono, in Legacy of Kain: Ascendance, c’è solo l’intenzione di voler riportare in vita un franchise tanto amato. Tutto il resto è “mediocre” nel migliore dei casi e “pessimo” nella maggior parte. Un titolo a tratti incomprensibile che rischia di rovinare una volta per tutte un brand dall’incredibile potenziale. La nostra speranza, a questo punto, è che nessuno si accorga dell’esistenza di questo capitolo e si decida di riportare Legacy of Kain alla sua natura tridimensionale, dando in mano il progetto a un team competente. Un team consapevole dei pregi di questa IP, che sappiano trasportarli nell’epoca moderna senza intervenire (e danneggiare) su quanto di buono fatto in passato.

Legacy of Kain: Ascendance è disponibile su console e PC.

Legacy of Kain: Ascendance
Pro
L’idea di riportare in vita il franchise
La Pixel Art non è da buttare via
Contro
Una trama imbarazzante quando al suo meglio
Gameplay blando, senza alcun punto di forza
Pessime scelte di design
Animazioni scadenti
4.5
Voto

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