Garfield: Escape from Monday – La Recensione

Garfield: Escape from Monday riesce solo in parte a convincere, ma non si impegna mai del tutto

Un settembre all’insegna dei platform per Microids che, dopo averci deliziato con Marsupilami 2- Salsa Palombia, torna sugli scaffali con Garfield: Escape from Monday. Sviluppato da OSome Studio, autori degli ultimi giochi di Asterix, il platform 3D del gattone arancione è disponibile su console e PC dallo scorso 24 settembre per poco meno di trenta euro. Ho passato qualche pomeriggio al fianco di Garfield, completando tutti e quaranta i livelli e le corse a tempo, e sono pronto a raccontarvi i pro e contro di Escape from Monday in questa recensione.

Versione Testata: Xbox Series X

Un sogno indigesto

Dopo aver mangiato una lasagna vegetariana, Garfield crolla in un sonno profondo. Qui incontra il gigantesco e apparentemente giovale chef Monday, che si rivela presto un mentecatto che non vuole che il gattone si risvegli. Per questo ha promesso a tre conoscenti del felino il loro cibo dei sogni, se riescono a fermare Garfield sul percorso. Dal canto suo, il gatto dovrà mangiare il più possibile per svegliarsi, sfidando livelli pieni di verdure, dolci e hamburger. Garfield: Escape from Monday è un gioco pensato per i più giovani, e la trama fa da contorno come se fosse una piccola avventura a cartoni animati. OSome Studio inserisce tutti i personaggi principali della serie, regalando anche alcune interazioni simpatiche non solo con Jon e Odie, ma anche con il pubblico, con Garfield che spesso rompe la quarta parete e ammette di essere in un videogioco.

Garfield dovrà viaggiare attraverso tre mondi, alla fine dei quali troverà uno dei suoi amici/rivali. Ogni mondo segue ovviamente un tema principale, o meglio un genere alimentare. Tra stuzzichini e lasagne nascoste, c’è un forte richiamo ai platform tridimensionali dell’epoca PlayStation 2 e PlayStation 3, anche proprio per il level design di ogni livello. Alcuni stage provano a fare qualcosa di diverso, giocando con telecamere, piattaforme e meccaniche specifiche, ma non c’è mai qualcosa che lascia davvero il segno o davvero approfondita. L’unica eccezione è fatta dai tre costumi (uno per mondo) che aggiungono una nuova meccanica all’esplorazione e al completamento degli stage.

Lasagne, costumi e prove a tempo

Il gattone arancione potrà saltare, rotolare e colpire con una potente zampata gli avversari, oltre a combinare alcune di queste azioni con un forte schianto a terra. I tre costumi che ho menzionato prima, aggiungono invece nuove abilità a quelle di base di Garfield. Il costume tacchino permette di saltellare in aria più volte, quello da Surfista ci permetterà di attraversare i liquidi e infine quello Cowboy ci darà la possibilità di appenderci a sporgenze con il lazo. Con queste nuove abilità dovremo cercare le già citate lasagne, le leccornie preferite da Garfield, e questi pezzi di pasta saranno i veri e propri collezionabili del gioco. Accumulandoli livello dopo livello, sbloccherete i mobili della casa di Jon, e creerete un diorama a tema. Anche i pezzi di lasagna spesso sono nascosti in bella vista, e non c’è un vero e proprio bisogno d’impegno per trovarli tutti, a differenza di quanto succede nelle prove a tempo.

Le prove a tempo dovrebbero essere l’occhiolino verso i giocatori più navigati, ma Garfield non riesce a stare al passo a questa modalità. Vuoi per pigrizia, vuoi per superficialità, nelle prove a tempo di Garfield: Escape from Monday non è possibile riavviare il livello dal menù, ma bisogna ogni volta tornare all’hub principale e riselezionare la sfida. Questo, soprattutto nei livelli avanzati, aumenta notevolmente le perdite di tempo e di frustrazione. Senza contare che il timer non si ferma per i momenti di trama, rubando secondi preziosi nella sfida.
Con questi difetti, le prove a tempo sono uno degli aspetti peggiori di Garfield, che potrebbero davvero rovinarvi l’esperienza generale (che già non brilla più di tanto).

Purtroppo anche i boss e i nemici non sono molto riusciti. Se i mob si ripetono tra un mondo e l’altro (anche se il gioco cerca di narrare una sottotrama dove le verdure e i dolci si imprigionano a vicenda) i boss ripetono proprio le meccaniche. Variano i proiettili, ma ogni boss battle si riassume in un dover schivare esplosioni e proiettili, senza alcun guizzo creativo o idea diversa fino al finale.

Un livello a sapor di pizza

Anche l’aspetto tecnico rimane purtroppo sempre nella media. Nonostante il gioco giri fluido e senza scatti, l’estetica e la risoluzione non spiccano certo per la loro bellezza. Inoltre c’è una scelta alquanto insolita dei colori dell’ultimo mondo, in cui i proiettili rossi si muovono su piattaforme dello stesso colore, tra polpette al sugo e bistecche, minando perfino la leggibilità dello schermo. Là dove graficamente cade però, il sonoro riesce a portare qualche risultato anche se in qualche occasione il brano di sottofondo sparirà misteriosamente. Il doppiaggio inglese è altalenante, ma sicuramente non è la parte peggiore del gioco. Il doppiatore di Garfield lo fa apparire giustamente svogliato, forse anche troppo, mentre il resto del cast è piacevolmente in parte.

Garfield: Escape from Monday è un buon platform 3D per il pubblico di giovanissimi. Purtroppo fa solo il minimo sindacabile e molti degli aspetti potevano avere una migliore cura, come una maggiore differenzazione dei nemici, le hit box, il level design e l’esperienza complessiva delle prove a tempo per dare ulteriore risalto al franchise. In un settembre così denso d’uscite forse la giungla di Marsupilami 2 è più avvincente dei sogni monocolore del gatto arancione.

Garfield: Escape from Monday è disponibile su console e PC dallo scorso 24 settembre.

Pro
Buona la musica e il doppiaggio
I costumi rinfrescano il gameplay
Contro
Manca il "riavvia" nelle prove a tempo
Hit box non sempre precise
Boss riciclati e ripetitivi
6
Voto

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