Il motocross riparte efficacemente con MXGP 26, ma manca ancora molto al traguardo della perfezione
Due anni di attesa dall’ultimo capitolo per vedere ritornare il campionato mondiale di motocross su console e PC. MXGP 26 è il nuovo capitolo ufficiale della serie dedicata al motocross internazionale, sviluppato da Artefacts Studio e pubblicato da Nacon. Indubbiamente si tratta di un ritorno particolarmente importante per il franchise, reduce da un titolo precedente che aveva lasciato parecchi dubbi sul futuro della licenza e sulla capacità di offrire un’esperienza all’altezza delle aspettative degli appassionati.
MXGP 26 mette a disposizione i piloti, le livree e i 19 circuiti ufficiali della stagione 2026, cercando di ricreare le caratteristiche del campionato mondiale attraverso gare impegnative, terreni dinamici e un sistema di guida che richiede attenzione e pratica. La volontà è quella di ripartire dalle basi, abbandonando soluzioni tecniche del passato e affidando l’intero progetto a un unico studio di sviluppo. Tra i cambiamenti più significativi spicca l’uso di Unreal Engine 5 come motore grafico, accompagnato da un lavoro più certosino sulla resa dei circuiti, sulla fisica delle moto e sulla gestione delle condizioni ambientali.
Non solo comparto tecnico, perché le novità riguardano anche campionati personalizzabili, Gran Premi, prove a tempo, multiplayer online e numerose opzioni estetiche. In questo modo il gioco cerca di offrire una proposta capace di soddisfare sia chi desidera cimentarsi nelle competizioni ufficiali sia chi preferisce affrontare singole gare senza troppi vincoli. Il risultato è un titolo che compie evidenti passi avanti rispetto al predecessore, soprattutto sul piano visivo e nella rappresentazione del terreno, ma che deve ancora risolvere alcune criticità importanti. Scopriamole insieme!
Versione testata: PlayStation 5
Modalità di gioco e contenuti
Il cuore dell’esperienza di MXGP 26 è rappresentato dalla riproduzione del campionato mondiale di motocross, con una struttura che riprende le competizioni ufficiali e permette di affrontare le diverse tappe della stagione. La modalità Campionato consente di scegliere tra le categorie MX2 e MXGP, mettendo a disposizione un calendario composto da 19 circuiti ufficiali. Ogni tracciato presenta caratteristiche specifiche, sia dal punto di vista della conformazione del terreno sia per quanto riguarda le condizioni atmosferiche, contribuendo a differenziare le singole gare.
Tra gli aspetti più interessanti emerge la possibilità di intervenire direttamente sulla struttura della competizione. È, infatti, possibile modificare la durata degli eventi, il formato delle gare e le condizioni meteorologiche, scegliendo se rispettare quelle effettivamente registrate durante il campionato reale oppure creare una stagione personalizzata. Questa libertà consente di adattare l’esperienza alle proprie preferenze, anche se è necessario considerare che un Gran Premio completo richiede un investimento di tempo alquanto consistente. Tra qualifiche, preparazione dell’assetto della moto e due gare, una singola tappa può arrivare a occupare anche più di mezz’ora.
Per chi preferisce sessioni più rapide, il gioco propone anche due modalità alternative: Gran Premio e Attacco al tempo. Il primo permette di disputare un singolo evento competitivo, personalizzandone durata, condizioni e struttura senza dover affrontare l’intero calendario. Il secondo mette a disposizione prove individuali nelle quali cercare di migliorare i propri record sui diversi circuiti, confrontando i risultati anche attraverso le classifiche online. Le prove a tempo prevedono, inoltre, obiettivi progressivi, con medaglie di bronzo, argento, oro e diamante da conquistare. Il raggiungimento di determinati traguardi permette di sbloccare nuove livree e altri elementi estetici.
Vi è anche un sistema che raccoglie diverse sfide legate ai campionati, alle prove a tempo e allo sblocco degli oggetti. Il completamento degli incarichi contribuisce a riempire una raccolta virtuale di medaglie, introducendo quindi una forma di progressione che, pur risultando funzionale, non riesce a compensare la mancanza di contenuti più articolati. Il problema principale è infatti l’assenza di una vera modalità carriera. Non esiste un percorso che permetta di iniziare dalla MX2 e raggiungere progressivamente la categoria MXGP, né un sistema strutturato di gestione della squadra, sviluppo della moto, sponsorizzazioni o risorse economiche.
Il campionato si configura semplicemente come una stagione da completare: una volta raggiunto il traguardo finale e assistito alla celebrazione sul podio, si torna al menu principale, senza una progressione significativa che accompagni il giocatore negli eventi successivi. Potrebbe sembrare un dettaglio marginale, ma per un titolo sportivo moderno è una mancanza rilevante considerando anche che altri giochi del genere offrono modalità carriere più articolate e appaganti.
Personalizzazione e progressione
La personalizzazione in MXGP 26 è decisamente curata e rappresenta un elemento importante per chi desidera rendere riconoscibile il proprio pilota. Il sistema di creazione del personaggio permette di intervenire su numerosi dettagli estetici, dalla tuta agli accessori fino alla livrea della moto. Le opzioni disponibili consentono di costruire un’identità visiva personale, modificando colori e combinazioni per ottenere un risultato coerente con i propri gusti.
La presenza di diversi elementi già disponibili all’inizio rende possibile intervenire immediatamente sull’aspetto del veicolo, mentre altri oggetti possono essere sbloccati attraverso la valuta di gioco. Quest’ultima si ottiene completando gare e obiettivi, creando un collegamento diretto tra le attività svolte e la possibilità di ampliare il proprio guardaroba virtuale. Il sistema comprende anche abbigliamento ispirato a quello utilizzato nel mondo reale, con elementi che possono essere ulteriormente modificati per adattarli al proprio stile.
Il limite principale è che la personalizzazione rimane prevalentemente estetica. Non è accompagnata da un sistema approfondito di sviluppo del pilota o della squadra e non incide in maniera significativa sulla progressione sportiva. Non è nemmeno possibile, per esempio, scegliere sponsor o elementi estetici legati a qualche specifico brand. Il risultato è un sistema di personalizzazione piacevole e sufficientemente articolato, inserito però in una struttura generale che avrebbe bisogno di maggiore profondità.
Gameplay e sistema di guida
Il salto di qualità maggiore di MXGP 26 rispetto al precedente capitolo è dato dal sistema di guida. Le moto donano una sensazione di maggiore stabilità e controllo, mentre il comportamento dei veicoli sul terreno è stato rivisto per offrire un’esperienza molto vicina alle caratteristiche peculiari del motocross. Il modello di guida non è semplice e nemmeno immediato, anzi richiede una buona dose di precisione soprattutto nelle curve, nei passaggi più contorti dei circuiti e durante i salti. Non basta accelerare e frenare per mantenere il percorso, bensì è necessario imparare a gestire il peso della moto, l’inclinazione del pilota, scegliere correttamente le traiettorie e valutare attentamente come affrontare ogni ostacolo.
La fisica introduce elementi intriganti come lo spostamento del retrotreno durante le frenate e le animazioni del pilota che cerca di recuperare il controllo della moto nelle derapate. Anche le animazioni successive alle cadute contribuiscono a rendere più naturale e realistica l’azione. Particolare attenzione è stata dedicata ai salti, alle whip e agli scrub, manovre fondamentali nel motocross per modificare la traiettoria e ridurre il tempo trascorso in aria. Il sistema di assistenza permette di attivare un aiuto per riallineare la moto sui tre assi, ma la gestione delle manovre aeree non è sempre intuitiva.
Non è raro notare come durante alcune gare risulti complesso recuperare l’assetto corretto dopo una whip o uno scrub, con il rischio di ribaltarsi o uscire di pista prima dell’atterraggio anche quando gli aiuti sono tutti attivi. Anche la gestione delle curve presenta qualche incertezza. In determinati frangenti, la moto sembra reagire con eccessiva rigidità, rendendo difficile correggere la traiettoria quando si è già impostata una curva. Il risultato può essere una sensazione di sottosterzo, con il veicolo che fatica a seguire le indicazioni del giocatore e finisce per uscire dalla traiettoria prevista.
Tutto ciò rende MXGP 26 un titolo impegnativo, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta al motocross virtuale, anche se appassionato di giochi di corsa. Inoltre l’alta difficoltà non sempre deriva da una gestione sbagliata del mezzo. In alcune situazioni, collisioni e calcoli fisici producono reazioni eccessive, trasformando piccoli errori in cadute spettacolari e poco credibili. Un impatto con un cartello, un atterraggio leggermente pesante o una traiettoria affrontata con un angolo sfavorevole possono provocare ribaltamenti improvvisi e lanci della moto in aria.
A rendere il tutto più frustrante contribuisce il sistema di riposizionamento dopo le cadute. In alcuni casi, il punto di rigenerazione può collocare il giocatore in una posizione poco favorevole, come una salita dalla quale è difficile ripartire o una zona del terreno che provoca una nuova caduta immediata. Questi episodi rischiano di compromettere una gara anche quando il giocatore sta affrontando correttamente il percorso, mettendo in evidenza una fisica che, pur essendo complessivamente migliorata, necessita ancora di una maggiore coerenza.
Intelligenza artificiale e multiplayer
Un altro grosso limite di MXGP 26 è il comportamento degli avversari controllati dall’intelligenza artificiale. Durante le varie competizioni, in qualsiasi circuito si gareggi, i piloti gestiti dal gioco mostrano movimenti poco convincenti con traiettorie imprevedibili, collisioni evitabili e cadute inspiegabili in punti del circuito per nulla complicati. La situazione appare ancora più problematica considerando la complessità del terreno dinamico. Le irregolarità e i solchi che si formano durante la gara sembrano mettere in difficoltà gli avversari virtuali, che non sempre riescono ad adattare le proprie traiettorie alle condizioni della pista.
Bastano poche curve per osservare il gruppo che si disperde e lascia il giocatore a competere contro avversari che faticano a mantenere un ritmo costante. Anche la partenza rappresenta un elemento poco equilibrato. Il giocatore riesce frequentemente a conquistare l’holeshot, ovvero il primo posto alla prima curva, grazie a una velocità iniziale sensibilmente superiore rispetto a quella dei rivali controllati dal gioco. Anche selezionando livelli di difficoltà elevati, è possibile vincere diverse gare senza una preparazione approfondita e persino dopo aver commesso numerosi errori.
Questo aspetto riduce sensibilmente il valore competitivo dei campionati, soprattutto per chi cerca una simulazione capace di mettere alla prova le proprie capacità attraverso una sfida costante. Bisogna rivolgersi al multiplayer per provare a compensare almeno in parte queste carenze. Vi sono lobby pubbliche con un sistema abbastanza funzionante di matchmaking e classificazione, ma è anche possibile creare stanze private per giocare con gli amici e utilizzare avversari controllati dall’intelligenza artificiale per completare le griglie di partenza. Una soluzione utile per rendere le competizioni più flessibili, soprattutto quando non si dispone di un gruppo numeroso di partecipanti.
Anche qui, però, non mancano alcune assenze importanti. MXGP 26 non supporta lo split-screen locale e non è presente il cross-play, quindi nessuna possibilità di gareggiare online tra piattaforme differenti. Anche la condivisione delle livree e delle personalizzazioni create dagli utenti non è prevista. Sono limitazioni che riducono le possibilità di interazione tra i giocatori e che avrebbero meritato maggiore attenzione, considerando il potenziale del comparto multigiocatore.
Grafica e comparto tecnico
Come già accennato, il passaggio a Unreal Engine 5 rappresenta una delle novità più importanti di MXGP 26 e segna una netta discontinuità rispetto al predecessore. Nel capitolo del 2024 era stato utilizzato un motore grafico proprietario, con non pochi problemi, alcuni anche gravi. Questa volta Artefacts Studio ha deciso di usare un motore ben consolidato concentrando gli sforzi sulla resa ambientale e sulla rappresentazione dei circuiti.
Fin dalle prime gare è possibile osservare un miglioramento evidente. Le moto presentano un buon livello di dettaglio, gli ambienti sono ricchi e curati, tra pubblico a bordo pista, effetti particellari e una resa convincente delle condizioni atmosferiche. Anche le animazioni contribuiscono alla sensazione di maggiore realismo. La maglia del pilota reagisce al vento e lo sporco sulla tuta e sulla moto accompagna lo svolgimento della gara, rendendo più credibile il passaggio attraverso fango e sabbia.
Il vero protagonista del comparto tecnico è però il terreno. Le superfici dei circuiti si modellano al passaggio delle moto, quindi fango, sabbia e terreno compatto mostrano comportamenti differenti, con solchi e irregolarità che si formano dinamicamente. Le traiettorie percorse dai piloti contribuiscono così a modificare la conformazione della pista, rendendo ogni giro potenzialmente diverso dal precedente. Il risultato è particolarmente convincente sui tracciati caratterizzati da superfici morbide e irregolari, dove il passaggio delle moto lascia segni evidenti e modifica progressivamente le traiettorie disponibili.
Anche il meteo dinamico contribuisce all’immersione. Durante le gare sotto la pioggia, il terreno assume un aspetto più realistico, con pozzanghere e superfici bagnate che valorizzano ulteriormente il lavoro svolto sulla rappresentazione ambientale. Non mancano alcune imperfezioni. Durante le sequenze che precedono le gare possono verificarsi occasionali popup grafici, mentre alcuni dettagli dello scenario in lontananza non raggiungono lo stesso livello qualitativo delle moto e delle superfici di gara.
Nel complesso, tuttavia, il comparto visivo è convincente e offre un’esperienza sensibilmente più curata rispetto al passato. Per quanto riguarda le prestazioni, le prove effettuate su PlayStation 5 hanno evidenziato un funzionamento stabile a 60 fotogrammi al secondo, senza rallentamenti evidenti. Si tratta di un risultato importante per un gioco di corse nel quale la precisione dei comandi e la reattività della moto incidono direttamente sull’esito delle competizioni.
Il comparto audio di MXGP 26 svolge il proprio compito senza particolari problemi, ma rimane uno degli elementi meno sviluppati dell’intera produzione. Il rombo dei motori rappresenta il principale protagonista della componente sonora. Le accelerazioni, le derapate e il passaggio delle moto sul terreno contribuiscono a restituire una sensazione credibile di velocità e di competizione. Anche il rumore del pubblico lungo il circuito accompagna l’azione, offrendo un minimo di atmosfera durante le gare.
Tuttavia, l’esperienza sonora è estremamente scarna. Manca un commento audio, non sono presenti interventi vocali significativi e l’accompagnamento musicale è praticamente limitato alla schermata principale. Durante le competizioni, il giocatore si ritrova quindi ad ascoltare quasi esclusivamente i motori e i rumori ambientali. Questa scelta può risultare apprezzabile per chi preferisce giocare ascoltando la propria musica o un podcast in sottofondo, ma limita sensibilmente il coinvolgimento per chi desidera un’esperienza sportiva più completa.
Conclusioni
MXGP 26 rappresenta un passo avanti significativo per la serie, grazie al passaggio a Unreal Engine 5, a un comparto grafico convincente e a un sistema di terreno dinamico che valorizza l’esperienza di guida. Le 19 piste ufficiali, le personalizzazioni e le diverse modalità offrono una buona base per gli appassionati.
Restano, tuttavia, alcune criticità: una fisica talvolta imprevedibile, un’intelligenza artificiale poco competitiva e l’assenza di una vera modalità carriera limitano la longevità e il coinvolgimento. In definitiva, MXGP 26 è una ripartenza promettente, ma necessita ancora di maggiore rifinitura e contenuti per raggiungere il suo pieno potenziale.
