Lo Stregone d’Argento: tra pane, magia e amore, un’avventura fantasy in tre volumi.
Il 2026 di J-Pop Manga si è aperto con tante nuove serie per tutti i tipi di pubblico. Lo Stregone d’Argento è uno shojo fantasy in tre volumi, scritto e disegnato da Ina Tsuzawa. Il primo di questi tre volumi è già disponibile da fine aprile, e introduce la giovane Mei e i due stregoni che le influenzeranno la vita. Grazie a J-Pop ho letto il primo volume de Lo Stregone d’Argento e posso darvi un’opinione tra pro e contro.

Di Pane e di Stregoni
In un tempo non precisato esistevano due stregoni: quello d’Argento, accusato di aver dato fuoco al re del villaggio e all’intera famiglia reale, e quello d’Oro, eroe del popolo e capace di fermare le fiamme prima che fosse troppo tardi. Il primo stregone è stato esiliato, bandito in un’altra dimensione, mentre quello d’Oro è diventato una delle figure più autorevoli della cittadina in cui vive Mei, la fornaia protagonista del manga. La giovane è un’artista della farina, è in grado di cucinare del pane delizioso, ma vive sotto l’abbraccio protettivo e lo sguardo severo del padre. Un giorno mentre si allontana troppo da casa, Mei cade da un dirupo, e si ritrova nel campo di grano argenteo dello Stregone d’Argento. Qui scoprirà la verità sulla morte del Re e si affezionerà allo Stregone d’Argento, iniziando anche a capire cosa vuole fare della sua vita.

Non voglio svelarvi cosa succede nel primo volume de Lo Stregone d’Argento, ma la storia prende subito un’altra piega, sebbene rimangano di base le atmosfere fantasy e romantiche. Il cast si arricchisce subito di nuovi elementi e, sebbene Mei resti sempre al centro del racconto, l’autrice riesce a raccontare il dramma, il rispetto e l’invidia tra i due Stregoni. Il primo volume è una lettura piacevole, che scorre veloce grazie a una pulizia sopraffina sia delle tavole che della linearità del racconto.
Semplice e pulito
I disegni di Ina Tsuzawa sono puliti e molto semplici, e concentrano i particolare sugli accessori: vestiti, gioielli, panificati e quant’altro sono più curati del personaggi umani, e in questo modo, li fanno risaltare ancora di più. La gabbia è sempre regolare, anche se il ritmo tra una vignetta e l’altra è altalenante. Ci sono momenti molto veloci, in cui la storia avanza anche di mesi, nel giro di una pagina, e altri più rilassati, dove l’autrice si prende il tempo per raccontar ele emozioni dlela sua protagonista.

L’edizione italiana de Lo Stregone d’Argento è ottima, ed è in linea con le altre produzioni J-Pop da 7,50€. Sovracopertina, pagine a colori e formato brossurato 12×16,9, un volume che si pone tranquillamente e adeguatamente in libreria accanto alle altre miniserie della casa editrice.
Il primo volume de Lo Stregone d’Argento è un buon inizio per lo shojo di Ina Tsuzawa, con personaggi ben caratterizzati e disegni pulitissimi. La trama forse non è delle più originali, ma sono fiducioso riuscirà comunque a chiudere tutto ciò che ha aperto nei prossimi due volumi, dato il ritmo serrato di questo primo numero.
